Dunque, siccome m’è capitato di leggere sesquipedali minchiate in giro, forse è opportuno chiarire alcuni concetti che, evidentemente, sfuggono a tanti.
Innanzitutto, non esiste possibilità alcuna di paragonare la “vicenda Polverini” alla “vicenda Formigoni” (almeno dal punto di vista “tecnico“). Proverò a spiegarne il perché.
Allora, nel Lazio il Pdl non ha potuto presentare la lista nella Provincia di Roma, non solo per la nota vicenda del pirlacchione che si sarebbe allontanato per mangiare un panino (o per fare chissà che); ma anche perché ai danni del suddetto pirlacchione, e come documenta in modo sufficientemente chiaro il video riportato all’inizio del post, sono stati commessi – probabilmente – alcuni illeciti; che, non a caso, formano oggetto di denunce all’autorità giudiziaria.
Gli illeciti sono stati due: innanzitutto, i rappresentanti dei Radicali (e di altre formazioni del centrosinistra), presenti nel Tribunale ove andavano depositate le liste, ad un certo punto hanno materialmente impedito al pirlacchione di cui sopra di accedere all’ufficio elettorale. In secondo luogo, sempre ai danni di questo emerito cazzone, il responsabile del succitato ufficio elettorale ha tenuto un comportamento VIETATO DALLA LEGGE che disciplina la materia.
Si legga, a pagina 26, quanto statuiscono le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”:
“Il cancelliere non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e il contrassegno o contrassegni di lista neppure se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente“.
E’ necessario aggiungere altro? Penso proprio di no!
Veniamo alla Lombardia.
Qui, la situazione è diversa: sono state riscontrate irregolarità in 514 firme presentate a sostegno del cosiddetto “listino” di Formigoni. A causa di queste irregolarità, il suddetto “listino” – risultando privo del numero di firme necessarie alla sua ammissione – è stato estromesso dalla competizione elettorale; e ciò, a norma di legge, ha provocato la DECADENZA AUTOMATICA di tutte le liste collegate (compresa quella della Lega Nord), e del candidato Roberto Formigoni. Più chiaramente ancora: in questo momento, in Lombardia non esiste un candidato governatore di centrodestra; gli elettori, se le cose non saranno risolte, non avranno la possibilità di votare per la coalizione di Berlusconi, e potranno scegliere di dare la propria preferenza soltanto al centrosinistra o a qualche candidato estraneo alle due coalizioni principali. Punto.
Premesso tutto ciò, veniamo al dunque.
Dal punto di vista meramente formale, non v’è dubbio – almeno nel caso della Lombardia – che non si sia rispettato il “dettato” della legge (ci si riferisce alle 514 firme irregolari); così come non può esserci dubbio sul fatto che il pirlacchione laziale non avrebbe dovuto allontanarsi dalla postazione per fare un déjeuner sur l‘herbe (ammesso questo abbia fatto); così come, allo stesso modo, non può esserci dubbio sul fatto che il cancelliere abbia commesso un abuso nei confronti del pirlacchione, perché a norma di legge non avrebbe dovuto precludergli l’ingresso nell’ufficio, impedendogli così di presentare la lista.
Ciò detto, da questa situazione come se n’esce? Proibendo al centrodestra – e al Popolo della Libertà – di partecipare alle elezioni? Impedendo agli elettori di questa parte politica di trovare sulla scheda i contrassegni che lo rappresentano?
Credo – e spero – di no. Credo – e spero – che le forze politiche tutte, a cominciare da quelle dell’opposizione, si mostrino responsabili e accettino una “soluzione politica”: la riammissione di tutti, e il ripristino di una condizione di “normalità”.
Voglio aggiungere una cosa (che risulterà scontata a chi legge abitualmente questo modesto blog): il sottoscritto – come avrebbero fatto tanti altri che sostengono il centrodestra – se una cosa analoga fosse capitata al Partito democratico, avrebbe chiesto la stessa cosa: una soluzione politica e la riammissione delle liste escluse. E lo avrebbe fatto per ragioni di sportività, correttezza, lealtà e cavalleria: principi irrinunciabili per chiunque sia di destra. E che di tanto in tanto – e la cosa mi fa molto piacere – “contagiano” anche la sinistra. Com’è avvenuto nel caso di Mario Adinolfi, giornalista e membro della Direzione Nazionale del Pd, che sul suo blog ha scritto:
“Dite quello che vi pare, ma a me dei giudici che impediscono a Roberto Formigoni di candidarsi in Lombardia e al Pdl di candidarsi a Roma, fanno venire in mente un golpe. Fosse successo ai nostri, staremmo già tutti in piazza. Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura“.
Ma Adinolfi ha detto anche di più.
In un altro post, infatti, ha ricordato alcune cose che meritano attenzione:
“Qualcuno mi chiede: “Perché insisti tanto sulla questione delle liste Pdl non ammesse, battendoti in loro difesa? Non ti conviene, ti fai solo nemici”. Vero, il tema non incontra la simpatia né l’attitudine al ragionamento dei militanti di centrosinistra, che ripetono la solita litania: le regole sono state violate, le liste non vanno riammesse. Io però sono testardo e voglio provare a dimostrare che questa vicenda mette in luce il solito vizio, il vizio che rende il centrosinistra perdente, il vizio dei due pesi e delle due misure (..).
Sulla materia del contendere ho una lunga esperienza. Ho presentato le liste di Democrazia Diretta alle amministrative del 2001 e del 2003, raccogliendo le firme una ad una e so quanta fatica ci voglia per fare le cose per bene. In tutti e due i casi, le liste competitrici della nostra furono oltre trenta, alcune accompagnate da firme palesemente false. I magistrati chiusero un occhio e ammisero sempre tutti. L’andazzo cambiò minimamente alle regionali scorse, quelle del 2005, quando Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini presentò sempre a Roma le sue liste, sempre accompagnate da firme palesemente false (i giudici un anno dopo accertarono la presenza di 871 firme false e condannarono per falso ideologico a un anno e sei mesi i responsabili della lista) (…) (molte firme furono garantite alla Mussolini dal centrosinistra, nota di camelot).
Il problema è che le firme false accompagnavano una lista funzionale al centrosinistra, perché la Mussolini aveva litigato ferocemente con Fini e Storace e si era candidata proprio per rubare consensi a quest’ultimo (…) e ricordo bene la campagna di stampa filo-mussoliniana tendente a favorire la riammissione di Alternativa Sociale. La Mussolini venne riammessa, delle firme false nessuno si ricorda più, prese una percentuale decisiva per togliere la regione Lazio a Storace e affidarla nelle mani di Piero Marrazzo, che fece i tristi errori che tutti ormai conosciamo e da essi fu travolto.
Ora il centrosinistra fa il contrario, i giornali di area usano le leve dell’indignazione così come nel 2005 raccontavano invece con toni eroici e simpatizzanti lo sciopero della fame di Alessandra Mussolini in camper davanti al tribunale per far riammettere la sua lista. Il combinato disposto di azione della magistratura e attivazione dei meccanismi informativi, crea l’ondata di opinione pubblica. E le ragioni della politica da questa ondata rischiano di essere sommerse (…).
Fa bene al centrosinistra continuare a usare il doppiopesismo, attendendo la soluzione della propria debolezza politica da fattori esterni? Non sarebbe molto più utile politicamente sottolineare l’evanescenza, la sciatteria, l’incapacità della classe dirigente del centrodestra, che non riesce neanche a presentare correttamente le liste, dicendoci però disponibili a trovare una soluzione politica per il rispetto che dobbiamo ai cittadini di centrodestra che debbono essere liberamente essere messi in condizione di votare partiti e candidati di centrodestra?
Davvero preferiamo questa formula oggettivamente golpista per cui l’esito delle elezioni si decide nelle aule di tribunale? Nel Lazio, lo ripeto, è già successo nel 2005. Quel risultato fu falsato dall’intervento dei giudici e le 871 firme false di Alessandra Mussolini fecero governatore della Regione il prode Marrazzo al posto dell’orrido Storace. Vogliamo usare questo metodo anche alle regionali 2010?
Mi pare un errore di portata colossale, democraticamente assai diseducativo, politicamente pericoloso. Ci si ritorcerà contro. Battiamoci, come vorrebbe Voltaire, per il diritto dei nostri avversari. Dimostriamo di essere adeguati al valore altissimo della parola “democrazia”“.
Grazie, Adinolfi.
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Tag: Elezioni regionali, Esclusione lista Pdl nel Lazio, Mancata presentazione lista Pdl, Popolo della Libertà, Regionali, Renata Polverini, Roberto Formigoni

















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Allora, nel Lazio il Pdl non ha potuto presentare la lista nella Provincia di Roma, non solo per la nota vicenda…….
“Non ammettere Formigoni e la lista del Pdl nel Lazio è un golpe”…
Allora, nel Lazio il Pdl non ha potuto presentare la lista nella Provincia di Roma, non solo per la nota vicenda del pirlacchione che si sarebbe allontanato per mangiare un panino (o per fare chissà che); ma anche perché ai danni del suddetto pirlacchi…
“Non ammettere Formigoni e la lista del Pdl nel Lazio è un golpe”…
Allora, nel Lazio il Pdl non ha potuto presentare la lista nella Provincia di Roma, non solo per la nota vicenda del pirlacchione che si sarebbe allontanato per mangiare un panino (o per fare chissà che); ma anche perché ai danni del suddetto pirlacchi…
vedo con piacere che i coglioni stanno a destra nn a sinistra il golpe la fa quel rottinculo di berluscaz…
Risposta a cocco:
Sei proprio il tipico elettore di sinistra: incolto, rozzo, privo di argomenti ed antidemocratico!
Complimenti….
Le parole di cocco racchiudono in se tutta l’inettitudine del Pd e l’arroganza dell’ Idv, altrimenti perchè farebbe questa differenza fra destra e sinistra… e se oggi prova piacere, cosa vuol dire, che fino ad ieri ha sofferto?
Non è così facile Cam: non è un problema di democrazia, è un problema che il signor Milioni se ne deve andare, altrimenti lo si deve cacciare in qualche modo.
In Lombardia, è assodato, si tratta di errori formali che non necessariamente fanno la sostanza, come più volte sostenuto dal TAR e dal Consiglio di Stato. È una questione burocratica, ed infatti si è tutti abbastanza d’accordo che in mancanza di una soluzione giudiziaria si possa andare per via legislativa, magari con decreto interpretativo.
Nel Lazio è diverso, molto diverso: il pirlacchione ha dimenticato di presentare le liste, non ha espletato nessuna pratica entro il tempo massimo previsto. Errore gravissimo ed imperdonabile. Il cancelliere ed i membri del tribunale sono già andati incontro ad una denuncia per abuso d’ufficio, ma questo ben poco cambia, come sottolineato dalla Corte d’Appello (la quale tuttavia dice che nessuna violenza è stata messa in atto contro i rappresentanti del PDL, anzi erano questi ad andare in escandescenza: il video parla chiaro mi pare!). È un errore che soltanto cambiando le regole del gioco mentre si gioca si può rimediare: io personalmente non ci sto, e di certo qui nel Lazio non voterò più il PDL alle amministrative finché il sig. Milioni farà parte del partito…
Il golpe qui da noi non c’entra niente, neanche se lo dice Adinolfi…
la legge non ammette ignoranza, ma non è uguale per tutti!
Ma scusami, Cam, qui non siamo alle olimpiadi; la sportività e l’educazione non possono entrarci.
Qui siamo, a mio parere, almeno nel caso di Formigoni, davanti ad una palese violazione delle regole che non può essere risolta dandosi una pacca sulle spalle e stringendosi la mano con sportività.
Che razza di esempio si da al paese? Come si può invocare la certezza della pena, quando si calpestano così impunemente tutte le regole?
Perché mai in futuro un candidato dovrebbe preoccuparsi di espletare tutte lunghe procedure per la presentazione della propria candidatura sapendo che tanto in Italia una soluzione di compromesso si trova sempre?
So che tu avresti detto la stessa cosa nel caso di candidati di sinistra, ma credo che la tua coerenza sia in questo caso sbagliata.
Da cittadino onesto, che rispetta le regole anche quando sa che non farlo non avrebbe alcuna conseguenza, è scoraggiante vedere questa classe politica (parlo di tutti, capiamoci) che se ne fotte anche delle regole basilari di funzionamento della democrazia.
Un’ultima cosa, se mi permetti.
Sei estremamente ingiusto a considerare quell’idiota che ti ha scritto prima un tipico elettore di sinistra.
Io elettore, seppure scettico, di sinistra non ho nulla a che spartire con tipi del genere.
Dovresti sapere che trogloditi del genere ci sono in tutti gli schieramenti e le generalizzazioninon rendono giustizia a chi le fa.
Un saluto
eccotene uno buono, di argomento.
(AGI) – Campobasso, 2 mar. – Un voto regionale annullato ed una elezione politica senza l’Ulivo: il Molise fa scuola in materia di liste con “vizi”. Negli ultimi 15 anni la ventesima regione ha offerto almeno due casi ‘nazionali’, di cui uno “unico” nella storia repubblicana. Nel 2001 il Tar fu chiamato a pronunciarsi sull’elezione di Giovanni di Stasi (Ulivo), che per pochi voti aveva superato Michele Iorio, candidato di centrodestra. Forza Italia e alleati osservarono che nelle liste dei Comunisti Italiani e dei Verdi alcune firme non riportavano il tipo di documento (carta di identita’, passaporto, patente) utilizzato per il riconoscimento ma solo il numero.
I giudici del tribunale amministrativo prima, e il Consiglio di stato accolsero il ricorso chiudendo in anticipo la legislatura regionale. Il centrosinistra all’epoca parlo’ di “sovvertimento del risultato dell’urna”, mentre dall’altra sponda si alzarono le voci sul “tentativo maldestro di delegittimare la giustizia o peggio di intimidire i giudici”.
Cinque anni prima, alle politiche di Aprile del 1996, allo stesso Iorio, allora candidato dell’Ulivo fu negata la partecipazione alle elezioni perche’ a presentare la lista fu una persona diversa dal depositario del simbolo.
Anche allora, come e’ accaduto per il Pdl a Roma, fu negata qualsiasi correzione a termini scaduti, consentendo al Polo delle liberta’ di guadagnare senza sforzo un seggio in piu’ alla Camera.
Sospetto che il danno maggiore per il centrodestra sia stata l’impressione di inettitudine e di incapacità, dato che anche sotto i governi di centrodestra il mancato rispetto delle formalità è sempre stato bastonato duramente, attaccarso al discorso della sostanza che deve prevalere sulla forma sembra una presa in giro di chi aspetta da 4 -5 anni il rimborso di un credito fiscale o da chi viene pagato con 6 mesi di ritardo per forniture alla PA, io ho visto che il 50% dei sostenitori del centrodestra non l’ha presa molto bene, ci sono persone che giustificano il calo del 3% nei sondaggi per il PDL in una settimana con fantomatici complotti, ma non credo che il decreto attuale farà riguadagnare il consenso perso tra gli indecisi, ha accontentato i militanti, ma quelli erano voti già acquisiti e quindi sostanzialmente irrilevanti.
Sono daccordo con chi dice che l’iniziativa più utile per Berlusconi sarebbe stata ammettere gli errori, bastonare i colpevoli e coinvolgere il PD in una possibilissima iniziativa legislativa condivisa che conveniva a tutti.
Adesso l’idea che in caso di errori da parte di galoppini di partito è possibile sanare tutto con un decreto “interpretativo” delle leggi a proprio favore è acquisito, e alla prima occasione ( che per quanto ci sia gente ingenua che si illude dell’eternità dal consenso del centrodestra ) sarà utilizzato anche dalle sinistre.
Senza contare che la costituzione all’articolo 72 comma 4 dice :
Legge n.400 del 23 agosto 1988 – “Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.”, art. 15 (Decreti-legge).
Articolo 72 , quarto comma, della Costituzione:
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è SEMPRE adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
Se dovesse esserci un ricorso alla corte costituzionale in caso di condanna queste elezioni verrebbero invalidate.
Ma si sa che i legislatori del centrodestra sono abituati a scrivere leggi che poi vengono bocciate dalla corte costituzionale, una più, una meno cosa vuoi che cambi.
Camelot: Ammetto a priori che non mi sembra giusto che gli elettori del centro-destra debbano essere privati del diritto di votare per una questione che e’, tutto sommato, banale.
Ma dimmi, se cio’ fosse successo alla lista della Bonino o a quella del candidato PD in Lombardia (non so chi sia), credi tu, ONESTAMENTE, che Berlusconi avrebbe magnanimamente permesso di sovvertire le regole e di farli ammettere alle elezioni? O pensi anche tu, ONESTAMENTE, che avrebbe fatto di tutto per escluderli dalle elezioni? E, sempre ONESTAMENTE, pensi che tu stesso non avresti declamato che le regole sono uguali per tutti e debbono essere rispettate?
Cordiali saluti, Leo Vadala
A tutti:
Evidentemente, come spesso accade, si commenta i post senza averli prima letti: nel Lazio, il cancelliere ha commesso un abuso, perché non poteva permettersi di non accettare la lista. C’è stata una violazione di legge che ha danneggiato il Pdl. E’ chiaro questo, o no?
In secundis: in Lombardia 448 firme della lista Penati sono irregolari, e la lista non dovrebbe gareggiare; inoltre, oltre 800 firme del Pd e di Rifondazione comunista non sono valide. Facciamo ricorso?
Ancora: avete letto cos’è avvenuto nel caso della Mussolini?
Onestà, suvvia. Onestà!
Risposta a blogantropo:
Risposta a Leo:
“Ma dimmi, se cio’ fosse successo alla lista della Bonino o a quella del candidato PD in Lombardia (non so chi sia), credi tu, ONESTAMENTE, che Berlusconi avrebbe magnanimamente permesso di sovvertire le regole e di farli ammettere alle elezioni? O pensi anche tu, ONESTAMENTE, che avrebbe fatto di tutto per escluderli dalle elezioni? E, sempre ONESTAMENTE, pensi che tu stesso non avresti declamato che le regole sono uguali per tutti e debbono essere rispettate?”.
Certamente! E l’ho anche scritto (prova provata che non hai letto il post). E sarebbe avvenuto perché noi persone di destra, al contrario di quelle di sinistra, abbiamo morale e valori, e usiamo solo e soltanto un peso ed una misura! Punto.
Risposta a Vito:
Primo, come evidenzia il tuo commento, nemmeno tu hai letto il post. Ho riportato ANCHE l’opinione di un dirigente del Partito democratico, il cui punto di vista è eguale al mio.
Secondo, e sempre perché non hai letto il post, Adinolfi ha spiegato che la Mussolini partecipò nel Lazio con firme false e nessuno se ne lamentò, perché la sua presenza era funzionale al centrosinistra, in quanto sottraeva voti al centrodestra. E per questo fu aiutata. Lamentati di questo, prima di altro.
Ancora, il Tar ha “salvato” Formigoni, e il decreto non ha avuto alcun peso nella vicenda (quindi le 514 firme sono state ritenute valide).
In ultimo, e sempre perché non hai letto il post, non hai nemmeno capito che contro il PDL NEL LAZIO E’ STATO COMMESSO UN ABUSO: il cancelliere non poteva rifiutarsi di accettare la lista, e invece l’ha fatto. E’ qui, l’illecito e l’abuso.
Quanto al pirla che ha gettato veleno: lui è un tipico elettore di sinsitra, perché la più parte degli elettori di sinistra si comporta in quel modo e parla in quel modo.
Tu sarai un’eccezione. Buon per te!
Risposta a pablo:
Infatti il centrosinistra la stravolge sempre, approvando leggi ad personam con il benestare dei propri elettori; che manifestano indignazione solo quando fa comodo loro. Essendo privi di morale.
E no, caro Camelot. Il post l’ho letto, ed e’ appunto per questo che ho detto ONESTAMENTE in lettere maiuscole.
Una cosa e’ dire cio’ che avresti fatto SE il pasticcio fosse successo dall’altra parte sapendo che cio’on e’ accaduto, e un’altra e’ cio’ che avresti davvero fatto e detto SE il pasticcio DAVVERO fosse successo nel PD. Ma anche ammessa la TUA buona fede, rispondi ONESTAMENTE alla prima parte della domanda: cosa credi avrebbe fatto Berlusconi & Co. se DAVVERO il pasticcio fosse successo dall’altra parte?
Credi davvero che avrebbe detto: “Ma si, lasciamo andare…”?
Non credo proprio. Penso che avrebbe fatto e detto le stesse cose che han detto Bersani, DiPietro, ecc.
Cordialmente, Leo Vadala
Attenzione … in Lombardia è solo una sospensiva dell’esclusione … non è detto poi che si entri nel merito delle firme perché dicono che la corte d’appello non poteva ritornare sulla sua decisione (e i radicali quindi avrebbero dovuto appellarsi direttamente al TAR lombardo).
Per quanto riguarda il Lazio, per vincere il ricorso occorre presentarsi con l’iscrizione tra i denti, se non ho capito male … cioè va effettuato (anche se in ritardo, anche se sfruttando quella che de facto è una riapertura dei termini di presentazione) quel passaggio che quei disgraziati del PdL romano finora non hanno completato.
Alzarsi alle 7 e andare in tribunale a fare la coda con i documenti in mano costava troppa fatica? Dovevano proprio arrivare alle 11 e poi fare la figura di M con la storia del panino?
“E sarebbe avvenuto perché noi persone di destra, al contrario di quelle di sinistra, abbiamo morale e valori, e usiamo solo e soltanto un peso ed una misura!”
“lui è un tipico elettore di sinsitra, perché la più parte degli elettori di sinistra si comporta in quel modo e parla in quel modo.”
Io aggiungerei che gli elettori di sinistra tendono a generalizzare e dividono il mondo in buoni e cattivi.
Ah no, ops! Mi sono confuso.
Comunque i discorsi sulla diffusa irregolarità delle liste, sul comportamento del cancelliere, dei rappresentanti dei Radicali, della Bonino ecc. ecc. hanno valore relativo.
Magari è tutto vero, ma il punto della questione è lo sconcio del decreto interpretativo che è stato approvato in queste ore. E non cambia niente mostrare riserve in merito per una questione di opportunità politica come (fondamentalmente) fate tu o JimMomo. E’ un vulnus al principio che la legge è uguale per tutti. Il punto non è la regolarità della lista della Polverini, il punto è lo sfacelo costituito dall’attuale leadership di governo, che sta trascinando con se tutto il paese.
PS: quello che dice Adinolfi mi interessa zero; la vita è troppo breve per leggerlo.
Risposta a Leo:
Siccome sei una tipica persona di sinistra sei in malafede e imputi agli altri scorrettezze che tu fai (o faresti). Se io dico una cosa è quella! La mia parola è una! Non sono te!!!!!!!!!
Per dimostrarsi che io NON SONO COME TE O QUALUNQUE ALTRO ELETTORE DI SINISTRA, ti metto un link di un pezzo in cui ho difeso personaggi di sinistra, a cominciare da un signore, Pecoraro Scanio, che ha ucciso la mia terra, e ciononostante è stato da me difeso.
Titolo del post: “L’ennesimo golpe giudiziario: Pecoraro Scanio indagato”. Eccone il contenuto:
“Se la notizia dell´indagine a carico di Alfonso Pecoraro Scanio fosse stata diffusa il 15 aprile: probabilmente non avrei avuto niente da ridire.
Invece, siccome è stata divulgata a nove giorni dal voto – e con una tempistica evidentemente sospetta -, non posso fare a meno di difenderlo.
Per le stesse ragioni per cui ho moderatamente difeso Mastella (e il tempo mi ha dato ragione), e la moglie di Lamberto Dini.
Non m´interessano i capi d´imputazione che vengono mossi all´indirizzo dell´attuale Ministro dell´Ambiente.
L´unica cosa che mi interessi, è affermare che è inammissibile che la Magistratura possa “scientificamente” alterare il responso delle urne, condizionando il voto degli elettori, a pochi giorni da una scadenza elettorale!
Perché mai far sapere ora che Pecoraro Scanio è indagato, e non il 15 aprile a urne chiuse?
Cosa mai rendeva così urgente la divulgazione di questa notizia in questo istante, cosa?
Niente, assolutamente niente!
Ad eccezione della volontà di condizionare il responso delle urne.
C´è una “manina” in Italia, che da più di tre lustri – ad ogni scadenza topica -, cerca di alterare le dinamiche democratiche. Avvalendosi della Magistratura e di certa Stampa di Regime.
Fuor di metafora: bisognava “annichilire” la Sinistra l´Arcobaleno. Faceva comodo tanto al Partito democratico quanto al Popolo della Libertà (ma soprattutto ai “poteri forti”, che hanno bisogno del bipartitismo).
Dunque, cosa si poteva fare per raggiungere l‘obiettivo?
Semplice.
Era sufficiente far trapelare sulla stampa – a pochi giorni dal voto -, una notizia passibile di far perdere consensi alla lista guidata da Bertinotti, e di cui Pecoraro Scanio è uno dei massimi leader.
E´ la stessa “tecnica” che tantissime volte è stata adottata ai danni di Berlusconi.
Ed è anche ciò che è avvenuto contro i Ds, quando quest´ultimi non volevano dare vita al Partito democratico.
Le inchieste relative all´Unipol – e soprattutto il killeraggio a mezzo stampa fatto contro i vertici diessini -, servivano a “convincere” i post comunisti a superare le resistenze sulla strada del partito unitario di centrosinistra.
Non a caso quando i Ds diedero vita alla lista unitaria con la Margherita: le inchieste giudiziarie scomparvero. E le quotidiane manganellate giornalistiche – portate avanti soprattutto dal Corriere della Sera -, anche.
Io non distinguo tra amici e avversari politici, sulle questioni di principio.
Se vedo una cosa scorretta, non m´importa ch´essa riguardi i miei avversari e possa tornarmi utile.
Quello che sta avvenendo contro Pecoraro Scanio è una roba immonda.
E quindi, nonostante per certi versi l´inchiesta a suo carico mi faccia “comodo”, me ne fotto di questo vantaggio: e lo difendo.
Solidarietà a Pecoraro Scanio e a la Sinistra l´Arcobaleno.
Io voglio vincere perché lo hanno deciso gli elettori.
E non grazie ad un´inchiesta ad orologeria della Magistratura “pilotata” da potentati oscuri! ”.
Dimostrato questo – e diecine di altri esempi potrei ancora fare, ma non ho tempo da perdere con te – ti saluto.
La sinistra è immorale, ipocrita, doppiopesista e illegalitaria. La destra, ringraziando iddio, no!
Risposta a jm:
A quanto pare, i ricorsi non si possono fare contro terzi, ma solo per chiedere la riammissione della propria lista. I Radicali, invece, hanno fatto ricorsi contro terzi.
“La sinistra è immorale, ipocrita, doppiopesista e illegalitaria. La destra, ringraziando iddio, no!”
Ma per “destra” intendi tu e una manciata di amici tuoi, il PDL (DiGirolamo e Dell’Utri compreso), o cosa?
Caro Camelot: innanzi tutto NON sono una tipica persona di sinistra. Semmai, mi considero una Atipica persona di sinistra o di destra. Che tu ci creda o no, non me ne importa, ma e’ cosi’. Dicono che il voto e’ segreto, ma confesso che ho votato sia per Reagan che per Clinton. Va bene?
E’ da parecchi anni che guardo la politica, americana o italiana, con occhio divertito, ossia solo per farmi 4 risate (forse tanto per non piangere).
Chiedo scusa se ho dato l’impressione di non crederti, ma ho anche detto “ammessa la tua buona fede”.
Quando tu dici “Non sono te”, insinuando la mia malafede, verrebbe voglia di rispondere per le rime, ma cio’ mi metterebbe, o meglio, ci metterebbe allo stesso livello di quei pagliacci, di destra e di sinistra, che ci rappresentano in Parlamento (nota che ho detto “CI rappresentano” – ho doppia cittadinanza).
Comunque, debbo constatare che la tua risposta e’ purtroppo evasiva, e ripeto percio’ la domanda: Cosa credi avrebbe fatto Berlusconi & Co. se DAVVERO il pasticcio fosse successo dall’altra parte?
Credi davvero che avrebbe detto: “Ma si’, lasciamo andare?….”
Cordialmente, Leo Vadala
RIsposta a Leo:
Ho già risposto. E ti ho dimostrato che non conviene mettere in dubbio la mia parola.
Hai troppi pregiudizi e preconcetti. Il che è un problema, perché t’impedisce di comprendere la realtà (anche se, secondo me, a te della realtà – dei fatti – frega niente!)….
Caro Camelot: Nonostante i miei 74 anni, non credo di essere ancora totalmente rimbambito. Ho letto e riletto tutti i post, e non vedo dove hai risposto alla mia domanda.
Non c’era alcun bisogno di dimostrare che non conviene mettere in dubbio la tua parola perche’ non la ho messo in dubbio (e ho anche chiesto scusa se hai interpretato il mio primo commento in tal modo). La tua parola (come la mia, d’altronde) non ha alcuna importanza in questo dibattito.
Dici: “Hai troppi pregiudizi e preconcetti”. Hai assolutamente ragione! Tralasci, pero’, di includere un piccolo ma importantissimo particolare – pregiudizi e preconcetti li abbiamo tutti. Dici che tu non ne hai?
L’ultimo paragrafo della tua penultima risposta e’ “La sinistra e’ immorale, ipocrita, doppiopesista, e illegalitaria. La destra, ringraziando iddio, no!”. Non mi sembra una dichiarazione totalmente priva di pregiudizi o preconcetti.
E l’ultimo paragrafo della tua ultima risposta e’ appunto: “Hai troppi pregiudizi e preconcetti. Il che e’ un problema perche’ ti impedisce di comprendere la realta’ (anche se – secondo me – a te della realta’ – dei fatti – frega niente….). E anche qui credo di intravedere sia un pregiudizio che un preconcetto sulla mia persona.
Sempre, cordiali saluti. Leo Vadala
Per molti mesi non ho commentato né letto molto il tuo blog per mancanza di tempo e di voglia. Visto il modo in cui hai risposto ad un mio commento scritto con tutta la cortesia e l’educazione possibile non credo di essermi perso molto.
Quanto agli elettori di sinistra, immagino che tu li conosca tutti quanti personalmente per poter dare giudizi così sicuri e superficiali.
Il post l’ho letto fino in fondo e sarebbe cortese da parte tua non accusare di superficialità gente che non conosci nemmeno; per te, educato e disponibile come tutti gli elettori di destra, non dovrebbe essere così difficile.
Il punto che io ho criticato è il concetto di sportività cha a me continua a sembrare fuori luogo in questa vicenda.
Se ci sono stati delle irregolarità da parte del Pdl allora l’opposizione fa bene a insistere per l’esclusione delle liste. Se non sono state commesse irregolarità, la magistratura l’accerterà e il centro-destra potrà a gran voce rivendicare la regolarità e la limpidezza della sua condotta.
Ma, naturalmente, i giudici sono tutti comunisti persecutori, noi elettori di sinistra tutti trogloditi e voi, invece, le verginelle candide insidiate dai lupi.
Resta pure nel confortevole tepore del confronto con gente che la pensa come te. Ci si sente più grandi, no?
A non più risentirci.
Risposta a vito:
Questo blog esiste da 5 anni, e in 5 anni qui sono transitati tantissimi elettori di centrosinistra, svariate migliaia (forse diecine di migliaia): sono in grado, almeno approssimativamente, di sapere cos’è regola e cos’è eccezione a sinistra.
In secondo luogo, le irregolarità contestate al Pdl sono state commesse dal Pd in Lombardia, ma quivi – chissà perché – la corte d’Appello ha ritenuto di non dover intervenire.
Quanto ai giudici, tu magari sei giovane, e non sai che negli anni ‘70 erano attaccati ogni giorno dagli esponenti comunisti perché lottavano contro i terroristi.
Inoltre, di giudici che operano in modo assai parziale, ne esistono a centinaia: d’altra parte sono esseri umani come tutti gli altri, e non si capisce perché non dovrebbero avere gli stessi limiti di tutte le altre persone. O pensi che appartengano ad una razza superiore?
Quanto al resto, pensa come ti pare, m’è indifferente. D’altra parte, se non ricordo male, quando sono stato minacciato di morte – o insultato da tuoi amici – tu hai attaccato me, perché li sbeffeggiavo, e non loro. Quindi….
Quanto alla sportività, all’etica, il tuo commento conferma quanto da me detto…noi, se fosse capitato a voi questo guaio, vi avremmo aiutati! E dubbi non ve ne possono essere (d’altra parte, quando si è scoperto che avevate uno stupratore seriale tra i vostri dirigenti, nessuno di noi vi ha attaccati; e sullo stesso scandalo Marrazzo, abbiamo tenuto una condotta esemplare)….
[...] No, io rinuncio: non gareggio con questi ladri di democrazia. [...]