Marcello Veneziani, braccia sottratte all’agricoltura

Leggere, studiare, archiviare, memorizzare: queste sono le regole cui dovrebbe attenersi un giornalista, onde essere preparato, raccontare cose corrispondenti al vero ed evitare di formulare opinioni non basate sui fatti.

Naturalmente, il rispetto delle suddette regole richiede impegno; e ciò spiega come mai esse siano sovente ignorate: ad esempio da Marcello Veneziani, il sedicente intellettuale di destra che, un giorno sì e l‘altro pure, dalle pagine de Il Giornale attacca Gianfranco Fini facendo leva unicamente sui propri pregiudizi.

Lo ha fatto anche ieri; rivolgendo al Presidente della Camera l’ennesima sequela di accuse destituite di ogni fondamento.

Le riassumo brevemente: Fini non è di destra perché ha posizioni laiche in materia di “fecondazione assistita” e di testamento biologico, e in più è a favore del riconoscimento di diritti individuali ai conviventi, anche gay; Fini, inoltre, non è di destra perché ha manifestato il proposito di introdurre provvedimenti di legge che favoriscano l’integrazione degli immigrati regolari; Fini non è di destra, conclude Veneziani, perché le sue posizioni sono diametralmente opposte a quelle che esprimono tutti i leader di centrodestra europei.

Leggiamo ciò che ha scritto Veneziani:

Questa gente di destra poi non rimprovera a Fini di incarnare una destra nuova, moderna ed europea, ma il contrario, di fuoruscire da ogni destra possibile e presente: non c’è nulla della sua linea che ricordi il neogollismo di Sarkozy, la tradizione cattolico-popolare della Merkel e di Aznar, la rivoluzione conservatrice e sociale di Cameron. Le sue posizioni sono estranee non solo alle destre italiane e alla loro cultura, ma anche alle post-destre europee”.

Marcello Veneziani, come direbbero a Lugano, parla a cazzo di cane. Egli, infatti, non attenendosi alle quattro regole richiamate in principio – leggere, studiare, archiviare, memorizzare – ignora le posizioni dei leader di destra che ha citato.

Ad esempio ignora che il leader conservatore inglese, David Cameron, abbia votato a favore dei cosiddetti embrioni-chimera; una scelta, questa, indiscutibilmente “laica”; e che, secondo il metro di valutazione di Veneziani, dovrebbe essere definita di sinistra.

Ancora.

La destra francese capeggiata da Sarkozy, qualche anno fa ha introdotto il cosiddetto “divorzio breve”; e, non paga di ciò, ora s’appresta a varare anche il cosiddetto “divorzio flash”. Anche in questo caso: due provvedimenti indiscutibilmente laici, e che, sempre secondo il metro di valutazione del sommo intellettuale Marcello Veneziani, dovrebbero essere definiti di sinistra.

Sarkozy, inoltre, è lo stesso che si è speso per promulgare una legge volta a favorire l’integrazione degli immigrati regolari (“La Francia a chi la ama“); legge che ha istituito il cosiddetto “Contrat d’accueil et d’intégration:

La notion d’immigration choisie (sulla falsariga della legge Fini-Bossi, nda) qui a été mise en avant avait alors un double objectif : choix des entrants en fonction de critères prédéfinis et volonté du candidat à l’installation de s’inscrire dans un parcours d’intégration. De ce double choix résulte l’engagement dans un véritable contrat : la loi de programmation pour la cohésion sociale de janvier 2005 donne un statut juridique au contrat d’accueil et d’intégration (déjà mis en place expérimentalement dans 12 départements) que la loi du 24 juillet 2006 sur l’immigration et l’intégration rendra obligatoire.

Les piliers de la politique de l’intégration.

Ces 5 piliers, tous complémentaires, seraient:

Les politiques d’accueil, avec pour noyau le Contrat d’accueil et d’intégration,

– La compensation des inégalités (socio-économiques, formation, diplôme,…) : politique globalement menée en direction des plus défavorisés dont les fondements ont été définis par la loi de programmation pour la cohésion sociale du 18 janvier 2005,

La lutte contre les discriminations et pour l’acceptation de la diversité symbolisée par la mise en place de la Haute Autorité de lutte contre les discriminations et pour l’égalité (HALDE) à la suite de la loi du 30 décembre 2004,

L’incitation à la participation à la « vie de la cité » (implication dans la vie de l’école, les organismes socio-professionnels, les conseils de prud’hommes, etc…),

L’accès à la pleine citoyenneté débouchant sur l’accession à la nationalité française.

Avec l’adoption de la loi du 24 juillet 2006 sur l’immigration et l’intégration, la politique de l’accueil des nouveaux arrivants devient le pilier essentiel de la politique d’intégration: c’est dès l’accueil qu’un engagement volontariste d’intégration est exigé du candidat à l’installation en même temps que sont prévues les modalités de contrôle du respect des engagements pris. Cette loi donne ainsi un contenu à ce qu’elle appelle « l’intégration républicaine »”.

Naturalmente, per il più che colto Marcello Veneziani, la legge di cui sopra ha un contenuto bolscevico, e dunque Nicolas Sarkozy è di sinistra.

Sempre Sarkozy, poi, parlando di coppie gay, ha espresso le stesse posizioni di Gianfranco Fini; dichiarandosi sì, contrario al: “matrimonio tra persone dello stesso sesso e contro l’adozione di bambini da parte delle coppie gay”, ma aggiungendo anche di essereprofondamente ostile a ogni forma di discriminazione”, per cui “neppure gli omosessuali devono subire trattamenti di questo genere”; esprimendo inoltre l’auspicio di andare oltre il semplice Pacs”, onde definireun sistema che – sul piano fiscale, patrimoniale ed ereditario – garantisca l’uguaglianza tra una coppia eterosessuale e una omosessuale” (Il Giornale, 02/09/2006). Anche in questo caso, secondo il più che opinabile metro di valutazione del geniale Marcello Veneziani, le posizioni di Nicolas Sarkozy non possono che essere definite di sinistra.

Veniamo ora alla Merkel e ad Aznar. I due sono talmente in sintonia con il Presidente della Camera, che hanno gemellato le loro fondazioni con Fare Futuro, vale a dire con l’associazione che dà voce al “Fini-pensiero”; mentre hanno negato analogo gemellaggio alla fondazione Magna Carta di Gaetano Quagliariello. Anche in questo caso, a dare ascolto a Veneziani si dovrebbe concludere che la Merkel e Aznar siano due pericolosi bolscevichi; Aznar anche più della Merkel, perché, parlando di unioni civili, ha dichiarato:

Guardi, io dico che una cosa è il riconoscimento dei diritti delle unioni omosessuali e un’altra cosa il considerare una unione omosessuale come un matrimonio. Io rispetto l’unione omosessuale, ma non sopporto l’idea che questa possa essere considerata come un matrimonio tra uomo e donna”.

E’ una questione di denominazione: l’unione gay è una cosa, il matrimonio è il matrimonio” (Il Giornale, 03/09/2006. Sull‘argomento, leggere anche ciò che ha affermato il successore di Aznar, Mariano Rajoy).

Per carità cristiana, mi fermo qui.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: , , , , , , , , , ,

22 Responses to "Marcello Veneziani, braccia sottratte all’agricoltura"

  • natalino says:
  • Gino Pieri says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Matteo says:
  • camelot says:
  • puzzailsignorvincenzo says:
  • Alba Brusa says:
  • Diego says:
  • camelot says:
  • Diego says:
  • RINO NUZZO says:
  • silvio camillo repetto says:
  • Roberto says:
  • gianni says:
Leave a Comment