5,3 milioni del contribuente a Vittorio Feltri

Chi scrive vorrebbe la Rai venisse privatizzata e i quotidiani non ricevessero nemmeno un euro di finanziamento pubblico. Ciò premesso, veniamo ai fatti.

Valium Feltri non accenna a chetarsi: sebbene in questo momento sarebbe opportuno volassero le colombe e tutti contribuissero a creare un clima di distensione tra i due principali cofondatori del Popolo della Libertà, il direttore del quotidiano di Via Negri seguita a bastonare Gianfranco Fini e i suoi uomini; alimentando, in tal modo, tensioni e risentimenti.

Ieri l’altro e oggi, infatti, Il Giornale ha pubblicato un paio di notiziole per attaccare il Presidente della Camera: prima ha dato contezza di un contratto Rai che premierebbe la madre della convivente di Fini; poi ci ha informato di un altro contratto stipulato dai vertici di viale Mazzini a favore della moglie di Italo Bocchino.

Di sicuro è quantomeno “inelegante”, per usare un eufemismo, che la suocera del Presidente della Camera riceva benefici economici da Mamma Rai: il sospetto che la stessa abbia ottenuto la stipula del succitato negozio giuridico sol perché “imparentata” con Fini, infatti, è forte; e provoca disgusto.

E tuttavia, e senza voler giustificare in alcun modo la cosa, non è la prima volta che un politico ottiene vantaggi di questa natura per qualche familiare o affine (ahinoi): la Rai, da decenni, dà di che mangiare ad amanti, fratelli, amici e parenti dei politici. Per questo andrebbe privatizzata.

La questione è che Feltri, pur di manganellare Fini, oggi ha fatto un passo falso: ha attacco la moglie di Italo Bocchino, la quale di mestiere produce fiction e roba simile; e lo ha sempre fatto, anche prima di convolare a nozze col deputato pidiellino.

Dunque far credere che la donna (si chiama Giovanna Buontempo) abbia ottenuto un trattamento di favore perché sposata col parlamentare finiano, è cosa squallida perché non corrispondente al vero.

Non solo.

Più passano i giorni, e più il giornalismo di Feltri assomiglia a quello pessimo ed immorale dei gazzettieri di largo Fochetti: non solo perché risulta essere viepiù pregno di menzogne, ma anche perché sembra indulgere in quella pratica assai invalsa a sinistra che consiste nel predicare bene e nel razzolare malissimo. Mi spiego.

Feltri ha tutto il diritto di fare le pulci a chi gli piaccia e pare (e ci mancherebbe!), e di raccontare – se ritiene – che la suocera di Fini abbia ricevuto palanche dalla Rai grazie all’illustre congiunto. Certo è, però, che appare tra le persone meno titolate a raccontare come i danari del contribuente vengano scialacquati a sua insaputa, perché in passato ha beneficiato di contributi pubblici all’editoria assai munifici, e ad essi ha attinto – per di più – facendo ricorso a taluni escamotage non proprio onorevoli (se n’è già parlato in data 27 aprile 2006, su questo blog).

Wikipedia, riprendendo un’inchiesta di Report, ci aiuta a riassumere i fatti:

“Nel 2003 il quotidiano Libero (all’epoca diretto d Feltri, nda) ha ricevuto dallo Stato 5.371.000 euro come finanziamento agli organi di partito. Libero era registrato all’epoca come organo del Movimento Monarchico Italiano, poi trasformato in cooperativa per ottenere i contributi per l’editoria elargiti alle testate edite da cooperative di giornalisti, a fine dicembre 2006 diventava srl. In seguito è stata creata una fondazione ONLUS per controllare la s.r.l. e, di conseguenza, il quotidiano in modo da continuare a percepire i contributi in quanto edito da fondazione”.

Insomma, con i “trucchetti” appena descritti, il caro Valium Feltri ha fatto affluire nelle casse del quotidiano che fino a poco tempo fa dirigeva, vagonate di milioni di euro pubblici; e senza che il contribuente ne fosse a conoscenza, naturalmente.

Tutto ciò, a noi ricorda l’Ezio Mauro che di giorno alza il ditino censorio contro gli evasori fiscali, e al calar delle tenebre s’affretta ad emularne le gesta.

Che tristezza, signora mia (che tristezza).

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12 Responses to "5,3 milioni del contribuente a Vittorio Feltri"

  • Bruno says:
  • mirko says:
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