Tea Party Italia – Meno tasse, più libertà!

Finalmente:

“”Vedo tutti questi controlli, tutte queste regole, che stanno calando su di noi: corsie divisorie, limiti di velocità, niente fuochi di artificio il 4 luglio, orari per famiglie alla tv, pressione contro i giocattoli bellici. Protezione dai cattivi istinti. È un modo di effemminare gradualmente la nazione affinché possa essere intimidita e conquistata dai totalitaristi. In fondo al cuore io sono un anarchico di destra: non ho programmi costruttivi, perché ogni programma puzza di governo, di sistema. Meno organizzazione c’è, meglio è”.

Questa bellissima denuncia, questo grido di dolore, proviene da dove non ti aspetti: il regista americano John Milius, il famoso autore, tra gli altri, di capolavori come “Un mercoledì da leoni”, “Conan il Barbaro”, “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” e molti altri.

Leggendo le sue parole viene da chiedersi cosa direbbe Milius, oggi, se vivesse in Italia.

Il “sistema”, da noi, è ampiamente testato. È, senza ombra di dubbio, un “sistema-stato” socialista e criminale che si presenta, di volta in volta, con le facce dei politici di destra o di sinistra.
E’ il sistema, lo “stato”, che non sbandiera ai quattro venti la “rivoluzione socialista e anticapitalista” in stile sovietico ma ne propone una versione di velluto istituendo “per legge” – attraverso una parvente legittimazione democratica – l’esproprio e la limitazione della libertà individuale (…).

Qui, in Italia, il potere onnicomprensivo e senza limiti dello stato è un moloch intoccabile per la maggior parte della popolazione che, ben lungi dal capire che costui rappresenta il problema e non la soluzione, ne invoca sempre di più l’intervento.
Negli USA, per protestare contro la dottrina “euro-socialista” di Obama sono fioccati i Tea Party in tutti gli angoli della nazione, facendo rivivere al paese lo “spirito della rivoluzione” e della lotta per la liberazione dalla tirannia della corona britannica. Spirito di libertà, di responsabilità e di sano spirito antistatalista.

Oggi qualcosa si muove anche da noi! In Italia, dove lo stato ruba quasi il 70% del lavoro dell’individuo, dove la proprietà è riconosciuta con la condizionale, dove in qualsiasi settore l’individuo è oppresso da quelle “catene fatte con la carta della burocrazia”, si terrà un Tea Party.
Sarà solo il primo di una – speriamo – lunga ondata di libertà che attraverserà la penisola. Un’ondata di libertà che si esprime rivendicando quei diritti naturali che lo stato euro-socialista italiano e l'”Unione delle Repubbliche Sovietiche d’Europa” hanno eroso e continuano ad erodere: libertà individuale, proprietà privata, autogoverno, libertà di fare, libertà dagli stupidi ed inutili vincoli burocratici.

Si, vogliamo rivendicare l’essere sufficientemente responsabili di noi stessi e delle nostre azioni. Vogliamo denunciare lo stato come agente di distruzione sociale ed individuale, come “agente criminale legalizzato”, come “organizzazione di sfruttamento di massa”.
Esserci, quindi, al primo Tea Party italiano, diventa imperativo! Tenendo bene a mente le parole di Thomas Jefferson: “Il vero fondamento di un governo repubblicano è il pari diritto di ogni cittadino al possesso e all’autogoverno della sua persona e della sua proprietà”“.

Benvenuti!

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