Delle due, l’una: o Tremonti lavora per far cadere il governo, oppure è un pazzo scriteriato

Premessa: le misure che faranno parte della manovra economica da 25-27 miliardi di euro non sono ancora state definite nel dettaglio. Fino ad ora sono circolate solo indiscrezioni, anche se il Ministro dell’Economia ha fornito alcuni particolari. E sono proprio questi particolari a creare inquietudine.

Tremonti, infatti, al suo solito, pare intenzionato a volersi muovere con estrema cautela, e senza affondare il bisturi. C’è da capirlo: l’uomo è un socialista, e per di più è convinto d’essere un intellettuale; anzi di più: uno statista. Dunque crede d’essere in possesso della ricetta miracolistica che – sola – potrà salvare la Nazione. Peccato, però, ch’essa appaia “curaro” a chiunque abbia un minimo di senno.

Tale ricetta, su per giù, dovrebbe prevedere quanto segue:

1) Non fare un beneamato cazzo di utile per l’Italia, se questo significa toccare le rendite di posizione e scontentare i molti parassiti che grazie ad esse campano a sbafo.

2) Non fare un beneamato cazzo di destra, perché l’attuale esecutivo persegue ostinatamente l’obiettivo di spostarsi sempre più a sinistra, onde presentarsi come novello – e riformato – centrosinistra, sia pur in salsa vandeana e tradizionalista (ovvero: cripto fascista).

3) Non adottare alcuna misura strutturale perché Tremonti, essendo un socialista, sotto sotto è ancora keynesiano; e dunque ritiene esista solo “il breve periodo” e del “lungo” non occorra occuparsi, in quanto a quella data “saremo tutti morti“.

Quanto qui enunciato, verrà a tradursi in questo:

1) Tremonti non alzerà l’età pensionabile, attraverso una nuova riforma, e consentirà ai bambini di 59 anni di seguitare ad andare in quiescenza a spese dei loro figli; i quali, proprio per questo, in pensione non andranno mai.

2) Tremonti non darà vita ad alcuna significativa privatizzazione o liberalizzazione. Dunque non ridurrà in maniera determinante lo stock di debito cumulato, né metterà benzina nel “motore Italia” onde favorire la ripresa economica. D’altra parte, per il socialista di Dio domiciliato a Via XX Settembre, è opportunoabbondare l’ossessione della crescita”. Vadano a farsi fottere, dunque, i disoccupati!

3) Le misure che Tremonti è intenzionato a varare, per lo più sforbiciate modeste alla spesa pubblica, possono qualificarsi come “pannicelli caldi”, come toppa: servono semplicemente a “passà ‘a nuttata”; non certo a risolvere, una volta e per tutte, i problemi del Paese.

Per quest’ultima ragione, rappresentando soltanto una “soluzione di breve periodo”, una soluzione contabile, ragionieristica, i provvedimenti tremontiani saranno accolti con molta freddezza dai mercati e dalle società di rating.

Posto tutto questo, c’è da chiedersi: Tremonti è un pazzo, oppure si muove scientemente per far cadere il governo Berlusconi?

L’esecutivo in carica, infatti, è traballante; la sua sopravvivenza è in forse (come abbiamo raccontato più volte). Una parte dei cosiddetti “poteri forti”, segnatamente il mondo imprenditoriale, ha bisogno di un esecutivo che metta a segno riforme di sistema. Altrimenti il Paese tornerà ai livelli pre-crisi tra 7-8 anni.

Se queste misure non vengono adottate, il mondo imprenditoriale si muoverà per far cadere il governo in carica, e per rimpiazzarlo con un esecutivo di “salvezza nazionale” che proprio le riforme di sistema metta in agenda; garantendo: privatizzazioni (nel bilancio dello stato sono iscritti beni per 49,7 miliardi di euro, che a prezzi di mercato ne potrebbero fruttare più di 200); liberalizzazioni; innalzamento dell’età pensionistica; tagli incisivi alla spesa sanitaria; abolizione di Province e altri enti inutili.

Dubbi, al riguardo, non possono esservene.

Detto questo: qual è l’obiettivo di Tremonti?

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10 Responses to "Delle due, l’una: o Tremonti lavora per far cadere il governo, oppure è un pazzo scriteriato"

  • Carlo says:
  • camelot says:
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