Marcello Pera: “Berlusconi non è Reagan né la Thatcher”

Qualche giorno fa ci siamo chiesti: che fine ha fatto la Rivoluzione liberale, promessa, a più riprese, da Berlusconi? E soprattutto: visto che fanno la medesima politica economica, che differenza c’è tra il centrodestra e il centrosinistra?

Qualche risposta l’ha fornita l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera:

Il punto di caduta del berlusconismo semmai è la rivoluzione persa per strada. La crisi economica rappresenterebbe un’ultima occasione. Ma si guardi in giro: gli imprenditori dicono che la crisi ormai è superata, quindi tutto può continuare come prima; quanto al governo, oltre che vincolato dalla Lega, è frenato della cultura socialista di suoi ministri influenti. Tremonti vuole tagli non in omaggio ad una filosofia liberale, che chiama con disprezzo “mercatismo”, ma per un dovere da ragioniere: far tornare i nostri conti in Europa, con la quale a voce si protesta per i sacrifici che impone salvo sottovoce sollecitarla perché ce li imponga”.

L’Italia non ha mai conosciuto la rivoluzione liberale e non la vuole (su quest’ultimo punto è doveroso dissentire, nota di Camelot). Tutti vogliono più Stato, più protezioni, più sussidi, più incentivi, e perciò più tasse. La classe politica imprenditoriale e culturale italiana mostra il contrario di ciò che diceva Bobbio: l’Italia è un Paese naturalmente di sinistra, non di destra, anche quando vuol essere governata dalla destra. Fra libertà e uguaglianza o fra autonomia individuale e giustizia sociale, sceglie sempre la seconda. Compreso il mondo cattolico: viva La Pira, abbasso don Sturzo. È dai tempi della Rerum novarum che in Italia, sulle questioni sociali, Gesù Cristo sta con Rousseau e Marx e non con Jefferson”.

Berlusconi non è la Thatcher né Reagan, né ha mai pensato di imitarli. È pacifico, ecumenico e accomodante per indole, vuole piacere a tutti e scontentare nessuno (…). Poi ci sono le attenuanti: che rivoluzione liberale si può fare in un Paese che non ne ha sentito il bisogno neppure quando è stato sull’orlo della Grecia?”.

Berlusconi ha governato sempre in coalizione. I suoi alleati o non sono rivoluzionari, come i reduci della galassia ex-Dc, o non sono liberali, come Fini o come la Lega. Maroni dice che la Lega è un partito leninista. E’ solo una mezza e triste verità. L’altra, ben più triste, è che la Lega è un partito statalista. La sua filosofia sociale è quelle delle quote latte: mungere e spremere. Oppure quella della spesa sociale: proteggere il popolo, come dicono loro, assistendolo con la spesa pubblica. Così, il federalismo leghista sostituisce Roma ladrona con tante capitali regionali succhione. E’ l’Italia di sempre, che andrà avanti come sempre, inutile piangerci su”.

Purtroppo ha ragione.

P.S. Da leggere anche “Tasse di destra?“.

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9 Responses to "Marcello Pera: “Berlusconi non è Reagan né la Thatcher”"

  • alfio says:
  • camelot says:
  • Max Stirner says:
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  • Pino Camp says:
  • benarrivato says:
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