Silvio continua a prenderci per i fondelli: promette di ridurre le tasse, ma col Federalismo fiscale l’addizionale Irpef in alcune Regioni verrà triplicata. E a tale livello resterà per 14 anni

Silviuccio nostro, senza preavviso alcuno, tre giorni fa ha indetto una conferenza stampa; nel corso della quale, urbi et orbi, ha annunciato in pompa magna che entro due anni sarà rispettata la “madre di tutte le promesse elettorali“ (ché, come noto, egli è uomo di parola): verrà ridotta la pressione fiscale. Ecco cos’ha dichiarato:

Partiremo agendo con il quoziente famigliare e poi penseremo ad abbassare l’Irap per le piccole e medie imprese”.

Il giorno seguente, a detta di Francesco Verderami, nel corso di un Consiglio dei Ministri convocato per deliberare in materia di Federalismo fiscale, il socialista di Dio Tremonti ne avrebbe ridimensionato – e di molto – le aspettative:

Per tutto il tempo «Silvio» è rimasto silenzioso, indossando la maschera dei giorni peggiori, nell’attesa di strappare qualcosa a «Giulio», quantomeno sulla riforma del fisco, il suo cavallo di battaglia, inserito nei «cinque punti» del programma. Ma già l’approccio del ministro non prometteva nulla di buono, «la situazione internazionale ci impone di essere prudenti», e quando Tremonti ha annunciato che si sarebbe mosso con una legge delega, il Cavaliere ha fiutato che qualcosa non andava. Perché così verrebbero stabiliti solo i criteri generali della riforma, senza entrare nel merito, spostando più avanti nel tempo le scelte. E tutti in Consiglio hanno notato quel frenetico parlottio tra i due, tutti hanno sentito Tremonti dire a Berlusconi: «Forse non hai capito, te lo spiego dopo»”.

Ecco, Silvio non ha capito che in questa legislatura, come diecine di volte abbiamo già avuto modo di sottolineare, non ci sarà alcuna riduzione delle tasse. Perché quest’ultima è incompatibile con la messa all’opera del Federalismo fiscale, che richiede un esborso di svariati miliardi di euro (il sottosegretario Crosetto sostiene siano più di 100; il presidente della Commissione parlamentare sul Federalismo, Enrico La Loggia, stima sianoalcuni miliardi”).

In realtà, si tratta di cose che il Cav. sa più che bene, stando a quanto ha riferito qualche tempo fa il Giornale:

Il Cavaliere è stato categorico, soprattutto dopo che gli hanno spiegato nel dettaglio perché per abbassare la pressione fiscale bisognava attendere “l’entrata a regime del federalismo fiscale”. Che, tradotto, significa la prossima legislatura, anno 2013”.

Per questa ragione, sarebbe opportuno che non raccontasse bubbole agli elettori, ed anzi confessasse loro la verità: amici cari non ci sarà alcuna riduzione delle tasse, in questa legislatura, perché daremo vita – come promesso in campagna elettorale – al Federalismo fiscale. La sincerità paga; la menzogna, no.

Non solo.

Nella succitata riunione del Consiglio dei Ministri si è approvato un decreto legislativo – in tema di Federalismo fiscale – che attribuisce alle Regioni il potere di aumentare l’addizionale Irpef fino al 3%.

Tutto ciò, a detta del Corriere della Sera, potrebbe produrre tali conseguenze:

In Lazio, Molise, Calabria e Campania, dove per coprire il dissesto sanitario l’addizionale Irpef è già al livello massimo dell’1,4% (anche in Sicilia e Abruzzo lo è), l’aumento al 3% è scontato. Per gli abitanti del Lazio, notoriamente i più tartassati d’Italia dalle tasse regionali, significherebbe in media circa mille euro di tasse in più all’anno pagate alla Regione. Già oggi pagano il doppio dei lombardi: 1.000 euro di addizionali Irpef su un reddito medio di 40 mila euro lordi annui, rispetto ai 440 euro pagati da un cittadino della Lombardia con un reddito identico.

E per far fronte al buco nero della sanità del Lazio, senza poter più contare sul contributo dello Stato, l’aliquota dell’addizionale Irpef regionale pagata dai contribuenti, prendendo a riferimento gli studi della Corte dei Conti, dovrebbe rimanere al livello massimo del 3% per almeno altri quattordici anni, fino al 2028.

La situazione non è molto diversa in Calabria e Campania, altre due regioni che come il Lazio sono già obbligate a tenere al massimo l’addizionale Irpef (per il 2010 anche Abruzzo, Molise e Sicilia) e dovranno aumentarle ancora“.

Entusiasmante.

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22 Responses to "Silvio continua a prenderci per i fondelli: promette di ridurre le tasse, ma col Federalismo fiscale l’addizionale Irpef in alcune Regioni verrà triplicata. E a tale livello resterà per 14 anni"

  • Simone82 says:
  • daniele burzichelli says:
  • camelot says:
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  • Simone82 says:
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