Silvio c’ha tradito una volta al giorno, e noi non dovremmo chiedergli di levarsi di torno?

«Se faremo il partito unico delle libertà credo che Gianfranco Fini sia la candidatura più prestigiosa e autorevole per la successione. Lui ha ragione ad avere questa aspirazione» (27/01/2007).

Via il bollo auto a metà legislatura”, anche se in modo “graduale” (12/04/2008).

La prima cosa da fare è dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei consiglieri comunali. Non parlo di Province, perché bisogna eliminarle“. “Quindi dimezzamento dei costi della politica significa innanzitutto dimezzare il numero delle persone che fanno politica di mestiere ed eliminare tanti enti inutili, Province, Comunità montane, e tutti quegli enti antichi che sono rimasti in funzione senza produrre alcun effetto“ (31/03/2008).

Veniamo al programma del Popolo della Libertà.

Punto n.4 – “Liberalizzazioni” – del Capitolo “Rilanciare lo sviluppo”:

Liberalizzazione dei servizi privati e pubblici per migliorare il rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori a partire dal carico delle bollette“; “liquidazione delle società pubbliche non essenziali”.

Cose mai realizzate.

Vediamo, poi, cos’è contenuto nella sezione “Un piano straordinario di Finanza pubblica”:

Dentro la struttura della nostra finanza pubblica, come si è via via formata in questi ultimi trenta anni, noi vediamo emergere 5 punti caratteristici essenziali:

a) l’attivo è superiore al passivo. Il patrimonio pubblico (circa 1.800 miliardi di euro) è in specie superiore al debito pubblico (circa 1.500 miliardi di euro);
b) tutto il passivo è collocato come debito pubblico sul mercato, mentre la parte di attivo che potrebbe essere collocata e valorizzata sul mercato, fatta da azioni, aziende, immobili, crediti, diritti di concessione, etc. (fino al 40% del totale, fino a circa 700 miliardi di euro) è ancora in mano pubblica (…).

La nostra proposta è un grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori. Un patto che:

(…) riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori ed operatori economici maggiori e migliori opportunità di investimento. Gli effetti finali attesi sono: la riduzione del debito pubblico; un minore costo del debito pubblico residuo (…)”.

Niente di tutto questo è stato messo in pratica.

Ancora il programma del Popolo della Libertà:

Reintroduzione del “bonus bebé” per sostenere la natalità”; “graduale e progressiva riduzione dell’IVA su latte, alimenti e prodotti per l’infanzia”; “graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse”; “abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni reintrodotte dal governo Prodi”; ““bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti”.

Nessuno di questi provvedimenti è venuto a vita.

Ancora, e sempre dal programma del Popolo della Libertà:

Graduale e progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità“; “graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite“; “graduale e progressiva riduzione dell’IVA sul turismo“; “incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani e all’idroelettrico“; “completamento del processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni e diffusione della larga banda su tutto il territorio nazionale“.

Niente di tutto ciò ha visto la luce.

Ancora dal programma del Popolo della Libertà:

Obiettivo della piena occupazione per trasformare la flessibilità di ingresso nel mondo del lavoro in opportunità di stabilità del rapporto e di crescita professionale, eliminando alla radice il fenomeno della precarietà“; “riforma degli ammortizzatori sociali secondo i principi contenuti nel “Libro Bianco” del professor Marco Biagi“.

Tutto ciò è rimasto lettera morta.

Proseguiamo:

Graduale e progressiva introduzione del “quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare”; “graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo in attuazione dei principi contenuti nella Legge delega per la riforma fiscale del governo Berlusconi“; “graduale e progressiva tassazione separata dei redditi da locazione“.

Anche tutte queste cose non sono pervenute.

Ancora:

Piano casa” per costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprietà attraverso lo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. Ogni Regione determinerà i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie“; “piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di alloggi pubblici“; “fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione“; “stabilizzazione delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia“; “prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi pubblici e detassazioni“.

Tutte cose mai viste.

Proseguiamo:

Attuazione del piano straordinario del Governo Berlusconi per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale“; “utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore dei cittadini in coordinamento con i Comuni“; “revisione del sistema di assistenza sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un maggior ruolo ai Comuni e garantendo la libertà di scelta tra i vari servizi offerti dal pubblico, dal privato e dal privato sociale“.

Anche tutto ciò non ha mai visto la luce.

Ancora:

Completamento del piano del Governo Berlusconi per l’eliminazione delle liste d’attesa“; “incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud, in accordo con le Regioni“; “trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione professionale“; “inserimento graduale e progressivo della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica“; “promozione delle “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategie per la valorizzazione delle produzioni tradizionali“; “realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici, fatte salve le competenze regionali” (su quest’ultimo punto è bene stendere un velo pietoso, ndr); “creazione di zone e porti franchi“; “realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie“.

Metà legislatura è passata, e nessuna di queste promesse è stata mantenuta (in compenso, però, Silvio s’è cucito addosso l’ennesima leggina ad personam, come abbiamo raccontato diffusamente qui, grazie alla quale ha potuto risparmiare 164 milioni di euro).

Che dite, scriviamo a Belpietro e glielo facciamo notare?

Questa è la sua mail: maurizio.belpietro@libero-news.it.

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25 Responses to "Silvio c’ha tradito una volta al giorno, e noi non dovremmo chiedergli di levarsi di torno?"

  • Simone82 says:
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