Che tenero, Nicola Porro: ha scritto un articolo quasi serio. Quasi

Come noto, Nicola Porro è il vice direttore de Il Giornale; e, per volontà di Silvio, è anche uno dei “portavoce ufficiali” del Popolo della Libertà: nel senso che è una delle persone che il Premier ha deciso debba essere invitata nelle trasmissioni televisive “nemiche”, onde difendere l’operato dell’esecutivo in carica (gli altri portavoce sono: Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro). Bene.

Oggi Porro, e gli capita di rado, ha scritto un articolo interessante e quasi serio.

Ne riassumo brevemente il contenuto: caro Silvio, negli ultimi 10 anni la spesa pubblica è aumentata in modo inverosimile, così come il carico fiscale sul contribuente; ragion per cui, a mio modesto parere, faresti bene a ridurre la prima del 10%, in modo da poter tagliare, in eguale misura, anche il secondo (il carico fiscale)

La parte interessante del pezzo sta nel suggerimento: giusto, sebbene tardivo, e condivisibile.

La parte quasi seria dell’articolo, invece, sta nella descrizione dell’andamento della spesa pubblica corrente nell’ultimo decennio. È vero, infatti, che sia aumentata, qui lo si è scritto giusto tre giorni fa, ma la responsabilità, purtroppo, non può essere egualmente ripartita tra centrodestra e centrosinistra. Una delle due coalizioni, infatti, ha fatto peggio dell’altra.

Prima di chiarirlo nuovamente, però, vediamo cos’ha scritto in proposito Porro:

Mettiamo giù qualche numero. E partiamo dalla spesa. In nove anni le spese correnti (mica quelle per costruire strade od ospedali) sono aumentate di 220 miliardi di euro: si tratta per lo più degli aumenti della spesa pensionistica, dei consumi della pubblica amministrazione e degli stipendi dei nostri dipendenti pubblici. Mica poco. Nel frattempo la nostra crescita (quella che in genere si indica con percentuali dello zero virgola) è stata modesta. Negli stessi anni in cui incrementavamo le uscite di 220 miliardi per apparecchiare la tavola e per pagare il servizio, il fatturato italiano cresceva di 330 miliardi. Ma ciò che più conta è che lo Stato esattore per stare dietro alle sue spese folli, continuava nella sua opera di ipertassazione. In soli dieci anni i cittadini italiani hanno incrementato il loro contributo fiscale di circa 170 miliardi di euro. Cerchiamo di essere più chiari: nel 2009 abbiamo pagato più imposte rispetto al 2000, per la bellezza di 170 miliardi di euro.

Gentile presidente, in dieci anni non si è affatto invertita la tendenza tipica dello Stato italiano. La strada è sempre la solita: si spende e si tassa”.

Ecco, Porro, in modo quasi onesto, ha detto che le uscite correnti, nell’ultimo decennio, sono aumentate di 220 miliardi; e che nello stesso arco di tempo non si è riusciti ad invertire la “tendenza tipica dello Stato italiano (…): si spende e si tassa”.

Peccato, però, che il buonuomo non abbia detto che la parte del leone, nell’aumentare le uscite correnti negli ultimi due lustri, l’abbia giocata il centrodestra (purtroppo!). È la coalizione berlusconiana, infatti, che ha accresciuto la spesa pubblica corrente (riducendo, però, anche le tasse). Mentre i bolscevichi, e qui sta il paradosso, l‘hanno tagliata (anche se hanno accresciuto il livello delle imposte); come si può agevolmente appurare grazie ai seguenti grafici elaborati sulla base dei dati Istat:

Queste informazioni sono note da tempo (lui, ad esempio, ne parla da almeno un paio d’anni). E sono oramai considerate certe perché l’Istat non le ha mai rettificate.

Ecco, se Porro fosse stato serio ed onesto fino in fondo, nel suo articolo avrebbe riportato anche questi dettagli nient’affatto irrilevanti; e in più, al Premier avrebbe chiesto anche questo: caro Silvio, tu dici di essere liberale e di destra; ma come mai, allora, hai aumentato le spese più di quanto abbiano fatto Prodi e Bertinotti?

Rivolgo questa stessa domanda ai berlusconiani senza un perché.

P.S. Naturalmente, se Porro fosse stato serio ed onesto fino in fondo, avrebbe anche ricordato che a causa dell’ultima Finanziaria la spesa corrente aumenterà di altri 26 miliardi di euro.

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30 Responses to "Che tenero, Nicola Porro: ha scritto un articolo quasi serio. Quasi"

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