È lui o non è lui?

Piazza San Giovanni, 2 dicembre 2006. Parla Berlusconi:

Gli artigiani accanto ai piccoli e ai medi imprenditori. I ricercatori e i precari dell’Università accanto ai rettori. I professionisti. I commercianti. I pensionati di ogni categoria, anche quelli che hanno sfilato con le bandiere rosse della Cgil. Il popolo dei piccoli risparmiatori, dei Bot, della prima casa conquistata con una vita di sacrifici. I cittadini che vivono di uno stipendio appena dignitoso. Sono riusciti persino a spingere per la prima volta alla protesta le forze dell’ordine e le forze armate alle quali invece tutta l’Italia deve riconoscenza.

Sarebbero questi i ricchi che devono piangere?

Per questa sinistra e per questo governo «sì».

Per loro l’impresa è solo una macchina per sfruttare i lavoratori, per loro il profitto è una colpa, per loro il risparmio è un privilegio da colpire e da tassare, per loro l’elevazione sociale, la proprietà di una casa, ottenuta attraverso enormi sacrifici e una vita intera di lavoro, rappresentano un atto di superbia da punire.

Farò solo un esempio: in campagna elettorale la sinistra, a caccia di voti, indicava gli artigiani come la spina dorsale del Paese, oggi, la stessa sinistra, al potere, li considera soltanto come degli evasori.

Anche per questo noi oggi siamo qui. Siamo qui per dire no alla mostruosa macchina fiscale messa in opera dal governo per schedare tutti i cittadini, per controllarne i comportamenti, fino ad ogni minimo passaggio di denaro e addirittura con l’invito alla delazione fiscale. Per loro il popolo è sempre immaturo, è sempre immorale.

Il loro Stato è il contrario dello Stato che vogliamo noi, il contrario di uno Stato liberale «amico dei cittadini»”.

Ma è lo stesso Berlusconi che in questa legislatura ha introdotto la tracciabilità dei pagamenti, il redditometro e lo spesometro; vale a dire misure finalizzate a “schedare tutti i cittadini, per controllarne i comportamenti, fino ad ogni minimo passaggio di denaro”? È lo stesso che ha stabilito il contribuente debba essere considerato colpevole sino a prova del contrario, in caso di contenzioso tributario? Lo stesso che ha reintrodotto il principio del “solve et repete” in forza del quale “i debiti verso la PA devono essere pagati anche prima di essere accertati”?

È sempre lui oppure è un‘altra persona?

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22 Responses to "È lui o non è lui?"

  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • ~jm says:
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  • nicola says:
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  • vovpentax says:
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  • daniele burzichelli says:
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