Bersani vive sulla Luna (come buona parte degli elettori berlusconiani)

A quanto pare, il segretario del Pd vive al di sopra delle proprie possibilità intellettive. Oggi, infatti, ha dichiarato:

La drammatica crescita dell’infedeltà fiscale distrugge ogni prospettiva per il Paese. Una lotta seria all’evasione si può fare. La destra non vuole farla. La politica del solo intervento a valle dell’evasione, dei continui condoni, della cancellazione delle norme predisposte dal centrosinistra si è accompagnata all’aperta condiscendenza berlusconiana verso chi ostacola il fisco come si ostacolerebbe un intruso“.

Ecco, probabilmente Bersani ignora talune misure da Stato di Polizia tributaria varate dall’attuale esecutivo (che di destra non è). Misure finalizzate a contrastare l’evasione fiscale con metodi che, a voler essere generosi, non si può che definire bolscevichi. Vediamo quali.

Innanzitutto, il governo socialdemocratico in carica ha introdotto la tracciabilità dei pagamenti per le transazioni d’importo pari o superiore ai 5.000 euro. Dunque, mentre il Gabinetto Prodi – di cui faceva parte Bersani – voleva monitorare le spese di qualunque cittadino, anche quelle del valore di 100 euro, l’attuale esecutivo, invece, s’è limitato ad adottare norme per controllare solo gli esborsi dei “ricchi”. Che bello.

In secondo luogo, il socialista di Dio Tremonti ha introdotto il cosiddetto spesometro. Che cos’è? Presto detto. Se un cittadino, giusto per fare un esempio, ha un reddito lordo annuo di 13.000 euro, e, dopo aver risparmiato danaro per molti anni e con grande sforzo, decide di acquistare in un’unica soluzione (senza pagamento rateale) un’auto del valore di 17.000 euro, sarà sottoposto ad accertamento fiscale. Ovvero dovrà spiegare all’Erario come sia riuscito ad acquistare un autoveicolo d’importo superiore al proprio reddito annuo. Non solo. Siccome l’attuale governo, molto poco liberal-conservatore e fin troppo catto-comunista, ha anche introdotto l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente – in forza della quale quest’ultimo è da considerarsi “colpevole sino a prova del contrario” -, spetterà allo stesso dimostrare la propria innocenza e non all’Erario provarne la colpevolezza. Anche i non ricchi piangano, on peut dire.

Ancora.

Non pago d’aver adottato le succitate misure, l’attuale esecutivo di sinistra ha anche deciso di varare un nuovo e più intrusivo redditometro. In virtù del quale le spese poste in essere dal contribuente per il mantenimento di taluni beni (la seconda casa, ad esempio), saranno passate al vaglio per verificare se siano compatibili con il suo reddito. Stato di Polizia tributaria allo stato puro. Stalin non sarebbe arrivato a tanto. Eureka!

Dulcis in fundo, l’esecutivo catto-comunista, attualmente in carica (anche se ci si augura ancora per poco), ha introdotto la “rapina di stato” ai danni del cittadino-contribuente. Mediante il cosiddetto “solve et repete”.

Cosa esso sia ce lo spiega l’Istituto Bruno Leoni e la brava (e bella) Serena Sileoni (per ulteriori approfondimenti si legga anche questo file Pdf):

“Il decreto legge sulla manovra economica (…) contiene due disposizioni che reintroducono nel sistema tributario l’odioso principio del solve et repete, cioè il principio per cui i debiti verso la PA devono essere pagati anche prima di essere accertati”.

“Le procedure in deroga introdotte per debiti non definitivi di natura previdenziale o derivanti da imposte su redditi e IVA eliminano il passaggio dell’iscrizione a ruolo che consente al contribuente di contestare l’“accertamento” addotto dall’amministrazione, prima che esso diventi titolo esecutivo con l’iscrizione (…). Dal primo gennaio 2011 il recupero delle somme dovute sarà effettuato mediante notifica di avviso di addebito che avrà valore di titolo esecutivo”.

In poche parole, se la Pubblica Amministrazione ritiene che un cittadino le debba dei soldi, esso dovrà pagare subito; ancor prima che l’effettività di quel debito venga accertata nelle sedi competenti. E se al termine della verifica verrà fuori che il cittadino non aveva alcun debito nei confronti della PA, allora potrà vedersi restituire – pensate voi che gentilezza! – il danaro sottrattogli indebitamente, e mediante rapina legalizzata, dallo stato (dalla PA). Peggio di questo esistono solo i Laogai.

Naturalmente, Bersani conosce più che bene codesti provvedimenti; e la sua sortita di oggi è null’altro che bassa propaganda anti-berlusconiana da rifilare al “popolino de sinistra“.

Il problema vero, semmai, è che a non conoscere le succitate misure siano taluni supporter del Cav.. Segnatamente quelli che, volendosi mostrare in tutto e per tutto eguali agli elettori di sinistra, proprio come quest’ultimi non leggono i giornali; e però poi hanno la pretesa eccentrica di parlar di politica, anziché di calcio, pesca o coltivazione di funghi porcini. Le uniche cose di cui capiscano qualcosa.

Forse.



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25 Responses to "Bersani vive sulla Luna (come buona parte degli elettori berlusconiani)"

  • alepuzio says:
  • Simone82 says:
  • camelot says:
  • ~jm says:
  • camelot says:
  • santommaio says:
  • santommaio says:
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