Referendum 12 e 13 giugno: chi è a favore del Nucleare e della liberalizzazione dell’acqua, si astenga

Guardate il video dal primo all’ultimo minuto.

«Il referendum del 1987 ha soltanto sospeso e non chiuso i piani nucleari dell’Italia». «L’Italia non è fuori dalla produzione di energia atomica» (Pier Luigi Bersani a colloquio col ministro dell’energia americano, Samuel Wright Bodman, 13 novembre 2007).

(…) Al termine del faccia a faccia, Bersani e Bodman firmano il Global Nuclear Energy Partnership, il trattato bilaterale Italia Usa per lo scambio di informazioni sulla ricerca atomica civile: un accordo che, sono ancora parole di Bersani riferite dall’ambasciatore, «può giocare un ruolo importante nel modificare l’atteggiamento italiano nei confronti dell’energia nucleare» (l’Espresso, 21 marzo 2011).

Sergio Chiamparino, Partito democratico, sulla liberalizzazione dell’acqua:

«Se passa potremo dire addio a SMAT».

Addirittura? (chiede il giornalista).

«Dovremo tornare alle gestioni dirette da parte dei Comuni, che si sono dimostrate largamente inefficienti. Questa battaglia, non distinguendo tra la proprietà del bene e la sua gestione, rischia di peggiorare la situazione. Là dove la gestione dell’acqua è stata aperta alle spa, come a Torino, la qualità del servizio è migliorata. Dove è rimasta la gestione diretta è andata diversamente».

Ma allora, perché milioni di persone hanno firmato?

«Perché qualcuno ha fatto passare il messaggio che si voleva privatizzare l’acqua. Falso: SMAT è nostra al 100 per cento. Se passa il referendum, invece, sarà un balzo all’indietro di 40 anni, quando le cose non mi sembra funzionassero meglio».

Marcello Saponaro, ecologista, ex consigliere regionale lombardo del Pd (già esponente dei Verdi):

«Lo scorso 11 aprile scrissi un post per spiegare i motivi per i quali un ecologista dovrebbe – a mio avviso – votare “No” al Referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno.

Nel frattempo il PD ha definitivamente deciso di sostenere il doppio SI. Una decisione sbagliata e in contraddizione con quanto cercammo di fare quando eravamo al Governo con Prodi (e che la sinistra radicale ci impedì di fare). Me lo ricordo bene perchè in quel frangente ero nella segreteria nazionale dei Verdi e mi opposi solitario all’alleanza del “nostro” Ministro (Pecoraro Scanio) con Ferrero e Diliberto contro il pacchetto di liberalizzazioni di Bersani e Lanzillotta. Vinsero Pecoraro Scanio, Ferrero e Diliberto e l’acqua fu stralciata dal pacchetto (…)».

Franco Bassanini, già ministro del Governo Prodi:

«Se dovesse passare il referendum sull’acqua faremo un tragico passo indietro in direzione di una minore liberalizzazione” (…) “nella legge Ronchi-Fitto, che sara’ sottoposta a votazione il 12/13 di giugno c’è scritto che l’acqua resterà un bene pubblico quindi non e’ in discussione; è in discussione il modo con cui si affida la gestione dei servizi di captazione, distribuzione, depurazione dell’acqua, di raccolta, smaltimento, termovalorizzazione dei rifiuti, di trasporto locale” (…) ”tutti gli investimenti che in questi tre settori si calcolano nei prossimi dieci anni, per 120 miliardi di euro, vanno sul debito pubblico. Siccome dobbiamo, per vincolo europeo, sanzionato ormai dall’Europa oltre che dai mercati, ridurre il debito pubblico del famoso 1/20esimo, praticamente del 3% l’anno, come si fa ad investire in questi settori, che hanno disperato bisogno di investimenti?».

Margherita Hach, astrofisica (per di più comunista), sul Nucleare:

«Prima si era fatto un referendum sull’onda di Chernobyl, ora se ne fa un altro sull’onda del Giappone: è perfettamente inutile perché è ovvio che sarà contro il nucleare, visto questo disastro. Le cose invece andrebbero affrontate razionalmente».

«Se ogni volta che si fa un’innovazione tecnologica ci si tira indietro, si starebbe ancora a vivere nelle caverne. Se poi si va a vedere le statistiche ci sono molti meno incidenti e inquinamento nel nucleare che in altre forme di energia».

«La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza, ma l’Italia ha bisogno di questa energia, e anche l’incidente in Giappone aiuterà con nuove precauzioni».

Non facciamoci prendere per i fondelli. Chi è a favore del Nucleare e della liberalizzazione dell’acqua, il 12 e il 13 giugno si astenga.

Non consentiamo a questi cialtroni di raggiungere il quorum. No alla superstizione e al Medio Evo.

Altre informazioni qui e qui.

Da leggere anche: “L’acqua, i referendum e i paradossi del Pd“.

Da leggere: «Ma i quesiti sull’acqua sono un imbroglio», intervista a Franco Bassanini (già ministro nei governi Prodi I, D’Alema e Amato II):

«Che vinca il sì o il no al referendum, l’acqua è e resta un bene pubblico. E chi conosce la giurisprudenza e parla di privatizzazione non può essere in buona fede» (continua su FareItalia Mag).



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