Popolarismo europeo non fa rima con fondamentalismo religioso, ma con unioni civili (anche gay) e divorzio breve

Come abbiamo già raccontato mesi fa, ed in varie occasioni, i mammasantissima del Popolo della Libertàsono convinti che il partito, così come è oggi, fortemente incentrato sul carisma personale di Berlusconi, non sopravviverà al ritiro politico di quest‘ultimo. Per questo ritengono necessario sottoporlo, ed in tempi brevi, ad un profondo restyling che ne ridisegni l’identità onde renderla accattivante almeno quanto quella del suo fondatore. Siccome l’Italia è un paese di consuetudinari, essi pensano di aver individuato la soluzione che possa salvare capra e cavoli: riesumare la Balena Bianca. La Dc, postulano, è un brand di successo. Rassicurante per l’elettore e per buona parte dell’attuale classe dirigente del Pdl. Riportarla in auge, sia pur sotto nuove spoglie, dunque, garantirebbe – sempre a loro giudizio – il successo elettorale nelle urne e la fedeltà dell’attuale nomenclatura pidiellina (che, se non debitamente rassicurata sul proprio futuro politico, potrebbe trasmigrare verso altri e più rassicuranti lidi: segnatamente quelli del Terzo Polo)”.

Da allora, la previsione non ha trovato smentite ma soltanto puntuali conferme; l’ultima delle quali è arrivata stamane con un articolo de Il Corriere della Sera.

Formigoni, che ha rilasciato dichiarazioni al quotidiano di via Solferino, intende dar vita, entro il 2012, ad unagrande costituente di centro”, cui sta “lavorando assieme ad Alfano”, onde tenere a battesimoun Popolo della Libertà allargato ad altri”, ovvero a Casini e vari esponenti della diaspora democratico-cristiana. E, quantunque neghi che l’obiettivo sia quello di riesumare la Dc, per di più su “mandato” del Vaticano – “Dai miei interlocutori in Vaticano non ho mai sentito nostalgie della Dc. E una nuova Dc non avrebbe senso in un sistema bipolare, che io sostengo” (asserzione, questa, che ha il sapore di una rassicurazione  ai “laici” del Pdl) –, aggiunge che l’operazione politica sarebbe finalizzata acreare un partito nella tradizione del popolarismo europeo”, neanche quest’ultimo fosse sinonimo di confessionalismo religioso. Bene, fermiaci qui per raccontare, allora, e sia pur brevemente, cosa sia, concretamente, il popolarismo europeo; e come le principali forze politiche che ad esso si ispirano, legiferino nelle varie nazioni.

Innanzitutto, il Ppe, e da molto tempo, non è più la casa dei democristiani europei. Non dà ospitalità, cioè, soltanto a soggetti politici a forte connotazione religiosa e collocati al centro. Il Ppe è la casa delle forze liberal-conservatrici e di centrodestra; laiche o di ispirazione cristiana.

In secondo luogo, e proprio per questa ragione, i soggetti politici che ne fanno parte, lì dove governano, non adottano provvedimenti che si richiamino a stringenti precetti religiosi. Non si fanno, insomma, braccio temporale delle Chiese. Non incarnano, nei paesi in cui operano, il “partito di Dio” – nonostante taluni omuncoli del centrodestra italico, da svariati anni cerchino di accreditare tale tesi.

Vediamo perché.

Partiamo dalla Francia e dal partito di Sarkozy, l’Ump (che, ovviamente, fa capo al Ppe).

La destra transalpina, dopo aver introdotto il cosiddetto “divorzio breve”, s’accinge ad approvare il “divorzio flash”: in meno di tre mesi le coppie prive di figli minorenni potranno sciogliere il legame che le unisce (Il Giornale, 18/03/2010). Spiegatelo a Quagliariello.

Sempre in Francia, Sarkozy, pur dichiarandosi contrario almatrimonio tra persone dello stesso sesso e contro l’adozione di bambini da parte delle coppie gay”, per evitareogni forma di discriminazione” che “neppure gli omosessuali devono subire”, ha proposto diandare oltre il semplice Pacs” e creareun sistema che – sul piano fiscale, patrimoniale ed ereditario – garantisca l’uguaglianza tra una coppia eterosessuale e una omosessuale” (Il Giornale, 02/09/2006). Spiegatelo a Giovanardi e Formigoni.

Veniamo al Regno Unito e ai Tory.

Qui, il leader conservatore David Cameron, e quando era ancora all’opposizione, ebbe a votare, assieme a cento suoi parlamentari, una legge altamente “relativista” a favore degli embrioni chimera (Il Corriere della Sera, 20/05/2008); altro che testamento biologico! Spiegatelo alla Roccella o a Sacconi.

Sempre nel Regno Unito, ma in tempi recenti, il governo conservatore ha presentato una legge la cui finalità è quella di consentire alle confessioni religiose di celebrare le unioni gay nei luoghi di culto (Il Sole 24 ORE, 14/02/2011). Spiegatelo a Maurizio Lupi e a Gasparri.

Veniamo alla cattolicissima Spagna e al Partido Popular guidato dal cattolicissimo Mariano Rajoy.

Quest’ultimo, che tra qualche mese diventerà primo ministro, qualche anno or sono, quando era candidato contro Zapatero, ebbe a chiarire subito che, qualora avesse vinto le elezioni e messo piede al governo, non avrebbe abolito i “matrimoni gay” introdotti dal suo avversario socialista, ma ne avrebbe soltanto cambiato la denominazione – il nome – “in unioni gay”, lasciandone inalterato il contenuto:

Ci sono soltanto tre paesi al mondo che lo chiamano matrimonio e a me non piace (…)”.

In questo momento posso soltanto impegnarmi a non cambiare i contenuti della legge e a rispettare i diritti che riconosce alle persone”.

Allo stesso modo, ebbe a garantire che non avrebbe cancellato il “divorzio-express” introdotto da Zapatero (Il Corriere della Sera, 29/01/2008).

Dello stesso avviso anche il suo predecessore alla guida del PP, José Maria Aznar:

Guardi, io dico che una cosa è il riconoscimento dei diritti delle unioni omosessuali e un’altra cosa il considerare una unione omosessuale come un matrimonio. Io rispetto l’unione omosessuale, ma non sopporto l’idea che questa possa essere considerata come un matrimonio tra uomo e donna”.

È una questione di denominazione: l’unione gay è una cosa, il matrimonio è il matrimonio” (Il Giornale, 03/09/2006).

Ecco, tutto ciò per dire soltanto che se qualcuno ha intenzione di trasformare il Pdl in un partito confessionale, nel “partito di Dio”, darà vita ad un soggetto politico che col “popolarismo europeo” avrà poco o punto a che spartire.

Questo post è stato segnalato da Aldolfo Urso sulla propria bacheca Facebook.



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11 Responses to "Popolarismo europeo non fa rima con fondamentalismo religioso, ma con unioni civili (anche gay) e divorzio breve"

  • Daniele says:
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