Il segreto bancario l’ha abolito Tremonti. Ma per quelli de Il Giornale la colpa è di Monti

È l’8 ottobre del 2011 e, parlando del cosiddetto segreto bancario, l’allora ministro dell’Economia, Julius Evola Tremonti, il socialista di Dio, dichiara (e Avvenire riporta):

«Così, come nel resto d’Europa, superiamo il segreto bancario. Non per completare l’accertamento, ma per partire da qui, per fare l’accertamento, invertendo il processo, per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate. Se no, c’è la rettifica automatica».

«È stata una scelta difficile, complessa, impegnativa; ma anche una scelta profondamente morale e politica, una scelta non più rinviabile. In Europa funziona così, anzi molto di più. In Europa tutti i dati sono infatti online. Se hai soldi in banca, lo dichiari al fisco».

«Abbiamo stabilito che scompare sul serio e, in pratica, nessuno se n’è ancora accorto, nessuno l’ha notato, nessuno l’ha sottolineato con la giusta rilevanza… Ma legga il decreto legge del 13 agosto; lo legga, per favore…».

Nello specifico, il tributarista di Sondrio, in quell’occasione, alludeva alla disposizione contenuta nell’articolo 2, comma 36-undevicies, del Dl 138/2011.

Bene. E come titola, stamane, Il Giornale? Nel seguente modo.

«Cade il segreto bancario»? «Il nuovo governo – il nuovo governo???? – introduce lo Stato di polizia fiscale»? «Spiati tutti i nostri conti correnti»?

In realtà, Monti, col decreto salva-Italia, non ha fatto altro che estendere il campo di applicazione della norma (illiberale) voluta da Berlusconi, Tremonti e Bossi. Rendendola ancora più stringente.

Ciò detto, va tutto come previsto (ovviamente).

P.S. Naturalmente, domani Franco Bechis, su Libero, scriverà le stesse cose del quotidiano di via Negri.



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4 Responses to "Il segreto bancario l’ha abolito Tremonti. Ma per quelli de Il Giornale la colpa è di Monti"

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  • camelot says:
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