Monti ha varato la più imponente riforma pensionistica d’Europa. E, per una volta, l’Italia può guardare dall’alto in basso qualunque nazione. Anche la Germania

Di Monti ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ci mancherebbe: anche tutto il male possibile. Ed è libero finanche di attribuirgli – mentendo, come fanno taluni giornalisti con cui puntualmente il sottoscritto battibecca su Twitter; è avvenuto anche oggitutte le tasse introdotte da Berlusconi e Bossi.

Una cosa, però, ciascuno di noi avrebbe il dovere di riconoscergli: l’aver approvato non solo la più imponente riforma pensionistica mai varata in Italia, ma anche quella che, a partire dal 2020, farà del nostro paese il primo in classifica in Europa.

Nei primi trenta giorni, infatti, l’esecutivo del Professore, sotto la regia della magistrale e coriacea Elsa Fornero, ha posto fine ad una situazione ignominiosa: quella che ci vedeva maglia nera dell’intero Vecchio Continente, quanto ad età pensionistica. Come raccontato, per filo e per segno, in questo post (a cui si rimanda per ulteriori dettagli).

Eravamo il paese con la più bassa età media di pensionamento (fatta eccezione della Francia e del Belgio) e, per di più, quello con la vita pensionistica più lunga (e la più alta speranza di vita alla nascita). In poche parole: da noi non solo si andava in pensione praticamente in età scolare, rispetto a qualunque altro paese evoluto, ma si stava a riposo, percependo il vitalizio, più di quanto avvenisse in qualunque altra parte del globo terracqueo. Una situazione insostenibile, economicamente, ed immorale.

Ebbene, Monti e Fornero hanno posto fine a questo sconcio, che, tra l’altro, ipotecava seriamente il futuro dei giovani (i quali, se non si fosse riformato il sistema, avrebbero dovuto lavorare vita natural durante per mantenere i paparini andati in pensione a 58 anni), ed hanno varato una riforma a tal punto incisiva che farà del nostro paese, oggi fanalino di coda europeo e mondiale, forse il più virtuoso dell’intera aria Ocse. Come sottolinea il Libro bianco della Commissione europea sui sistemi previdenziali, ed evidenzia la tabella di seguito riportata.

Nel 2020, in Italia si potrà andare in pensione a 66 anni e 11 mesi; in Germania a 65 anni e 9 mesi; e in Danimarca a 66.

Nel 2060, invece, da noi si avrà accesso alla quiescenza a 70 anni e 3 mesi; in Germania a 67 anni; nel Regno Unito e in Irlanda a 68.

In più, questa riforma, a regime (dal 2018), garantirà 20 miliardi di risparmi annui.

Soldi che si potrà impiegare, ad esempio, per finanziare un serio ed articolato sistema di ammortizzatori sociali a carattere universalistico, e/o per abbassare le tasse.

Ecco, almeno i liberisti – quelli veri, naturalmente, non certo quelli in cui ci s’imbatte sui Social-Network – di questa “riforma di sistema” dovrebbero essere più che contenti; e, perciò, pubblicizzarla un giorno sì e l’altro pure.

Anche perché, per una volta, si può finalmente andar fieri d’essere italiani.



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14 Responses to "Monti ha varato la più imponente riforma pensionistica d’Europa. E, per una volta, l’Italia può guardare dall’alto in basso qualunque nazione. Anche la Germania"

  • renzo says:
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  • Flash says:
  • SensualTime says:
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  • Fabio G. says:
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