Alfano confonde il clerico-fascismo col liberal-conservatorismo

Le sue intenzioni appaiono sempre più chiare: Agnellino Alfano, per farlo sopravvivere, intende trasformare il Pdl nella Democrazia cristiana del Terzo Millennio; e connotarlo, anche più di quella, in senso clerical-confessionale.

Lo ha dichiarato, apertis verbis, oggi:

«L’alleanza Di Pietro, Vendola e Bersani va nella direzione dello zapaterismo e non di una moderna sinistra europea. Lo zapatersimo è un germe che rischia di attaccare i valori che noi difendiamo, come abbiamo fatto con il dl su Eluana Englaro, la difesa della vita sin dal concepimento oppure i tanti no che abbiamo detto sullo scardinare la famiglia».

«Se la sinistra andrà al governo farà quello che hanno fatto in Spagna: il matrimonio tra uomini, le coppie di fatto».

Peccato, però, che i principali partiti europei che si riconoscono nel Ppe, dall’Ump ai Tory e al Partido Popular, abbiano tutti un’identità laica; tutti riconoscano le coppie di fatto (anche gay); tutti legiferino sulle “questioni eticamente sensibili”, e su temi come il divorzio breve, in modo pressoché identico alle sinistre liberali (piaccia o meno!).

Su questo blog ne abbiamo scritto varie volte; come nel post intitolato: Popolarismo europeo non fa rima con fondamentalismo religioso, ma con unioni civili (anche gay) e divorzio breve. E ad esso si rimanda per conoscere nel dettaglio le posizioni, in materia di bioetica e diritti civili, dei principali partiti di centrodestra europei.

Qui ci si limiterà a riportare solo ciò che, qualche mese fa, ebbe a dire David Cameron, leader del partito conservatore britannico, a proposito delle unioni gay e dinanzi agli esponenti del proprio partito:

«E a chi ha delle riserve, io dico: sì, si tratta di uguaglianza, ma è anche qualcos’altro: l’impegno. I conservatori credono nei legami, che la società sia più forte quando c’impegniamo a vicenda e ci sosteniamo l’un l’altro. Quindi io non appoggio il matrimonio gay a dispetto del mio essere conservatore. Lo faccio proprio perché sono un conservatore» («And to anyone who has reservations, I say: Yes, it’s about equality, but it’s also about something else: commitment. Conservatives believe in the ties that bind us; that society is stronger when we make vows to each other and support each other. So I don’t support gay marriage despite being a Conservative. I support gay marriage because I’m a Conservative»).

Alla stragrande maggioranza degli elettori del Pdl (e più in generale del centrodestra), come evidenzia qualunque rilevazione demoscopica, inoltre, non interessano le crociate contro i gay o quelle per impedire ai cittadini di rinunciare, nei casi come quello di Eluana Englaro, all’alimentazione e all’idratazione artificiali. Alla stragrande maggioranza degli elettori del Pdl, che votano come tutti gli altri col portafogli, interessa altro: politiche che riducano l’ingerenza dello stato in economia; che garantiscano meno burocrazia, meno tasse, meno stato e più mercato, e, soprattutto, più libertà.

In poche parole: politiche liberal-conservatrici, reaganiane, liberiste, thatcheriane, di destra liberale. Non certo clerico-fasciste.

Qualcuno lo spieghi ad Agnellino Alfano. E prima che sia troppo tardi e che faccia danni irreparabili.

«Prima di tutto il Vero Conservatore si guarderà bene dal confondersi con i reazionari, i retrogradi, i tradizionalisti, i nostalgici; perché il Vero Conservatore intende “continuare mantenendo”, e non tornare indietro e rifare esperienze fallite. Il Vero Conservatore sa che a problemi nuovi occorrono risposte nuove».

«Il Vero Conservatore rispetta la libertà dei culti religiosi, ma non permette ad alcun gruppo religioso di esercitare influenza sulla vita politica della società».

«Il Vero Conservatore si guarderà bene dal dare un sigillo religioso alla propria dottrina, perché la dottrina del Vero Conservatore non è fondata sopra una rivelazione ma sopra i fatti e il ragionamento».

«La religione ha certamente un grande valore. (…) Ma quando il sentimento religioso si va logorando o scompare, come accade oggi da per tutto e per tutte le religioni, non lo si può far rivivere semplicemente per ragioni e con mezzi politici» (Giuseppe Prezzolini, Il Manifesto dei Conservatori, Rusconi Editore, 1972).

Aggiornamento dell’11 marzo:

Alfano, da democristiano qual è, ha fatto un mezzo dietrofront, precisando che le sue parole sono statestrumentalizzate in modo doloso“. E aggiungendo: “Diciamo tre cose con grande chiarezza: rispetto profondo e grande per l’affettivita’ di tutti e di ciascuno; noi con Berlusconi e il ministro Carfagna ci siamo battuti contro ogni discriminazione; difendere con forza la famiglia“.



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10 Responses to "Alfano confonde il clerico-fascismo col liberal-conservatorismo"

  • diggita.it says:
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