Partiti e sindacati hanno immobili per 4,5 miliardi. Li si tassi con l’Imu ed una patrimoniale del 10%. E si usi il ricavato per ridurre le accise sulla benzina

Sì, lo so: fa strano che su questo blog, liberista fin nella midolla, si proponga di tassare qualcuno – qui che non si chiederebbe l’incremento del prelievo fiscale nemmeno per Paperon de’ Paperoni. Però, prima di lapidarmi, consentitemi di argomentare e spiegare perché, pur modificandola, faccio mia un’idea dei redattori di Libero.

Lor signori politici e sindacalisti, tutti, da sera a mane, con le leggi che s’acconciano ad approvare, tassano noi cittadini in tutti i modi possibili. In più, per fronteggiare qualsivoglia problema di cassa, son sempre pronti a suggerire un nuovo balzello, un nuovo strumento per torchiarci ancor di più.

Non sarà arrivato il momento, allora, di applicare loro la legge del taglione (occhio per occhio e dente per dente)? E di chiedere che paghino alcune tasse come noi comuni mortali siamo tenuti a fare?

Io dico di sì: è giunto il momento.

Si prenda gli immobili. Gli italiani, in media, ne hanno più di qualunque altro popolo al mondo. E questo vale non solo per i privati cittadini, ma anche per i partiti e i sindacati.

Franco Bechis stima che i partiti abbiano immobili per 2,5 miliardi di euro. Immobili sui quali, e questo è il punto, lor signori politici non sono tenuti a pagare quella stessa Imu che, a partire dal prossimo 26 giugno, e per loro volere, noi saremo tenuti a versare.

Le unità immobiliari in questione, come quelle di proprietà del Pci/Pds/Ds/Pd, sono state acquistate, tra l’altro, anche grazie a “danaro sporco”, ovvero finanziamenti illeciti (si veda alla voce: rubli provenienti da Mosca per un valore, attualizzato al 1997, di 1.000 miliardi di lire). Sono frutto, insomma, anche di intrallazzi. Intrallazzi, per di più, depenalizzati grazie ad una bella legge ad personam: l’amnistia voluta ed approvata dal Pci/Pds e dalla Dc nel 1990.

Passiamo ai sindacati. La Cisl di Raffaele Bonanni – quello che s’è speso perché il governo Berlusconi aumentasse l’Iva – ha 5.000 immobili. La Cgil di Susanna Camusso – quella che, pur facendo una vita da milionaria (possiede una barca a vela da far invidia alla buonanima dell’avvocato Agnelli), un giorno sì e l’altro pure invoca l’introduzione di una patrimoniale sui cosiddetti ricchi – ne ha 3.000 (sulla Uil, invece, par di capire non esistano cifre certe). Il tutto per un valore di 2 miliardi di euro. In più, si tenga presente che molti di questi immobili della Triplice erano di proprietà del Contribuente, cioè dello stato (che ne era entrato in possesso alla fine del Fascismo). Il quale, con una bella leggina, nel 1977 ebbe a regalarglieli.

Ecco. Lor signori politici c’hanno imposto l’Imu (e prima l’Ici) dal cui pagamento, però, hanno pensato bene di esonerare i propri partiti e i sindacati. Lor signori politici e sindacalisti, ancora, pretendono d’introdurre una tassa, detta patrimoniale, che andrebbe a colpire i risparmi frutto di decenni di duro lavoro di milioni di italiani. Per una volta, allora, vogliamo far provare loro quanto è bello pagare le tasse, visto che non lo sanno? Vogliamo regalare loro questa straordinaria ed inebriante emozione?

Facciamolo, suvvia. Così, poi, magari gli passa ‘sta frenesia d’imporre balzelli a destra a manca.

Che paghino l’Imu ed una bella patrimoniale del 10% sugli immobili di loro proprietà. Così, lo stato incasserà, ad occhio e croce, 500 milioni di euro all’anno in più; e a noi potrà ridurre, per lo stesso importo, le accise sulla benzina (il cui prezzo ha raggiunto un livello record).

Monti, pensaci tu (e alzi la mano chi è contrario).



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