Bersani vuole resuscitare il Popolo della Libertà

Signori si nasce e cretini si muore, diceva Totò. Se fosse vero, buona parte della nomenclatura del Pd si sarebbe già estinta da un paio di lustri.

La storia è questa.

Il Pdl è agonizzante, ridotto allo stremo. La sua classe dirigente non ha la benché minima idea di come renderlo nuovamente attraente agli occhi dell’elettorato che lo considera curaro, per la pessima prova di sé che ha dato al governo, prima con Berlusconi e poi con Monti.

Ne abbiamo avuto prova ieri l’altro. Berlusconi e Agnellino Alfano, nel corso di una conferenza stampa convocata per comunicare all’universo mondo la “più innovativa proposta politica degli ultimi vent’anni”, non hanno trovato di meglio che suggerire il varo del semi-presidenzialismo à la francese. Come se gli italiani versassero in condizioni drammatiche perché non è dato loro di eleggere il Capo dello Stato a suffragio universale, e non per la crisi economica e perché da sei anni, ininterrottamente, chiunque governi il Paese li massacra di tasse.

Ecco, un partito ridotto in questo stato, e che nei Comuni in cui si è votato di recente ha perso 28 punti percentuali (rispetto al 2008) e 1.293.440 voti; un partito la cui classe dirigente, nonostante sia irrimediabilmente ed indiscutibilmente compromessa, non mostra di avere alcuna intenzione di fare autocritica e dimettersi, è destinato a passare a miglior vita. A perire. E a vedersi sottrarre suffragi dai vari Luca di Montezemolo ed Oscar Giannino (quando e se decideranno di scendere in campo, naturalmente).

Ragion per cui, ora come ora, e alla luce anche dei sondaggi, si dovrebbe considerare come certa la vittoria del centrosinistra, alle Politiche del 2013.

Se non fosse che a quei gran geni del Pd, cresciuti a pane e tafazzismo, però, è venuta un’idea che non solo potrebbe rendere meno scontato quell’esito, ma addirittura ribaltarlo; regalando, pensate un po’, la vittoria ai post berlusconiani.

Cosa hanno escogitato?

Ce lo facciamo raccontare dalla viva voce di Nicola Latorre:

«Io penso che il Pd dovrebbe essere promotore in tutte le realtà territoriali di laboratori urbani laddove i nostri militanti si confrontino con associazioni di base, cittadini, movimenti, con le fabbriche di Vendola. E alle elezioni dobbiamo presentarci con un’unica lista che incarni la proposta di governo che vogliamo offrire al Paese, frutto anche di questo lavoro nei territori (…)».

«Immagino una nuova tappa della formazione del Pd che riparta dal basso e culmini in una unica lista. E Vendola può entrare a pieno titolo in questo processo».

In sostanza, dalle parti del Nazareno starebbero pensando di presentarsi alle elezioni – come, tra l’altro, già preannunciato, un mese fa, da Maria Teresa Meli, su il Corriere della Sera, e dal sito Il Retroscena – con una lista unica Pd-Sel. Praticamente, una riedizione del Pci.

Cosa che, se effettivamente accadesse, offrirebbe più di una ragione agli elettori per ridare, sia pur obtorto collo, il voto al Popolo della Libertà; e alienerebbe al Pd, per di più, le simpatie di milioni di elettori moderati.

Una genialata, non c’è che dire.

Continuate così, mi raccomando.

Vincerete di sicuro.



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11 Responses to "Bersani vuole resuscitare il Popolo della Libertà"

  • ~jm says:
  • camelot says:
  • paolo says:
  • Walter says:
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  • FabioG says:
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