Il Ddl anticorruzione contiene una norma salva-Penati. Gli indignati dove sono?

Era il 20 marzo. Nel Palazzo si iniziava a discutere di un disegno di legge contenente norme anticorruzione, e, dalle pagine de la Repubblica e de Il Fascista Quotidiano, si sosteneva che una di esse potesse tornare utile al Grande Inceronato, al secolo Silvio Berlusconi, ed evitargli il gabbio causa processo Ruby. Come avemmo modo di evidenziare allora, per una volta, e stranamente, si trattava di illazioni prive di fondamento.

Nel frattempo, però, quel Ddl è stato approvato dalla Camera; e cosa si è scoperto? Che una norma ad personam effettivamente in esso è contemplata: solo che il destinatario non ne è Silviuccio, ma l’ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati. Il quale, come noto a tutti, è indagato, e al contempo innocente fino a prova del contrario e a sentenza definitiva di condanna, dalla Procura di Monza per varie fattispecie: dalla corruzione alla violazione della legge sul finanziamento dei partiti, alla concussione per induzione.

Ed è proprio per far sì che il Nostro non venga processato per quest’ultimo capo d’imputazione, che è stata presentata, con ogni probabilità, la norma incriminata: se fosse approvata in via definitiva, la pena per quella tipologia di concussione verrebbe ridotta, come i relativi termini di prescrizione (e di ben 5 anni), e l’ex Presidente della Provincia di Milano la farebbe franca. Niente processo (o eventuale condanna definitiva) per sopravvenuta prescrizione del reato. Che culo.

Che si tratti di una leggina pensata per venire in contro alle esigenze dell’ex braccio destro di Bersani, lo si evince inequivocabilmente da un articolo – che, però, stranamente vorrebbe dimostrare l’esatto contrario, e sin dal titolo (“Quella norma non salva né Penati né Berlusconi”) – redatto dall’esperto di questioni giuridiche de il Corriere della Sera, Luigi Ferrarella – che, per inciso, è anche molto vicino a Magistratura Democratica (per la cui rivista, Questione Giustizia, ha anche vergato, tempo fa, un pezzo).

Leggiamo alcuni frammenti di questo articolo dal contenuto “schizofrenico”:

«Non salva Penati dall’inchiesta di Monza sulle tangenti rosse e non salva Berlusconi dal processo Ruby (…).

Non è vero che la legge contenga una norma destinata a mandare al macero il processo che la Procura di Monza è orientata a chiedere per l’ex capo della segreteria politica del segretario Pd Bersani: per il semplice fatto che la legge non inciderà sulla prescrizione delle due imputazioni di corruzione e delle due ipotesi di violazione della legge sul finanziamento dei partiti datate 2008-2009 e 2008-2010, che continueranno a prescriversi dopo 7 anni e mezzo, tra la metà 2016 e metà 2017».

Sin qui, niente di strano: Ferrarella spiega, come abbiamo fatto al principio di questo post, come la norma non andrebbe ad incidere sui processi che vedono imputato Penati per corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Il bello, però, viene immediatamente dopo:

«Poi ci sono tre accuse di concussione (…). I capi A e B, che per l’area ex Ercole Marelli a Sesto accusano l’allora sindaco Penati d’aver indotto due imprenditori a una iniqua permuta di terreni, risalgono al 2000 e oggi si prescriverebbero nel 2015 in 15 anni (12 di pena massima più 3), mentre con la nuova legge si sarebbero già prescritti nel 2010 in 10 anni (8 più 2)».

Ecco, siccome il linguaggio, al pari della matematica, non è un’opinione, se passasse la nuova norma, lo asserisce “a sua insaputa” l’insigne esponente di Magistratura Democratica ospitato a via Solferino, il processo a Penati, per le fattispecie appena enunciate, non potrebbe avere luogo: il reato risulterebbe già prescritto (nel 2010). Au contraire, se continuasse a restare in vigore l’attuale normativa, l’ex braccio destro di Bersani verrebbe sottoposto a processo perché i termini di prescrizione non sarebbero ancora scaduti.

Proseguiamo:

«Diverso l’impatto sul capo C, che imputa a Penati di aver indotto un costruttore a promettergli 20 miliardi di lire, versargliene 4 e affidare incarichi per 1,8 milioni di euro a due professionisti delle coop rosse per l’area ex Falck: l’accusa è fino al 2004, sicché l’attuale prescrizione, ancorata al 2019, con la nuova legge arriverebbe già nel 2014: termine stretto per tre gradi di giudizio, anche se per la storia va ricordato che nel 2011 il gip negò ai pm l’arresto di Penati perché qualificò i fatti non come concussioni ma come corruzioni già prescritte».

Dunque, se passasse la norma, il capo d’imputazione in oggetto si prescriverebbe assai presto, nel 2014; e, entro quella data, sarebbe pressoché impossibile arrivare a celebrare tre gradi di giudizio. Viceversa, se restasse in piedi l’attuale normativa, esso si prescriverebbe nel 2019; e per Penati le cose potrebbero essere un po’ più complicate.

Detto ciò, appare evidente come la norma sia stata probabilmente pensata e scritta per Penati; e quanto gli risulterebbe utile se venisse approvata in via definitiva.

Appurato questo, resta da capire solo una cosa: come mai nessuno, almeno fino ad ora, a sinistra si è indignato per tale leggina ad personam?

Per il solito ed immorale doppiopesismo?

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7 Responses to "Il Ddl anticorruzione contiene una norma salva-Penati. Gli indignati dove sono?"

  • Tony says:
  • fabrizio60 says:
  • camelot says:
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