Casini va a sinistra. Evviva!

Per carità, potrebbe pure essere un bluff; semplicemente tattica. Berlusconi è tornato in scena; ha esternato; ha lasciato intendere che potrebbe rimettersi alla guida del cosiddetto centrodestra (che Dio non voglia!); e lui, che al Cav. aveva chiesto di fare non due, ma tre passi indietro, stizzito potrebbe aver fatto l’occhiolino a Bersani sol per far capire a quelli del Pdl che la sortita berlusconiana non gli è piaciuta affatto, come il suo ritrovato attivismo; e che, se ci si vuole mettere attorno ad un tavolo e vedere se sussistano le condizioni per far tornare insieme i moderati, Berlusconi deve farsi da parte e dedicarsi ai casi suoi. Insomma, e come usa dire, potrebbe aver parlato a nuora perché suocera intendesse.

Sta di fatto, però, che Pier Ferdinando Caltagirino oggi ha fatto un’apertura, e che apertura, a Bersani e al centrosinistra; lasciando intendere che un’alleanza, tra loro, ora come ora, sarebbe più che possibile:

«Bersani è un interlocutore serio, non cambia idea tutti i giorni. Come in Grecia e in Germania il tema di un patto di emergenza tra chi è nel Ppe e chi è nel Pse esiste. Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia».

In più, e per dare un assist al segretario del Pd, parlando del Sindaco di Firenze, ha detto:

«Renzi è un ragazzo intelligente e simpatico. Gioca l’eterna partita giovani contro vecchi. Lo capisco bene, dicevo le stesse cose anche io tanti anni fa. Ma capisco il corpo del Pd che lo respinge. Renzi, obiettivamente, per molti aspetti è alla mia destra. Basti pensare alla santificazione di Marchionne».

Una sviolinata coi fiocchi, non c’è che dire.

La cosa surreale, e per certi versi grottesca, è che Casini parla come se fosse il leader di un grande partito e ricevesse, ad ogni consultazione, un’infinità di voti. Cosa che non è. O, peggio, come se fosse un illuminato statista, uscito fuori dal niente, e proponesse ricette utili e vantaggiose per la Nazione; e non, invece, quello che è: uno dei principali responsabili della cattiva politica che, negli ultimi due decenni, ha impedito al Paese di ammodernarsi; uno di quelli che, quando il centrodestra provava ad introdurre innovazioni, e a ridimensionare lo strapotere sindacale, minacciava di far cadere il governo e frenava tutto, in nome della salvaguardia della “coesione sociale”; uno di quelli che, quando Il Gran Rattuso d’Arcore provava appena un po’ più seriamente a fare qualcosa di anche solo moderatamente liberale, tipo ridurre l’aliquota marginale per stimolare la produzione di ricchezza e l’emersione dell’evasione fiscale, vi si opponeva argomentando, neanche fosse un bolscevico, che non era possibile perché la priorità doveva essere accordata ai “poveri” (tra le cui fila, come noto a tutti, s’annida la più parte degli evasori fiscali). E oggi ci viene a dire che Berlusconi ha fallito (cosa, peraltro, ovvia): lui che ha fatto di tutto per sabotarne l’operato, non certo da solo, a che ciò accadesse.

Signori, stiamo parlando di un laido democristiano. Di uno che, un giorno sì e l’altro pure, pensa esclusivamente ai propri interessi. Di uno che non è in grado di formulare una proposta politica che sia una per risollevare l’economia, creare occupazione ed emancipare le persone dall’indigenza. Di uno che è così poco alfabetizzato su qualsivoglia questione, come buona parte dei suoi colleghi di entrambi gli schieramenti, che non è in grado di pronunciare altro che slogan. Di uno che, al massimo, si premura di chiedere, e a gran voce, una cosa sola: la reintroduzione delle preferenze. E solo per una ragione: perché così, nel Meridione d’Italia, e come avveniva ai “tempi d’oro” della Prima Repubblica (nelle fila della Dc e del Psi), egli potrebbe candidare eserciti di malfattori che, con la pratica del voto di scambio e della compravendita di consensi dalla criminalità organizzata, riuscirebbero a raccogliere tanti di quei suffragi da far crescere, cosa sin qui mai riuscita per “vie legali e democratiche”, le percentuali dell’Udc (ca nisciun’ è fess’!).

Ancora. Parliamo di un signore che guida un partito al cui interno milita gente come: 1) Paolo Cirino Pomicino, condannato in via definitiva a un anno ed otto mesi di reclusione per finanziamento illecito ai partiti, in relazione alla tangente Enimont, e a due mesi, col patteggiamento, per corruzione in relazione ai fondi neri Eni-Montedison; 2) Ciriaco De Mita, capo storico della sinistra democristiana; idolatrato dai comunisti perché, a seguito del terremoto dell’Irpinia (1980), fece piovere migliaia di miliardi (di vecchie lire) in Campania; soldi finiti a finanziare il nulla, le cattedrali nel deserto.

Il peggio del peggio della partitocrazia primo-repubblicana.

Signori, se ci si trova con le pezze al culo; se l’Italia è un paese del socialismo reale, con più aziende statali (13.000) che persone intelligenti; se ha il quarto debito pubblico al mondo (ed il secondo in Europa); se fino a ieri l’altro regalava la pensione a chi avesse lavorato anche solo 14 anni, 6 mesi ed un giorno; se ha un Erario che ruba alle imprese fino al 68% di ciò che guadagnano e alle persone fisiche oltre il 50% di ciò che introitano; se ha i peggiori servizi pubblici del mondo evoluto; se il merito è bistrattato e la mediocrità considerata una virtù; se si sottraggono, si legga alla voce TFR, 12 miliardi netti di euro ai lavoratori perché taluni paternalisti ritengono sia bene obbligarli a risparmiare e non lasciarli liberi di autodeterminarsi; se abbiamo il peggior sistema creditizio al mondo; se la concorrenza viene considerata un concetto fascista, la libertà un vezzo snob, indice di sedizione e di spirito anarchico, anziché il basamento della democrazia; se siamo ad un passo dal precipizio: è anche, o soprattutto, perché la gente come Casini – con le sue idee stataliste e keynesiane e la sua morale da puttano –, ha spadroneggiato in questo paese, impunemente, per oltre mezzo secolo.

Casini, e quelli come lui, sono l’origine politica dei nostri mali. Il cancro che da decenni ci sta consumando.

La ragione prima che spinge la gente a votare Grillo.

È un bene che vada a sinistra.



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9 Responses to "Casini va a sinistra. Evviva!"

  • Bruno says:
  • paolo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Badmoney says:
  • camelot says:
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