Ad agosto arriverà la seconda Spending review: niente tagli di spesa ma aumenti di tasse

Il governo è al lavoro per varare, entro agosto, un’altra spending review: se con la prima ha sostanzialmente spostato danari da un capitolo all’altro del Bilancio dello stato, con la seconda taglierà una parte delle attuali 720 tax expenditure, ovvero le detrazioni, deduzioni e sconti fiscali di cui oggi beneficiano i contribuenti, onde racimolare i 6,5-7 miliardi di euro necessari ad evitare l’aumento dell’Iva previsto per luglio 2013.

Partiamo, innanzitutto, dalle cifre.

Le succitate esenzioni fiscali consentono ai cittadini, come alle imprese, di risparmiare 253,75 miliardi l’anno; ed includono (considerando solo quelle più importanti): le detrazioni per i carichi familiari (figli, coniuge ed altri parenti a carico), che riguardano circa 12 milioni di contribuenti; le detrazioni del 19% per le spese mediche; quelle sugli interessi passivi dei mutui; quelle del 55% per il risparmio energetico; quelle del 36% sul recupero edilizio.

Le uniche che non potranno cadere sotto l’accetta del governo, anche perché attuative di alcuni precetti costituzionali, sono quelle per i familiari a carico, per il lavoro e le pensioni; e, poi, quelle che servono ad evitare doppie imposizioni e quelle che garantiscono l’osservanza di norme comunitarie e trattati internazionali. Sommate valgono circa 83 miliardi di euro. Tutte le altre, invece, potranno essere decurtate.

E, allora, dobbiamo essere chiari. Tagliare una parte di questi “sconti fiscali”, per dirla à la Max Catalano, significa far pagare più tasse ad alcuni contribuenti. Significa, cioè, che alcuni cittadini dovranno farsi carico di un prelievo fiscale ancor più consistente per consentire ad altri di non pagare un’aliquota Iva maggiorata.

E come saranno individuati, codesti cittadini, fortunati anzichenò? In base a quale criterio?

Facile rispondere: in base all’ammontare del reddito, con ogni probabilità.

Il che vuol dire che i cosiddetti ricchi saranno spremuti ancor di più: le imprese che oggi arrivano a versare fino al 68% dovranno dare all’Erario ancor più soldi, esattamente come le persone fisiche che oggi vengono private di oltre il 50% dei propri guadagni.

Naturalmente, tutto ciò non farà altro che accrescere l’evasione fiscale e far affluire meno palanche nelle casse dello stato.

Geniale.

Senza contare, poi, che ci sono circa 8 miliardi di euro (a detta della Commissione Affari sociali della Camera) che ruotano attorno alla prostituzione e che potrebbero trasformarsi, ovviamente solo in parte, in entrate per l’Erario se solo qualcuno si degnasse di regolarizzare le “lucciole”.

Ma è meglio torchiare chi oggi viene già fiscalmente torturato dal Leviatano.

Nevvero?

P.S. Va ricordato, per ragioni di completezza, che il governo interverrà nell’ambito delle tax expenditure per effetto della delega fiscale lasciata in eredità da Giulio Tremonti.



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13 Responses to "Ad agosto arriverà la seconda Spending review: niente tagli di spesa ma aumenti di tasse"

  • Cristian says:
  • camelot says:
  • rokko says:
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  • Walter says:
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