Ritorna il Pci. Bersani vuole inglobare Sel e Pdci. E Casini è pronto ad allearsi con lui

Estintisi, nel 2008, causa voto degli elettori, potrebbero ritornare in vita grazie a Bersani e ad una manipolazione del genoma del Pd. Parliamo dei Flintstones, signori cari, e di un’operazione, ai limiti della spregiudicatezza, che potrebbe nuovamente dischiudere loro le porte del Palazzo; e condannare l’Italia al destino della Grecia.

La storia è questa.

Bersani, come noto, è intenzionato a stringere un’alleanza con Vendola per governare il Paese. Tuttavia, memore di quanto è capitato a Prodi ogni volta che ha messo piede a Palazzo Chigi, teme che il matrimonio con i Flintstones, anche in questo caso, dinanzi alle prime difficoltà possa andare in frantumi. Per questo vorrebbe cautelarsi e stringere un patto di ferro col governatore della Puglia: io ti garantisco un numero certo di seggi, alla Camera come al Senato, e tu fai confluire il tuo partito sotto le insegne di una lista unitaria, che andremo a battezzare Italia, Bene Comune, la cui golden share, naturalmente, spetterà a me. In questo modo, crede Bersani, inglobando Sel, prima del voto, e dando vita a gruppi parlamentari comuni, dopo le elezioni, gli Antenati se ne staranno buoni e non minacceranno la tenuta della coalizione.

Come se non bastasse, il segretario democrat, che fino a ieri l’altro era intenzionato a coinvolgere nell’esperimento solo Vendola e i Socialisti di Nencini, nelle ultime ore starebbe seriamente pensando di spingersi, novello dottor Frankenstein, anche oltre: visto che qui c’è da manipolare il Dna del Partito democratico, questa la sua riflessione, tanto vale farlo fino in fondo e senza tanti scrupoli; che si accolga a braccia aperte anche il Pdci di Diliberto (cosa confermata anche da Ettore Colombo in un articolo apparso ieri, a pagina 6, su Il Mattino).

Insomma, Bersani starebbe pensando di trasformare il partito del Lingotto, nato con le migliori e più nobili intenzioni, dare un tetto comune ai riformisti democratici, nella versione 2.0 del Pci. Roba da far accapponare la pelle.

Si aggiunga, anche, che Casini ha finalmente sciolto le riserve: visti i risultati delle elezioni siciliane, il Gattopardo democristiano ha capito che l’alleanza col Pd è non solo fattibile ma finanche necessaria, visto che non gli riesce di attrarre il voto dei delusi del Pdl.

Inoltre, il suggerimento a Bersani d’imprimere un’accelerazione all’esperimento cui prima si è accennato, pare sia provenuto proprio dall’Udc:

«Se il Pd fa il listone unico con Sel per noi non c’è problema, perché a quel punto è il Partito democratico a gestirsi la sinistra».

Par di capire, dunque, che se il centrosinistra dovesse vincere le elezioni, cosa più che probabile (stando ai sondaggi), a governare il Paese sarebbe, una volta ancora, il caro e collaudato caravanserraglio cattocomunista di prodiana memoria.

Che culo.



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13 Responses to "Ritorna il Pci. Bersani vuole inglobare Sel e Pdci. E Casini è pronto ad allearsi con lui"

  • Karl Fred says:
  • camelot says:
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  • corbulone says:
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