Monti si dimette e dà scacco matto a Berlusconi e Bersani (e al Paese)

Hanno perso tutti la trebisonda. Il grande freddo che in questi giorni sta lambendo la Penisola, evidentemente, deve aver mandato in cortocircuito molte sinapsi (comprese quelle di chi scrive).

Ad aprire le danze, qualche giorno fa, il Satiro di Arcore. Che, ancora una volta, pensava di sparigliare. Sbagliando, però.

Dopo essersi acconciato a comunicare all’Algido Bocconiano che la liaison dangereuse che li univa poteva considerarsi conclusa, s’è visto recapitare da quello, che pare fesso ma fesso non è, il conto della separazione non consensuale; salato, invero, oltre ogni ragionevole livello.

Tomo tomo e cacchio cacchio, il Segaligno dalla voce robotica, come il più consumato dei democristiani, ha pensato di rispondere allo sgarbo del Villanzone con un colpo di fioretto. Invece del panettone, impreziosito magari con un po’ di curaro, sotto l’albero di Natale ha deciso di fargli trovare del ghiaccio secco; apparentemente innocuo, in realtà letale: Non ho più la tua fiducia incondizionata? E allora che la colpa della crisi di governo ricada per intero sulla tua persona. Approvata la Legge di Stabilità, sai che c’è di nuovo?, rassegnerò, nelle mani del Capo dello Stato, le mie dimissioni, irrevocabili; e da dopodomani, lunedì, la colpa dello tsunami finanziario che si abbatterà sul Paese, la Borsa che ogni giorno perderà punti e lo spread che invece ne guadagnerà, ricadrà su di te. Invece di conquistare consensi, tu ed il tuo partito ne perderete ancora. E tra due mesi, quando si ritornerà al voto ed il Paese non ne potrà più delle montagne russe che la speculazione internazionale gli avrà fatto provare, per colpa tua, il popolo, che oggi non è che mi ami granché, mi reclamerà a gran voce; quale Salvatore; e, stanne certo, anche molti dei tuoi accorreranno al mio capezzale invocando il mio ritorno. M’hai provocato? E mo’ me te magno.

Un colpo magistrale. Uno scacco matto. Che non solo metterà all’angolo Berlusconi, rovinando i suoi piani di rimonta elettorale, ma che rischia di procurare non pochi problemi finanche a Bersani.

Dovesse abbattersi per davvero un nuovo tsunami finanziario sul Paese, la paura, tra gli elettori soprattutto di centro, i più pusillanimi e che pesano sul totale più del 30% decidendo sempre le sorti delle elezioni, ora votando per gli uni ora per gli altri, monterebbe parecchio; rendendo ai loro occhi ancor meno gradita l’ipotesi di un governo politico a trazione social-comunista.

Bersani, che dopo la mossa di Monti avrà versato con ogni probabilità fiumi di champagne e ringraziato tutti i Santi del Paradiso, potrebbe in realtà ricavarne nocumento anche più del Grande Inceronato: in fondo, è lui quello che ha più da perdere da un eventuale ritorno dello spread a quota 500, che, inevitabilmente, farebbe salire le quotazioni del Monti bis rendendo più remota la possibilità che a Palazzo Chigi finisca invece lui.

Certo, se gli speculatori sconquassassero come cavallette il Paese, nei prossimi mesi, il segretario del Pd avrebbe un argomento in più per fare campagna elettorale contro il Cav.. Ma questo non gli basterebbe per apparire credibile agli occhi di quegli elettori che, già oggi, temono il suo avvento al potere. Anzi. Le sue ricette, più tasse per chiunque non abbia un reddito di sussistenza, recessive anzichenò, in quello scenario di paura diffusa apparirebbero ancora meno rassicuranti.

Ma non è questo il punto (e nemmeno la virgola).

Il punto è che, per dirla à la francese, qua pare stiano tutti facendo i froci col culo degli altri. Anche Monti. La cui sortita di ieri rischia di danneggiare, e non poco, il Paese. Aggravandone la già precaria condizione economica.

Serietà e senso della responsabilità avrebbero richiesto che “a brigante” non si rispondesse con “brigante e mezzo”.

Un galantuomo vero, un patriota, non l’avrebbe mai fatto.



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6 Responses to "Monti si dimette e dà scacco matto a Berlusconi e Bersani (e al Paese)"

  • FabioG says:
  • camelot says:
  • FabioG says:
  • camelot says:
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