L’Agenda Monti in quattro tabelle


«La crisi dell’Eurozona è superata, anche grazie al più solido sentiero imboccato dall’Italia» (Mario Monti, 03/04/2012)

Iniziamo con tre grafici, pubblicati dal quotidiano Les Echos e contenenti dati Istat, che illustrano la variazione del tasso di disoccupazione registrata nell’intervallo ottobre 2011-ottobre 20012, l’andamento del Prodotto Interno Lordo e quello dei tassi d’interesse a 10 anni nello stesso arco di tempo.

Com’è di tutta evidenza, per effetto della crisi e delle politiche fiscalmente irresponsabili di Berlusconi e Monti (e cioè del Pd, dell’Udc e del Pdl), incentrate quasi esclusivamente sull’incremento del prelievo fiscale anziché sulla riduzione della spesa corrente, nonché a causa della pessima riforma del mercato del lavoro targata Elsa Fornero, la disoccupazione, nel nostro paese, è passata, nell’ultimo anno, dall’8.8 all’11,1%.

Il nostro Pil, invece, è passato da una crescita positiva (ancorché modesta) dello 0,4%, nel terzo trimestre 2011, ad una crescita negativa del 2,4%, nel terzo trimestre 2012.

I tassi d’interesse a 10 anni, per effetto della diminuzione dello spread, hanno fatto registrare un discreto calo.

Vediamo, adesso, un’altra tabella. Questa volta pubblicata da Ugo Arrigo su Chicago Blog, contenente dati Eurostat ed Ocse, e che mostra l’andamento del debito pubblico italiano (in rapporto al Pil) dal 1861 al 2013. Non senza aver prima riportato quanto scritto dallo stesso Arrigo: «il rapporto debito/Pil continuerà a crescere sino a valori mai registrati nella storia della Repubblica e visti in un solo periodo in quella del Regno d’Italia. Già nel solo 2012 del governo tecnico il rapporto sale di ben sette punti percentuali in un solo anno: dal quasi 121% del 2011 al quasi 128%. E l’anno prossimo sfonderà il 130% per portarsi nel 2014 al 132%. L’unica volta nella storia d’Italia in cui raggiunse e superò tale valore fu nel 1919».

Ora, assodato che se Bersani e Vendola mettessero piede a Palazzo Chigi farebbero anche peggio, qualcuno, di grazia, potrebbe spiegarci perché mai si dovrebbe fare il tifo per una riedizione del governo Monti visto che, sin qui, non ha fatto oggettivamente alcunché di liberale (eccezion fatta per la riforma delle pensioni), cioè di giusto ed utile per il Paese, e solo molto di socialista, cioè di sbagliato?

Grazie.

«Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse» (Maffeo Pantaleoni).



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