L’Italia è il quarto paese al mondo in cui i ricchi sono più tassati ed il secondo in Europa in cui più lo sono i patrimoni

Cosa ci ripetono, un giorno sì e l’altro pure, i vari Fassina, Landini, Camusso, Bersani, Vendola, Casini e Monti? Che in Italia, i cosiddetti ricchi sono dei miracolati: pagano, questo sostengono lor signori, poche tasse; e, pertanto, è giusto ne versino di più.

Ma è vero? Si direbbe proprio di no.

Si consideri le seguenti tabelle, elaborate dalla società di revisione contabile KPMG. In esse si indicano le nazioni in cui più sono tassati i Paperon de’ Paperoni; quelli, nello specifico, con redditi rispettivamente di 100.000 e 300.000 dollari.

Per tasse e contributi, nel primo caso, l’Italia è quarta al mondo. Con un prelievo complessivo del 45,2%. Davanti alla Germania (quinta col 43,8%), l’Austria, la Danimarca, la Francia (nona), la Norvegia (sedicesima), la Finlandia (diciottesima), la Svezia (ventesima), la Spagna (ventiseiesima), la Svizzera (trentacinquesima), l’Inghilterra (trentasettesima), gli Stati Uniti d’America (quarantacinquesimi).

Anche nel secondo caso, quello dei Paperon de’ Paperoni con dichiarazioni dei redditi da 300.000 dollari in su, l’Italia risulta essere è quarta (al mondo). Con un prelievo complessivo, in questo caso, pari al 51,8%. Seguono la Danimarca, la Svezia (sesta), la Norvegia, la Finlandia, la Germania (diciassettesima), la Spagna (diciottesima), il Regno Unito (ventesimo) e gli Stati Uniti d’America (cinquantatreesimi).

Val la pena notare, tra l’altro, che il paese della Revolución Bolivariana, il Venezuela del social-comunista Hugo Chávez, si colloca, rispettivamente, al settantaseiesimo e al sessantaquattresimo posto. Dunque l’Italia è molto più socialista del Venezuela “cháveziano”. Perdindirindina.

Ecco. Coloro che sostengono che da noi i riccastri se la spassino, conosceranno queste cifre? C’è da dubitarne.

Veniamo, adesso, alla tassazione dei patrimoni; in ragione della quale l’Italia è seconda in Europa (dopo la Francia). A dirlo è il Corriere della Sera (in un articolo firmato da Mario Sensini):

«Prima dell’Imu l’Italia era il Paese dove in Europa, oltre a pagare le imposte più alte sul reddito, si pagavano le tasse più basse sui patrimoni (…). Con l’Imu, ma anche con la tassazione degli immobili detenuti all’estero, con l’imposta di bollo sui conti correnti bancari, con la stessa Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, tutte introdotte dal governo Monti, però, le cose sono molto cambiate. L’Italia è passata dall’ultimo al secondo posto in Europa, dopo la Francia, come livello effettivo di imposizione sui patrimoni».

Da noi, dunque, la produzione e l’accumulo di ricchezza, e al contrario di quanto asseriscano i vari Bersani e Vendola, i Casini e i Monti, sono tassati come non avviene quasi in nessun’altra parte dell’orbe terracqueo.

Domanda. Non sarà forse proprio per questo, perché scoraggiamo la produzione di ricchezza, che il Paese cresce poco, e meno di qualunque altro, da circa vent’anni?

Direi proprio di sì.

Leggere anche: Il carico fiscale complessivo gravante sulle nostre imprese è il più alto della zona Euro.

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22 Responses to "L’Italia è il quarto paese al mondo in cui i ricchi sono più tassati ed il secondo in Europa in cui più lo sono i patrimoni"

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