Meno di due mesi alle elezioni. E Bersani non si degna ancora di farci conoscere il suo programma

Mancano meno di sessanta giorni al voto e gli italiani non conoscono ancora il programma con cui la premiata ditta Bersani & Vendola intende governare il Paese. Come se non vivessimo in una situazione di crisi eccezionale e ai politici non corresse l’obbligo, morale innanzitutto, di prospettare ed illustrare soluzioni concrete e precise per uscirne.

Ad oggi non sappiamo ancora quali misure lor signori intendano adottare per rilanciare la crescita. E forte è il sospetto che, al riguardo, essi abbiano idee molto confuse.

In più di una circostanza, anche ieri sera a Porta a Porta, ad esempio, il responsabile economico dei democrat, Stefano Fassina, ha ribadito che lo schieramento social-comunista non ridurrà ulteriormente la spesa corrente; ch’essa, negli ultimi anni, è stata già fin troppo falcidiata (non ridete!); e che l’obiettivo, anzi, sarà quello di incrementare la spesa in conto capitale (quella per investimenti). Evidentemente, egli ignora il fatto che l’Italia sia, dopo la Francia, la nazione in cui la spesa pubblica complessiva, rispetto al Pil, raggiunge il livello più alto.

Il fatto poi che il Pd, per bocca di Fassina, dichiari di non voler ridurre la spesa corrente, significa altresì ch’esso non abbia alcuna intenzione di abbattere la pressione fiscale. Non a caso, quando Vespa gli ha chiesto di pronunciarsi in proposito, il Nostro prima ha cincischiato, poi ha asserito che dipenderà tutto dall’Unione europea (cosa significa?), poi che si utilizzeranno, per tagliare le tasse, i proventi della lotta all’evasione fiscale (non ridete!), e infine ha proposto il ricorso all’ennesima patrimoniale, quella di cui abbiamo parlato ieri, per alleggerire un po’ il carico fiscale a taluni contribuenti facendone pagare il conto ad altri. Anche in questo caso a Fassina difetta qualche informazione: dal 1998 l’Italia è, nella zona Euro, il paese con la più alta pressione fiscale. La ragione principale per cui cresce poco e meno di qualunque altra nazione.

Insomma, gli esponenti del Pd hanno poche idee, a quanto pare, e financo molto confuse. Anche in tema di patrimoniale, peraltro. Fassina, infatti, ne ha proposta una da applicarsi ai patrimoni superiori a 1,2 milioni di euro. Bersani, invece, ospite della Gruber, ieri ne ha prospettata un’altra: «Pensiamo ad una patrimoniale personale su patrimoni immobiliari sopra un certo valore, un milione e mezzo-due milioni».

E pazienza che l’Italia, nell’ultimo anno, sia già divenuta la seconda nazione in Europa in cui i patrimoni sono più tassati. Evidentemente, l’obbiettivo che lor signori mirano a conseguire, in ossequio alla migliore tradizione social-comunista, è solo quello di impoverire quante più persone sia possibile.

Ma il punto è un altro.

Possibile che in questo stramaledetto paese nessun giornalista, sin qui, abbia sentito il bisogno di chiedere a Bersani e Vendola di esplicitare il programma con cui intendono governare?

Mancano meno di sessanta giorni al voto. Quando dovremmo conoscerlo?

Quando avranno già messo piede a Palazzo Chigi e fatto danni?



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12 Responses to "Meno di due mesi alle elezioni. E Bersani non si degna ancora di farci conoscere il suo programma"

  • cocombr says:
  • camelot says:
  • paolo says:
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  • MauroLIB says:
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