Contrordine. Spunta lo statuto del 5 Stelle: Grillo ne è il padrone-presidente (e il nipote gli fa da vice)

È meglio di una spy story.

Fino a qualche giorno fa, lo avevamo raccontato, il Movimento 5 Stelle, per ciò che era dato sapere, era sprovvisto di un regolare statuto. Ieri, invece, grazie a L’Huffington Post, si è appreso altro.

In data 18 dicembre 2012, ed in gran segreto, Pippa Grillo, accompagnato dal nipote Enrico e dal proprio commercialista, s’è recato da un notaio per registrare l’Associazione “Movimento 5 Stelle”. Dal cui atto costitutivo si legge:

«Tra i signori Giuseppe Grillo, Enrico Grillo ed Enrico Maria Nadasi è costituita un’Associazione non riconosciuta denominata “Movimento 5 Stelle” (articolo 1). L’Associazione ha sede in Genova (GE), via Roccatagliata Ceccardi n. 1/14. Potranno essere istituite sedi secondarie ovunque sarà opportuno su determinazione del Consiglio Direttivo» (articolo 2).

E adesso arriva il bello. Del succitato Consiglio Direttivo fanno parte Pippa Grillo, il nipote Enrico ed il summenzionato fiscalista. E ne fanno parte in qualità, rispettivamente, di Presidente, Vice-Presidente e Segretario della medesima Associazione.

«Il Consiglio Direttivo si compone di un numero variabile da tre a sette membri. Esso elegge nel suo seno un Presidente, un Vice-Presidente ed un Segretario. Per i primi tre anni vengono a comporre il Consiglio Direttivo i comparenti signori: Giuseppe Grillo, Presidente; Enrico Grillo, Vice Presidente, ed Enrico Maria Nadasi, Segretario, che accettano la carica. La rappresentanza dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio spetta al Presidente del Consiglio sopra nominato ed in caso di sua assenza o impedimento al Vice-Presidente» (articolo 7).

Andiamo avanti.

«Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:

– dalla quota annuale versata dagli associati;

– dai contributi volontari di persone fisiche, Enti Pubblici e Privati;

– da sovvenzioni dello Stato, della Regione e di Enti sopranazionali;

– da eventuali proventi derivanti dalla fornitura di servizi;

– da donazioni e lasciti testamentari.

L’Associazione non ha fini di lucro e persegue i propri scopi grazie all’attività prestata volontariamente dai propri soci. Eventuali donazioni, elargizioni, erogazioni liberali, disposizioni testamentarie e contributi che dovessero essere effettuate in favore dell’Associazione costituiranno un fondo autonomo di proprietà dell’Associazione medesima, la cui amministrazione e gestione competerà al Presidente» (articolo 5).

E ancora:

«Al Presidente competono i seguenti compiti, nonché, in generale, tutte le funzioni non specificamente riservate dal presente atto alla competenza esclusiva di altri organi:

rappresentanza politica e giuridica dell’Associazione;

– designazione dei delegati presso ciascuna circoscrizione elettorale all’effettuazione del deposito delle liste dei candidati, nonché allo svolgimento degli ulteriori adempimenti tecnico-burocratici propedeutici al deposito delle liste;

– direzione e coordinamento dell’attività dei delegati alla raccolta delle firme degli elettori ed al deposito delle liste dei candidati;

deposito del contrassegno elettorale e del Programma, con indicazione del Capo politico;

– promozione e coordinamento di iniziative per la diffusione del Programma;

– promozione di iniziative di supporto tecnico alla realizzazione degli obiettivi del programma;

amministrazione e gestione di eventuali fondi dell’Associazione» (articolo 14).

Ricapitolando. Grillo, un giorno, si sveglia, va dal notaio assieme a due persone di fiducia, una delle quali è suo nipote, e, senza aver prima detto alcunché ai propri militanti e agli eletti Pentacolari, in gran segreto registra, a proprio nome, l’Associazione Movimento 5 Stelle depositandone lo statuto e l’atto costitutivo. Da quest’ultimo risulta ch’egli, assieme ai convenuti, è anche membro dell’organo più importante dell’Associazione (il Consiglio Direttivo), quello che tutto decide, ricoprendo l’incarico di Presidente. E, in quanto tale, a lui spetta anche la gestione esclusiva delle risorse economiche dell’Associazione, che, per di più, costituiscono «un fondo autonomo di proprietà dell’Associazione medesima» (cioè di Grillo); le quali risorse, poi, e come recita l’atto costitutivo, possono originare anche da «contributi volontari di (…) Enti Pubblici» e «sovvenzioni dello Stato, della Regione»: cioè finanziamenti pubblici (ma Grillo non era contrario ad essi?). Sempre in quanto Presidente, è di sua competenza, in caso di elezioni politiche, il deposito del contrassegno, che è registrato a suo nome e dunque di sua proprietà, nonché la designazione del Capo politico.

Ecco. La domanda sorge spontanea. Se tutto il potere è concentrato nelle mani del Ducetto Pippa Grillo – lui ha registrato l’Associazione Movimento 5 Stelle; lui ha redatto lo statuto e l’atto costitutivo e li ha depositati, per di più senza consultare la “base” e in gran segreto; lui si è autonominato Presidente dell’Associazione; lui ha scelto chi lo doveva affiancare, il nipote ed il commercialista (per di più!); lui è titolare del contrassegno del Movimento 5 Stelle; lui gestirà a proprio piacimento le risorse economiche; lui deciderà la linea e designerà il Capo politico (cioè, con ogni probabilità, sempre se stesso) –, la tanto sbandierata democrazia internettiana dei Pentacolari, dove cacchio sta?

E, soprattutto, ai grillini, tutto ciò sta bene? Non hanno alcunché da ridire? Non si sentono presi in giro? Non hanno la sensazione di trovarsi al cospetto di un novello Antonio Di Pietro e dell’ennesimo partito padronale?

Aggiornamento delle 13.26.

La neo deputata M5S Marta Grande ha dichiarato: «Dello statuto ho appreso dai giornali».



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16 Responses to "Contrordine. Spunta lo statuto del 5 Stelle: Grillo ne è il padrone-presidente (e il nipote gli fa da vice)"

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