Il gioco sporco di Renzi che gli si potrebbe ritorcere contro

Sta giocando sporco, il Sindaco di Firenze. Parecchio.

Da giorni non fa altro che mettersi di traverso per impedire a Bersani e Berlusconi di siglare un’intesa per il Quirinale e per un governo di larghe intese.

Teme che i due vogliano farlo fuori tenendo a battesimo un esecutivo che resti in piedi quel tanto che basta, non pochissimo, perché a lui sia impossibile candidarsi alla guida del centrosinistra. È interesse di entrambi, in fondo, egli opina: di Bersani, che così avrebbe ancora qualche chance di poter capeggiare lo schieramento progressista, e di Berlusconi, che con l’attuale segretario del Pd come avversario resterebbe saldamente al comando del centrodestra.

Il Nostro, invece, ha interesse che si torni al voto al più presto, entro ottobre; e che se un governo deve nascere, sia di “scopo”, e quindi con una scadenza ravvicinata, e non di “larghe intese”: altrimenti gli toccherà in sorte di ricandidarsi alla guida del Comune di Firenze e perderà (forse per sempre) il treno che porta alla premiership del centrosinistra e a Palazzo Chigi. Non può permetterselo.

Per questo, da qualche giorno, non fa altro che tirare dardi contro ogni candidato presidenziale su cui un’intesa potrebbe essere raggiunta (Marini e Finocchiaro); e, al contempo, sponsorizza, sia pubblicamente che privatamente, quel Romani Prodi che tanto orrore provoca a Berlusconi (e a milioni di italiani) e sul cui nome nessuno accordo potrebbe mai essere raggiunto.

Il punto è che tale condotta potrebbe trasformarsi in un boomerang, per il Nostro: sa troppo di vecchia politica e di opportunismo democristiano. Non proprio un buon biglietto da visita per chi ambisca a rappresentare il cambiamento.

Inoltre, potrebbe farlo apparire poco interessato ai problemi del Paese: un governo di larghe intese, e cioè con un orizzonte temporale non troppo ristretto, potrebbe agilmente far fronte ad alcune emergenze senza far ricorso alla leva fiscale (a nuove imposte); viceversa, un esecutivo di scopo, e cioè di breve durata, quello che Renzi caldeggia, difficilmente avrebbe tempo a sufficienza per scongiurare l’incremento dell’Iva, previsto per luglio, o per tappare il buco di Bilancio (tra i 7 e gli 8 miliardi) lasciato in eredità dal governo Monti, con tagli di spesa.

Il Nostro, alla fine, potrebbe passare per quello che, opponendosi alla nascita di un governo di larghe intese, ha di fatto favorito l’introduzione di nuovi balzelli e aggravato ulteriormente la condizione economica del Paese. E tutto, per di più, per mere ragioni di opportunismo.

Un comportamento cinico ed irresponsabile che, difficilmente, potrebbe essere salutato con favore dagli elettori e premiato.



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33 Responses to "Il gioco sporco di Renzi che gli si potrebbe ritorcere contro"

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