Altamente probabile che Berlusconi abbia fatto sesso con Ruby. Ma dalle carte non emerge con certezza

Come noto, Berlusconi oggi è stato condannato (in primo grado) a 7 anni di reclusione, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per i reati di concussione e prostituzione minorile in relazione all’affaire Ruby.

Il sottoscritto, due anni fa, ebbe a leggere, dopo che Dagospia e Libero le avevano divulgate online, le carte del processo in questione. O meglio: una parte di esse (che trovate qui). Vi riporto, a commento della sentenza oggi pronunciata dal Tribunale di Milano, le impressioni che allora ne ricavai.

«Dalle 389 pagine redatte della Procura di Milano non emergono, in maniera certa, prove della colpevolezza di Berlusconi in relazione ai due capi d’imputazione che gli vengono addebitati: la concussione e la prostituzione minorile.

A proposito di quest’ultima, dagli atti degli inquirenti emerge quanto segue: Ruby è stata certamente ad Arcore, e vi si è trattenuta anche di notte (talvolta); non è certo che Berlusconi abbia fatto sesso con lei, anche se è possibile (o abbastanza probabile); non è certo che Berlusconi, quando la ospitava, fosse a conoscenza della sua minore età; è certo fosse a conoscenza di quest’ultimo dettaglio quando chiamò la Questura di Milano onde ottenerne il rilascio a seguito di un fermo per un presunto furto; è certo Berlusconi abbia versato danaro a Ruby, e tuttavia dalle pagine non risulta, con evidenza, che l’abbia fatto per “ragioni scabrose” ovvero per il pagamento di prestazioni sessuali.

Passiamo al primo capo d’imputazione: la concussione.

Dalla carte risulta questo: è certo che Berlusconi abbia chiamato la Questura per chiedere il rilascio di Ruby; è certo questa richiesta sia stata fatta adducendo ragioni di opportunità, ossia la presunta parentela della ragazza col Presidente egiziano Mubarak; è certo i funzionari di P.S. si siano dati da fare per rendere il più possibile celeri le procedure d’identificazione della ragazza, onde rilasciarla il prima possibile e affidarla alle cure di Nicole Minetti; è certo che Ruby sia stata rilasciata prima che fossero completate tutte le procedure previste dalla legge, ovvero prima che fosse ultimata la sua identificazione (cosa che è avvenuta solo a notte fonda, se non ricordo male tra le ore 2 e le ore 4, quando la ragazza aveva già lasciato la Questura); è certo che la dottoressa Fiorillo, pubblico ministero per i minori, nel mentre i funzionari della Questura si adoperavano per rendere più rapido il rilascio di Ruby, ebbe a manifestare ripetutamente, a colloquio con alcune persone, il proprio disappunto su quanto stesse avvenendo (risulta dalle intercettazioni e dalle verbalizzazioni delle testimonianze raccolte dalla Procura); è certo che nessun altro pubblico ufficiale abbia avuto alcunché da ridire, né quella sera né successivamente, sul modo in cui si è provveduto al rilascio della ragazza marocchina. Insomma, in un processo, un giudice avrebbe difficoltà, stanti le risultanze delle investigazioni dei pm (almeno questa è la mia modesta opinione), ad attribuire a Berlusconi la “colpa” dell’anomalo rilascio di Ruby; che, in sede processuale, potrebbe essere fatta ricadere interamente su taluni funzionari (rei d’essersi comportati in modo negligente, quella sera).

Passiamo oltre, e occupiamoci del lato “estetico”, ancorché privato, della faccenda.

Il bunga bunga esiste, ma non è una pratica. È una sala-discoteca ubicata sotto il primo piano della casa del Premier: vi sono divanetti; un palo per la lap dance; un bancone-bar; e dei bagni-camerini dove le ragazze si recano per truccarsi in maniera “mignottesca” e per indossare abiti ancora più discinti. Nel bunga bunga le fanciulle ballano davanti a Berlusconi; ci sono anche situazioni “saffiche”; di tanto in tanto Silvio le sbaciucchia e le palpeggia (ma di amplessi non v’è traccia nelle carte della Procura). Situazioni, insomma, non degne di un Presidente del Consiglio, ma che non costituiscono reati; e che, soprattutto, avvengono in un domicilio privato e tra maggiorenni consenzienti.

L’immagine del Premier che le carte restituiscono è abbastanza squallida e deprimente. Ma non perché ami circondarsi di fanciulle onde sbaciucchiarsele. Quanto piuttosto perché quest’ultime, traspare chiaramente dalle trascrizioni delle intercettazioni, lo sfruttano economicamente in maniera vergognosa. Berlusconi fa la figura del fesso; dello “sfigato”; del maschio ricco e attempato che si fa infinocchiare da molteplici donne; le quali, nella più parte dei casi, si limitano a “fargliela annusare” e ne ricavano munifici regali. Non è un Berlusconi-Casanova, quello che raccontano le carte; un Berlusconi seduttore. Nient’affatto. È un Berlusconi vittima delle proprie ossessioni: innanzitutto quella rappresentata dal culto del binomio bellezza-giovinezza. È un Berlusconi che non riesce a resistere al richiamo del “pilu”. Non è un carnefice. È vittima di una serie di sgallettate che ne sfruttano le debolezze per spillargli danaro. Insomma, il Berlusconi privato non è un leone. È un agnellino.

Ciò detto, se esistono video contenenti riprese fatte nel “bunga bunga”, Silvio è fottuto.

Questo è quanto».



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7 Responses to "Altamente probabile che Berlusconi abbia fatto sesso con Ruby. Ma dalle carte non emerge con certezza"

  • Augusto says:
  • camelot says:
  • Claps says:
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