Berlusconi continua ad offendere gli elettori del Pdl trattandoli da gonzi

È più forte di lui. Riesce solo a raccontar bubbole (sembra Romano Prodi):

«Nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare, di proporre il blocco dell’Iva aumentando altre tasse, di tagliare l’Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo (…).

Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare.

Per questo ho deciso di chiedere ai ministri PDL di dare le proprie dimissioni (…).

So e sappiamo distinguere il reale interesse dei cittadini. Per questo motivo, se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente».

Dunque, il Grande Inceronato continua a sostenere che avrebbe deciso d’impallinare l’esecutivo Letta quando ha capito che questo era intenzionato a bloccare il rincaro dell’Iva mediante nuove tasse, e non con tagli di spesa. E dire che il Nostro aveva anche pazientemente offerto soluzioni. Come no.

Vediamole, allora, queste soluzioni (dal sito di Renato Brunetta):

1) Rivalutazione nel 2013 dei cespiti strumentali delle imprese: le società aumentano i propri asset rilevanti ai fini della concessione del credito bancario e sulla plusvalenza realizzata versano un’imposta allo Stato (gettito: 1 miliardo);

2) Anticipazione al 2013 del versamento di accise dovute dalle imprese a gennaio 2014 (gettito: 1,5 miliardi);

Fermiamoci un istante. È necessario evidenziare che, nel primo caso, si è proposto di introdurre una nuova imposta (sia pur una tantum), mentre nel secondo si è chiesto di anticipare al 2013 il versamento di balzelli (le accise) dovuti nel 2014? È necessario evidenziare che si tratti di una sesquipedale presa per i fondelli? Credo di no.

Andiamo avanti:

3) Rinvio spese di investimento programmate per il 2013 (gettito: 1 miliardo);

4) Vendita di immobili una tantum (gettito: 1 miliardo, anticipato da Cassa Depositi e Prestiti);

5) Vendita di partecipazioni azionarie (gettito: 1 miliardo, anticipato da Cassa Depositi e Prestiti);

6) Rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia: l’attuale valore del capitale sociale della nostra banca centrale è di 156.000 euro (300.000.000 di lire). Può essere portato a 25 miliardi. Applicando sulle plusvalenze un’aliquota del 16% (sulla scorta di quanto previsto dall’articolo 23 del D.L. 98/2011), si avrebbe un maggior gettito one-off di circa 4 miliardi, già disponibili nel 2013 grazie agli anticipi da parte delle banche;

7) Saldo pagamenti debiti delle PP.AA.: anticipo al 2013 non solo dei 7 miliardi già inclusi nel decreto Imu, ma di almeno 10 miliardi dei 20 inizialmente previsti per il 2014 (differenza di gettito da utilizzare come copertura: 1 miliardo).

Bene. Queste ultime proposte, al pari delle prime due, sono nient’altro che una presa in giro. Ed essenzialmente per una ragione: ciascuna di esse indica una copertura non strutturale, cioè provvisoria (una tantum). Un modo per evitare l’incremento dell’Iva soltanto per un breve lasso di tempo; superato il quale, occorrerebbe trovare un’altra copertura. D’altra parte, se si propone una vendita di immobili una tantum, cosa si otterrà se non un’entrata una tantum (cioè temporanea) che, in quanto tale, non potrà mai garantire la definitiva cancellazione del rincaro dell’Iva?

Occorre aggiungere altro? Sì, un paio di cose.

La prima è che, anche per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, Berlusconi ha suggerito altre imposte:

«Secondo i conti fatti dallo staff del Cavaliere, dall’Imu arrivano 3,8 miliardi di euro che potrebbero essere coperti reperendo 1,8 miliardi dalla tassa sui giochi pubblici, un miliardo dall’aumento dell’accisa sui tabacchi lavorati, 241,2 mlioni dall’aumento delle imposte sulla produzione di birra e prodotti alcolici, 500 milioni dal riordino dei trasferimenti alle imprese e 258,8 milioni dalle addizionali sui diritti di imbarco» (Il Giornale, 19/12/2012).

La seconda è che, così facendo, dimostra solo di considerare gli elettori del Pdl quali emeriti coglioni.

Anche per questo non dovrà più avere un voto.



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15 Responses to "Berlusconi continua ad offendere gli elettori del Pdl trattandoli da gonzi"

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