Se lo stato spendesse il giusto per acquistare matite e risme di carta, il contribuente risparmierebbe 30 miliardi l’anno

Ne abbiamo parlato più e più volte (anche di recente). Nel Bilancio dello stato c’è una voce che, più di tutte, include sperperi e ruberie immani: la spesa per consumi intermedi. Ovvero quella che riguarda l’acquisto di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione: penne, risme di carta, stampanti, cartucce, sedie, scrivanie, matite e via discorrendo.

Ebbene, questa voce ha un valore di 130 miliardi di euro; e, se dalla stessa fossero espunti sprechi e ruberie, come evidenzia su Panorama l’economista e docente universitario Gustavo Piga, citando uno studio pubblicato sulla American economic review da tre italiani, il contribuente potrebbe risparmiare 30 miliardi di euro all’anno. Quasi due punti di Pil. Praticamente la somma che servirebbe a portare le aliquote Irpef da 5 a 2 soltanto (una al 23 e l’altra al 33%), e che consentirebbe al Paese di tornare a crescere a ritmo sostenuto. Ma veniamo al dunque.

Piga, su Panorama, oltre al summenzionato studio, fa riferimento anche ad un’analisi elaborata dal Ministero dell’Economia col supporto dell’Istat; dalla quale si evince quanto significativo sia lo scialacquio di risorse fatto dalle amministrazioni statuali in tale ambito. Prima di considerare i risultati di questa indagine, però, è necessaria una premessa. Presso il Ministero dell’Economia è operativa la cosiddetta Consip, una società per azioni controllata dallo stato la cui funzione (principale) è quella di provvedere all’acquisto di beni e servizi per la Pa. Per ogni categoria merceologica, essa individua il prezzo migliore, quello più conveniente, al quale andrebbe acquistata. Il punto è che non tutte le amministrazioni centrali e locali utilizzano la Consip per effettuare acquisti; né si attengono alle sue indicazioni. E da questo derivano conseguenze nefaste, come ci accingiamo ad evidenziare.

Partiamo dalle scrivanie direzionali (di cui lo studio dà contezza a pagina 12). Ebbene, la Consip ne ha individuato il prezzo di riferimento (quello giusto), per le amministrazioni centrali, in 282,71 euro e, per le amministrazioni locali, in 280,99 euro. Dall’indagine, però, risulta che molte amministrazioni centrali, pur essendo obbligate ad acquistarle tramite la stessa, lo abbiano fatto in proprio e, per di più, arrivando a pagarle in media 726,63 euro cadauna: il 60,93% in più. Le amministrazioni locali, invece, tenute solo a seguire le indicazioni di prezzo fornite dalla Consip, le hanno pagate 470,03 euro: il 40,22% in più.

Passiamo, adesso, alle sedie direzionali (pagina 9). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali: 214,41 euro; prezzo Consip per quelle locali: 189,79 euro. Le prime (le amministrazioni centrali) le hanno pagate 292,14 euro, il 26,61% in più, le seconde, invece, 271,43 euro, il 30,08% in più.

Consideriamo, ora, le scrivanie operative sagomate a “L” (pagina 15). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali: 163,62 euro; quello per le amministrazioni locali: 163,27 euro. Le prime le hanno pagate 345,33 euro, il 52,62% in più, le seconde, 294,35 euro, il 44,53% in più.

Passiamo alla benzina (pagina 34). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali: 0,608 euro a litro; prezzo Consip per quelle locali: 0,613 euro a litro. Le prime l’hanno pagata 0,685 euro, l’11,24% in più, le seconde, invece, 0,679 euro a litro, il 9,72% in più.

Occupiamoci, ora, della carta riciclata per le fotocopie A4 (pagina 45); non prima, però, di aver precisato che, in questo caso, a fornire il prezzo di riferimento è il MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione). Prezzo MePA per le amministrazioni centrali: 2,346 euro a risma; quello per le amministrazioni locali: 2,474 euro a risma. Le prime l’hanno acquistata a 2,460 euro, pagandola il 4,63% in più, le seconde, invece, a 2,474 euro, sborsando il 3,44% in più.

Adesso, invece, è il turno dei Pc Desktop fascia alta (pagina 61). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali e per quelle locali: 483,97 euro. Le prime li hanno pagati 671,18 euro, il 27,89% in più, le seconde, invece, 609,48 euro, il 20,59% in più.

Passiamo, adesso, ai Pc portatili fascia base 10, lotto 1 (pagina 64). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali e locali: 434,76 euro. Le prime, per procurarseli, hanno sborsato 739,10 euro, il 41,18% in più, le seconde, invece, 661,88 euro, il 34,31% in più.

Concludiamo, anche se tanti altri esempi potrebbero essere ancora fatti, con le stampanti individuali 9 (pagina 74). Prezzo Consip per le amministrazioni centrali e per quelle locali: 39,90 euro. Le prime le hanno pagate 175,34 euro cadauna, il 77,24% in più, le seconde, invece, 159,85 euro, il 75,04% in più.

Ecco. Ora sapete che quando Stefano Fassina asserisce che «il Pd non taglierà ulteriormente la spesa», sta solo comunicando che non metterà mai fine a queste ruberie.

A causa delle quali, è bene ribadirlo ancora, ci tocca pagare 30 miliardi di tasse in più ogni anno.

Ps. Un grazie al professor Piga per avermi fornito il link dell’indagine in questione.



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13 Responses to "Se lo stato spendesse il giusto per acquistare matite e risme di carta, il contribuente risparmierebbe 30 miliardi l’anno"

  • Claps says:
  • camelot says:
  • rokko says:
  • paolo says:
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  • camelot says:
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