Dal 1987 la spesa pubblica italiana (in rapporto al Pil) è superiore a quella media europea

Che i nostri problemi derivino (quasi) esclusivamente dall’eccessiva spesa pubblica, dall’insostenibile livello raggiunto dalla pressione fiscale (oltremodo alta, appunto, proprio perché deve finanziare una spesa elefantiaca) e dall’abnorme debito pubblico, e non già dall’Euro, dalla Merkel e dalla Germania, è cosa che qui si è ripetuta più e più volte. Naturalmente, documentando il tutto attraverso dati, tabelle e numeri. Precisamente quelli che, giammai, vengono presi in considerazione dalle fattucchiere anti-Euro che sproloquiano nei porno-show televisivi quali Ballarò e La Gabbia.

Nondimeno, siccome le succitate parrucchiere sono in video da sera a mane, e usano argomenti populistici e plebei che hanno forte presa sul popolino incolto (lo stesso che vota per il fascista Grillo) – presunti complotti demo-Pluto-Pippo&Paperino-giudaico-massonici orditi dalla Germania e da Elvis Presley con l’aiuto dei Rettiliani residenti nell’Area 51 –, è sempre bene, quando sia possibile, fornire ulteriori dati, tabelle e numeri sia per confutarne le farneticazioni che per sostenere quanto si è detto in principio. Ed è quello che, sia pur brevemente, faremo in questo post.

Partiamo da alcuni grafici elaborati dal Ministero dell’Economia. Quello di seguito riportato (lo trovate a pagina 8), indica l’andamento della spesa pubblica complessiva, in percentuale del Pil, dal 1870 al 2009 (è raffigurato in verde).

Come si può facilmente appurare, dal 1987, ovvero da 26 anni, e cioè da prima che venisse a vita l’Euro, la nostra spesa pubblica (in rapporto al Pil) è superiore a quella media dei paesi europei ed extraeuropei. Se cresciamo poco è perché siamo costretti a prelevare quantità abnormi di danaro, ovvero tasse, dalle tasche dei cittadini per finanziare una spesa pubblica gigantesca. Basterebbe portarla al livello medio europeo, al pari della tassazione, e il nostro Pil tornerebbe a galoppare a ritmo sostenuto. Avessero un cervello, lo capirebbero anche le sciacquette anti-Merkel.

Passiamo, ora, ad altre due tabelle (sempre elaborate dal Ministero dell’Economia e pubblicate, questa volta, a pagina 11).

Orbene, i grafici, com’è di tutta evidenza, mostrano due cose essenziali: innanzitutto che, dal trattato di Maastricht in poi, la nostra spesa per interessi sul debito (indicata in viola) è crollata esponenzialmente (cosa che, come abbiamo raccontato altrove, potrebbe averci garantito risparmi addirittura nell’ordine dei 700 miliardi di euro); in secondo luogo che la medesima spesa sul servizio del debito, come il debito stesso, è sempre stata infinitamente più alta di quella media dei paesi intra ed extra europei. A riprova del fatto che, dalla notte dei tempi, nei paesi normali si consideri stupido e folle far crescere troppo sia il debito che la spesa per interessi sul medesimo. Non fossero folli e stupide, lo capirebbero anche le prefiche anti-Euro; siccome, però, lo sono, asseriscono che andrebbero fatti lievitare e l’uno e l’altra. Che Dio abbia pietà di loro.

Passiamo, adesso, ad altre tre graziose tabelle che ci servono a sfatare l’ennesima sesquipedale frescaccia che vanno raccontando le nostre cartomanti. Questa: l’Euro è stato concepito in modo tale da rendere difficile la vita proprio a noi italiani; infatti ostacola fortemente le nostre esportazioni. Come no: e gli asini volano.

Iniziamo con questa tabella pubblicata, domenica scorsa, da Il Sole 24 Ore a pagina 18 (a corredo di un articolo intitolato: Per fare business ci vuole stoffa).

Nel 2008, quando l’Euro era già a pieno regime da anni, il Belpaese si aggiudicava il podio d’argento, il secondo posto, dopo la Cina, quale migliore esportatore al mondo nel settore tessile. Non male, direi. Non vi pare? Ma non finisce mica qui.

Il quotidiano Linkiesta ha pubblicato altre due tabelle. La prima, quella di seguito riportata, ci dice che, nel 2011, in piena recessione internazionale, il nostro paese era il secondo migliore al mondo, dopo la Germania, per export performance.

Quest’altro grafico, invece, ci mostra come il nostro paese, in termini di esportazioni, faccia quasi quanto la “perfida” (per gli anti-Euro) Germania.

Ecco. Provate ad immaginare quali straordinari risultati economici potremmo conseguire se solo portassimo la pressione fiscale e la spesa pubblica al livello degli altri paesi europei (come, spesso e volentieri, si ripete qui).

Domineremmo il mondo, signori cari.

Se solo avessero un cervello, lo capirebbero financo le shampiste anti-Euro.

Aggiornamento del 15 dicembre.

Sto avendo qualche problema tecnico al blog. Cliccate qui per comprendere meglio.



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16 Responses to "Dal 1987 la spesa pubblica italiana (in rapporto al Pil) è superiore a quella media europea"

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  • Tiziano Muliere says:
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