Quali effetti produce una politica economica liberal-conservatrice, liberista? Presto detto


«Nel triennio 2011-2013 il Regno Unito ha ridotto la spesa pubblica di 13,8 miliardi di sterline (16,6 miliardi di euro) e aumentato le imposte di solo un miliardo (1,2 in euro). Con quali risultati? La disoccupazione ha cominciato a scendere: 7,6% nel novembre 2013, il valore più basso da tre anni in qua. E non perché lavoratori scoraggiati abbiano smesso di cercare lavoro, come succede in parte anche negli Stati Uniti: è cresciuto sia il numero di coloro che partecipano al mercato del lavoro (dal 70 al 72% nel periodo) sia il numero degli occupati: un milione in più.

E ciò nonostante il numero dei dipendenti pubblici sia sceso, sempre in un triennio, di circa 400.000 unità, dimostrazione che se il mercato del lavoro funziona non necessariamente una riduzione del numero di dipendenti pubblici fa crescere la disoccupazione. E la spiegazione non può essere che il Regno Unito è fuori dall’euro e quindi ha potuto svalutare (del 15% circa): l’Irlanda è parte dell’euro e non ha potuto farlo, e ciò nonostante – grazie ad un aggiustamento attuato per lo più (76%) tagliando le spese – oggi cresce a una velocità doppia della media dell’Unione monetaria.

Negli stessi anni i governi di Parigi, in particolare quello di Hollande, hanno cercato di correggere i conti pubblici operando per lo più tramite aumenti della pressione fiscale: il 70% dell’aggiustamento francese nel triennio 2011-13 è stato dovuto ad aumenti di imposte. Il risultato? La disoccupazione continua a salire: dal 9,6% nel 2011 all’11% oggi» (Francesco Giavazzi ed Alberto Alesina, Corriere della Sera).

Quanto a noi, sempiternamente governati da socialisti, giova ricordare che, dal 2010 al 2012, abbiamo fatto manovre correttive basate al 72% su maggiori tasse (mentre con la nuova Legge di Stabilità, si è deciso di puntare sull’inasprimento fiscale per il 67%, nel 2014, e il per il 59%, nel biennio 2015-2016).

Non a caso siamo l’unica nazione ancora in recessione.

Però è tutta colpa dell’Euro, della Germania, della Merkel e del complotto demo-Pluto-Pippo&Paperino-giudaico-massonico, ça va sans dire.

Sull’argomento, leggere anche: Alfano, Bersani, Casini e Fini c’ammazzano di tasse perché socialisti. Cameron, invece, agli inglesi le taglia perché liberal-conservatore.

Ps. Un in bocca al lupo, di cuore, a Pier Luigi Bersani.



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4 Responses to "Quali effetti produce una politica economica liberal-conservatrice, liberista? Presto detto"

  • luca says:
  • camelot says:
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