Renzi, in Sicilia, si allea con «l’amico dei mafiosi» Crisafulli

Predicare bene e razzolare male è l’abitudine di ogni politico che si rispetti. E Matteo Renzi, a quanto pare, non fa eccezione.

Durante le primarie per la segreteria del Pd, un giorno sì e l’altro pure, soleva ripetere: «La legalità è un valore di sinistra». Nondimeno, aveva affidato il coordinamento della propria campagna congressuale a Stefano Bonaccini: un signore rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e turbativa d’asta (oggi è il responsabile Enti locali del partito). Singolare.

Veniamo ai giorni nostri.

In Sicilia si vota per eleggere il segretario regionale del Pd; e Renzi, con il proprio emissario, Davide Faraone, ha deciso di appoggiare la candidatura di Fausto Raciti. Il punto è che, per farlo eleggere, ha ritenuto opportuno siglare un patto col Demonio; che in quella terra porta il nome di Vladimiro Crisafulli, «l’impresentabile», come tutti lo definiscono nel Pd (e non solo), «l’amico dei mafiosi».

Ecco come Wikipedia ne sintetizza le traversie giudiziarie:

«Crisafulli nel 2002 fu messo sotto inchiesta in seguito ad un filmato che lo ritraeva in un hotel di Pergusa durante il congresso provinciale della CGIL scuola, in compagnia dell’avvocato Raffaele Bevilacqua, già consigliere provinciale nello stesso periodo di Crisafulli, indagato per mafia e successivamente condannato come boss mafioso di Enna e «si fa baciare sulle guance […] e con lui discute a lungo di appalti, assunzioni, raccomandazioni e favori vari».

Crisafulli in sua difesa affermò che “La Magistratura accertò che in quel momento nessuno fosse consapevole del ruolo di cui sarà accusato anni dopo l’avv. Bevilacqua, uomo “con cui tutti parlano” per questioni politiche, e che nessuna richiesta di Bevilacqua fu accolta da Crisafulli; perciò il procedimento a carico del politico ennese venne archiviato”.

Ma di fatto alla data dell’incontro sopraccitato, avvenuto nel 19 dicembre 2001 con Mirello Crisafulli, Raffaele Bevilacqua era da poco uscito di prigione e risultava già essere stato processato precedentemente per associazione mafiosa; il Bevilacqua fu infatti condannato per quel reato nel 1995 a 11 anni e sei mesi, ma il processo, due anni dopo, fu annullato per incompetenza territoriale».

Per questa storia, è bene ricordarlo, Crisafulli, alle ultime Politiche, non è stato ricandidato da Bersani.

La cosa che lascia basiti, in questa vicenda, in ogni caso, non è solo la faccia tosta e l’arroganza di Renzi che, mesi fa, prometteva che da segretario del Pd avrebbe affrontato «la questione Crisafulli», anche perché sollecitato in tal senso da più persone (ad esempio il regista Pif, come evidenzia questo video della Leopolda), e che oggi con lui va a braccetto come se niente fosse.

La cosa che lascia basiti è l’assoluta ipocrisia e doppiezza di tutti gli esponenti di quel partito. Si prenda, ad esempio, Giuseppe Lumia, uno dei cosiddetti «professionisti dell’antimafia», un fiero avversario di Cosa Nostra. Di Crisafulli, solo nel maggio scorso, diceva questo:

«Dovrebbe essere cacciato via dal Partito. Racconti a tutti che è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione. Racconti a tutti il suo sistema di collusioni, i suoi dialoghi con il boss Raffaele Bevilacqua documentati e filmati. Spieghi a tutti i disservizi e i disagi che ha prodotto con la privatizzazione dell’acqua e lo sfascio che ha creato nel settore della gestione dei rifiuti nella provincia di Enna».

Ebbene, otto mesi dopo aver pronunciato queste parole, il «professionista dell’antimafia» Lumia si è alleato con «l’amico dei mafiosi» Vladimiro Crisafulli per eleggere Fausto Raciti. Ributtante.

Come lo è il fatto che Raciti stesso, che non ha nemmeno trent’anni, e dunque dovrebbe essere mosso solo da nobili motivazioni, pur di diventare segretario siciliano del partito, accetti l’appoggio di un «impresentabile».

Come può nascere la Terza Repubblica, e l’Italia cambiare verso per davvero, se questo genere di comportamenti non cessa? Come?

Cialtroni.

Aggiornamento del 3 febbraio.

L’accordo Renzi-Crisafulli ha dato frutti: Raciti, tra gli iscritti al partito, ha raccolto il 66% dei consensi.



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7 Responses to "Renzi, in Sicilia, si allea con «l’amico dei mafiosi» Crisafulli"

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