Renzi e la parola data: un uomo senza onore

Come governerà, lo scopriremo solo nei prossimi mesi (anche se qualche congettura può essere già formulata). Ciò che è certo, per ora, oltre al fatto che entro la metà della prossima settimana metterà piede a Palazzo Chigi rimpiazzando Letta, è che Renzi non è un uomo di parola. Spara balle a raffica. È un cazzaro. Dice cose cui non crede. In poche parole: è inaffidabile.

«Sono mesi che tutti i giorni leggo che voglio il posto di Letta. Se puntassi a un’ambizione personale avrei giocato un’altra partita, non mi sarei candidato alla segreteria del Pd» (3 dicembre 2013).

«Non si rischia nessuna rottura. Ma guardiamo la realtà: la popolarità del governo è ai minimi (…). Per questo motivo bisogna cambiare passo».

«Io voglio dare una mano a Enrico. Mi sento legato a un vincolo di lealtà: diamo l’ultima chance alla politica di fare le cose. Le mie ambizioni personali sono meno importanti delle ambizioni del Paese: io sono in squadra».

«Enrico non si fida di me, gliel’ho detto l’altro giorno. Ma sbaglia. Io le cose le dico in faccia. E sono le stesse che dico in pubblico: non uso due registri diversi».

Allora il governo andrà avanti per tutto il 2014?

«Andare avanti significa non stare fermi. Quindi, sì, certo, il governo proseguirà per tutto il 2014. Ma non può andare avanti così. Più decisi, più concreti, più rapidi nelle scelte. Anche per questo il Pd proporrà che il contratto di coalizione, Impegno 2014, non sia un documento scritto in democristianese».

Esiste l’ipotesi che lei vada a Palazzo Chigi prima delle elezioni?

«A Palazzo Chigi c’è Enrico Letta» (12 gennaio 2014).

«Diamo un hashtag: Enrico stai sereno. Nessuno ti vuol prendere il posto, vai avanti, fai quello che devi fare, fallo» (18 gennaio 2014).

«Le riforme non devono essere a rischio, il governo è il governo Letta, io faccio un altro mestiere. Ai cittadini non interessa chi fa cosa. Io sono qui per dare una mano, non per cercare di occupare una poltrona» (23 gennaio 2014).



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12 Responses to "Renzi e la parola data: un uomo senza onore"

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