Le due promesse che Renzi non potrà disattendere, se vuole restare in carica

È al governo da nemmeno una settimana e già viene meno ad un impegno preso con gli elettori:

«La prima lettura della legge elettorale alla Camera dovrà concludersi entro febbraio».

Oggi è l’ultimo giorno di febbraio e, com’è di tutta evidenza, dell’approvazione in prima lettura della legge elettorale non v’è traccia. Ma soprassediamo, ché ci sono cose ben più importanti che Renzi ha promesso e che dovrà tradurre in fatti, se intende restare a Palazzo Chigi e, soprattutto, evitarsi una Piazzale Loreto. Vediamo quali.

«La Cassa Depositi e Prestiti ci può aiutare a fare quello che ha fatto la Spagna, per circa 60 miliardi di euro, con un effetto benefico immediato. Aiuterà i fondi per la lotta al credit crunch, e in 15 giorni permetterà di sbloccare i 60 miliardi che sono bloccati per i debiti della P.A.».

«In 15 giorni sarà tutto pronto abbiamo già preparato due emendamenti, e questo permetterà di sbloccare i 60 miliardi che sono bloccati per i debiti della Pa».

Questo dichiarava, martedì scorso a Ballarò, Matteuccio: in quindici giorni, grazie ad un paio di emendamenti, riusciremo a sbloccare 60 miliardi di euro che la Cassa Depositi e Prestiti, immediatamente, verserà ai creditori dello Stato. Son passati tre giorni e, dunque, gliene restano ancora dodici. Noi speriamo che, per quella data, onori l’impegno preso, naturalmente. Se così non fosse, però, siam dell’avviso che al Nostro andrebbe fatta pagare a caro prezzo: non è più tollerabile che i signori della politica, tutti, Grillo incluso, con assoluta disinvoltura ci prendano per i fondelli ad ogni piè sospinto; promettendoci cose che in realtà non sono intenzionati a fare. Non se ne può più. E restare impassibili, nella più totale inazione, significa accettare che lor signori ci trattino da schiavi e coglioni.

A voi, fornitori dello stato cui quest’ultimo deve 60 miliardi, sta bene essere presi ancora per i fondelli? L’auspicio è che così non sia; e che, se entro il 12 marzo non avrete avuto i soldi che vi spettano da anni, abbiate la dignità ed il coraggio di spezzare le catene e protestare contro questo Stato Ladro e criminale; magari rifiutandovi di pagare le tasse. Sarebbe vostro legittimo diritto: a brigante, brigante e mezzo!

Ancora.

Il Toscanaccio ha detto che intende ridurre l’Irap di 10 miliardi di euro. Proposito più che commendevole.

Senonché, quando gli è stato chiesto in che modo intenda farlo, il Nostro ha risposto: innanzitutto mediante misure strutturali come i tagli alla spesa individuati dalla spending review cui ha lavorato Cottarelli. Meraviglioso.

Peccato, però, che, nel giro di poche ore, il diretto interessato, ovvero Cottarelli, abbia risposto che, almeno nel 2014, egli sia riuscito ad individuare tagli per non più di 4 miliardi in totale; e che di questi, 500 milioni servano già per altro. Dunque, attraverso la cosiddetta spending review, ci si potrà procurare non più di 3,5 miliardi. E gli altri 6,5 dove li reperirà, ‘o guagliunciell’?

Non sarà mica intenzionato a confezionarci nuove e deliziose supposte a base di tasse, tasse e, ancora, tasse, come ha fatto oggi per salvare Roma?

Noi, per il suo bene, ci auguriamo di no. Anche perché, per onorare quella promessa, basterebbe davvero poco: prendere in mano il dossier elaborato da Giavazzi e falcidiare di 10 miliardi i sussidi pubblici erogati alle aziende private. E il gioco sarebbe fatto.

Come dite? ‘O guagliunciell’, per racimolare le risorse necessarie a ridurre l’Irap, vorrebbe incrementare il prelievo sulle rendite finanziarie (sui Bot, nello specifico)?

Non è possibile. Si suiciderebbe con le proprie mani.

Non può volere una Piazzale Loreto entro maggio.



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6 Responses to "Le due promesse che Renzi non potrà disattendere, se vuole restare in carica"

  • Leo Vadala says:
  • rokko says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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