«La destra fa discorsi che dovrebbe fare la sinistra», scriveva nel 1998 Grillo sulla rivista di Alemanno e Storace

Qualche giorno fa, il Gran Fruitore di condoni tombali ed edilizi, Pippa Grullo, ha sentenziato:

«Il comunismo era bellissimo. Poi non ha funzionato, probabilmente, perché è stato applicato male».

Strano che abbia espresso questo giudizio lusinghiero nei riguardi del comunismo visto che, alla fine degli anni Novanta, collaborava, saltuariamente, con la rivista tardo-fascista denominata Area, fondata da Francesco Storace e Gianni Alemanno. Nel novembre del 1998, in un articolo intitolato La politica è svuotata, il futuro Duce Pentacolare, ad esempio, scriveva che «la destra fa discorsi che dovrebbe fare la sinistra». Ecco il suo pezzo:

«C’è una certa destra che mi incuriosisce molto. Tutto è cominciato quando mi telefonò quel personaggio emblematico che è il professor Giacinto Auriti: lui mi spiegava, con tono cattedratico, una quantità di cose sulla proprietà della moneta, che oggi lo Stato riceve in prestito dalla Banca e che ha smesso di esserne proprietario, citando dati, tabelle e leggi… Mentre lo stavo ad ascoltare mi dicevo “ma questo è matto”… Poi, attaccato il telefono, ho cominciare a ragionarci sopra, ho riflettuto su quello che mi aveva detto, quindi sono andato a conoscerlo e mi sono convinto che in tutto quello che dice c’è una logica, semplice e indiscutibile.

E poi ho visto che queste cose che lui dice da anni sono diventare regole comuni a molti nuovi economisti. Non per niente nella prefazione di un libro di uno dei più grossi economisti di oggi, dove sulla moneta dice esattamente le stesse cose del professori Auriti.

Quindi mi ha incuriosito un po’ tutto. E da lì abbiamo cominciato ad avere un contatto, sono andato ad un convegno dove si parlava della possibilità, da parte dei Comuni, di battere moneta propria, e dove ho conosciuto anche Giano Accame e i libri di Ezra Pound. Ho poi trovato nuove conferme in questo senso: ci cono circa duecento piccole cittadine degli Stati Uniti d’America che stampano moneta, cui si dà un valore equiparato al dollaro; poi questi soldi vengono distribuiti in base a particolari parametri che non starò a precisare, ma che comunque tengono conto delle tasse che ognuno paga. Quindi dietro al pezzo di carta c’è la persona che lavora. Sono soldi che non escono da quella cittadina e solo lì valgono come moneta corrente. Sarebbero misure utili a tutte le piccole comunità, se fosse possibile attuarle, nella prospettiva che da un momento all’altro l’economia possa disintegrarsi com’è accaduto per le “tigri asiatiche”.

Bisogna prepararsi a tutto, qui nessuno può essere più sicuro di niente. Parlavano dell’economia asiatica come fosse qualcosa di fenomenale, come fosse la roccaforte del futuro… Adesso che le tigri dono diventate gattini bagnati, tutti lì a domandarsi quale fattore abbia potuto sconvolgere quei mercati… beh, sono andati a intervistare i capitani d’industria locali e questi dicevano “guardate che noi non abbiamo cambiato niente, noi stavamo lavorando come sempre e in un minuto è cambiato tutto. Non abbiamo scoperto il perché”.

È l’economia del caos. Davanti a tutto questo, al potere immenso che la finanza ha assunto oggi, parole come “democrazia” e “libertà” sono spogliate del loro significato. Quando parla del potere del denaro che svuota le democrazie, Accame ha perfettamente ragione: dice una cosa che dovrebbe essere chiara agli occhi di tutti, se solo si smette di fare demagogia. Per esempio quando è caduto il muro di Berlino, vi ricordate che clima c’era? La guerra fredda, la tensione, la guerra nucleare e tutte le grandi menti erano a guardare se partiva o no il missile… Poi tutto la questione è crollata per aver sottovalutato il potere della ricchezza impersonale, per aver sottovalutato un’antenna parabolica, un fax, un modem

Secondo voi l’Onu e la Nato hanno più potere della Mtv, la tv musicale? Attraverso i video trasmessi in tutto il mondo si trasmettono mode, si fa una pianificazione culturale globale (gombloddo!, nota di Camelot)… oggi un ragazzo indiano si veste (o almeno ci prova) e ha gli stessi gusti di un ragazzo dell’Oklahoma. Non bisogna sottovalutarli come i fax o i modem di prima.

Ma sappiamo davvero chi è Murdoch? E Turner? Kirk? Il presidente della Sony? Che fa la Ranxerox? I veri centri di potere sono questi, mentre noi pensiamo ancora a Bertinotti. Da noi c’è una geriatria politica… uomini tenuti in vita da uno che gli mette lì un microfono, se non sarebbero come fantasminon contano più assolutamente niente. Per questo mi sono trovato assolutamente in sintonia col libro di Accame. Così dovrebbe essere la vera sinistra, invece questi discorsi li fa la destra

Siamo in una fase di cambiamento in cui il Parlamento non ha più senso, votano meno della metà degli aventi diritto (credo fosse completamente falso, nota di Camelot)…. un parlamentare non è l’espressione più nessuno. Ormai sono quei grandi gruppi di potere che, con il fatturato di una sola delle loro aziende, fanno la politica che vogliono in qualsiasi parte del mondo.

Anche l’acqua che bevo non è mica più sotto la responsabilità del mio rappresentante al Parlamento, che combatte per la purezza di quello che bevo e quello che mangio, ma è proprietà di amministratori delegati di grandi aziende. Il grado di potabilità non lo determina più la Usl ma un organismo di cui non sospetto neanche l’esistenza. Ed è tutto così. La politica dovrebbe servire a governare, ad arginare, a proteggere ma così non è più. e invece non si può vivere senza una politica intesa come servizio, come sacrificio, altrimenti non ci sarà più protezione per nessuno. Per capirci, bisognerebbe poter decretare la pena di morte per le aziende che procurano danni.

Pochi giorni fa hanno trasmesso in televisione Trainspotting, quel film su droga e violenza, beh… tempo fa in Germania hanno fatto una manifestazione contro la trasmissione di film di questo genere in tv: hanno fatto un dibattito televisivo a cui ha partecipato il ministro della Famiglia. A un certo punto il ministro (era una signora di cui non ricordo il nome), che fino a quel punto non aveva fiatato, ha mostrato un detersivo e una bottiglia di birra dicendo: “Queste due aziende finanziano i film di violenza che guardano i nostri ragazzi, quindi per cortesia comprate altri prodotti”, ha salutato ed è andata via. Un ministro! Proteste, minacce, casino… dopo quindi giorni i film di violenza sono scomparsi da quell’emittente.

Forse è questo l’unico tipo di politica che potrebbe salvarci».

Ricapitolando. Alla fine degli anni Novanta, Grillo scriveva, sulla rivista di Storace ed Alemanno, di sentirsi perfettamente in sintonia col pensiero del noto intellettuale fascista Giano Accame (nel frattempo passato a miglior vita); dal quale, in particolare sui temi economici e finanziari, aveva integralmente mutuato le posizioni che, guarda caso, sono le stesse che ha anche oggi.

C’è altro da aggiungere?

Sì, una cosa sola: in bocca al lupo a tutti noi.

Aggiornamento dell’11 maggio.

Stamane, il quotidiano Libero ha ripreso questa notizia (un grazie a Luciano Capone).

Tu sei antifascista?

«Questo è un problema che non mi compete». «Io, se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel Movimento 5 Stelle, che ha i requisiti per entrarci, ci entra». «Più o meno avete delle idee che sono condivisibili. Alcune magari meno, alcune di più».



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6 Responses to "«La destra fa discorsi che dovrebbe fare la sinistra», scriveva nel 1998 Grillo sulla rivista di Alemanno e Storace"

  • alfio says:
  • camelot says:
  • Cristallo says:
  • camelot says:
  • Francesco says:
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