Archivi per la categoria ‘La Finanziaria 2008’

Ritorna il caravanserraglio

sabato, 18 luglio 2009

Walter Veltroni, intervistato da Andrea Garibaldi:

La piattaforma di Franceschini disegna un partito con l’ambizione di cambiare radicalmente il Paese, diventando il perno dell’Alleanza riformista per l’Italia. Per me, dopo il fallimento dell’Unione, è questa la vocazione maggioritaria del Pd”.

Questo Pd dovrebbe sviluppare innanzitutto il rapporto con la formazione di Vendola, i socialisti di Nencini, i radicali

E Di Pietro? L’Udc? (chiede il giornalista).

La prima fascia di alleati è quella che ho detto. Poi, sulla base dei progetti riformisti, si possono stringere patti con le altre formazioni di opposizione”.

Il che significa volere il ritorno della cara vecchia Unione, con un’alleanza che vada dai comunisti di Vendola ai democristiani di Casini. Tutti assieme appassionatamente.

Ne saranno contenti quegli italiani che rimpiangono il governo Prodi, e i doni ch’esso ha fatto al Paese: più tasse (tre punti di pressione fiscale in più, in due anni), più disoccupati, crescita zero, minori consumi (altre informazioni, qui).

In bocca al lupo.

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Grazie a Veltroni, Prodi e Di Pietro, siamo il sesto paese più tartassato al mondo

giovedì, 16 ottobre 2008

Prodi e Veltroni foto

“Il precedente Governo Prodi e il suo ministro delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa non avevano fatto mistero sulla necessità  di rimettere i conti pubblici in ordine con l´aumento della pressione fiscale e la lotta all´evasione. Ma a vedere oggi la radiografia dell´Italia balzare al sesto posto (eravamo al settimo) tra i Paesi più tartassati dal Fisco al mondo, fa una certa impressione”.

“La sorprendente notizia emerge dal rapporto annuale dell´Ocse - presentato oggi a Parigi – sui trend della pressione fiscale nei principali paesi industrializzati. Secondo i dati aggiornati al 2007, l´incidenza sul Pil del gettito fiscale nella media dei 30 Paesi Ocse «si è quasi fermata nel 2007» registrando un calo in ben 11 Paesi”.

“In Italia, al contrario, la quota delle tasse sul Pil è salita di 1,2 punti percentuali al 43,3% contro il 42,1% del 2006, uno degli incrementi più consistenti dopo quelli registrati in Ungheria (2,2%) e in Corea (1,9%). Dal 1975 ad oggi inoltre la pressione fiscale del Paese è aumentata di ben 17,9 punti percentuali: non altrettanto i servizi ricevuti in cambio delle ritenute. Il balzo più forte dell´onere fiscale in Italia si è avuto tra il 1975 e il 1985 (dal 25,4 al 33,6), mentre l´unico calo si è registrato dal 2000 al 2005 con percentuali passate dal 42,3 al 40,9“.

“Come se non bastasse l´Italia si distingue anche per il più forte incremento dal 2006 al 2007 della tassazione diretta sui redditi da lavoro e d´impresa in percentuale al Pil (i soldi si prendono dove si riesce a prenderli più facilmente): nel Paese è salita dello 0,8 al 14,8 sopra la media Ocse del 13% (dato del 2006)” (continua da DestraLab).

Non solo.

Va ricordato che quando il governo Prodi si insediò (nel 2006), non c´era alcuna situazione drammatica nei nostri conti pubblici, che potesse giustificare l´incremento della pressione fiscale.

Qui, lo si è già  detto. Riportando le analisi del professor Ricolfi:

Contrariamente a quel che si crede, l´Italia non è uscita dai parametri di Maastricht (3 per cento di rapporto deficit/pil) nel 2005 bensì nel 2001, ossia nell´ultimo anno in “carico” al vecchio governo di centrosinistra“.

L´Europa se n´è accorta solo alcuni anni dopo perché le revisioni contabili sono lente e ci sono voluti diversi anni per scoprire che il deficit del 2001 non era dell´1 per cento (come sostenuto dal centrosinistra) bensì del 3,1“.

Nel frattempo il governo Berlusconi aveva riportato il deficit al di sotto del 3 per cento nel 2002, ma era tornato a oltrepassare pericolosamente la soglia nel triennio 2003-2005, rendendo inevitabile la procedura per deficit eccessivo”.

“Ma possiamo, almeno, riconoscere al centrosinistra il merito di aver riportato il deficit sotto il 3 per cento (nel 2007) e avviato il risanamento dei conti pubblici? Forse sì, forse no”.

“Il centrosinistra ha accusato il centrodestra di aver lasciato il deficit del 2006 al 4,4 per cento, ma poco per volta un´altra verità  sta emergendo. Dentro quel 4,4 ci sono due decisioni contabili arbitrarie (sentenza Iva e accollo del debito delle Ferrovie), senza le quali il deficit del 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot) sarebbe risultato pari al 2,5 per cento, al netto del decreto Visco-Bersani”.

L´Istat ha già  ammesso l´erroneità  della prima decisione e ridotto il deficit del 2006 dal 4,4 per cento al 3,4. E´ possibile che anche il carattere politico della seconda venga prima o poi riconosciuto”.

In tal caso dovremmo concludere che è l´ultima Finanziaria di Giulio Tremonti ad averci fatti rientrare nei parametri di Maastricht, e che in questi due ultimi anni non c´è stato alcun risanamento dei conti pubblici: il deficit era al 2,5 per cento nel 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot), è sceso all´1,9 nel 2007, ma, secondo le ultime stime, tornerà  in prossimità  del 2,5 per cento nel 2008“.

Se volete, votate Ok.

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Industria: crollano gli ordinativi

venerdì, 18 luglio 2008

Prodi e Veltroni foto

Ovviamente è colpa del precedente governo Prodi; della sua politica fiscale assassina; e della sua dolosa sottovalutazione della crisi economica internazionale (che è bene ricordare: è “scoppiata” un anno fa).

Quando è prossima una congiuntura sfavorevole, si cerca di mantenere – nei limiti del possibile – la pressione fiscale entro confini ragionevoli, contraendo la spesa corrente.

Viceversa, se come ha fatto Prodi – con l´appoggio del Partito democratico e dell´Italia dei Valori -, si spremono i contribuenti: la domanda al consumo crolla logaritmicamente, e trascina nel pantano industrie e lavoratori.

E purtroppo è quanto si sta verificando; e quanto era già  facile prevedere al momento del varo della Finanziaria 2008.

L´Istat, infatti, traccia un quadro impietoso dell´andamento degli ordinativi dell´industria.

Che a maggio – su base annuale – sono diminuiti del 5,3% (rispetto ad aprile, invece, la contrazione è del 3,1%).

Andamento analogo si registra anche per il fatturato: che a maggio segna un meno 2,7% (su base annua), e un meno 1,7% rispetto ad aprile.

Insomma lo scenario è fosco.

Prodi ha lasciato un´eredità  gravosissima: il nostro debito pubblico che continua a crescere in valore assoluto. Così, ad esempio, a marzo e ad aprile.

La disoccupazione, che nel primo trimestre 2008 ha raggiungo il livello più alto da due anni a questa parte: il 7,1%.

L´inflazione che corre come una locomotiva: ed è° arrivata in giugno al 3,8%, il livello più alto dal 1996.

La domanda che flette senza sosta, da 7 mesi a questa parte.

Veltroni, invece di organizzare scampagnate (per il prossimo 25 ottobre): dovrebbe forse spiegarci come mai il governo da lui appoggiato, nella precedente legislatura, nulla abbia fatto per cercare di “sterilizzare” gli effetti della crisi internazionale, sulla nostra economia.

Dovrebbe spiegarci, inoltre, come mai il suo partito – così come l´Italia dei Valori -, invece di preoccuparsi della riduzione del prelievo fiscale sui redditi medio-bassi, avesse come priorità : quella di condonare i Comuni campani, inadempienti rispetto agli obblighi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Obblighi che, se fossero stati rispettati, avrebbero evitato alla Campania: il triste sputtanamento planetario che ha subito!

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Almunia redarguisce l´Italia per i disastri del centrosinistra

martedì, 29 aprile 2008

Prodi e Veltroni

Col centrosinistra – lo si è detto – nessun risanamento economico è stato fatto.

Anzi.

La situazione lasciata in eredità  dal clan delle mezze calzette – Prodi, Veltroni e Rutelli -, è drammatica.

E a dirlo è il Commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia.

Si parta dall´andamento del Pil.

Per il burocrate europeo, la nostra economia crescerà  dello 0,5% nel 2008 (contro una precedente previsione dell´1,4%), e dello 0,8% nel 2009 (contro una precedente stima dell´1,6%).

E con ciò, aggiunge Almunia:

Il gap già  negativo con la media dell´Eurozona, si allargherà  ulteriormente“.

Alla faccia del rilancio dell´economia, promesso dal clan dei mediocri che ha governato l´Italia fino a qualche mese fa!

Non solo.

La Commissione europea lancia anche l´allarme sul deficit italiano.

Prevedendo per lo stesso, una risalita al 2,3% nel 2008, e al 2,4% nel 2009 (e probabilmente le stime sono ottimistiche).

E stabilendo che:

Il peggioramento è dovuto a spese aggiuntive“.

Tesoretto addio, conclude Almunia:

Le maggiori entrate fiscali sono attese esaurirsi progressivamente per l´impatto ritardato del rallentamento dell´economia“.

Insomma, grazie alle mezze pippe di cui sopra: l´Italia è ultima in Europa.

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Nessun risanamento con l´Unione. Nessun disastro con Berlusconi: parola di Luca Ricolfi

sabato, 26 aprile 2008

Bocca della verità 

Dunque, sul numero di Panorama in edicola questa settimana, è apparso uno splendido articolo del professor Luca Ricolfi (a pagina 290).

Non posso fare a meno di riportarne una parte:

“Contrariamente a quel che si crede, l´Italia non è uscita dai parametri di Maastricht (3 per cento di rapporto deficit/pil) nel 2005 bensì nel 2001, ossia nell´ultimo anno in “carico” al vecchio governo di centrosinistra“.

“L´Europa se n´è accorta solo alcuni anni dopo perché le revisioni contabili sono lente e ci sono voluti diversi anni per scoprire che il deficit del 2001 non era dell´1 per cento (come sostenuto dal centrosinistra) bensì del 3,1“.

Nel frattempo il governo Berlusconi aveva riportato il deficit al di sotto del 3 per cento nel 2002, ma era tornato a oltrepassare pericolosamente la soglia nel triennio 2003-2005, rendendo inevitabile la procedura per deficit eccessivo”.

“Ma possiamo, almeno, riconoscere al centrosinistra il merito di aver riportato il deficit sotto il 3 per cento (nel 2007) e avviato il risanamento dei conti pubblici? Forse sì, forse no”.

“Il centrosinistra ha accusato il centrodestra di aver lasciato il deficit del 2006 al 4,4 per cento, ma poco per volta un´altra verità  sta emergendo. Dentro quel 4,4 ci sono due decisioni contabili arbitrarie (sentenza Iva e accollo del debito delle Ferrovie), senza le quali il deficit del 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot) sarebbe risultato pari al 2,5 per cento, al netto del decreto Visco-Bersani”.

L´Istat ha già  ammesso l´erroneità  della prima decisione e ridotto il deficit del 2006 dal 4,4 per cento al 3,4. E´ possibile che anche il carattere politico della seconda venga prima o poi riconosciuto”.

In tal caso dovremmo concludere che è l´ultima Finanziaria di Giulio Tremonti ad averci fatti rientrare nei parametri di Maastricht, e che in questi due ultimi anni non c´è stato alcun risanamento dei conti pubblici: il deficit era al 2,5 per cento nel 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot), è sceso all´1,9 nel 2007, ma, secondo le ultime stime, tornerà  in prossimità  del 2,5 per cento nel 2008“.

Riportate le analisi del professor Ricolfi, sia concesso a questo pirlacchione che vi scrive, di aggiungere qualcosa ancora.

Primo – e perdonate la presunzione -, il sottoscritto queste cose le dice da quasi due anni!

16 marzo 2007, ad esempio, data questo post dal titolo eloquente: “I conti pubblici lasciati dal centrodestra erano perfettamente in regola“.

Ancora.

In riferimento alla parte finale dell´articolo di Ricolfi, il 10 aprile scorso il sottoscritto scriveva:

“Il deficit strutturale lasciato da Berlusconi – al netto di una tantum e del rimborso Iva per le auto° aziendali, di competenza dell´esercizio 2006 -, era pari al 2,4% (nel rapporto deficit/Pil)”.

“Adesso, invece, il Fondo Monetario Internazionale, stima che il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno ci lascino un deficit pari al 2,5% (in rapporto al Pil). Insomma, con loro il deficit è aumentato!”.

Praticamente l´unica differenza, è rappresentata da uno 0,1% di deficit in meno, che il sottoscritto – causa questo articolo del Corriere della Sera -, attribuiva al centrodestra.

Tutto ciò per dire cosa?

Sicuramente per gratificare (e mi sia concesso) un minimo il mio ego.

E poi per segnalare due riflessioni.

La prima, è che il centrosinistra – spalleggiato dalla Stampa di Regime – ha raccontato una quantità  industriale di menzogne agli italiani! E tutto ciò, evidentemente: è di una immoralità  senza eguali!

La seconda, è che le campagne elettorali si vincono o si perdono sulle “questioni economiche”.

A sinistra lo sanno benissimo, perché fanno politica da sempre: sono cresciuti nelle sezioni di partito, e sanno su quali argomenti fare leva.

Viceversa a destra – dove pure si narra ci siano tante persone cresciute nelle “parrocchie di partito” -, forse si è disimparato a fare politica e a “fare voti”.

Nel 2006, noi abbiamo perso le elezioni anche perché il ceto politico della Casa delle Libertà , non si è dimostrato capace di contrastare – con argomenti efficaci – le balle propalate dalla sinistra!

Berlusconi, questa cosa pare l´abbia capita perfettamente. Infatti risulta essere intenzionato a munirsi di due validi “comunicatori”: Daniele Capezzone e Deborah Bergamini.

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire!

In ultimo.

25.000 voti – questi, i suffragi presi in meno alla Camera dalla Cdl -, li si sarebbe potuti recuperare agevolmente, qualora avessimo avuto – ad esempio – una blogosfera di centrodestra, all´altezza della situazione.

Purtroppo così non è stato.

E dispiace parecchio.

Dispiace anche che economisti – di sicuro talento – presenti nella suddetta blogosfera, amino polemizzare – con toni alquanto femminei – su questioni insulse.

Le cose importanti sono altre.

Ma evidentemente lo capiamo in pochi.

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Tutte le balle del Partito democratico e de la Sinistra l’Arcobaleno

giovedì, 10 aprile 2008

Romano Prodi e Walter Veltroni foto

Dunque, ricostruire due anni di menzogne propalate dalla sinistra al governo – e cioè dal Partito democratico e da la Sinistra l´Arcobaleno -, è impresa davvero ardua. 

Nondimeno, si farà  un tentativo in tal senso. Partiamo.

Non faremo più condoni“. Questa, la promessa solenne fatta dal centrosinistra.

Che arrivato al potere, però, ha varato diversi condoni.

Uno, a favore degli imprenditori agricoli che non erano in regola con i versamenti contributivi all´Inps.

Un altro, a favore degli imprenditori che avevano assunto dipendenti al “nero“. Condono, quest´ultimo, valevole anche come amnistia.

Un altro ancora, per i Comuni campani che – alla data del primo gennaio 2008 – non avevano predisposto piani per lo smaltimento dei rifiuti.

Insomma, sul versante condoni, il centrosinistra s´è dato parecchio da fare!

Andiamo avanti.

Altro ambito campale, su cui il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno s´erano impegnati a determinare una “discontinuità ” rispetto al centrodestra, è quello pertinente la “questione Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura”.

Infatti per ossequiare questo impegno, Prodi – che è Presidente del Partito democratico -, ha “piazzato” al Ministero della Giustizia Clemente Mastella.

Il quale, candidamente, dichiarava in quei giorni di aver fatto il testimone di nozze al mafioso Francesco Campanella.

Che è soltanto la persona che ha fornito i documenti falsi a Bernardo Provenzano, per garantirgli una comoda latitanza.

Lo stesso Campanella, va pure aggiunto, che in un´aula di tribunale ha tirato in ballo – per una storia di tangenti -, Mastella, Salvatore Cardinale e Massimo D´Alema (essendo, poi, da quest´ultimi querelato).

Sempre in quest´ambito – quello cioè dell´Ordine, della Legalità  e del rispetto della Magistratura -, si segnala la scelta – operata dai signori del Pd e de la Sinistra l´Arcobaleno -, di premiare diversi personaggi. Dal passato sicuramente encomiabile!

Così va inquadrata la scelta di impiegare al Ministero dell´Interno, l´ex terrorista Roberto Del Bello.

Oppure quella di nominare alla segreteria della Presidenza della Camera, l´ex terrorista Sergio D´Elia.

Ma anche quella di premiare – con un posto di lavoro – l´ex Brigatista rossa, Susanna Ronconi.

Oppure quella di trovare occupazione, all´ex Brigatista rossa Anna Laura Braghetti: condannata a due ergastoli, e che tra le tante cose è stata anche la carceriera di Aldo Moro.

Così come in quest´ottica, va pure inquadrata la scelta di piazzare alla vice presidenza della Commissione Giustizia della Camera, il pluripregiudicato “leonkavallino” Daniele Farina. Che infatti s´è dato subito da fare, per provare a realizzare una legge ad personam, utile a depenalizzare qualche reato per i suoi amici no global e nazicomunisti vari.

Sempre in tema di Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura: non si può che parlare di indulto.

Grazie a cui si sono “graziati” i mafiosi in regime di 416 ter.

Si è graziata l´ex terrorista Susanna Baraldini. Si è fatto uscire dal carcere un mafioso e diversi camorristi.

Indulto che ci è costato 500 milioni di euro. Indulto che mette a rischio nove sentenze su 10.

Indulto che ha determinato un aumento di furti d´auto del 72,92%.

Indulto che in un anno ha fatto raddoppiare le rapine in banca.

Per non parlare, poi, dell´altro indulto che – per fortuna – Anna Finocchiaro (del Partito democratico), non è riuscita a far approvare.

Ancora in tema di Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura, si segnalano alcuni episodi.

L´epurazione del Comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale: “reo” di non aver obbedito a Visco, che voleva fossero rimossi alcuni finanzieri che avevano osato indagare su Unipol.

Si segnala l´epurazione di De Magistris.

Il quale, invece, s´era permesso di indagare su Mastella e su Prodi.

A tal riguardo occorre dire, comunque, che Prodi – indagato da De Magistris per il reato di abuso d´ufficio -, nessun pericolo avrebbe corso: infatti nel 1997 s´è confezionato una piccola legge ad personam, con cui s´è depenalizzato il reato in questione (per cui anche all´epoca dei fatti, risultava indagato per atti compiuti quando era Presidente dell´Iri).

Ancora in tal ambito viene in rilievo l´epurazione di Clementina Forleo. Colpevole, quest´ultima, di voler a tutti i costi tirare in ballo D´Alema, Fassino e Nicola la Torre, nelle torbide vicende Unipol.

Non c´è che dire: hanno rispettato la Legge, l´Ordine e soprattutto la Magistratura.

Ancora in tema di promesse mancate.

Aboliremo i Cpt (i centri di permanenza temporanea che accolgono gli immigrati clandestini)”: e infatti i Cpt sono tutti ancora in vita.

Aboliremo la legge Fini-Bossi“: e infatti la legge Fini-Bossi – con qualche piccola modifica – è ancora lì, perfettamente in vigore.

Supereremo o aboliremo la legge Biagi“: e infatti la legge Biagi – con qualche piccola modifica – è ancora tutta in vigore.

Ancora.

Abbandoneremo tutti i territori dove i nostri militari sono impegnati a fare la guerra, e soprattutto ridurremo le spese militari“.

Infatti i nostri militari sono stati ritirati dall´Iraq, ma per essere impiegati in Libano. Mentre in Afghanistan nulla è cambiato rispetto al periodo in cui governava il centrodestra!

Sulle spese militari, poi, le si è portate alla cifra più alta di tutti i tempi: 12 miliardi di euro.

Promesse mantenute, come no!

Veniamo, poi, alle questioni economiche. Con la prima promessa.

Noi non aumenteremo le tasse. Noi le tasse le diminuiremo e faremo redistribuzione a favore delle fasce meno agiate della popolazione“. Come no!

Infatti il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno hanno introdotto – con il governo Prodi – 67 nuove tasse!

Con la Finanziaria 2007, poi, hanno rapinato tutti.

Al single operaio con 15.000 euro lordi l´anno, hanno regalato 7 euro in più al mese. Peccato, poi, gli abbiano fatto lievitare le addizionali locali, anche del 600%!

D´altra parte lo stesso Marco Rizzo, dichiarava a quei tempi:

Perché alla fine un operaio di Mirafiori con moglie e due figli a carico ci rimette“.

Lo sapevano, e ciò nonostante: hanno vessato gli operai. Alla faccia della redistribuzione!

L´effetto nocivo della Finanziaria 2007 su chi lavora in fabbrica, d´altra parte, è stato rivelato anche da Mario Draghi.

Lo ha riscontrato – e in più di una circostanzaanche la Uilm.

Poi la rapina vera è arrivata con lo sblocco delle addizionali locali: un vero e proprio Tsunami.

Addirittura l´Unità  non ha potuto fare a meno di notare come con Prodi, si siano introdotte troppe tasse nel nostro Paese.

D´altra parte in un anno – rispetto all´estate 2006 -, il numero di coloro che è andato in vacanza, s´è ridotto di tre milioni. Ammazza che effetto redistributivo!

Per non parlare, poi, del fatto che la Finanziaria 2007 abbia fatto macelleria sociale: ad esempio riducendo del 40% le Prefetture. Un modo per garantire i cittadini, come no!

Con la stessa legge di bilancio, poi, si sono tagliati i fondi ai Paesi poveri e per la lotta contro l´Aids. Complimenti!

D´altra parte lo stesso Fassino s´è trovato a pronunciare un mea culpa.

Vogliamo poi parlare della rapina fatta alle tredicesime, anche dei pensionati? Meglio di no, per decenza!

Con la Finanziaria 2008, invece, le cose sono cambiate parecchio. Come no!

Nulla s´è fatto per i poveri!

E invece s´è reintrodotta la tanto vituperata detassazione tremontiana delle plusvalenze. Ammazza, che facce toste!

Il segretario della Uilsindacato socialista – infatti non ha potuto trattenersi dal dire come con la legge di bilancio 2008, si siano affamati pensionati e lavoratori dipendenti!

Sempre in tema, parliamo di pressione fiscale.

Con Berlusconi s´attestava al 40,5%: il livello più basso dal 1991.

Con il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno, la pressione fiscale è arrivata al 43,3%: il livello più alto dal 1997 (quando comunque governava Prodi).

Vogliamo parlare della lotta alla evasione fiscale? Bene!

Qui, per non saper né leggere né scrivere, s´è analizzato come con Tremonti si sia recuperata più evasione fiscale che con Visco (in un anno). Per non sapere né leggere né scrivere.

Allo stesso risultato, però, è arrivato anche il professor Luca Ricolfi. Il “sinistro” Luca Ricolfi (quello che ha detto che il centrosinistra è una coalizione di cazzari).

Secondo il docente universitario – e potete trovare quanto di seguito si riporta, a pagina 57 del suo libro “Ostaggi dello Stato” -, l´effetto-Visco – nel recupero dell´evasione fiscale -, forse è stato addirittura negativo!

Ecco cos´ha detto nel suo libro, Ricolfi:

“Sotto quest´ultima ipotesi, il gettito previsto salirebbe a 728,4, che risulta addirittura maggiore del valore tendenziale (782,2), il che farebbe ricomparire lo spettro di un effetto-Visco negativo (-0,2 miliardi), in sostanza l´assenza di qualche misurabile risultato della lotta all´evasione fiscale“.

“Per adesso, tutto quel che possiamo dire è che la nostra migliore stima per il 2006 fornisce un recupero di 1,8 miliardi e quella per il 2007 di 2,6 miliardi, anche se – per entrambi gli anni – non mancano varianti che suggeriscono un effetto-Visco negativo“.

“Un po´ poco per giustificare i tanti proclami trionfalistici che abbiamo sentito in questo primo scorcio di legislatura. Certamente abbastanza per togliere qualsiasi credito alla stima di 20 miliardi di gettito recuperato che tante volte l´opinione pubblica ha dovuto ascoltare in televisione o leggere sui giornali”.

Chiaro? Andiamo avanti! Con un´altra promessa.

Noi risaneremo i conti pubblici. Perché Berlusconi ha lasciato una situazione di finanza pubblica disastrosa“. Come no!

Infatti il deficit strutturale lasciato da Berlusconial netto di una tantum e del rimborso Iva per le auto° aziendali, di competenza dell´esercizio 2006 -, era pari al 2,4% (nel rapporto deficit/Pil). D´altra parte Padoa Schioppa lo ha ammesso, e ha ringraziato il centrodestra!

Adesso, invece, il Fondo Monetario Internazionale, stima che il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno ci lascino un deficit pari al 2,5% (in rapporto al Pil). Insomma, con loro il deficit è aumentato!

Per non parlare del debito pubblico.

E´ di ieri la notizia che ha ripreso a crescere: passando da 1596 miliardi (di dicembre), a 1621 miliardi di euro (di gennaio). E con l´aggravio di una crescita economica – attesa per il 2008 e per il 2009 – dello 0,3% (e forse di un buco nei conti dello stato, per 7 miliardi di euro).

Questi sono fatti, documentati. Non chiacchiere o propaganda!

Punto.

Update del 12 aprile:

Per la banca d´affari internazionale, Morgan Stanley, il nostro deficit (in rapporto al Pil) arriverà  al 2,7% nel 2008, e al 2,8% nel 2009: “appena qualche decimale sotto il limite del 3% del trattato di Maastricht“. E questo sarebbe il risanamento fatto dai signori del Partito democratico e de la Sinistra l´Arcobaleno?

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Popolo della Libertà 

Gli ultimi due regali del Pd: crescita zero e debito pubblico in ripresa

mercoledì, 9 aprile 2008

Romano Prodi e Walter Veltroni foto

Dovevano – almeno – risanare i conti: visto che tutto il resto non sono riusciti a farlo.

E invece hanno fallito anche nell´intento di ridurre il debito pubblico.

Oggi, infatti, Bankitalia ha diffuso alcuni dati relativi alla consistenza dello stesso.

E le cifre sono chiare: a gennaio l´indebitamento dello stato è passato a 1621 miliardi di euro; mentre a dicembre era pari a 1596 miliardi.

Come se non bastasse, a ciò si sono aggiunte anche le previsioni del Fondo Monetario Internazionale.

Che stima per il nostro Paese, una crescita non superiore allo 0,3%: nel 2008 e nel 2009.

Ultimi in Europa.

Grazie, Partito democratico. Grazie, la Sinistra l´Arcobaleno.

Meno male che la vittoria di Varenne – e con ampio margine – è certa!

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Popolo della Libertà 

Crescita economica nel 2008: una catastrofe targata Partito democratico

mercoledì, 12 marzo 2008

Prodi e Veltroni foto

Dunque, mentre la sedicente blogosfera di centrodestra – sedicente perché costituita per 3/5 da blogger che mai hanno votato per il centrodestra, e mai lo voteranno -, cade nel tranello ordito da Repubblica, dimostrando quanto l´intelligenza sia una risorsa scarsa, se non addirittura estinta: arrivano i dati della Trimestrale di cassa.° 

Che disegnano uno scenario fosco, cupo.

La crescita del nostro Pil nel 2008, infatti, si attesterà  tra lo 0,5 e lo 0,6%: una catastrofe.

Il famigerato tesoretto, poi, probabilmente è svanito.

Al riguardo Padoa Schioppa ha dichiarato:

L’emergere di risorse aggiuntive è un fatto possibile, accaduto con regolarità  negli ultimi due anni; ma potrà  essere accertato solo nei prossimi mesi con un’attenta lettura dei dati. L’elaborazione – in giugno – del bilancio di assestamento sarà  l’occasione per fare il punto“.

Fino a qualche tempo fa, TPS chiedeva di attendere marzo, per sapere la consistenza dell´eventuale tesoretto.

Nel frattempo marzo è arrivato, e TPS ha mutato ancora versione: “Si attenda giugno”.

Morale della favola: i signori dell´Unione non lasciano danaro in cassa. Anzi.

Potrebbe essere vera l´ipotesi formulata qualche tempo fa dal Sole24Ore: 7 miliardi di buco. E con ogni probabilità , appena arrivato al governo, Berlusconi dovrà  fare una “manovra correttiva”. Reperendo risorse, per rimediare ai danni prodotti dall´Unione.

Non solo.

La decrescita su scala internazionale, era già  nota ai signori del Partito democratico – il partito di maggioranza dell´Unione -, quando hanno predisposto la Finanziaria.

Sapevano che ci sarebbe stata una situazione recessiva, come ne eravamo tutti a conoscenza. E ciò nonostante, hanno disperso risorse in mille rivoli: anche per comprare il voto di qualche senatore malpancista!

Quando avrebbero potuto liberare risorse, riducendo la pressione fiscale che – nei loro due anni di governo -, è cresciuta di 3 punti percentuali (arrivando al 43,3%, il dato più alto dal ‘97. Quando, guarda caso, governava comunque Prodi).

Insomma, avrebbero potuto impiegare proficuamente il danaro del contribuente, per abbassargli – almeno un po´ – le tasse.

Questo sarebbe servito a sostenere (almeno un minimo) la domanda, in un momento particolarmente delicato.

Ciò non è stato fatto, e la situazione per colpa loro: è destinata a peggiorare.

Magari lo capissero i sedicenti liberali della sedicente blogosfera di centrodestra.

Così, invece di perdere tempo a “sprangare” la propria parte politica, potrebbero dedicarsi più proficuamente ad attaccare quelli che – almeno a chiacchiere -, sono i loro avversari.

Ma no: meglio fare la scoperta dell´acqua calda.

E rimproverare a Tremonti, nel 2008, il fatto che non sia un liberale, che sia un colbertista, e che suggerisca politiche economiche oscene (tipo l´introduzione dei dazi, proposta tale e quale da Emma Bonino. Ma questo, i sedicenti blogger liberali di centrodestra – e in realtà  elettori della Rosa nel Pugno -, non possono dirlo).

Tremonti, il socialista, afferma le cose contenute nel suo nuovo libello, dal 1995/96. Da allora, mai ha cambiato posizione. E chi scrive di politica, avrebbe il dovere di saperlo.

Ma anche qui: la sedicente blogosfera di centrodestra – nata per combattere il sistema dei mainstream media -, cade nel tranello ordito dallo stesso sistema informativo.

E in piena campagna elettorale, invece di provare a portare qualche voto alla propria parte: s´impegna con pervicacia per fargliene perdere.

Che geni, ammazza che geni!

Aveva ragione Bonaiuti, allora!

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Il governo Prodi (il governo del Partito democratico) ha ucciso la crescita: parola del sinistro Luca Ricolfi

giovedì, 6 marzo 2008

Prodi e Veltroni foto

Luca Ricolfi – com´è notorio – è uomo di sinistra: “Ero e resto uomo di sinistra“.° ° 

E come è altrettanto noto, è docente universitario di Metodologia della ricerca psicosociale.

La sua onestà , spesso lo porta a contestare la propria parte politica (il centrosinistra).

Perché?

Perché ritiene che essa sia una coalizione di cazzari!

Una coalizione che ha fatto della menzogna, uno strumento per condurre la battaglia politica contro Berlusconi.

In questi giorni, è uscito un suo saggio: “Ostaggi dello Stato“.

Oggi Il Giornale ha pubblicato diversi stralci dello stesso.

E qui ve li si ripropone, perché sono illuminanti.

E dimostrano – proprio perché le valutazioni muovono da un uomo di sinistra -, come il governo Prodi-Partito democratico abbia nuociuto al Paese:

“Il segnale più negativo è il rallentamento della crescita, iniziato nei primi mesi dell´anno anche «grazie» alla prima Finanziaria del governo Prodi, che fin dall´estate del 2006, con il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, aveva manifestato l´intenzione di correggere l´andamento dei conti pubblici pagando il prezzo di una riduzione del tasso di crescita del Pil (0,3 punti in meno, pari al 20% del tasso di crescita previsto).
Un brusco stop allo sviluppo
Tutto lascia pensare, però, che il prezzo che l´Italia ha dovuto pagare sia maggiore: la stima di 0,3 punti di Pil di contrazione della crescita è decisamente più bassa di quelle prodotte dai centri di ricerca non governativi, e comunque era basata su un mix di aumenti di imposta e riduzioni di spesa che poi è peggiorato nella versione finale della legge finanziaria (gli aggravi fiscali dovevano coprire un terzo della manovra, ma sono saliti a circa due terzi in corso d´opera). è probabile che quella scelta ci sia costata una decina di miliardi di euro, più o meno le risorse che ora si stanno freneticamente cercando per affrontare la «questione salariale» ed evitare lo sciopero generale minacciato dai sindacati. Al momento (inizio 2008) non si conosce ancora il tasso di crescita del Pil nel 2007 (mancano le stime del 4°° trimestre), ma già  sappiamo che la produzione industriale è in forte rallentamento, la produttività  continua a ristagnare, le aspettative delle imprese per i prossimi mesi non sono buone.
Una massiccia pressione fiscale
Il secondo segnale negativo riguarda i mezzi che sono stati usati per ridurre il deficit. Certo siamo tutti felicissimi di essere finalmente rientrati nei parametri di Maastricht, ma la vera domanda è: qual è il prezzo che abbiamo pagato per raddrizzare la barca?
La risposta è sconsolante. Poiché non si è trovato il coraggio di ridurre la spesa pubblica, si è fatto ricorso alla comoda via degli aumenti della pressione fiscale (di 1,7 punti fra il 2005 e il 2006, di ulteriori 1,1 punti fra il 2006 e il 2007). Il miglioramento dei conti pubblici nel 2007 è stato ottenuto essenzialmente grazie a tre grandi operazioni: l´aumento dei contributi sociali, il conferimento forzoso del Tfr all´Inps, l´aumento selvaggio delle tasse locali. E questo massiccio aumento del prelievo fiscale " come da manuale " ha frenato la crescita e aggravato i bilanci delle famiglie. è triste notarlo, ma i dati dicono che è toccato al governo dell´Unione contribuire a rendere più vero che mai lo slogan che le ha fatto vincere le elezioni: «non riesco ad arrivare alla fine del mese».
Famiglie sempre più in difficoltà 
Un´occhiata alla serie storica dell´indagine Isae sui bilanci familiari mostra che nel 2007 il numero di famiglie in gravi difficoltà  economiche ha raggiunto il punto massimo da quando esiste l´indagine (ossia dal 1999). La necessità  di ricorrere ai risparmi o far debiti per quadrare il bilancio era aumentata considerevolmente nei primi anni di introduzione dell´euro (specie fra il 2002 e il 2003), poi " nel corso del 2006 " era leggermente diminuita, ma nel 2007 è tornata di nuovo a salire e nella seconda metà  dell´anno ha toccato il massimo storico.
Troppe spese improduttive
L´aspetto interessante di questa vicenda è che questo disastroso risultato, certo non dovuto alla sola azione del governo ma anche " ad esempio " all´aumento dei tassi di interesse sui mutui immobiliari e alla ripresa dell´inflazione, non è stato ottenuto dopo un periodo di stagnazione, o dopo una recessione, ma al termine del biennio più positivo dai tempi della crisi del 2000-2001. La ragione di questo paradosso, a mio avviso, è che fra il 2006 e il 2007 non è solo migliorato il deficit, ma è ulteriormente aumentata l´interposizione pubblica, ossia il grado di intromissione dello Stato nell´economia. Già  segnalata come un problema nel Rapporto dell´anno scorso, in cui si rilevava la sua continua ascesa a partire dal 2000, l´interposizione pubblica è oggi uno dei più gravi ostacoli alla crescita dell´Italia. Aumento dell´interposizione pubblica significa, infatti, che una quota crescente di risorse viene sottratta al mercato (ossia alle famiglie e alle imprese) e usata per espandere ulteriormente la spesa improduttiva, con quell´incredibile intrico di sprechi, inefficienze, clientele, abusi (e talora anche truffe) che ormai costituiscono la triste costante della nostra Pubblica Amministrazione. Nel solo 2007, ben due decreti (il Dl 81 di luglio e il Dl 159 di ottobre) hanno aumentato di 12,7 miliardi di euro la spesa pubblica, mentre per il 2008 la Finanziaria dispone un altro incremento di 6,1 miliardi, senza contare le molte spese ulteriori (a partire dai contratti pubblici) non ricomprese nella legge finanziaria, ma che certamente verranno deliberate in corso d´anno.
Un welfare costoso e inefficiente
Si potrebbe obiettare " e certamente la maggior parte dei politici dell´Unione obietterebbe " che il nostro Stato sociale è incompleto e che l´aumento del gettito fiscale è frutto della lotta all´evasione. La prima affermazione " il nostro Stato sociale è incompleto " è vera e sacrosanta, ma sorvola su due circostanze:
a) su quasi 20 miliardi di spesa pubblica aggiuntiva deliberata nel 2007, la frazione che va a un reale completamento dello Stato sociale, basato su principi di universalità  e selettività , è minima; la maggior parte degli interventi sono favori, sconti e mance elargite a categorie specifiche, senza requisiti stringenti di bisogno (si pensi, per fare solo due esempi, all´ennesimo super-aumento agli statali o allo sconto Ici esteso ai proprietari con redditi alti), e questo è tanto più preoccupante se si dà  qualche credito ai dati che segnalano una crescita delle diseguaglianze sociali;
b) il nostro Stato sociale resterà  sempre incompleto finché non si affronterà  il problema di ridurne le inefficienze e gli sprechi (almeno 45 miliardi di euro all´anno, secondo una stima prudente), e ciò non solo perché ogni spreco significa sottrarre risorse ad altri impieghi utili, ma perché una parte della debolezza dello Stato sociale sta precisamente nel fatto che non funziona, e non funzionando penalizza soprattutto le fasce deboli della popolazione.
Chi volesse farsi un´idea dell´entità  degli sprechi della Pubblica Amministrazione, nonché della loro distribuzione territoriale, può consultare le tabelle riportate alla fine di Profondo rosso, il nostro Rapporto sul 2005.
Le menzogne sull´evasione
Quanto alla seconda affermazione " i soldi li abbiamo presi dalla lotta all´evasione " essa è al tempo stesso falsa e spudorata. Falsa, perché le stime condotte da osservatori indipendenti concordano nel dire che il recupero di evasione fiscale del 2006-2007, ammesso che sia diverso da zero, vale pochissimi decimali di Pil, ossia meno della metà  della metà  delle cifre tante volte sbandierate dal governo («almeno 20 miliardi di euro»). Spudorata, perché se davvero la lotta all´evasione avesse fruttato da subito 20 miliardi di euro, allora il governo avrebbe dovuto onorare l´impegno preso solennemente con gli elettori: restituire ai contribuenti onesti, attraverso significative riduzioni di aliquote (e senza trucchi sulle basi imponibili), il gettito recuperato dai contribuenti disonesti. Una simile misura avrebbe evitato di soffocare l´economia in nome della «lotta all´evasione fiscale».
Nessuno si sente sicuro
Ma c´è anche un terzo segnale negativo che getta una luce inquietante sull´anno appena trascorso. Fra il 2006 e il 2007 il grado di insicurezza dei cittadini è cresciuto non solo sul versante dell´economia, ma anche su quello dei rapporti sociali. Certo, il ceto politico si fa in quattro per dimostrare agli elettori che la percezione di insicurezza è, appunto, una percezione. Ma gli stessi dati ufficiali mostrano con una certa crudezza che " purtroppo " le percezioni dei cittadini hanno solide radici nella realtà . Nella sezione del Rapporto dedicata ai problemi della sicurezza, abbiamo mostrato che l´indulto, fortemente voluto da tutte le forze politiche (eccetto Lega, An e Italia dei Valori), pare aver determinato un´impressionante crescita dei delitti, sostenuta da un significativo apporto degli immigrati. Questo provvedimento, caparbiamente difeso da Prodi e dai politici dell´Unione anche per ragioni ideologiche (Bertinotti è arrivato ad affermare che esso aveva «un valore pedagogico»), ha creato un vero e proprio baratro fra il governo e l´opinione pubblica, sempre più convinta della micidialità  del triangolo indulto-criminalità -immigrazione”.

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Prima della trimestrale di cassa il programma del Pdl forse non lo conosceremo

mercoledì, 27 febbraio 2008

Voragine foto

Innanzitutto una premessa.° 

In due/tre giorni, su questo blog e sull´aggregatore per il Popolo della Libertà , sono arrivati più di duemila visitatori unici, con una chiave di ricerca. La seguente:

Programma Popolo della Libertà “.

D´altra parte, ad eccezione di Libero, nessun quotidiano ha dato anticipazioni sul programma del Pdl.

E i leader del centrodestra ancora non lo hanno presentato (ufficialmente).

Perché?

Per una semplice ragione.

E´ molto probabile che la situazione dei conti pubblici italiani sia pessima. Ripeto: pessima.

Infatti, nonostante ciò che dica il dottor/Commendator/Cavalier/Professor Tito Boeri, in relazione al risanamento nella finanza pubblica operato dal centrosinistra: è altamente probabile che quest´ultimo lasci un buco di 7 miliardi nei conti dello stato (ammanco di cui Boeri, forse perché in odore di elezione al Parlamento in quota Partito democratico, non parla sul suo sito).

E´ talmente probabile, inoltre, che ci sia un problema per le entrate dello stato, che oggi anche Franco Bechis ha avanzato il sospetto che il famigerato tesoretto sia svanito (e che forse sia addirittura necessaria una manovra “correttiva”, da adottare nel giugno prossimo). Non a caso i signori dell´Unione, è dal novembre (2007) che non danno più informazioni sull´andamento delle entrate tributarie.

Mi spiego?

La questione allora è questa.

Come fa il Popolo della Libertà  a presentare agli elettori un programma – che preveda interventi precisi -, se è ignoto l´andamento dei conti dello stato?

Come si possono – in altre parole – presentare agli elettori delle misure economiche, se non si ha la certezza che esistano le risorse per finanziare le stesse?

In più s´aggiunga che la Commissione europea – per bocca del Commissario all´economia, Joaquin Almunia -, prevede per l´Italia una crescita dello 0,7% nel 2008 (mentre il centro studi di Confindustria, avanza una stima anche peggiore: + 0,3% di crescita del Pil).

L´Italia, insomma, a causa della politica fiscale assassina di Prodi (che ha aumentato la pressione fiscale di 4 punti percentuali, in due anni) – e della recessione che muove dagli Usa -, s´appresta ad essere il Paese – in Europa – a più bassa crescita (nel 2008).

Per queste ragioni – con ogni probabilità  – il Popolo della Libertà  aspetta di avere dati certi, prima di presentare il proprio programma agli elettori.

Anche se sabato e domenica prossimi, i cittadini potranno comunque scegliere quali debbano essere le priorità  di tale programma.

Ma per conoscerlo nella sua interezza, forse bisognerà  attendere che siano diffusi i dati della trimestrale di cassa.

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