Archivi per la categoria ‘Mafia, Camorra e Centrosinistra’

La Camorra ha fatto affari d’oro con la giunta di Vincenzo De Luca

giovedì, 11 febbraio 2010

Vincenzo De Luca è il prototipo del politico meridionale di centrosinistra: traffichino, pluri-inquisito, aduso a pratiche clientelari. Niente di ciò che lo riguardi, insomma, rappresenta un unicum; e bene farebbero i dirigenti dell’Italia dei Valori, De Magistris in primis, ad evitare di impancarsi a Torquemada: non hanno titoli per farlo, visto che in Campania il loro partito ha qualche problema – diciamo così – con la Camorra, nel senso che fin troppi dipietristi risultano collusi con la stessa.

Ciò detto, esiste un aspetto del modo di fare politica del Sindaco di Salerno (nonché candidato alla guida della Regione Campania) che non è sufficientemente noto, e che perciò merita di essere analizzato. Per farlo, si può ricorrere all’aiuto dell’ex segretario salernitano della Cgil – che è anche consigliere comunale dell’Idv (e prima lo è stato del Partito democratico) -, Fausto Morrone. Questi, in più circostanze, ha denunciato alle autorità competenti alcuni atti amministrativi compiuti da De Luca. Leggiamo:

Qualche giorno fa sono stato favorevolmente colpito da una dichiarazione del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Egli, infatti, celebrando con una delle sue frequenti “inaugurazioni del nulla”, il ravvio di un’opera bloccata, tenne a sottolineare che il Comune, proprio per evitare i continui fallimenti di imprese che rallentano la realizzazione delle infrastrutture cittadine, avrebbe provveduto, in seguito, ad aggiudicare le gare con il meccanismo della proposta economica più vantaggiosa, in alternativa a quello del massimo ribasso”.

Fui favorevolmente colpito poiché pensai che questa modalità di aggiudicazione (…) sarebbe stata (…) anche un ostacolo significativo alle infiltrazioni camorristiche negli appalti. Com’è noto e com’è rilevabile dalle segnalazioni che ho sempre fatto, quasi in ogni cantiere di opere pubbliche del capoluogo, inspiegabilmente, ci sono presenze non chiare o, addirittura, eccessivamente esplicite in quanto a collusioni con la camorra. Tuttavia, come tutti gli annunci demagogici del Sindaco, anche questo si è immediatamente infranto su una realtà che è del tutto opposta. Infatti, qualche settimana fa è stata aggiudicata la gara per la realizzazione delle strade di accesso al termovalorizzatore che si dovrebbe costruire (…)”.

Tornando alla gara per la costruzione delle strade di accesso, essa è stata aggiudicata, a quanto è dato sapere (…) alla Società Campania Appalti S.r.l. Come sempre capita con gli appalti del Comune di Salerno, siamo di fronte ad un’impresa che presenta aspetti poco rassicuranti“.

Essa annovera quali amministratori unici la Sig.ra Apicella Palma ed il Sig. Bianco Carlo. La prima, pare, sia la sorella del più famoso Apicella Dante, condannato per associazione camorristica nel processo Spartacus (…). Il secondo, venticinquenne di Casal di Principe, ha sostituito la Apicella solo nel 2008 ed è portatore di un cognome ricorrente nel processo al clan dei Casalesi (…)”.

Spero, con questa mia, di aver dato, ancora una volta, un contributo per evitare che la camorra, pur dopo tante recenti sconfitte, possa continuare, indisturbatamente, ad accrescere il proprio patrimonio ed il proprio potere con le risorse pubbliche (…)“, al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, al Prefetto della Provincia di Salerno; Fausto Morrone, 18/02/2009.

E’ bene precisare che dopo la denuncia di Morrone, e solo per effetto della stessa, il prefetto di Salerno ha ordinato al Sindaco De Luca di revocare l’appalto concesso alla succitata Società Campania Appalti S.r.l. In relazione a tale vicenda, Morrone ha precisato:

Non dico sia De Luca a portare la camorra negli affari, assolutamente. Penso che abbia, esattamente come altri poteri locali, un atteggiamento agnostico, non faccia nulla per evitare tali infiltrazioni. Eppure basta poco: io ci arrivo attraverso una banale visura camerale. E’ questa superficialità che crea le condizioni affinché un camorrista dreni soldi pubblici”.

Ancora:

A Salerno accade che le ditte non debbano neanche sforzarsi troppo a cercare prestanomi, perché si trovano davanti amministratori superficiali e dormienti”.

E’ proprio a causa di questa – chiamiamola – superficialità, che la Camorra a Salerno si è aggiudicata altri appalti: come quello concesso alla società IN.CA.  “per la realizzazione di un asse viario di sette chilometri che attraversa Salerno da Nord a Sud”. Anche in questo caso, l’appalto è stato revocato solo grazie alle puntuali denunce di Morrone.

Ancora.

Il Comune di Salerno, non si capisce per quale motivo, ogniqualvolta occorra trasportare cemento nella città, affida tale compito alla società dell’imprenditore Carmine Marinelli. Il quale, tra le tante cose, è coinvolto in inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ed è sotto processo perché accusatodi aver realizzato pilastri con cemento di scarsa qualità sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.

Morrone, ironico, si domanda:

E’ l’unica ditta di calcestruzzi d’Italia?”.

Non finisce qui.

Altri appalti sono stati concessi dall’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca, a società riconducibili a Gennaro e Giovanni Citarella.

Chi siano costoro, ce lo racconta sempre Morrone:

Il primo è nipote dell’omonimo capoclan ucciso nel 1990. Ed è tra gli indagati, insieme al cugino Giovanni, condannato per tentato omicidio, in un’inchiesta della Dda di Salerno sulla creazione di un cartello di imprese che avrebbero pilotato appalti nella zona”. Insomma: non proprio persone in odore di santità.

Per tutte queste ragioni, conclude Morrone, non è possibile che De Luca, “che non ha impedito infiltrazioni camorristiche nella sua città”, promettadi liberare la Campania dai Casalesi”.

Sarebbe, aggiungiamo noi, come se una ninfomane (o un uomo affetto da satiriasi) promettesse di non fornicare più.

Ma le denunce rivolte da Morrone all’indirizzo di De Luca, non finiscono mica qui. Interessante, in tal senso, è ad esempio la lettera che Morrone ha inviato a Dario Franceschini, quando ancora militava nel Partito democratico (“Lettera a Dario Franceschini sulla degenerazione del PD nel terriitorio salernitano”). Leggiamone alcuni frammenti:

Caro Dario,
già durante il mandato del compagno Veltroni ho avuto modo di sottolineargli, reiteratamente e, purtroppo, inutilmente, la degenerazione politica che interessa una parte del nostro partito nel territorio salernitano. La speranza che potesse aprirsi, adesso, una nuova fase, con un impegno nazionale e regionale del partito teso ad imporre un maggiore rigore morale, il rispetto dei nostri valori fondativi e l’interpretazione autentica di essi da parte della nostra classe dirigente a tutti i livelli, sta miseramente naufragando per molti militanti che vedono lo spettacolo politico che si svolge nel secondo capoluogo della Campania (…)
”.

Passo a illustrare nello specifico alcune delle cose – mi riferisco solo a quelle più clamorose – che sono avvenute a Salerno nelle ultime settimane. Ebbi già a sottolineare a Veltroni, all’epoca delle candidature per le elezioni politiche, l’immissione nelle nostre liste di personaggi poco raccomandabili: non è un caso che ci ritroviamo in Parlamento con una decina di pregiudicati nominati dal nostro partito. La stessa cosa sta avvenendo per le elezioni provinciali nelle liste salernitane.
Nel Comune di Baronissi, dove si va alle elezioni anticipate, si confrontano, invece, l’ex Sindaco, in carica per un decennio, e quello che ha guidato l’Amministrazione fino a qualche settimana fa
“.

Moscatiello, l’ex Sindaco – del quale si ventila anche la possibile candidatura alle elezioni provinciali – è sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica perché, secondo i Magistrati, avrebbe spalancato le porte degli appalti pubblici ai boss Forte e si sarebbe fatto costruire una villa gratis con la manodopera dello stesso clan. Il Sindaco attuale, Cosimato, mai sfiorato da un sospetto o da una indagine, ha subito per la seconda volta, con il medesimo avversario, il rifiuto del simbolo del P.D.”.

E’ evidente che, per non incorrere nel paradosso inaccettabile di assegnare il simbolo a Moscatiello, molto vicino a De Luca (Sindaco di Salerno) e a Figliulo (segretario provinciale del P.D.), come intimamente gli ultimi due avrebbero voluto, lo si nega anche a una persona per bène.
C’è da aggiungere, inoltre, che tutte le candidature sono state scelte con il solito protagonismo di De Luca, il quale continua, tra l’altro, ad assegnare pagelle di incandidabilità solo a chiunque non la pensa come lui
“.

Come Iannuzzi sa bene, De Luca è un altro plurinquisito del nostro partito, solo che ha la spudoratezza – con atteggiamenti e linguaggio dai quali traspare solo fanatismo e esaltazione mentale – di parlare frequentemente della amoralità degli altri. Ebbene, questo simbolo della doppiezza e della demagogia – con un processo in corso per associazione a delinquere, concussione e truffa, altre richieste di rinvio a giudizio, ben tre mandati di arresto rigettati dal G.I.P. e duecentocinquanta intercettazioni bruciate, attraverso una decisione del Parlamento (…)”.

Veniamo poi ad una seconda lettera indirizzata a Franceschini (“Seconda lettera a Franceschini sulla posizione di De Luca all’interno del PD”, 18/05/2009):

(…) Io sono stato tra i suoi antagonisti alle scorse elezioni comunali: ho potuto notare orde di delinquenti che controllavano che i suoi manifesti non venissero coperti e, davanti a un seggio, ho dovuto chiedere l’intervento della DIGOS per essere difeso dagli atteggiamenti minacciosi di personaggi loschi che distribuivano materiale di propaganda nella sua lista“.

Il partito assiste inerte che parlamentari notoriamente vicini a De Luca facciano iniziative elettorali a sostegno di candidati sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica, che le nostre liste accolgano chi ha concesso illegittimamente un alloggio pubblico a un camorrista, e che lo stesso Sindaco non dica una parola rispetto alle reiterate denunce di frequenti infiltrazioni di aziende in odore di camorra negli appalti aggiudicati dal Comune (…)”.

Parole pesanti come pietre.

Prima di concludere vanno aggiunte altre due cose.

La prima, è che Vincenzo De Luca è stato tirato in ballo, in relazione ad una storia di appalti, da un pentito di Camorra. La seconda, è che finanche sua moglie ha problemi giudiziari: è stata rinviata a giudizio, infatti, per abuso d’ufficio e falso, in quanto ha vinto un concorso – bandito dall’Asl Salerno 1 – per diveniresociologo dirigente“, “attestando, in modo presumibilmente falso, prestazioni di lavoro presso pubbliche amministrazioni”.

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“Maroni sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri degli Interni di sempre”

martedì, 29 dicembre 2009

Per taluni, l’autore di Gomorra è un Guru; e ciò che dice, Verità rivelata:

Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali. Le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra. Ma io questa cosa l’ho detta e ridetta, l’ho fatta presente in vari articoli e interventi. E per questo mi sono meritato la fama di essere uno che, per interesse personale, infanga la sua terra. Quanto mi ha attaccato il centrosinistra campano, che ancora oggi mi considera un nemico! Solo pochi, pochissimi mi sono stati vicini” (Roberto Saviano, Panorama).

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Camorra, arrestato consigliere comunale del Pdci

giovedì, 26 novembre 2009

Nella mia città, la Napoli del malaffare – quella della Iervolino, di Bassolino e del Partito democratico -, può accadere di tutto.

Può accadere, ad esempio, che subito dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale, parliamo del 2006, la Dda metta sotto inchiesta due esponenti della Margherita per voto di scambio (“i due candidati avrebbero “appaltato” la loro campagna elettorale a esponenti della camorra”).

Così come può accadere che, nelle provincia di Napoli, 83 Comuni su 92, quasi tutti guidati dal centrosinistra, vengano sciolti – o comunque messi sotto indagine – per Camorra.

Così come può capitare che, a carico di una nostra vecchia conoscenza, il dipietrista Americo Porfidia – già indagato per Camorra, e ciò nonostante candidato al Parlamento da Di Pietro -, la Procura di Caserta confermi l’accusa di tentata estorsione con l’aggravante del favoreggiamento camorristico.

Quindi non stupisce più di tanto il fatto che, a seguito di una retata contro il clan camorristico Sarno – che ha portato all’arresto di 19 persone -, sia finito ai ceppi anche un consigliere comunale partenopeo del Partito dei comunisti italiani.

Naturalmente, anche per quest’ultimo vale la presunzione d’innocenza fino a prova del contrario.

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Partito democratico e Mafia

martedì, 27 ottobre 2009

Il Partito democratico non ha solo rapporti organici con la Camorra e con la ‘Ndrangheta (come ha raccontato anche Roberto Saviano): il Partito democratico ha anche colleganze con la Mafia.

A testimoniarlo, non solo i Comuni siciliani ch’esso guidava, e che sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose (penso a Siculiana e a Canicattì, ad esempio), ma anche un atteggiamento alquanto disinvolto nei confronti di personaggi non proprio immacolati, diciamo così.

Pensiamo, ad esempio, a Vladimiro Crisafulli: già esponente e parlamentare dei Ds, è stato filmato – ed intercettato – mentre intratteneva un colloquio d’affari con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua (uomo vicino a Bernardo Provenzano). Al Nazareno, questo episodio non ha creato imbarazzo alcuno; e, infatti, Crisafulli è stato tranquillamente candidato alle Politiche del 2008. Oggi è senatore.

C’è anche qualcos’altro che lo riguarda. Nell’aprile scorso, il pm di Enna, Alessandro Severi, ha chiesto per Crisafulli una condanna a 13 mesi di reclusione, per interruzione di pubblico servizio, blocco stradale e resistenza a pubblico ufficiale, in relazione ad una protesta organizzata dallo stesso, in concorso con altri, per il mancato riconoscimento dell’Università Kore.

Ciò che deve far riflettere, tuttavia, è il fatto che a Crisafulli e ad altri personaggi “chiacchierati” come lui, i vertici nazionali del Pd non abbiano mai chiesto di fare un passo indietro. Ed anzi: in alcuni casi, al Nazareno hanno preferito schierarsi con queste persone, piuttosto che con chi ne chiedeva l’espulsione. Una situazione paradossale. A tal punto, che gli stessi vertici nazionali del Pd hanno finito per avallare la giubilazione, decisa a livello locale, di chi si opponeva ai vari Crisafulli.

E’ successo a Giuseppe Arnone: cacciato dal Pd, solo perché denunciava i legami tra esponenti del suo partito e la Mafia. Ora si è rivolto alla Magistratura:

E’ incredibile che io, che da anni mi batto contro le infiltrazioni mafiose nella politica degli affari, debba rivolgermi ad un giudice per impedire a un personaggio del genere e ai suoi sodali di cacciarmi dal partito”.

Voglio chiarire le ragioni per le quali il gruppo di potere siciliano che ha quali capi Vladimiro Crisafulli e Angelo Capodicasa vuole impedire che io sia (…) uno dei dirigenti del Pd in Sicilia, solo perché ho posto con forza la evidente incompatibilità statutaria, prima ancora che etica, politica, morale, che doveva impedire la ricandidatura di Mirello Crisafulli e Angelo Capodicasa alle elezioni del 2008”.

Entrambi sono stati candidati ed eletti perché fu D’Alema a vincere quella battaglia”.

Non sono un caso, né una eccezionale coincidenza le condanne in primo grado di uno dei “gemelli politici” di Capodicasa, il signore delle tessere, Calogero Gueli, del figlio e del genero, a complessivi 20 anni di carcere. Il figlio di Gueli è dentro anche per aver pestato un oppositore politico del padre, Giuseppe Sferrazza, servendosi dell’aiuto di un uomo già coinvolto nell’omicidio di un carabiniere”.

Per questo episodio Gueli ebbe il massimo di solidarietà e copertura politica, gli misero addirittura a disposizione i locali della federazione quando in un’occasione ritenne pure di attaccare la magistratura che lo inquisiva”.

Per la irresponsabilità di Capodicasa vale anche la pena di ricordare il totale silenzio degli ex Ds quando lo scorso anno Gueli ha pubblicamente lanciato, nei miei confronti, un’ampia sequela di minacce di morte, auspicando tra l’altro che venissi “squartato come un suino, da due cavalli spinti in opposte direzioni””.

Pure a Siculiana gli amministratori che hanno subito lo scioglimento per mafia e andranno adesso a processo, sono tutti uomini di Capodicasa e anche lì silenzi, omertà, coperture. E che dire di Canicattì dove il sindaco diessino, talmente generoso da candidarsi alle regionali per portare i voti necessari a garantire la rielezione di Capodicasa, è stato condannato con l’aggravante di mafia (il consiglio è stato sciolto). A Favara si è ritenuto normale, da parte di Capodicasa e del gruppo dirigente diessino, ricandidare il sindaco uscente malgrado avesse un’imputazione di associazione per delinquere (…) mentre a Ribera vi è una storia simile a quella di Crisafulli”.

Un ultimo dettaglio: Crisafulli e Capodicasa, in quanto dalemiani, hanno sostenuto Pier Luigi Bersani alle primarie del Pd.

Aggiornamento e rettifica:

In data 25 novembre 2009, Calogero Gueli è stato assolto dall’accusa di concorso in associazione mafiosa.

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Pompei, sindaco del Pd al matrimonio della nipote di un boss della Camorra

martedì, 1 settembre 2009

Sono cose che capitano. A quelli del Pd, s’intende.

Claudio D’Alessio è il sindaco pidino di Pompei. Quest’estate, come fosse la cosa più normale al mondo, ha deciso di partecipare al matrimonio di Agnese P., nipote del boss della Camorra Carmine Alfieri.

I carabinieri sono intervenuti durante la cerimonia per fare dei controlli e, oltre all’esponente del centrosinistra, hanno appurato che tra gli invitati figuravano 32 persone con precedenti penali, alcune della quali affiliate alla criminalità organizzata.

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Napoli, sciolto per Camorra un altro Comune guidato dal centrosinistra

sabato, 4 luglio 2009

“ROMA (3 luglio) – Il Consiglio dei ministri ha deciso di sciogliere il consiglio comunale di Castello di Cisterna (Napoli) nel quale sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. È quanto si legge nella nota di palazzo Chigi trasmessa al termine del Cdm.

Un provvedimento si matrice politica che serve a «screditare l’amministrazione»: è questo il commento del vicesindaco di Castello di Cisterna (Napoli), Clemente Sorrentino, dopo la notizia dello scioglimento deciso dal Consiglio dei ministri per infiltrazioni camorristiche. «Aspettiamo che arrivi il decreto con le motivazioni dello scioglimento, e poi decideremo il da farsi», ha detto.

Lo scioglimento arriva a quasi un anno dalla relazione della commissione d’accesso, che si era insediata al Comune nel 2006, ed aveva terminato il proprio lavoro solo a fine 2008. Secondo quanto si è appreso, tra le motivazioni che hanno portato allo scioglimento, ci sarebbero presunte connivenze – per vicende amministrative e interessi di natura edilizia – tra alcuni esponenti della maggioranza e i parenti di due boss della malavita locale.

Per Sorrentino il provvedimento è frutto di «azioni politiche tese a screditare l’amministrazione (sindaco e vicesindaco sono stati eletti con una lista civica di area centrosinistra ndr). «Una volta lette le motivazioni del decreto – ha concluso – agiremo di conseguenza, anche con ricorsi e, se necessario, azioni legali con richieste di risarcimenti danni»” (Il Mattino).

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“Corruzione ad Alta Velocità”, Mafia e sinistra: le accuse dell’ex giudice comunista Imposimato a Romano Prodi

venerdì, 5 giugno 2009

Il post è lungo, ma vi consiglio di leggerlo fino alla fine.

Dal Forum de Il Legno Storto:

E’ la cronaca di 2 anni di indagini del Presidente della Commissione Antimafia dal 1994 al 1996, voluto da Berlusconi come uno dei primi passi del suo primo governo, per capire chi avesse fatto saltare in aria Falcone e Borsellino.

L’autore e, come detto, anche presidente della commissione antimafia (finchè ha retto il governo berlusconi, poi è stato ovviamente silurato dagli autori del ribaltone), è anche un ex-giudice collaboratore esterno (soprattutto da Roma per le questioni “non siciliane”) del pool antimafia di Falcone e Borsellino, nonchè plurieletto nelle fila del PCI prima, PDS dopo.

Insomma, un berlusconiano convinto……………………..

Tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992, nel giro di poco tempo i vertici della polizia e dei servizi segreti, e il giudice Falcone, gli uni all’insaputa degli altri, si recano ufficialmente dal Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti per allarmarlo su notizie di un complotto internazionale tra la “lobby delle lobbies” internazionale, una parte della politica italiana, mafia e camorra nostrane, e mafia russa/ex PCUS, il cui obbiettivo è quello di svendere una fetta d’Italia “allo straniero”, e approfittare di alcuni enormi serbatoi di capitali, primo tra tutti quello destinato alla TAV (circa 200.000 miliardi di vecchie lire tra “diretto” e “indotto” solo per la tratta “da Roma in giù”).

(continua…)

Villa Literno: l’ennesimo Comune guidato dal Partito democratico, sciolto per Camorra

giovedì, 28 maggio 2009

La notizia è un po’ datata, ma solo ieri ne sono venuto a conoscenza; d’altra parte, capirete: con la stampa nazionale intenta ad occuparsi – da un mese a questa parte – solo di gossip, diventa difficile per chiunque scovare informazioni meritevoli di nota.

Ma veniamo al dunque.

Il 25 aprile scorso, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche il Comune di Villa Literno (in provincia di Caserta). A guidarlo, l’esponente del Partito democratico, Enrico Fabozzi. Il quale, appresa la notizia, ha parlato diUna congiura politica”.

Affermazione, questa, che farebbe sorridere – e di molto – Roberto Saviano:

Al di là delle attuali vicende in corso a Napoli e di come andranno a finire, una cosa va detta, che il centrosinistra avesse relazioni con la criminalità organizzata lo si sapeva da 10 anni. Non a caso la Campania e la Calabria, feudi del centrosinistra, hanno il record per crimini di questo tipo”.

In ogni caso, siccome la stampa nostrana sta occultando notizie che potrebbero recare nocumento al centrosinistra (sai che novità!), su questo modesto blog, nei prossimi giorni, si darà contezza di alcuni provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria, ai danni di molteplici esponenti del Pd (si tratta di nuove indagini e di alcuni rinvii a giudizio).

Il garantismo è cosa giusta e sacrosanta; l’occultamento di notizie – operato dalla grande stampa – per fare un favore al centrosinistra, invece, è cosa vergognosa.

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Antonio Padellaro: ho fatto una scoperta sensazionale che mi frutterà il Nobel

sabato, 16 maggio 2009

Antonio Padellaro, ex direttore de l’Unità

La presunta superiorità morale della sinistra è un argomento risibile. Chiunque dica: “Io sono migliore di te” si espone facilmente a facili controdeduzioni sulla propria vita pubblica e privata. Se poi si fa discendere tutto ciò da un’appartenenza politica piuttosto che da un’altra siamo al grottesco”. 

E lo ha capito soltanto nel 2009, un genio!

Sull’argomento, leggere: Caro Walter, che mi dici della Tangente Enimont?; Saviano: in Campania e in Calabria, il centrosinistra è colluso con la criminalità organizzata; Compagni del Pd rileggete Berlinguer; Questione morale: Di Pietro sfiduciato dai suoi.

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Saviano: in Campania e in Calabria, il centrosinistra è colluso con la criminalità  organizzata

giovedì, 18 dicembre 2008

Roberto Saviano foto

Roberto Saviano

Al di là  delle attuali vicende in corso a Napoli e di come andranno a finire, una cosa va detta, che il centrosinistra avesse relazioni con la criminalità  organizzata lo si sapeva da 10 anni. Non a caso la Campania e la Calabria, feudi del centrosinistra, hanno il record per crimini di questo tipo“.

Se volete, votate Ok.

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