Articoli marcati con tag ‘Camorra’

Camorra, nuovo colpo ai Casalesi: arrestato il superlatitante Nicola Panaro

giovedì, 15 aprile 2010

Ne abbiamo acciuffato un altro:

“I carabinieri hanno arrestato a Lusciano (Caserta) il boss latitante Nicola Panaro, esponente di primo piano del clan dei Casalesi. Latitante da cinque anni, sfuggì al blitz dell’operazione Spartacus 3 ed è considerato il personaggio attualmente più potente dell’organizzazione, subito dopo i superlatitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine” (Ansa).

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Clan dei Casalesi: arrestato camorrista Corrado De Luca

venerdì, 12 febbraio 2010

Era considerato uno dei trenta latitanti più pericolosi:

“Arrestato dai Cc di Caserta Corrado De Luca, indicato come braccio destro del boss latitante del clan dei Casalesi Antonio Iovine. De Luca, latitante anch’egli da diversi anni, era stato condannato al processo Spartacus. Il latitante è stato catturato a San Cipriano d’Aversa, nell’ambito di una operazione coordinata dai pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Alessandro Milita“ (Ansa).

Tempi bui per la criminalità organizzata.

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La Camorra ha fatto affari d’oro con la giunta di Vincenzo De Luca

giovedì, 11 febbraio 2010

Vincenzo De Luca è il prototipo del politico meridionale di centrosinistra: traffichino, pluri-inquisito, aduso a pratiche clientelari. Niente di ciò che lo riguardi, insomma, rappresenta un unicum; e bene farebbero i dirigenti dell’Italia dei Valori, De Magistris in primis, ad evitare di impancarsi a Torquemada: non hanno titoli per farlo, visto che in Campania il loro partito ha qualche problema – diciamo così – con la Camorra, nel senso che fin troppi dipietristi risultano collusi con la stessa.

Ciò detto, esiste un aspetto del modo di fare politica del Sindaco di Salerno (nonché candidato alla guida della Regione Campania) che non è sufficientemente noto, e che perciò merita di essere analizzato. Per farlo, si può ricorrere all’aiuto dell’ex segretario salernitano della Cgil – che è anche consigliere comunale dell’Idv (e prima lo è stato del Partito democratico) -, Fausto Morrone. Questi, in più circostanze, ha denunciato alle autorità competenti alcuni atti amministrativi compiuti da De Luca. Leggiamo:

Qualche giorno fa sono stato favorevolmente colpito da una dichiarazione del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Egli, infatti, celebrando con una delle sue frequenti “inaugurazioni del nulla”, il ravvio di un’opera bloccata, tenne a sottolineare che il Comune, proprio per evitare i continui fallimenti di imprese che rallentano la realizzazione delle infrastrutture cittadine, avrebbe provveduto, in seguito, ad aggiudicare le gare con il meccanismo della proposta economica più vantaggiosa, in alternativa a quello del massimo ribasso”.

Fui favorevolmente colpito poiché pensai che questa modalità di aggiudicazione (…) sarebbe stata (…) anche un ostacolo significativo alle infiltrazioni camorristiche negli appalti. Com’è noto e com’è rilevabile dalle segnalazioni che ho sempre fatto, quasi in ogni cantiere di opere pubbliche del capoluogo, inspiegabilmente, ci sono presenze non chiare o, addirittura, eccessivamente esplicite in quanto a collusioni con la camorra. Tuttavia, come tutti gli annunci demagogici del Sindaco, anche questo si è immediatamente infranto su una realtà che è del tutto opposta. Infatti, qualche settimana fa è stata aggiudicata la gara per la realizzazione delle strade di accesso al termovalorizzatore che si dovrebbe costruire (…)”.

Tornando alla gara per la costruzione delle strade di accesso, essa è stata aggiudicata, a quanto è dato sapere (…) alla Società Campania Appalti S.r.l. Come sempre capita con gli appalti del Comune di Salerno, siamo di fronte ad un’impresa che presenta aspetti poco rassicuranti“.

Essa annovera quali amministratori unici la Sig.ra Apicella Palma ed il Sig. Bianco Carlo. La prima, pare, sia la sorella del più famoso Apicella Dante, condannato per associazione camorristica nel processo Spartacus (…). Il secondo, venticinquenne di Casal di Principe, ha sostituito la Apicella solo nel 2008 ed è portatore di un cognome ricorrente nel processo al clan dei Casalesi (…)”.

Spero, con questa mia, di aver dato, ancora una volta, un contributo per evitare che la camorra, pur dopo tante recenti sconfitte, possa continuare, indisturbatamente, ad accrescere il proprio patrimonio ed il proprio potere con le risorse pubbliche (…)“, al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, al Prefetto della Provincia di Salerno; Fausto Morrone, 18/02/2009.

E’ bene precisare che dopo la denuncia di Morrone, e solo per effetto della stessa, il prefetto di Salerno ha ordinato al Sindaco De Luca di revocare l’appalto concesso alla succitata Società Campania Appalti S.r.l. In relazione a tale vicenda, Morrone ha precisato:

Non dico sia De Luca a portare la camorra negli affari, assolutamente. Penso che abbia, esattamente come altri poteri locali, un atteggiamento agnostico, non faccia nulla per evitare tali infiltrazioni. Eppure basta poco: io ci arrivo attraverso una banale visura camerale. E’ questa superficialità che crea le condizioni affinché un camorrista dreni soldi pubblici”.

Ancora:

A Salerno accade che le ditte non debbano neanche sforzarsi troppo a cercare prestanomi, perché si trovano davanti amministratori superficiali e dormienti”.

E’ proprio a causa di questa – chiamiamola – superficialità, che la Camorra a Salerno si è aggiudicata altri appalti: come quello concesso alla società IN.CA.  “per la realizzazione di un asse viario di sette chilometri che attraversa Salerno da Nord a Sud”. Anche in questo caso, l’appalto è stato revocato solo grazie alle puntuali denunce di Morrone.

Ancora.

Il Comune di Salerno, non si capisce per quale motivo, ogniqualvolta occorra trasportare cemento nella città, affida tale compito alla società dell’imprenditore Carmine Marinelli. Il quale, tra le tante cose, è coinvolto in inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ed è sotto processo perché accusatodi aver realizzato pilastri con cemento di scarsa qualità sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.

Morrone, ironico, si domanda:

E’ l’unica ditta di calcestruzzi d’Italia?”.

Non finisce qui.

Altri appalti sono stati concessi dall’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca, a società riconducibili a Gennaro e Giovanni Citarella.

Chi siano costoro, ce lo racconta sempre Morrone:

Il primo è nipote dell’omonimo capoclan ucciso nel 1990. Ed è tra gli indagati, insieme al cugino Giovanni, condannato per tentato omicidio, in un’inchiesta della Dda di Salerno sulla creazione di un cartello di imprese che avrebbero pilotato appalti nella zona”. Insomma: non proprio persone in odore di santità.

Per tutte queste ragioni, conclude Morrone, non è possibile che De Luca, “che non ha impedito infiltrazioni camorristiche nella sua città”, promettadi liberare la Campania dai Casalesi”.

Sarebbe, aggiungiamo noi, come se una ninfomane (o un uomo affetto da satiriasi) promettesse di non fornicare più.

Ma le denunce rivolte da Morrone all’indirizzo di De Luca, non finiscono mica qui. Interessante, in tal senso, è ad esempio la lettera che Morrone ha inviato a Dario Franceschini, quando ancora militava nel Partito democratico (“Lettera a Dario Franceschini sulla degenerazione del PD nel terriitorio salernitano”). Leggiamone alcuni frammenti:

Caro Dario,
già durante il mandato del compagno Veltroni ho avuto modo di sottolineargli, reiteratamente e, purtroppo, inutilmente, la degenerazione politica che interessa una parte del nostro partito nel territorio salernitano. La speranza che potesse aprirsi, adesso, una nuova fase, con un impegno nazionale e regionale del partito teso ad imporre un maggiore rigore morale, il rispetto dei nostri valori fondativi e l’interpretazione autentica di essi da parte della nostra classe dirigente a tutti i livelli, sta miseramente naufragando per molti militanti che vedono lo spettacolo politico che si svolge nel secondo capoluogo della Campania (…)
”.

Passo a illustrare nello specifico alcune delle cose – mi riferisco solo a quelle più clamorose – che sono avvenute a Salerno nelle ultime settimane. Ebbi già a sottolineare a Veltroni, all’epoca delle candidature per le elezioni politiche, l’immissione nelle nostre liste di personaggi poco raccomandabili: non è un caso che ci ritroviamo in Parlamento con una decina di pregiudicati nominati dal nostro partito. La stessa cosa sta avvenendo per le elezioni provinciali nelle liste salernitane.
Nel Comune di Baronissi, dove si va alle elezioni anticipate, si confrontano, invece, l’ex Sindaco, in carica per un decennio, e quello che ha guidato l’Amministrazione fino a qualche settimana fa
“.

Moscatiello, l’ex Sindaco – del quale si ventila anche la possibile candidatura alle elezioni provinciali – è sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica perché, secondo i Magistrati, avrebbe spalancato le porte degli appalti pubblici ai boss Forte e si sarebbe fatto costruire una villa gratis con la manodopera dello stesso clan. Il Sindaco attuale, Cosimato, mai sfiorato da un sospetto o da una indagine, ha subito per la seconda volta, con il medesimo avversario, il rifiuto del simbolo del P.D.”.

E’ evidente che, per non incorrere nel paradosso inaccettabile di assegnare il simbolo a Moscatiello, molto vicino a De Luca (Sindaco di Salerno) e a Figliulo (segretario provinciale del P.D.), come intimamente gli ultimi due avrebbero voluto, lo si nega anche a una persona per bène.
C’è da aggiungere, inoltre, che tutte le candidature sono state scelte con il solito protagonismo di De Luca, il quale continua, tra l’altro, ad assegnare pagelle di incandidabilità solo a chiunque non la pensa come lui
“.

Come Iannuzzi sa bene, De Luca è un altro plurinquisito del nostro partito, solo che ha la spudoratezza – con atteggiamenti e linguaggio dai quali traspare solo fanatismo e esaltazione mentale – di parlare frequentemente della amoralità degli altri. Ebbene, questo simbolo della doppiezza e della demagogia – con un processo in corso per associazione a delinquere, concussione e truffa, altre richieste di rinvio a giudizio, ben tre mandati di arresto rigettati dal G.I.P. e duecentocinquanta intercettazioni bruciate, attraverso una decisione del Parlamento (…)”.

Veniamo poi ad una seconda lettera indirizzata a Franceschini (“Seconda lettera a Franceschini sulla posizione di De Luca all’interno del PD”, 18/05/2009):

(…) Io sono stato tra i suoi antagonisti alle scorse elezioni comunali: ho potuto notare orde di delinquenti che controllavano che i suoi manifesti non venissero coperti e, davanti a un seggio, ho dovuto chiedere l’intervento della DIGOS per essere difeso dagli atteggiamenti minacciosi di personaggi loschi che distribuivano materiale di propaganda nella sua lista“.

Il partito assiste inerte che parlamentari notoriamente vicini a De Luca facciano iniziative elettorali a sostegno di candidati sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica, che le nostre liste accolgano chi ha concesso illegittimamente un alloggio pubblico a un camorrista, e che lo stesso Sindaco non dica una parola rispetto alle reiterate denunce di frequenti infiltrazioni di aziende in odore di camorra negli appalti aggiudicati dal Comune (…)”.

Parole pesanti come pietre.

Prima di concludere vanno aggiunte altre due cose.

La prima, è che Vincenzo De Luca è stato tirato in ballo, in relazione ad una storia di appalti, da un pentito di Camorra. La seconda, è che finanche sua moglie ha problemi giudiziari: è stata rinviata a giudizio, infatti, per abuso d’ufficio e falso, in quanto ha vinto un concorso – bandito dall’Asl Salerno 1 – per diveniresociologo dirigente“, “attestando, in modo presumibilmente falso, prestazioni di lavoro presso pubbliche amministrazioni”.

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Camorra, arrestata boss a Napoli

venerdì, 1 gennaio 2010

L’anno inizia bene:

“Una donna, ritenuta reggente del clan camorristico De Luca Bossa, è stata arrestata dai carabinieri di Cercola, a Napoli. Si tratta di Teresa De Luca, 59 anni, sulla quale pendeva un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 30 dicembre dal gip di Napoli su richiesta della procura distrettuale antimafia. La donna è accusata di estorsione aggravata ai danni di un imprenditore di Cercola costretto a versare 3.000 euro in contanti” (Ansa).

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“Maroni sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri degli Interni di sempre”

martedì, 29 dicembre 2009

Per taluni, l’autore di Gomorra è un Guru; e ciò che dice, Verità rivelata:

Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali. Le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra. Ma io questa cosa l’ho detta e ridetta, l’ho fatta presente in vari articoli e interventi. E per questo mi sono meritato la fama di essere uno che, per interesse personale, infanga la sua terra. Quanto mi ha attaccato il centrosinistra campano, che ancora oggi mi considera un nemico! Solo pochi, pochissimi mi sono stati vicini” (Roberto Saviano, Panorama).

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Camorra: 12 fermi a Napoli

venerdì, 4 dicembre 2009

Tempi sempre più bui per la criminalità organizzata:

“La polizia di Napoli ha fermato 12 esponenti di vertice del clan camorristico Bocchetti, attivo nel capoluogo partenopeo. Le indagini sono cominciate a seguito del duplice omicidio di Gennaro Sacco e del figlio Carmine, avvenuto il 24 novembre. Del clan Bocchetti fa parte anche Costanzo Apice, il killer del rione Sanita’, arrestato con l’accusa di essere l’assassino di Gaetano Bacioterracino, il quale fu ripreso nel video diffuso dalla procura della Repubblica di Napoli” (Ansa).

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Un funzionario di Polizia avrebbe cercato di convincere un pentito di camorra a fare il nome di Berlusconi

mercoledì, 2 dicembre 2009

La situazione è questa.

Qualche settimana fa, il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, ha divulgato il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche che dovrebbero essere agli atti dell’inchiesta che lo coinvolge, e che riguardano esponenti della camorra.

Da queste conversazioni, che risalgono al 2001, e che sono intercorse tra il boss Carmine Schiavone e tal Giuseppe Pagano, entrambi collaboratori di giustizia -, emerge uno scenario inquietante:

Giuseppe Pagano: “Don Carmine come andiamo?”.

Carmine Schiavone: “Eh, come andiamo, sempre in guerra con queste merde del Servizio Centrale… comunque se mandi a fare in culo il Servizio… quelli non mollano, perché non possono fare i processi senza di noi”.

Pagano: “Ma stai zitto, a me mi fanno avvelenare tutti i giorni”.

Schiavone: “Uh, dovessi vedere, stamattina li ho cacciati fuori”.

Pagano: “Carminuccio, questo non lo devi fare perché te li metti troppo contro!”.

Schiavone: “Ma, contro, io già ci sto da parecchi anni. Da quando stava quel piecoro di Cirillo che andava cercando che io accusassi Berlusconi… Eh, io gli dissi: ma chi cazzo lo conosce!”.

La persona indicata dal pentito dovrebbe essere l’attuale vice capo della Polizia di Stato, Francesco Cirillo. Che, dal 1993 al 1997, è stato alla Dia di Napoli; per poi ricoprire, fino al 2000, l’incarico di capo del Servizio Centrale di Protezione; e che:

Dal 2008 a oggi quale vice capo della polizia ha la delega alla Criminalpol nel cui ambito rientra il servizio protezione pentiti”.

I senatori del Pdl, Gasparri e Compagna, hanno rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, per sapere se il Cirillo di cui si fa menzione nelle suddette intercettazioni sia proprio il vice capo della Polizia; e per conoscere quale tipo di rapporti o contatti, il succitato funzionario abbia avuto:

Con Carmine Schiavone e con Giuseppe Pagano”, e “con quali collaboratori di giustizia il Cirillo abbia dato corso a colloqui investigativi, quali collaboratori di giustizia erano affidati al servizio di protezione nel periodo in cui il dottor Cirillo ne era responsabile, ovvero sono affidati da quando il medesimo dottore ricopre la carica di vice capo della polizia”.

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Camorra, altri 33 arresti

venerdì, 27 novembre 2009

“Sono state arrestate nella notte dai carabinieri 33 persone ritenute esponenti di vari clan camorristici attivi nella provincia di Napoli.Tra loro anche un carabiniere e un militare dell’esercito. Sono accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, spaccio di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, usura, corruzione di pubblico ufficiale e appartengono a 4 clan attivi a Casandrino, Sant’Antimo e Grumo Nevano: Marrazzo, D’Agostino-Silvestre, Ranucci e Puca“ (Ansa).

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Camorra, altri arresti

sabato, 14 novembre 2009

“Arrestato a Napoli Maurizio Errichelli, 24 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Amato-Pagano, scissionisti dei Di Lauro di Scampia. E’ accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso dall’ottobre 2004. Nella notte duro colpo al clan dei Birra- Iacomino di Ercolano: i carabinieri hanno eseguito sei provvedimenti di fermo per appartenenti e fiancheggiatori del clan. Per tutti le accuse sono associazione ed estorsione“ (Ansa).

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Altri quattro camorristi in manette

domenica, 1 novembre 2009

Arresto latitante foto

Decapitato il clan.

Ieri è finito al gabbio il camorrista Salvatore Russo, latitante dal 1995.

Oggi, invece, le Forze dell’Ordine hanno consegnato alle patrie galere il capoclan Pasquale Russo (fratello di Salvatore), inserito nell’elenco dei 10 latitanti più pericolosi, e di cui si erano perse le tracce nel 1993. Assieme a lui, sono finiti in galera anche tre suoi uomini.

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