Articoli marcati con tag ‘Campania’

Bassolino lascia un buco da 1 miliardo di euro

sabato, 1 maggio 2010

La detronizzazione di Bassolino è stata senza dubbio uno dei risultati politici più rilevanti conseguiti dal PdL alle ultime Regionali. La speranza, ora, soprattutto per noi campani, è che il neogovernatore Stefano Caldoro si dimostri all’altezza dell’arduo compito che l’attende; e che governi la Regione praticando una reale “discontinuità” rispetto a chi lo ha preceduto.

Naturalmente, egli dovrà fronteggiare molteplici problemi. Uno dei quali – segnatamente lo sforamento del patto di stabilità per oltre 1 miliardo di euro, ad opera del suo antecessore – gli complica di già la vita:

In una delibera di giunta del 2009 il capo della Ragioneria avvisava che era stato sforato il patto di stabilità, ma la Regione continuò a spendere per ragioni sociali”.

Le motivazioni che Bassolino ha dato alla violazione del patto, sono le stesse spiegate dal governo greco: “Si è continuato a spendere in deficit per ragioni di tenuta sociale”. Ma se tutte le regioni d’Italia avessero fatto lo stesso ragionamento avremmo avuto a livello nazionale un buco da 20 miliardi”.

Caldoro, inoltre, sottolinea:

Sapevo che la situazione era grave – tanto che in campagna elettorale mi hanno accusato di essere un allarmista – ma non immaginavo che fosse così disastrosa”.

Fino a quando non si mettono a posto i conti, non posso muovere un euro se non per le spese correnti, non posso fare investimenti ma soprattutto mi toccherà pagare le sanzioni per errori commessi da altri. Lo dice la Corte dei Conti non io che la violazione del patto è un comportamento antigiuridico”.

La cosa paradossale, poi, è che per rimediare al danno fatto da Bassolino, il neogovernatore dovrebbe fare una manovra correttiva che la legge gli impedisce di porre in essere:

Per avere una copertura dovrei fare una manovra correttiva da tre miliardi che, paradossalmente, mi porterebbe a violare una legge dello Stato perché dovrei tagliare l’organico del quaranta per cento. Impossibile”.

In Campania c’è una situazione unica in Italia perché la violazione ha raggiunto il 25 per cento e normalmente si sfora al massimo del due o tre per cento“.

Per questo, aggiunge l’esponente del Pdl:

Sarà necessario l’intervento del governo per rimettere i conti in ordine”.

Il che, però, non vuol dire venir meno all’impegno di rispettare il Patto di stabilità:

Le condizioni del patto non sono in discussione, penso che dovrebbero essere riviste alcune clausole per cui se il predecessore ha sbagliato, chi viene dopo sia messo in condizione di lavorare”.

Va segnalato, poi, che a causa della malagestione di Bassolino e dei debiti cumulati nei confronti di taluni fornitori della Regione Campania, 10 mila dipendenti della Asl 1 di Napoli si sono visti pignorare lo stipendio.

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Regionali Campania e Lazio (sondaggio): Caldoro stabilmente avanti e la Polverini ritorna in vantaggio

giovedì, 11 marzo 2010

(continua…)

Chi vince e chi perde in tutte le Regioni, sondaggio

giovedì, 4 marzo 2010

Il sondaggio è stato elaborato da SpinCon per Notapolitica.it.



Regionali Campania e Calabria, sondaggio: Caldoro e Scopelliti in vantaggio

mercoledì, 3 marzo 2010

(continua…)

Regionali Campania, sondaggio

sabato, 27 febbraio 2010

(continua…)

La Camorra ha fatto affari d’oro con la giunta di Vincenzo De Luca

giovedì, 11 febbraio 2010

Vincenzo De Luca è il prototipo del politico meridionale di centrosinistra: traffichino, pluri-inquisito, aduso a pratiche clientelari. Niente di ciò che lo riguardi, insomma, rappresenta un unicum; e bene farebbero i dirigenti dell’Italia dei Valori, De Magistris in primis, ad evitare di impancarsi a Torquemada: non hanno titoli per farlo, visto che in Campania il loro partito ha qualche problema – diciamo così – con la Camorra, nel senso che fin troppi dipietristi risultano collusi con la stessa.

Ciò detto, esiste un aspetto del modo di fare politica del Sindaco di Salerno (nonché candidato alla guida della Regione Campania) che non è sufficientemente noto, e che perciò merita di essere analizzato. Per farlo, si può ricorrere all’aiuto dell’ex segretario salernitano della Cgil – che è anche consigliere comunale dell’Idv (e prima lo è stato del Partito democratico) -, Fausto Morrone. Questi, in più circostanze, ha denunciato alle autorità competenti alcuni atti amministrativi compiuti da De Luca. Leggiamo:

Qualche giorno fa sono stato favorevolmente colpito da una dichiarazione del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Egli, infatti, celebrando con una delle sue frequenti “inaugurazioni del nulla”, il ravvio di un’opera bloccata, tenne a sottolineare che il Comune, proprio per evitare i continui fallimenti di imprese che rallentano la realizzazione delle infrastrutture cittadine, avrebbe provveduto, in seguito, ad aggiudicare le gare con il meccanismo della proposta economica più vantaggiosa, in alternativa a quello del massimo ribasso”.

Fui favorevolmente colpito poiché pensai che questa modalità di aggiudicazione (…) sarebbe stata (…) anche un ostacolo significativo alle infiltrazioni camorristiche negli appalti. Com’è noto e com’è rilevabile dalle segnalazioni che ho sempre fatto, quasi in ogni cantiere di opere pubbliche del capoluogo, inspiegabilmente, ci sono presenze non chiare o, addirittura, eccessivamente esplicite in quanto a collusioni con la camorra. Tuttavia, come tutti gli annunci demagogici del Sindaco, anche questo si è immediatamente infranto su una realtà che è del tutto opposta. Infatti, qualche settimana fa è stata aggiudicata la gara per la realizzazione delle strade di accesso al termovalorizzatore che si dovrebbe costruire (…)”.

Tornando alla gara per la costruzione delle strade di accesso, essa è stata aggiudicata, a quanto è dato sapere (…) alla Società Campania Appalti S.r.l. Come sempre capita con gli appalti del Comune di Salerno, siamo di fronte ad un’impresa che presenta aspetti poco rassicuranti“.

Essa annovera quali amministratori unici la Sig.ra Apicella Palma ed il Sig. Bianco Carlo. La prima, pare, sia la sorella del più famoso Apicella Dante, condannato per associazione camorristica nel processo Spartacus (…). Il secondo, venticinquenne di Casal di Principe, ha sostituito la Apicella solo nel 2008 ed è portatore di un cognome ricorrente nel processo al clan dei Casalesi (…)”.

Spero, con questa mia, di aver dato, ancora una volta, un contributo per evitare che la camorra, pur dopo tante recenti sconfitte, possa continuare, indisturbatamente, ad accrescere il proprio patrimonio ed il proprio potere con le risorse pubbliche (…)“, al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, al Prefetto della Provincia di Salerno; Fausto Morrone, 18/02/2009.

E’ bene precisare che dopo la denuncia di Morrone, e solo per effetto della stessa, il prefetto di Salerno ha ordinato al Sindaco De Luca di revocare l’appalto concesso alla succitata Società Campania Appalti S.r.l. In relazione a tale vicenda, Morrone ha precisato:

Non dico sia De Luca a portare la camorra negli affari, assolutamente. Penso che abbia, esattamente come altri poteri locali, un atteggiamento agnostico, non faccia nulla per evitare tali infiltrazioni. Eppure basta poco: io ci arrivo attraverso una banale visura camerale. E’ questa superficialità che crea le condizioni affinché un camorrista dreni soldi pubblici”.

Ancora:

A Salerno accade che le ditte non debbano neanche sforzarsi troppo a cercare prestanomi, perché si trovano davanti amministratori superficiali e dormienti”.

E’ proprio a causa di questa – chiamiamola – superficialità, che la Camorra a Salerno si è aggiudicata altri appalti: come quello concesso alla società IN.CA.  “per la realizzazione di un asse viario di sette chilometri che attraversa Salerno da Nord a Sud”. Anche in questo caso, l’appalto è stato revocato solo grazie alle puntuali denunce di Morrone.

Ancora.

Il Comune di Salerno, non si capisce per quale motivo, ogniqualvolta occorra trasportare cemento nella città, affida tale compito alla società dell’imprenditore Carmine Marinelli. Il quale, tra le tante cose, è coinvolto in inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ed è sotto processo perché accusatodi aver realizzato pilastri con cemento di scarsa qualità sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.

Morrone, ironico, si domanda:

E’ l’unica ditta di calcestruzzi d’Italia?”.

Non finisce qui.

Altri appalti sono stati concessi dall’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca, a società riconducibili a Gennaro e Giovanni Citarella.

Chi siano costoro, ce lo racconta sempre Morrone:

Il primo è nipote dell’omonimo capoclan ucciso nel 1990. Ed è tra gli indagati, insieme al cugino Giovanni, condannato per tentato omicidio, in un’inchiesta della Dda di Salerno sulla creazione di un cartello di imprese che avrebbero pilotato appalti nella zona”. Insomma: non proprio persone in odore di santità.

Per tutte queste ragioni, conclude Morrone, non è possibile che De Luca, “che non ha impedito infiltrazioni camorristiche nella sua città”, promettadi liberare la Campania dai Casalesi”.

Sarebbe, aggiungiamo noi, come se una ninfomane (o un uomo affetto da satiriasi) promettesse di non fornicare più.

Ma le denunce rivolte da Morrone all’indirizzo di De Luca, non finiscono mica qui. Interessante, in tal senso, è ad esempio la lettera che Morrone ha inviato a Dario Franceschini, quando ancora militava nel Partito democratico (“Lettera a Dario Franceschini sulla degenerazione del PD nel terriitorio salernitano”). Leggiamone alcuni frammenti:

Caro Dario,
già durante il mandato del compagno Veltroni ho avuto modo di sottolineargli, reiteratamente e, purtroppo, inutilmente, la degenerazione politica che interessa una parte del nostro partito nel territorio salernitano. La speranza che potesse aprirsi, adesso, una nuova fase, con un impegno nazionale e regionale del partito teso ad imporre un maggiore rigore morale, il rispetto dei nostri valori fondativi e l’interpretazione autentica di essi da parte della nostra classe dirigente a tutti i livelli, sta miseramente naufragando per molti militanti che vedono lo spettacolo politico che si svolge nel secondo capoluogo della Campania (…)
”.

Passo a illustrare nello specifico alcune delle cose – mi riferisco solo a quelle più clamorose – che sono avvenute a Salerno nelle ultime settimane. Ebbi già a sottolineare a Veltroni, all’epoca delle candidature per le elezioni politiche, l’immissione nelle nostre liste di personaggi poco raccomandabili: non è un caso che ci ritroviamo in Parlamento con una decina di pregiudicati nominati dal nostro partito. La stessa cosa sta avvenendo per le elezioni provinciali nelle liste salernitane.
Nel Comune di Baronissi, dove si va alle elezioni anticipate, si confrontano, invece, l’ex Sindaco, in carica per un decennio, e quello che ha guidato l’Amministrazione fino a qualche settimana fa
“.

Moscatiello, l’ex Sindaco – del quale si ventila anche la possibile candidatura alle elezioni provinciali – è sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica perché, secondo i Magistrati, avrebbe spalancato le porte degli appalti pubblici ai boss Forte e si sarebbe fatto costruire una villa gratis con la manodopera dello stesso clan. Il Sindaco attuale, Cosimato, mai sfiorato da un sospetto o da una indagine, ha subito per la seconda volta, con il medesimo avversario, il rifiuto del simbolo del P.D.”.

E’ evidente che, per non incorrere nel paradosso inaccettabile di assegnare il simbolo a Moscatiello, molto vicino a De Luca (Sindaco di Salerno) e a Figliulo (segretario provinciale del P.D.), come intimamente gli ultimi due avrebbero voluto, lo si nega anche a una persona per bène.
C’è da aggiungere, inoltre, che tutte le candidature sono state scelte con il solito protagonismo di De Luca, il quale continua, tra l’altro, ad assegnare pagelle di incandidabilità solo a chiunque non la pensa come lui
“.

Come Iannuzzi sa bene, De Luca è un altro plurinquisito del nostro partito, solo che ha la spudoratezza – con atteggiamenti e linguaggio dai quali traspare solo fanatismo e esaltazione mentale – di parlare frequentemente della amoralità degli altri. Ebbene, questo simbolo della doppiezza e della demagogia – con un processo in corso per associazione a delinquere, concussione e truffa, altre richieste di rinvio a giudizio, ben tre mandati di arresto rigettati dal G.I.P. e duecentocinquanta intercettazioni bruciate, attraverso una decisione del Parlamento (…)”.

Veniamo poi ad una seconda lettera indirizzata a Franceschini (“Seconda lettera a Franceschini sulla posizione di De Luca all’interno del PD”, 18/05/2009):

(…) Io sono stato tra i suoi antagonisti alle scorse elezioni comunali: ho potuto notare orde di delinquenti che controllavano che i suoi manifesti non venissero coperti e, davanti a un seggio, ho dovuto chiedere l’intervento della DIGOS per essere difeso dagli atteggiamenti minacciosi di personaggi loschi che distribuivano materiale di propaganda nella sua lista“.

Il partito assiste inerte che parlamentari notoriamente vicini a De Luca facciano iniziative elettorali a sostegno di candidati sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica, che le nostre liste accolgano chi ha concesso illegittimamente un alloggio pubblico a un camorrista, e che lo stesso Sindaco non dica una parola rispetto alle reiterate denunce di frequenti infiltrazioni di aziende in odore di camorra negli appalti aggiudicati dal Comune (…)”.

Parole pesanti come pietre.

Prima di concludere vanno aggiunte altre due cose.

La prima, è che Vincenzo De Luca è stato tirato in ballo, in relazione ad una storia di appalti, da un pentito di Camorra. La seconda, è che finanche sua moglie ha problemi giudiziari: è stata rinviata a giudizio, infatti, per abuso d’ufficio e falso, in quanto ha vinto un concorso – bandito dall’Asl Salerno 1 – per diveniresociologo dirigente“, “attestando, in modo presumibilmente falso, prestazioni di lavoro presso pubbliche amministrazioni”.

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Sales (Pd): “De Luca è un leghista-stalinista, un satrapo di provincia che gestisce un sistema di potere, per il Pd una scelta catastrofica”

giovedì, 4 febbraio 2010

Come noto, il Pd ha deciso di candidare alla guida della Regione Campania Vincenzo De Luca. Un uomo, come dire, con qualche problemino giudiziario: sul groppone, infatti, gli sono piovute tre richieste d’arresto, e in più è stato rinviato a giudizio per falso e truffa. Nonostante questo, Bersani ha deciso di candidarlo. E la cosa ha fatto storcere il naso a molti esponenti del partito.

E’ il caso, ad esempio, di Isaia Sales: già parlamentare del Pci e poi del Pds, nonché consigliere economico di Antonio Bassolino. Intervistato da il Fatto quotidiano e dal Corriere del Mezzogiorno, Sales ne ha dette di tutti i colori all’indirizzo di De Luca (l‘intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno è stata pubblicata ieri a pagina 3, in un articolo firmato da Ro. Ru.):

La scelta Di De Luca è catastrofica. Significa la fine del Partito democratico”, ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno.

Candidare De Luca è come volersi alleare con i cattolici e inserire nel programma l’abolizione della messa. Nel suo caso siamo di fronte ad un misto di stalinismo e leghismo”.

Se De Luca viene scelto per marcare la discontinuità con il sistema di potere bassoliniano allora abbiamo preso tutti un abbaglio. Si vada a vedere davvero quali sono i criteri con cui amministra Salerno, quali e quanti fedelissimi ha piazzato nei posti chiave delle istituzioni locali”.

A questo punto, Sales lancia accuse pesanti:

Il 60% dei componenti il direttivo provinciale del Pd di Salerno è formato da membri delle società miste che hanno ottenuto gli incarichi grazie a lui. Persone vicine a De Luca sono stati assunti (sic, ndr) nelle società miste. Vogliamo parlare della Sanità? Allora proviamo a vedere quanti primari ha fatto nominare. La verità è che la città di Salerno vive in un cono d’ombra e i media non hanno mai acceso i riflettori su come viene gestito il potere”.

Così come non posso dimenticare le tante volte che il primo cittadino di Salerno ha cambiato opinione anche su questioni importanti”.

Sui rifiuti, ad esempio. Prima protestava contro gli inceneritori, poi ha cavalcato l’onda del termovalorizzatore candidandosi a costruirlo nella sua città; ora ha cambiato di nuovo idea. Tutto questo per mero calcolo elettorale. E poi ci sono le questioni giudiziarie aperte con la storia delle intercettazioni inutilizzabili per il processo”.

Perché ritiene sia importante ascoltarle? (chiede il giornalista).

Perché offrono pienamente il quadro sul modo di amministrare il potere da parte di De Luca, sui suoi rapporti con Lettieri”.

A proposito delle intercettazioni che riguardano il processo a carico di De Luca, Sales è stato più chiaro nell’intervista rilasciata a il Fatto quotidiano:

(…) Ha goduto del privilegio di ottenere dal Parlamento la distruzione delle intercettazioni che lo riguardano (…). Se, come De Luca dice, non ci sono problemi perché lui ha difeso il lavoro di centinaia di operai, allora metta in rete quelle telefonate. Chi le ha sentite parla di contenuti che descrivono un sistema di potere impressionante”.

De Luca è il politico campano più in sintonia con la concezione della politica come gestione del potere, al suo confronto Bassolino è un dilettante. La verità è che il gruppo dirigente nazionale del Pd in nome dell’antibassolinismo ha alimentato e fatto crescere in Campania una serie di satrapi di provincia. Ne ha armato la mano e ora non sono in grado di fermarli. Nella concezione del vertice del Pd, il territorio serve solo per sostenere il centro. Chi gestisce un sistema di potere territoriale può fare quello che vuole. Salerno conta 140mila abitanti ed è in grado di condizionare la politica nazionale del Pd, un partito che si sta sgretolando sotto la spinta dei potentati locali”.

Parole come pietre.

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Regionali Campania e Lazio, sondaggio

giovedì, 4 febbraio 2010

Il sondaggio è stato realizzato da Crespi Ricerche (è possibile leggere anche un’intervista al candidato del centrodestra, Stefano Caldoro).

Veniamo al Lazio.

(continua…)

In Campania il Pdl candida Caldoro

sabato, 16 gennaio 2010

Stefano Caldoro foto

Nuovo Psi logo foto“Napoli, 16 gen. (Apcom) – E’ Stefano Caldoro il candidato alla presidenza della Regione Campania del Pdl. Il nome dell’ex ministro sarà ufficialmente proposto all’ufficio di presidenza in programma a Roma il prossimo mercoledì 20. Lunedì 18, intanto, in un incontro con la stampa, ci sarà anche lo stesso Caldoro oltre al coordinatore regionale del partito, Nicola Cosentino, e al suo vice, Mario Landolfi” (Apcom).

Se in Campania il candidato del Pdl dovesse essere davvero Stefano Caldoro, per me sarebbe un problema votarlo: è un uomo di sinistra, un socialista; e la mia preferenza l’ho sempre e solo accordata a persone di centrodestra.

Votare Caldoro, per me, sarebbe come votare Pier Luigi Bersani: un atto contro natura (per l’ex socialista Valium Feltri, invece, sarebbe una cosa più che accettabile).

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Al via il termovalorizzatore di Acerra (ma qualcuno protesta)

giovedì, 26 marzo 2009

Berlusconi capotreno foto

Un altro impegno preso dal governo Berlusconi è stato mantenuto: da oggi, il termovalorizzatore di Acerra è pienamente operativo. Il che consentirà  di smaltire circa 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno (due al giorno, un terzo di quelle complessivamente prodotte dalla Campania). Ma non solo. Il termovalorizzatore, infatti, verrà  usato anche per produrre energia. Come avviene in qualsiasi altra parte d’Italia.

Forte la soddisfazione espressa dal Capo dello Stato, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio:

Desidero complimentarmi con Lei per il successo ed il forte impegno che ha reso possibile l’avvio dell’attività  del termovalorizzatore di Acerra a conclusione di un lungo e contrastato iter“.

Mentre Bertolaso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che da quando è in carica l´esecutivo, si occupa della pratica “rifiuti in Campania”, ha sottolineato come alle pendici del Vesuvio, la percentuale di rifiuti riciclati sia aumentata del 20% in meno di un anno. Cosa che ha portato la Campania:

Dall’essere la Cenerentola che era, al terzo posto in Italia, dietro a Lombardia ed Emilia Romagna“. Al riguardo, francamente, ho più di un dubbio (lo dico da napoletano).

Va aggiunta una sola cosa, credo molto rilevante.

La Chiesa campana s’è fortemente opposta alla realizzazione del termovalorizzatore: in più di una circostanza, infatti, attraverso alcuni Vescovi ha espresso il proprio parere negativo sul progetto. E addirittura, alcuni alti prelati sono scesi in piazza – nemmeno fossero esponenti di Rifondazione comunista o dei Verdi – per manifestare contro l’inceneritore.

Memento.

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