Articoli marcati con tag ‘Italia dei Valori’

Nazisti in libertà

domenica, 21 febbraio 2010

Il sedicente filosofo Gianni Vattimo, europarlamentare del movimento neofascista Italia dei Valori:

«C’è reato e reato, bisogna distinguere. Anche Tartaglia, che è indagato per aver tirato la statuetta del Duomo in faccia a Berlusconi…».

«Se Tartaglia avesse delle altre buone ragioni per essere candidato, se per esempio fosse esperto di acque potabili o di infrastrutture, io non baderei assolutamente al fatto che è indagato».

Lo candiderebbe?

«Lo farei se avesse altri titoli oltre ad aver tirato il Duomo in testa al Cavaliere, anche se tutto sommato…».

«Anche quello mi sembra un merito».

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Salvatore Borsellino: “Di Pietro m’ha ingannato, non ha saputo rinunciare ai voti clientelari. Il suo partito è come gli altri”

giovedì, 18 febbraio 2010

Il movimento neofascista Italia dei Valori, anche noto come Italia dei faccendieri o Italia dei collusi con la Camorra, perde pezzi: Salvatore Borsellino, infatti, dice addio a Di Pietro & C.:

Sono profondamente deluso dalla scelta di Antonio Di Pietro di appoggiare De Luca in Campania allineandosi alle posizioni del PD e della scelta effettuata nelle Marche di aderire ad una coalizione con l’UDC, con un partito cioè che è presente in parlamento solo per i voti assicurati da Cuffaro, condannato già in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia.
Avevo creduto nelle assicurazioni che mi erano sta fatte a Vasto da Di Pietro di volere rinnovare e ripulire il suo partito per farlo diventare il partito della Società Civile, il partito dei giovani dagli ideali puri, il partito di chi ha come ideali la Verità e la Giustizia, il partito della gente onesta, un partito fatto solo di persone degne di sollevare in alto la nostra Agenda Rossa
.

Mi sono sbagliato, sono stato ingannato. Sono vicino a Gioacchino Genchi che ha annullato tutti i suoi incontri in programma con esponenti e candidati dell’IDV, concordo con le parole di Sonia Alfano che ha definito quello fatto da Di Pietro al congresso IDV un tradimento morale, non ci si può alleare con l’UDC di Cuffaro nelle Marche e soggiacere alle scelte del PD appoggiando un pluriindagato in Campania, non si può per opportunità od opportunismi politici rinunciare alla questione morale. Non si può, soprattutto per il particolare momento in cui è stata fatta questa scelta, lasciare intendere di essere in qualche maniera ricattabile.

Sono profondamente deluso e mi confermo ancora di più nella decisione, che peraltro avevo già preso, di separare nettamente l’immagine del Movimento delle Agende Rosse da quella dell’IDV (….) .

Di Pietro non ha saputo rinunciare ai voti clientelari, non ha capito che perdendo qualche migliaio di voti buoni per ogni stagione e per ogni bandiera avrebbe guadagnato molti più voti di giovani che per la Verità e per la Giustizia saranno sempre pronti a combattere. Continuerò a sostenere persone come Benny Calasanzio, Giulio Cavalli, Emiliano Morrone, Sonia Alfano, Luigi De Magistris, tutte quelle persone che, continuo a credere, potrebbero fare diventare l’IDV quello che non ha avuto il coraggio di diventare. Invece dei passi avanti che mi attendevo, sono stati fatti dei passi indietro e non accetterò più che le bandiere dell’IDV si mescolino al simbolo delle Agende Rosse. Se IDV ha dimostrato di essere un partito come gli altri non c’è nessuna ragione perchè venga da noi considerato in maniera diversa dagli altri”.

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Luigi De Magistris viaggia solo col jet privato. Tanto paga Pantalone

venerdì, 12 febbraio 2010

Nell’Italia dei Valori son tutti bravi a predicare bene. Peccato, però, che poi razzolino malissimo. Lo fa Tonino Di Pietro, spesso e volentieri; e Gigineddu flop, al secolo Loigino De Magistris, non si mostra da meno.

Si scopre, infatti, che il Nostro, per recarsi a Bruxelles o a Strasburgo per ragioni di “lavoro“ (è parlamentare europeo), utilizzi un aereo privato, anziché un normale volo di linea.

Si dirà: che male c’è?

C’è che noleggiare un jet privato, nella migliore delle ipotesi, richiede un esborso di 15.000 euro; e se Loigino viaggia assieme ad altri 7 colleghi dell’Idv, come pare avvenga, spende 1.875 euro per ogni “trasferta“.

Se invece il Nostro usasse un volo di linea Alitalia, dalle sue tasche – che poi sono le nostre – ne uscirebbero 1.200 (andata e ritorno). E se, poi, volesse davvero mostrarsi diverso dai signori della Casta, potrebbe viaggiare con Ryan Air arrivando – così – a scucire soltanto 108 euro a viaggio.

Volere è potere.

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Luigi De Magistris, il peggior pubblico ministero della storia patria

mercoledì, 10 febbraio 2010

Nel libro-intervista Giustizia e Potere, Loigino De Magistris dichiara:

Sono stato considerato uno straordinario magistrato”.

Su Marte è possibile sia accaduto; sul pianeta Terra, invece, le cose sono andate diversamente.

Per appurarlo è sufficiente leggere la relazione redatta dal Consiglio giudiziario di Catanzaro, che, circa un paio d’anni fa, è stato chiamato a pronunciarsi in merito alla possibilità di “promuovere” De Magistris a giudice di Corte d’Appello.

Ecco cosa scrisse il 18 giugno 2008 il relatore Bruno Arcuri:

Prendendo possesso del mio ufficio di procuratore generale, iniziavo la mia esperienza in Calabria con vivo interesse per il dr. De Magistris dopo avere letto di lui sulla stampa e averlo visto in televisione. Fui subito colpito dalle notizie che andavo apprendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto sociale perché istruiti contro i cosiddetti colletti bianchi, erano quasi tutti abortiti con provvedimenti di archiviazione, sentenze di non doversi procedere, sentenze ampiamente assolutorie. Voci che mi stupirono perché in contrasto con la rappresentazione che ne davano i media (leggasi: Annozero, nota di Camelot)”.

Tutta l’attività di De Magistris era contrassegnata da:

Una serie numerosissima di insuccessi, l’omessa indicazione dei reati e delle fonti di prova, il perseverare nell’adozione di provvedimenti immotivati”.

De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell’equilibrio e sul piano dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere quantomeno la funzione di pm. Le tesi accusatorie sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall’organo giudicante. Sono emersi rilievi negativi per l’anomalia di molti provvedimenti adottati. I procedimenti di rilevante impatto sociale hanno trovato clamorose smentite. Nei provvedimenti si configurano violazioni manifeste di legge (addirittura diritti costituzionali) ovvero si radicano prassi senza fondamento normativo”.

Per queste ragioni, il Consiglio giudiziario di Catanzaro “bocciò” De Magistris, emettendo un:

Giudizio finale negativo. Le voci capacità e preparazione presentano evidenti deficit, gravi vizi o lacune; tecniche di indagine discutibili; procedimenti fondati su ipotesi accusatorie che non hanno trovato conferma, attività carente nell’approfondimento e nella preparazione”.

Naturalmente queste cose non vi verranno mai raccontate da Michele Santoro o da Maicol Travaglio.

Per i quali siete null’altro che coglioni.

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Di Pietro e l’assegno da 50.000 dollari

venerdì, 5 febbraio 2010

Quelli del Corriere della Sera non riuscirebbero a fare uno scoop nemmeno per errore. Sicché non stupisce che oggi abbiano pubblicato un articoletto che non è altro che una scopiazzatura, e alquanto modesta, dei “pezzi” scritti da Gianluigi Nuzzi, l’autore di Vaticano Spa, per Libero.

Ma veniamo al dunque.

Tutto ciò che in questi giorni si sta abbattendo su Di Pietro, a cominciare dallo tsunami rappresentato dalle foto che lo ritraggono assieme a uomini dei Servizi segreti, è opera, se così si può di dire, di un suo ex collaboratore, Mario Di Domenico. Questi, è bene precisare, ha partecipato alla fondazione dell’Italia dei Valori e ne ha redatto lo Statuto. Nel 2004, però, ne è stato espulso: il Ducetto di Montenero di Bisaccia, infatti, non tollerava che Di Domenico gli “facesse le pulci”, e che gli chiedesse spiegazioni in ordine a strani movimenti di danaro, e alla gestione “personalistica” – e per nulla trasparente – dei finanziamenti pubblici destinati all’Italia dei Valori.

Di Domenico, in quanto ex sodale di Totonno, ne conosce vita, morte e miracoli. Così come conosce ogni aspetto, anche il più recondito, della genesi di Italia dei Valori. Ciò premesso, veniamo a parlare dell’assegno di 50.000 dollari, emesso all’ordine dell’Italia dei Valori, e di cui oggi ha riferito il Corriere della Sera.

La storia è questa.

Tra la fine del 2000 e l‘inizio del 2001, intento a racimolare palanche onde finanziare la propria creatura politica, Tonino vola negli Stati Uniti accompagnato dalla fedelissima Silvana Mura. Negli States, Totonno entra in rapporti con un imprenditore italiano, Gino A.G. Bianchini.

Chi sia costui, ce lo racconta l’ottimo Gianluigi Nuzzi:

(…) Ma di chi si tratta? Deve essere un personaggio poco chiaro se proprio un omonimo Gino A. G. Bianchini alla fine degli anni ‘80 venne coinvolto in processi per truffa e bancarotta in Virginia”.

La corte del distretto della Columbia: “Valutando il ricorso di alcuni clienti per un assegno sparito da un milione di dollari, Gino A. G. Bianchini, presidente di Enercons, venne accusato di aver fatto fare all’assegno una serie di giri a vuoto per bypassare le norme sulla sicurezza”. Ancora. Lo stesso Bianchini, definito truffatore, viene accusato di aver organizzato un sistema fraudolento di finte esportazioni per sottrarre circa 16 milioni di dollari a banche italiane e straniere col fine di fallire e tenersi i finanziamenti. Appello venne fatto da Banca Emiliana, banca di Sondrio, Banca Agricola Mantovana, ma Bianchini si salvò perché aveva usato un’altra società come scudo”.

Abbiamo inquadrato, dunque, chi sia Gino A. G. Bianchini.

Perché era rilevante saperlo? Perché costui, in data 22 marzo 2001, emise – all’ordine dell’Italia dei Valori – un assegno post-datato del valore di 50.000 dollari, da incassarsi il 13 maggio 2001. Ecco l’assegno:

Fin qui, però, poca roba. Le cose rilevanti sono altre; tre, per l‘esattezza: la prima, è che il 13 maggio 2001 si votò per il rinnovo del Parlamento italiano; la seconda, è che un certo Gino Bianchini (un omonimo?) fu candidato – come ho appurato grazie a Wikipedia - nel collegio senatoriale Roma Trieste (eccovi l’immagine ingrandita).

La terza, ed è la notizia più importante, è che il signor Gino A. G. Bianchini, 24 ore dopo le votazioni, indirizzò a Di Domenico una missiva dal contenuto assai inquietante, che Libero ha pubblicato (ed il Corriere della Sera, no), e che vi riporto:

Rimango ovviamente con Di Pietro ma debbo rientrare a curare le mie cose in Toscana e poi in Usa. E’ ormai penosamente chiaro che non sono stato eletto quindi strappa il mio assegno di 50.000 dollari che annullo. Nel caso di un miracolo, ve lo sostituisco con altro BEN MAGGIORE (…). Un abbraccio a Antonio e a te”, Ing. Gino Bianchini, 14-05-01.

Di Domenico, su Bianchini, ha dichiarato che fu:

Segnalato da Di Pietro in quanto proveniente da ambienti politici vaticano-americani, ma che io ravvedendo in quella forma di finanziamento piuttosto un acquisto di cariche politiche e quindi una certa pericolosità mi sono rifiutato di portare all’incasso”.

E sull’assegno incriminato, ha precisato:

Una sera Bianchini mi allungò un assegno di 50 mila dollari, ma con scadenza “13 maggio 2001″, il giorno delle Politiche, con la ragione causale “elections”. In pratica, mi veniva detto dai suoi sostenitori che quello sarebbe stato solo l’anticipo della ben più cospicua somma di finanziamento. Si parlava addirittura di somme dieci volte maggiori…”.

Va detto, però, che Di Pietro – a Liberoha provato a chiarire:

Non ho mai visto quell’assegno, anzi vorrei capire a che titolo Di Domenico lo aveva in mano e perché non lo ha distrutto come gli chiedeva Bianchini”.

Non resta che sperare la magistratura indaghi al riguardo (non ridete!).

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Fiducia in Berlusconi al 61%. Pdl al 38%, Pd al 27,5%

mercoledì, 3 febbraio 2010

(continua…)

Salve, mi chiamo Tonino Di Pietro e cambio opinione politica una volta al giorno (2)

venerdì, 29 gennaio 2010

Tonino, ne abbiamo già parlato, è un uomo politico molto coerente. Come no!

Vendola si è all’improvviso ammalato di berlusconite, noi siamo la cura, gli stiamo dando ossigeno. Lui non è manco indagato ma si rende conto che sta sulla nave che sta affondando, di cui è il comandante. E invece di ringraziare i soccorritori, la magistratura, si arrabbia” (12 agosto 2009).

Accordo politico solo se c’è Boccia. Ricambio della classe dirigente e via Nichi Vendola” (30 agosto 2009).

Vendola faccia un passo indietro…molto meglio per tutti evitarle, le primarie” (29 novembre 2009).

Attorno a Vendola troppo malaffare” (3 dicembre 2009).

Vendola ha fallito, si faccia da parte. Vendola ha commesso degli errori, e per questo motivo chiediamo un nuovo candidato” (14 dicembre 2009).

Faccio i miei migliori auguri a Nichi Vendola (…). La vittoria di Nichi Vendola è la vittoria dei cittadini sugli schemi preconfezionati delle logiche di partito e della partitocrazia (…)” (24 gennaio 2010).

Un grazie a Filippo Facci.

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Luigi De Magistris: come Io non c’è nessuno

venerdì, 22 gennaio 2010

Luigi De Magistris foto

Giustizia e potere (Editori Riuniti), a cura di Sergio Nazzaro; parla Luigi De Magistris:

Io ho fatto il magistrato ad altissimi livelli per 15 anni e adesso la politica la sto facendo ad alti livelli, ho un livello di stress elevato: mi basta però un quarto d’ora di riposo perché sono contento di quel che fai” (pp. 263-266).

Idv con me ha avuto una trasformazione genetica enorme, prima delle europee era un’altra Idv…se non ci fosse stata la scelta coraggiosa di Di Pietro di candidare De Magistris….” (pp. 34-37).

Faccio il presidente della commissione bilancio dei fondi europei, ed è un discorso che sto portando avanti molto bene”.

D’altra parte, De Magistris ha condotto:

Indagini per omicidio come per corruzione, per rapina come per truffa, mi sono occupato di tutti i reati e sono stato considerato sempre uno straordinario magistrato” (p. 109).

In Europa la mia esperienza di magistrato è straordinariamente utile e io dentro sarò sempre magistrato” (p. 109).

Un ex magistrato, in Italia, potrà mai diventare premier?

Credo si possa arrivare a mettere in prima linea nella difesa della democrazia e nella costruzione di un’alternativa a Berlusconi persone come posso essere io”.

Noi lo stiamo facendo all’interno di Idv, lo ha fatto il popolo dandomi 500 mila voti e dando un segnale molto forte. Bisognerà vedere quanta altra disponibilità c’è negli altri” (pp. 117,118).

E cosa farebbe se diventasse Presidente del Consiglio?

La prima cosa che farei è dare il segnale che io rappresento un nuovo modo di fare politica; dovrà essere un governo politico con la precondizione d’essere appassionato” (pp. 206, 209).

E se diventasse ministro della Giustizia?

Io vengo dalla magistratura però se dovessi essere ministro della Giustizia lo farei con altissimo profilo politico. Per esempio al Parlamento europeo sto svolgendo un ruolo altamente politico ma con una grande conoscenza dei fatti, in virtù della mia esperienza professionale”.

Gli errori si fanno ma non c’è uno sbaglio ricorrente, non credo di aver fatto sbagli clamorosi. Sono stato onorato dei tanti voti che mi hanno ripagato di tante sofferenze ma non mi hanno montato la testa” (pp. 230, 231).

Sono sempre stato con i piedi per terra, umile, con una grande carica, una grande passione, una grande determinazione”.

Ho un peso positivo, una carica, perché molti hanno fatto affidamento sulla mia persona” (p. 232).

Molti nel partito sbagliano giudizio nei miei confronti, non ho ambizioni in Idv anche perché ho preso talmente tanti voti che fare la gara nei miei confronti non è saggio politicamente” (p. 233).

Qualche attrito con Di Pietro?

C’è un tentativo di metterci l’uno contro l’altro, dentro al partito ma pure i poteri forti dall’esterno. Io e lui potremo cambiare l’Italia, ha bisogno di una persona come me che gli dia una mano. Se l’Idv segue la linea sua e mia può arrivare al 15 per cento” (pp. 234-236).

E quelli che nell’Idv la contestano?

E’ un fatto dettato da invidie, magari legato alla mia notorietà, al fatto che posso piacere di più. In ogni caso, in presenza di un conflitto insanabile, o la linea vincente sarà quella voluta da Di Pietro e da me oppure non ci sarà futuro per l’Idv” (p. 248).

Quello che dico è che sono a disposizione. Se io fossi Di Pietro creerei un asse fortissimo tra me e lui. Penso che io e lui potremmo cambiare l’Italia” (p. 249).

Grammatica inclusa, ovviamente.

Fonte: “Modestamente sono un uomo di altissimo livello”, Peppe Rinaldi, Tempi.

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Silvio e il Pdl sempre più su (l’Idv in forte calo rispetto alle Europee)

giovedì, 14 gennaio 2010

(continua…)

Nell’Idv ci sono solo persone democratiche

venerdì, 1 gennaio 2010

Gianni Vattimo foto

Il Marchese Paolo Flores d’Arcais, dalle pagine de Il Fatto, ha invitato Tonino Di Pietro a sciogliere l’Italia dei Valori, e a dare vita ad una nuova – e più ampia – formazione politica: il Partito della Costituzione.

Il filosofo Gianni Vattimo, che dell’Idv è un europarlamentare, così ha risposto all’invito:

Io che prima d’ora non sono mai stato comunista (…) trovo non solo irrealistica ma anche suicida la tua proposta. Il partito di Di Pietro è nato coagulandosi spontaneamente intorno a un personaggio carismatico (…).

Vogliamo davvero farne una ennesima formazione in cui lottino “democraticamente” signori delle tessere e piccole burocrazie, conducendo agli esiti che sono sotto gli occhi di tutti?

Non sarebbe ora di guardare realisticamente a che cosa succede a queste formazioni dilaniate da “democratiche” lotte intestine, da campagne “primarie (sì, parlo anche del Pd) i cui strascichi si vedono anche nelle situazioni come quella di Bari? (…).

Ripeto, c’è del “carismatico” in questa idea: non mi vergogno di ammetterlo, del resto sono un devoto ammiratore di Castro, di Chavez (…)”.

Ma sì, ’sta democrazia ha rotto le palle.

Aboliamola, suvvia.

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