Articoli marcati con tag ‘La campagna d’odio contro Berlusconi e il centrodestra’

Paola Concia (Pd): “Sì, abbiamo sbagliato a trasformare Berlusconi in un bersaglio”

giovedì, 17 dicembre 2009

A sinistra c’è una moltitudine di persone perbene; è fuor di dubbio. Ci sono persone, cioè, che dopo l’aggressione a Berlusconi non hanno esitato a pronunciare un mea culpa, e a stigmatizzare gli eccessi della propria parte politica. Eccessi che, indiscutibilmente, sono all’origine del tentato omicidio ai danni del Presidente del Consiglio.

Tra queste persone perbene, cui va la nostra modesta ma sincera riconoscenza, c’è Paola Concia. Donna ammirevole e tenace; e che, della lotta ad ogni discriminazione, ha fatto una ragione di vita:

Sì. Tutti, noi compresi, abbiamo sbagliato. C’è un odio che trasforma Berlusconi o i gay in bersagli, e da questo punto di vista l’odio è odio, e fa ugualmente orrore. Io sto con Bersani, sono contenta che il mio segretario abbia visitato il premier, che ha la mia solidarietà. Mi addolora quel che è successo, né voglio ridimensionare l’accaduto. Simbolicamente e materialmente, tutto si è innestato in un clima di grandi tensioni. Faccio appello ai miei colleghi: dobbiamo stemperare il clima, perché quello che stiamo vivendo è un periodo pericoloso”.

Conosco sulla mia pelle e su quella di altri omosessuali e trans l’odio verbale, troppe volte anche fisico. Lo combatto da anni: è una cosa da rifiutare, anche nei confronti di Berlusconi”.

Io vengo dal Pci, una tradizione che ha nel Dna anticorpi fortissimi per reagire a gravi momenti di tensione. Che sa rifiutare la logica di continue accuse incrociate. Invece giornali e politici pensano troppo a gettare benzina. Dobbiamo essere fermi sul “cambio di passo””.

Non condivido tempi, toni e contenuto dell’intervento di Antonio Di Pietro. Questo è il momento della responsabilità. Con Rosy Bindi è diverso, mi pare si sia resa conto del fatto che non fosse opportuno uscire così, e in aperto contrasto con il nostro segretario. Comunque, con Di Pietro ci chiariremo. Alla Bindi suggerisco di fare appello alla sua storia, che conosco bene. I miei erano dirigenti dell’Azione cattolica e mi hanno insegnato che libertà e democrazia passano dal rispetto delle istituzioni. Mi spiace che la Bindi abbia smarrito la delicatezza che il momento avrebbe dovuto suggerire”.

Mi attendo coscienza del fatto che abbiamo tutti grandi responsabilità”.

Il governo governi: ne ha legittimità, faccia rispettare le leggi senza invocarne di speciali. E l’opposizione incalzi con i toni giusti, sulla politica e senza invocare scorciatoie giudiziarie”.

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In Italia si respira guerra. E la colpa è dei compagni

giovedì, 17 dicembre 2009

Giampaolo Pansa:

“Se ragioniamo a mente fredda sull’attentato subito da Silvio Berlusconi, vediamo emergere soprattutto tre lezioni. La prima è la più banale. Ma sta alla base delle decisioni che lo Stato deve prendere e che non ha mai preso. Sono misure dettate da una constatazione: il premier è vulnerabile, chiunque può ucciderlo. Domenica sera, se lo sciagurato Tartaglia avesse impugnato una pistola, invece che un mini Duomo di Milano, staremmo qui a scrivere il coccodrillo del Cavaliere, il suo necrologio. E due giorni dopo si sarebbe celebrato un altro funerale di Stato. Viviamo nell’Italia sfasciata del 2009. Dove il peggio può accadere da un momento all’altro (…).

(continua…)

L’autore è un folle, ma il motivo è la politica

martedì, 15 dicembre 2009

Berlusconi aggredito foto

Antonio Polito:

“La prima domanda: è il gesto di un folle, una cosa che può capitare a chiunque e dovunque? Oppure è il frutto di un clima, di un’assuefazione alla violenza verbale e all’odio politico?

A me pare che la risposta l’abbia data lo stesso Massimo Tartaglia al procuratore Spataro: «L’ho colpito perché odio la sua politica». E cioè: il gesto è certamente folle, ed è stato compiuto probabilmente da un folle, che ieri ha mandato anche la regolare lettera di scuse. Ma la motivazione è politica. Non siamo in Taxi driver. Tartaglia conosce la politica di Berlusconi attraverso la rappresentazione che ne danno gli oppositori e i media, come tanti altri italiani. Non tutti quelli che la odiano lancerebbero in faccia al premier un corpo contundente, ma solo uno che la odia può farlo. Dal che discende una lezione: quando Napolitano e le poche persone sagge di questo paese invitano a non creare un clima d’odio nel conflitto politico, lo fanno proprio perché sanno che al mondo ci sono pure i folli. Dunque la spiegazione del pazzo isolato (vedi prima pagina dell’Unità di ieri) non esorcizza il problema che abbiamo davanti.

La seconda domanda: perché questo odio politico colpisce Berlusconi come forse mai nessuno prima nella storia della Repubblica? Secondo me Berlusconi è oggetto di odio, e non solo di normale avversione politica, perché la sua persona è stata messa davanti alla sua politica. C’è cioè una parte dei suoi oppositori che pensa che la ragione per cui lui vince sia lui medesimo, e non la sua politica. E dunque, se non ci fosse lui, non ci sarebbe neanche la sua politica, e i suoi oppositori andrebbero al governo. È la pericolosa «scorciatoia» cui faceva riferimento Napolitano ieri. Un po’ quello che si pensava di Craxi durante Tangentopoli: fatto fuori lui… E invece, fatto fuori lui, arrivò Berlusconi.

(continua…)

Massimo Tartaglia, il fascista che ha aggredito Berlusconi, è un elettore del Pd

lunedì, 14 dicembre 2009

Il padre del nazifascista che ha aggredito Berlusconi:

Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, in passato ero socialista e votavo per Craxi, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi”.

Infatti ha provato ad ucciderlo per amore, mica per odio politico!

Dal Corriere della Sera:

Massimo Tartaglia ha reso piena confessione. Davanti al pm e agli agenti della Digos, domenica sera, il 42enne che ha ferito il premier Silvio Berlusconi in piazza Duomo ha giustificato il suo gesto con motivazioni politiche: avrebbe parlato di una forte avversione nei confronti delle politiche del Pdl e in particolare della politica del premier”.

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Il video dell’aggressione fascista a Berlusconi

lunedì, 14 dicembre 2009

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Aria fritta e sostanza

domenica, 13 dicembre 2009

Berlusconi, oggi, intervenendo a Milano, potrebbe inaugurare una sorta di “Predellino 2”. Potrebbe comunicare urbi et orbi la volontà di andare ad elezioni anticipate, per risolvere in questo modo i problemi esistenti all’interno della propria maggioranza (leggasi: Fini), e per rimediare all’attacco proveniente dalle “Procure militarizzate”. Al momento in cui scriviamo, siccome non disponiamo di poteri divinatori, cosa di cui ci scusiamo, non siamo in grado di prevedere cosa deciderà il Cavaliere. Siamo in grado, però, di ragionare su altro.

Innanzitutto, qualsiasi cosa possano dichiarare in questo periodo i politici, non va presa seriamente in considerazione (questo vale anche per il Cav.): c’è da definire ancora il “capitolo Regionali”; c’è da decidere le candidature; a chi spetti diventare assessore in caso di vittoria; quanto potere tocchi all’uno, quanto all’altro, e via dicendo. Trattasi di periodo in cui le nomenklature partitiche sono in fase di negoziazione: “Se io ti do il mio appoggio, tu cosa mi dai in cambio?”.

Per questa ragione, bene farebbero i commentatori ad evitare di prendere per oro colato ciò che, in questo istante, asseriscono i politici dell’uno e dell’altro schieramento. I quali, ora come ora, non fanno che “parlare a nuora perché suocera intenda”; e dunque siedono al tavolo verde, giocando una partita che, data la negoziazione in corso, non può che contemplare la necessita del bluff, onde alzare la “posta” e il proprio “potere contrattuale” (o di ricatto, che è la stessa cosa).

In tal senso, ovviamente, va presa la sortita di Casini. Il quale, da bravo democristiano qual è, vuole massimizzare la propria funzione di utilità individuale, in questo momento. Tradotto: vuole ottenere quante più poltrone è possibile per il proprio partito. E, siccome è un fottutissimo puttano – che negozia con la sinistra e con la destra, ma sogna di allearsi soprattutto con la seconda, in vista di un ritorno alla “casa madre” alle prossime Politiche -, sta ricattando il Cavaliere, usando la suddetta tecnica del “parlare a nuora a che suocera intenda”. Ovvero: sta invitando “gentilmente “ il Berlusca a concedergli quante più prebende e cadreghe sia possibile, altrimenti – questa, la sua “minaccia” – egli prenderà armi e bagagli e si trasferirà definitivamente nello schieramento cattocomunista. Ovviamente è un bluff; e solo i fessi, e quanti ce ne sono nelle redazioni dei quotidiani italici!, possono perdere tempo a dare credito alle sue affermazioni. Capitolo Casini chiuso.

Capitolo Fini isterico.

Non c’è molto da dire sul Presidente della Camera, se non che, in questo istante, egli sta comportandosi come il leader dell’Udc, al fine di ottenere per i propri uomini quanti più posti di potere sia possibile. Terminata la negoziazione per le Regionali, il buonuomo addiverrà a più miti consigli.

Capitolo tenuta governo Berlusconi.

Il governo Berlusconi, checché ne dicano 9 commentatori su 10, in ispecie quelli che scrivono su Libero e su Il Giornale, non cadrà a causa dell’imboscata di Gianfranco Fini. Cadrà, se non riuscirà a soddisfare le richieste che provengono da più parti, a cominciare da quelle che promanano da un segmento dei cosiddetti “poteri forti”: gli imprenditori.

Quest’ultimi chiedono: liberalizzazioni e privatizzazioni; riforme economiche strutturali e, dunque, innalzamento dell’età pensionabile (anche perché, a causa dell’aumento della disoccupazione e della diminuzione degli occupati e della contrazione del Pil, si fa più pressante il rischio, paventato anche dal berlusconiano Giuliano Cazzola, che si debba fronteggiare, prima del previsto, il problema noto come “gobba pensionistica”; e cioè il rischio che non si abbiano soldi a sufficienza per pagare le pensioni); riduzione drastica della spesa pubblica e del debito; intervento per abbassare le aliquote (tasse) e per mandare in soffitta la riforma introdotta dal vampiro Visco. Queste, molto sommariamente, le richieste provenienti dagli imprenditori.

Se Berlusconi le soddisfa, rimarrà in sella; altrimenti, i suddetti si daranno da fare per disarcionarlo.

Naturalmente, non basta l’intervento della succitata parte dei “poteri forti” per mandare a gambe all’aria il Cav.. Molti altri tramano per giubilare Silvio; e tra questi, c’è chi lo fa onde regolare “conti” in sospeso con lui.

Come ad esempio Camillo Ruini. Questi, non vede l’ora di “vendicarsi” per l’affronto patito nell’affaire Dino Boffo. Ora, gli scherzi da prete, come noto, sono parecchio pericolosi. Per questo motivo, bene farebbero i direttori di Libero e de Il Giornale, a verificare, mediante puntiglioso censimento, quanti “politici clericali” siano presenti al Senato tra le fila del Pdl; divulgandone al più presto l‘identità. Perché, c’è da starne certi, ove mai Ruini rivolgesse loro l’Ordine di far cadere Berlusconi, onde regolare i conti con lo stesso, i suddetti politici – fedeli al Vaticano più che alla Repubblica (ubi major minor cessat) – obbedirebbero all’alto prelato e, “casualmente“, si assenterebbero in blocco il giorno in cui, guarda caso, dovesse essere presente in calendario una votazione campale, una di quelle, per intenderci, su cui il governo ha messo la fiducia (quel giorno, anche su questo è possibile scommettervi, i finiani sarebbero tutti presenti per allontanare da sé ogni sospetto). E Silvietto nostro si troverebbe col culo per terra.

Cosa si può fare per tenere buono Ruini? Non certo la legge sul testamento biologico. Non quella, perlomeno, scritta dall’esponente dell’Opus Dei Raffaele Calabrò. In quanto essa è incostituzionale, come ben sanno lor signori del Vaticano (che, infatti, “spingono” perché si arrivi ad un testo diverso). No, quello che può indurre Ruini a non vendicarsi è altro: ad esempio l’introduzione del “quoziente familiare” (altamente dispendioso, e dalla dubbia utilità per i meno abbienti; ma, apparentemente, molto “cattolico” e pro-family).

Se Berlusconi introduce il quoziente familiare, la “gonnella” d’Oltretevere se ne starà cheta cheta. Altrimenti, avverrà quanto su scritto. Non esistono dubbi, al riguardo.

Capitolo veri traditori e finti traditori.

Dunque, Libero e Il Giornale, come noto, da settimane manganellano, un giorno sì e l’altro pure, Gianfranco Fini. Imputandogli qualunque cosa; innanzitutto la volontà di far cadere Silvio.

Ora, è bene precisare – ma questo lo capisce anche un bambino di tre mesi – che Gianfranco, solo soletto, non può fare – come dicono a Ginevra – un beneamato cazzo! Gianfranco, se Silvio cade, può trarne giovamento, ovviamente; e subentrargli in qualità di Presidente del Consiglio di un eventuale governo di “unità nazionale”. Ma, solo soletto, non ha il potere di far cadere Silvio in Parlamento. Non ne ha i mezzi.

Sono i succitati “poteri forti”, nella loro vasta articolazione, che possono agire per defenestrare Silviuccio. Non Fini.

Fini, semmai, non vede l’ora che Silviuccio cada per prenderne il posto. Ma questo, per quanto “moralmente” riprovevole, è “politicamente” naturale, normale, inevitabile e scontato.

È tutte queste cose, perché Silviuccio, sbagliando non poco, non si decide ad affrontare la madre di tutte le questioni: quella della sua successione. E siccome Silviuccio non accenna ad affrontare la questioncella, appare ovvio che i Delfini – tutti, i Delfini, non solo Fini – scalpitino.

Ma, e c’è un “ma” grande come una casa; anzi, come una cattedrale: Gianfranchino, ad oggi, ha fatto presentare ai propri uomini una serie di proposte di legge – mi riferisco segnatamente a quelle sulle questioni economiche, avanzate da Mario Baldassarri & C. – finalizzate a “soddisfare” i desiderata degli imprenditori. Cioè di quei soggetti che, come su detto, se non ottengono ciò che chiedono, è altamente probabile arrivino a mobilitarsi per far cadere Silvio.

Domanda. Se Fini fa presentare una contro-Finanziaria per abbassare le tasse, ridurre la spesa pubblica ed introdurre il quoziente famigliare, e cioè avanza proposte per soddisfare una parte delle richieste provenienti da coloro che potrebbero disarcionare Silvio: fa un favore a quest’ultimo, per renderlo più forte e “invulnerabile” agli attacchi che potrebbero arrivargli, o invece lavora contro lo stesso? Più chiaramente ancora: chi presenta proposte per migliorare la politica economica del governo Berlusconi, e renderla conforme ai desiderata di chi potrebbe farlo cadere se non ottenesse ciò che chiede, fa un favore al governo in carica, o no?

Domanda. Se Tremonti (che vuol dire: Lega) rifiuta tutte le proposte economiche avanzate da Baldassari/Fini (per soddisfare le richieste dei “potenziali cospiratori”), fa l’interesse del governo in carica, o agisce per facilitarne la caduta?

Questa, è sostanza; il resto, è aria fritta. Certo, per capire queste cose, occorrono tre neuroni. E, a quanto pare, quelli che scrivono su Libero e Il Giornale ne posseggono al massimo due.

Per concludere.

Il governo Berlusconi, se non fa le cose che qui sommariamente si è elencato, cadrà a maggio. In tempo utile perché un nuovo esecutivo di “salvezza nazionale” possa redigere il Dpef.

Cadrà a maggio, come s’è detto, per il concorso di più fattori: 1) Campagna mediatica e giudiziaria; 2) Boicottaggio ad opera di una parte del mondo ecclesiale; 3) Insofferenza da parte del mondo imprenditoriale; 4) “Sabotaggio” ad opera di chi, Tremonti, per mettere all’opera il Federalismo fiscale (cosa che gli frutterà la candidatura a Premier del centrodestra, in quota Lega), è intenzionato a non abbassare le tasse, e ciò, malgrado le risorse per farlo ci siano (ma esse devono essere accuratamente risparmiate, perché l’avvio del suddetto federalismo comporta un esborso che oscilla tra i 100 e i 150 miliardi di euro); 5) infine, c‘è il “sabotaggio” da parte di Fini.

Il Paese ha bisogno di riforme strutturali e di riduzione del carico fiscale, perché altrimenti ritornerà ai livelli pre-crisi tra 7 anni: questo, gli imprenditori – ma anche tutti gli altri cittadini, a cominciare da coloro che sono disoccupati – non possono accettarlo.

Per questo chi ne ha il potere, farà cadere il governo in carica se dovesse rendersi conto che lo stesso non è in grado di portare a termine alcun progetto autenticamente “riformatore” (nel senso appena esposto).

Per questo, se Berlusconi vuole “sopravvivere”, deve: calendarizzare tutte le questioni economiche di cui si è parlato; rinviare l’avvio del Federalismo fiscale, onde avere a disposizione le risorse per tagliare quanto prima le tasse; risolvere, una volta e per sempre, la questione della sua successione.

I veri berlusconiani sono quelli che segnalano queste necessità, perché vogliono il governo rimanga in carica. Fino a scadenza naturale.

Gli altri, quelli che queste cose non dicono – o peggio: quelli che “bombardano” il miglior candidato possibile alla successione di Silvio, cioè Fini -, fanno il gioco, pur non rendendosene conto, di coloro che tramano per farlo cadere. E in più, rischiano di produrre la “polverizzazione” del Pdl.

D’altra parte, come noto, i coglioni abbondano.

P.S. Ovviamente non è casuale il fatto che Tremonti abbia dichiarato che finché sarà lui il ministro dell’Economia, non si farà la riforma delle pensioni.

P.S2. La campagna d’odio de la Repubblica, del neofascista Di Pietro, dei Travaglio e dei Santoro, purtroppo, produce i primi effetti. Solidarietà a Berlusconi (stiamo tutti calmi!). Adesso il Pd deve prendere le distanze, una volta e per sempre, dall’Italia dei Valori. Se è davvero una forza democratica.

Berlusconi aggredito foto

Berlusconi aggredito foto

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Anche la Repubblica s’è accorta che vogliono uccidere Silvio

mercoledì, 21 ottobre 2009

la repubblica facebook

Certo, lo ha scoperto con qualche giorno di ritardo (diciamo). Ma fa niente: meglio tardi che mai.

Speriamo solo che a largo Fochetti, ora, capiscano che è giunto il momento di abbassare i toni.

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“Cercasi killer professionista per uccidere Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

lunedì, 19 ottobre 2009

cercasi killer Berlusconi facebook

Un altro gruppo di bontemponi? Un altro gruppo di goliardi?



“Resuscitiamo le Brigate Rosse ed ammazziamo Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

lunedì, 19 ottobre 2009

resuscitiamo le brigate rosse ed ammazziamo Berlusconi facebook

Un altro gruppo di simpatici burloni?

Meno male che è stato chiuso (l’immagine è tratta dalla cache di Google).

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“Uccidiamo a badilate (o con lapidazione) Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

domenica, 18 ottobre 2009

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

Sono solo chiacchiere da bar? Un gioco innocuo? Un divertissement innocente come tanti altri?

uccidiamo berlusconi facebook

La cosa più sconvolgente, è che queste persone odiano Berlusconi senza averne una giustificazione plausibile, cioè politica. Lo odiano solo perché viene rappresentato loro come incarnazione del Male, e quindi considerano necessario, giusto e doveroso contrastarlo in ogni modo e abbatterlo!

Queste persone, come milioni d’altre, ignorano finanche quali siano i provvedimenti di governo adottati da Berlusconi. Sono certo, ad esempio, nessuno di essi sappia della social-card, e nessuno immagini che essa costituisca, nella storia repubblicana, il primo – ancorché modesto, modestissimo – intervento a favore di chi si trovi in condizione di “povertà assoluta”. Sono all‘oscuro di questo, ne sono certo, così come ignorano la quasi totalità degli interventi adottati dal suo esecutivo.

Questo, è l’effetto più perverso della criminalizzazione continua ai danni di Berlusconi, fatta da la Repubblica e da Di Pietro: è che, ormai, lo si attacca a priori, senza un perché. Lui, come chi lo supporta.

Siamo arrivati al punto che finanche noi blogger di centrodestra, sempre più di frequente, veniamo apostrofati – ed è ciò che fanno Curzio Maltese e Giuseppe D’Avanzo, con i giornalisti di Libero e de Il Giornale -, quali servi, scendiletto prezzolati, cani scodinzolanti. Insomma: si ritiene che chi appoggia Berlusconi, e le sue politiche, non possa farlo se non per convenienza personale.

Capite la gravità di questo assunto, oppure no? Capite che vogliono morti finanche noi, o no?

Questo blog esiste da 4 anni, e in 4 anni nessuno mai s’era permesso di dirmi: “Ma ti pagano, per scrivere certe cose”? E negli ultimi mesi, commenti di questo tenore, sono piovuti qui in quantità industriale! Commenti che offendono chi li lascia; ma più ancora gli elettori moderati e democratici di sinistra! Perché queste valutazioni danno l’idea del nullo tasso di democraticità della più parte degli elettori della gauche italica. Per i quali, questo sembra, non è possibile votare centrodestra. Chi lo fa, necessariamente, deve avere motivazioni inconfessabili. E’ criminalizzazione allo stato puro!

Prendete le distanze da la Repubblica e Di Pietro, e dalla loro campagna d‘odio e di plagio. Mostrateci che un’altra sinistra, democratica e civile, esiste. Noi non la vediamo! C’era sembrato di scorgerla nel progetto originario di Pd tratteggiato da Veltroni. E, infatti, molti di voi l’hanno “killerato“, preferendogli il fascista Di Pietro!

Fermate la campagna d‘odio de la Repubblica e di Di Pietro! Fermatela voi, che votate a sinistra; noi non possiamo fare alcunché. Noi abbiamo i fucili puntati contro. Noi siamo nel mirino di questa gente!

Siete voi, che dovete ribellarvi. Perché questa degenerazione del clima politico rende impossibile innanzitutto alla “sinistra vera” di presentarsi quale alternativa credibile all’attuale maggioranza di governo. Ma chi credete possa votare persone che paragonano Berlusconi ad Hitler, se non dei pazzi? Pensate che persone dotate di raziocinio, cultura, intelligenza media; persone che hanno problemi economici e faticano ad arrivare alla quarta settimana, accettino di “barattare” il voto dato a Berlusconi, con un voto a favore di chi, da oltre un anno e mezzo, non dice una – che sia una! – parola di politica e pensa solo a berciare insulti?

La Repubblica e Di Pietro, cari compagni del Pd, stanno ammazzando voi. Non solo noi!

Ribellatevi, se siete democratici per davvero.

P.S.: ma la Polizia Postale cosa aspetta ad oscurare questo gruppo Facebook? Cosa????

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