Articoli marcati con tag ‘Lazio’

Il programma elettorale di Renata Polverini

sabato, 13 marzo 2010

Di seguito un estratto del programma di governo di Renata Polverini (cliccando qui è possibile leggerlo in versione integrale):

CON TE

La coalizione che sostiene la candidatura di Renata Polverini si riconosce nei valori della Costituzione della Repubblica e nei principi posti a fondamento della nostra democrazia e assume, come primo impegno, la difesa della visione del mondo che ispira la Carta costituzionale, il ripudio di ogni suggestione totalitaria, la diffusione, soprattutto tra le nuove generazioni, di una cultura basata sulla tolleranza, sul rispetto reciproco, sulla solidarietà, sulla netta condanna di ogni forma di razzismo, sulla dignità del lavoro. Partendo da questo preambolo, declineremo nel nostro programma le altre grandi parole d’ordine della comunità politica che si raccoglie intorno a Renata: l’orgoglio della nostra identità nazionale, il valore fondante della famiglia, l’aspirazione alla giustizia sociale e la difesa, sempre, dei diritti dei più deboli. La moralità, che rappresenta l’onore della politica, è certo tra i requisiti più importanti che oggi reclamano i cittadini da quanti si accingono a governare il nostro territorio. Per questa ragione non hanno trovato posto nelle nostre liste candidati condannati per corruzione. E’ un primo segnale, al quale dovrà far seguito un più complessivo passo indietro della politica da ogni eccesso di arroganza, da qualsiasi straripante invadenza nella cosa pubblica. A cominciare dalla sanità, dove troppo si è preteso da chi soffre e da chi è malato, senza nulla togliere alle ragioni di un vecchio modo di pensare la politica.

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Regionali Campania e Lazio (sondaggio): Caldoro stabilmente avanti e la Polverini ritorna in vantaggio

giovedì, 11 marzo 2010

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“La nostra ricusazione è un atto di vera e propria cassazione della giustizia, con decisioni che sono da sicari, da killer e non da giudici. Le liste presentavano irregolarità sanabili”

martedì, 9 marzo 2010

La nostra ricusazione è un atto di vera e propria cassazione della giustizia, con decisioni che sono da sicari, da killer e non da giudici. Le liste presentavano irregolarità sanabili. Ora i giudici amministrativi hanno l’ultima occasione per rendere giustizia agli elettori veneti e consentire loro di esercitare il diritto di votare oppure no anche la Lista Pannella”, Marco Pannella, anno Domini 1994 (dopo l‘esclusione dal Veneto della sua lista).

Ora, invece, preferisce vincere a tavolino e con l’aiuto di qualche tribunale rivoluzionario.

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Rinviata a giudizio per concussione e candidata nella lista di Emma Bonino

domenica, 7 marzo 2010

Nel listino di Emma Bonino è candidata Marinella D’Innocenzo. La quale è stata rinviata a giudizio per concussione: quando era direttore generale dell’ospedale Sant’Anna Regina Margherita di Torino, avrebbe minacciato il direttore sanitario della struttura medica imponendogli di nominare una determinata persona a capo del dipartimento oncologico del nosocomio. Naturalmente, la donna in questione è innocente fino a prova del contrario (e a sentenza definitiva di condanna).

Però Emmuccia, la sedicente legalitaria che se la spassa con gli stragisti Fioravanti e Mambro, quando la notizia è apparsa su qualche giornale ha asserito di non essere stata messa a conoscenza delle grane giudiziarie della propria candidata:

«Perché non me l’avete detto?»

«Dovevo essere informata. Magari avrei fatto una scelta diversa».

Eh, già: lei non lo sapeva. Perché se l’avesse saputo “magari” avrebbe “fatto una scelta diversa“. Come quando decise, assieme a Pannella, di candidare Toni Negri; il brav’uomo chiuso al gabbio con accuse di nulla rilevanza: insurrezione contro lo Stato, banda armata, associazione sovversiva, rapina, furto, omicidio di due persone, sequestro di persona e danneggiamenti. Cosucce, converrete, di cui si può andar fieri (diciamo francamente).

Inoltre, per raccogliere informazioni sulla candidata, bastava fare una cosa semplice semplice: digitare su Google “Marinella D’Innocenzo”.

Come dicono a Siviglia: a buciardaaaa!

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Chi vince e chi perde in tutte le Regioni, sondaggio

giovedì, 4 marzo 2010

Il sondaggio è stato elaborato da SpinCon per Notapolitica.it.



Nessuna possibilità di vittoria per la Polverini

martedì, 2 marzo 2010

Inutile raccontarsi favole: ora come ora, le possibilità di vittoria di Renata Polverini sono prossime allo zero (o quasi). Se non interviene un miracolo, se la lista del Pdl non viene ammessa nella provincia di Roma, è impossibile che la sindacalista dell’Ugl riesca a conquistare la guida della Pisana. E per ragioni eminentemente pratiche.

Innanzitutto, alle Regionali – quasi sempre – è la coalizione a trascinare il candidato, e non viceversa. E se il Pdl non può presentare la propria lista a Roma e provincia, significa che quarantadue candidati al Consiglio Regionale non faranno appieno campagna elettorale; non stamperanno migliaia di manifesti e diecine di migliaia di “santini” con su impresso il nome della Polverini; e quest’ultima, ovviamente, ne risentirà pesantemente. Allo stesso modo, i suddetti quarantadue candidati, non avendo possibilità di diventare consiglieri regionali, non organizzeranno cene, incontri, kermesse e tutto quanto abitualmente viene fatto in campagna elettorale, e che coinvolge – e mobilita – centinaia di migliaia di elettori.

In secondo luogo, nella Capitale è presente il 72,8% di tutto l’elettorato del Lazio. Tradotto in numeri (e facendo riferimento alle cifre delle scorse Regionali): a Roma (e dintorni) votano 3 milioni e 320 mila persone (su 4 milioni e 600 mila dell’intera regione Lazio). Dunque sono gli elettori di Roma (e dintorni), a determinare buona parte dell’esito delle elezioni nel Lazio. E costoro, salvo miracoli, il giorno delle votazioni non troveranno sulla scheda il simbolo del Pdl recante la dicitura “per la Polverini”.

Morale della favola: a Roma e provincia, dove votano più persone, “l’effetto trascinamento” – i voti che un partito porta ad un candidato Presidente, e che contribuiscono fortemente a farlo eleggere – sarà de facto inesistente.

Lo ha spiegato molto bene il sondaggista Alessandro Amadori a Libero:

Inutile girarci attorno: un peso la mancanza della bandiera del Popolo della Libertà sulla scheda ce l’ha”.

Tutte le principali analisi dei flussi elettorali sono concordi nel ritenere che il simbolo, e il nome di Berlusconi, fin dal 1994 ha sugli elettori un grande effetto di trascinamento”.

E’ vero che le Regionali sono tradizionalmente legate alla valutazione del candidato presidente, ma non dimentichiamoci che queste elezioni hanno acquisito anche un forte significato politico. Quindi se è presumibile che una parte di chi vota Pdl convergerà lo stesso sulla Polverini utilizzando le altre liste collegate, è altrettanto innegabile che senza il simbolo del partito più grande l’”effetto bandiera” sarà più debole”.

Insomma, non resta che sperare in un miracolo.

P.S. Sono molto incazzato, mi girano le palle, e ho una gran voglia di mandare tutti a fare in culo (come dicono a Lugano). Mi trattengo, però (mi sfogherò a fine marzo).

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Gli stragisti Fioravanti e Mambro nel comitato elettorale di Emma Bonino

domenica, 28 febbraio 2010

Per la giustizia italiana sono gli esecutori della Strage di Bologna; hanno confessato di aver ucciso a sangue freddo decine di persone e sono stati condannati, complessivamente, a diciassette ergastoli: parliamo di Francesca Mambro e del suo compagno, Valerio – detto Giusva – Fioravanti. E’ quest’ultimo, intervistato da il Manifesto, ad aver dato l‘annuncio:

Siamo semplici impiegati del partito radicale che fanno un lavoro di terza fila nella campagna elettorale per la Bonino (…). Siamo contenti di stare in terza fila. E di stare con la Bonino”.

La notizia, come era naturale, ha creato sconcerto. Oliviero Diliberto, ad esempio, così l’ha commentata:

È indecente che pluriomicidi, condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppure in terza fila, alla campagna elettorale del candidato del centrosinistra nel Lazio Emma Bonino”.

D‘altra parte, i Radicali – in passato – hanno anche offerto un seggio parlamentare a Toni Negri (condannato a 12 anni di reclusione) e a Sergio D’Elia (condannato a 25 anni).

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Il programma politico di Emma Bonino

giovedì, 25 febbraio 2010

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La Bonino chiede una legge ad personam. E nel Pd c’è chi medita di sostituirla con un altro candidato

mercoledì, 24 febbraio 2010

Il copione è sempre lo stesso: i Radicali partecipano ad una competizione elettorale, e poi ad un certo punto decidono di farsi pubblicità denunciando complotti ai loro danni, onde ottenere maggiore attenzione dai media.

Nostra Signora delle Tasse, al secolo Emma Bonino:

Ho fatto le analisi del sangue stamattina e sono pronta a uno sciopero della fame e della sete contro la strage di legalità che ci discrimina nelle presenze in Rai e nella raccolta delle firme per le liste regionali. Perciò fatemi la grazia, per il rispetto che penso di meritare, e parlate di questa mia costosissima iniziativa non violenta di speranza e di lotta”.

E‘ in atto, aggiunge:

Una discriminazione continua dei Radicali, tagliati sistematicamente fuori dalle trasmissioni e dai tg Rai, uno stravolgimento delle leggi elettorali regionali a campagna in corso e soprattutto un vero e proprio sabotaggio della raccolta di firme per la presentazione delle liste”.

Inoltre, la Bonino si scaglia contro gli esponenti del Pd (con cui è alleata nel Lazio), perché:

Non hanno trovato il tempo di adempiere all’autenticazione delle firme e dei moduli di raccolta mandati ovunque a nostre spese, violando così l’articolo 4 della legge 43 del 1995 e impedendoci di comparire sulle schede elettorali”.

Infine, lancia un ultimatum al Governo, invocando addirittura il varo di una legge ad personam:

Un decreto che abolisca la raccolta firme, la dimezzi, la procrastini… Insomma, facciano quel che credano – tanto di decreti last minute ne abbiamo contati a iosa negli ultimi anni – purché facciano”.

Ricapitolando.

La Bonino lamenta il fatto che i Radicali vengano censurati dalla Rai: sarà per questo che l’11 febbraio scorso ha partecipato per due ore alla trasmissione Annozero (come documenta il video pubblicato all’inizio di questo post).

Inoltre, è inviperita perché il suo partito non riesce a raccogliere le firme necessarie a presentare le liste alle Regionali, e pretende – non si capisce in base a quale principio – che le altre formazioni politiche (contro cui i Radicali si candidano) si diano da fare per aiutarlo. Scontata la replica – a nome del Pd – di Rosy Bindi:

Non capisco perché dovremmo aiutarli dove sono candidati contro di noi. E se proprio hanno bisogno del nostro aiuto per autenticare le firme, non sia Emma a portare avanti la battaglia. Lei si concentri nel Lazio”.

E ancora:

Le perplessità che ho sempre avuto sul nome che abbiamo scelto ora crescono. Io speravo che, accettata la candidatura da parte dell’intera coalizione, Emma Bonino non approfittasse della sua posizione per fare le battaglie radicali. Invece ne sta approfittando. E questo non è accettabile”.

Ed è proprio nell’ala cattolica del partito guidato da Bersani, che si registrano le critiche più forti nei confronti dell’esponente Radicale.

Beppe Fioroni:

È totalmente inopportuno dal punto di vista politico che, chi ha la rappresentanza del tutto, si candidi contro il tutto. Bene le liste radicali, ma la Bonino non può essere capolista”.

E sullo sciopero “minacciato“ dalla Bonino, chiosa:

Gli elettori non ci capiscono”.

Marco Follini:

Trovo che lasciar correre la Bonino a briglie sciolte, senza governare la situazione, sia un errore politico da matita blu”.

A quanto riferisce Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, inoltre:

I «popolari» del Lazio sono furiosi e meditano iniziative clamorose: una fiaccolata, o un contro-sciopero della fame, per protestare contro la Bonino capolista”, e “più d’uno avrebbe suggerito di cambiare candidato in zona Cesarini”.

L’armonia regna sovrana, insomma.

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Regionali Lazio: la Polverini è in vantaggio anche per Crespi Ricerche

mercoledì, 24 febbraio 2010

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