Articoli marcati con tag ‘Le leggi ad personam del centrosinistra’

Cari De Magistris e Donadi, che ci dite dell’alleanza con quelli della Tangente Enimont?

venerdì, 20 novembre 2009

Pensando di fare cose gradita a Luigi De Magistris e Massimo Donadi (come no!), riproponiamo – indirizzandola, però, a Pier Luigi Bersani – la lettera scritta anni or sono da Totonno Di Pietro a Walter Veltroni

“Caro Pier Luigi, accolgo l’invito che ci aveva rivolto Paolo Flores d’Arcais, per aggiungere un post scriptum di “aggiornamento” al nostro dialogo. Come ti avevo accennato, negli ultimi giorni sono venuto a conoscenza di particolari inquietanti e, a questo punto, inequivocabili che confermano ciò che andavo sostenendo da tempo: che, cioè soggetti vicini ai vertici del tuo partito hanno partecipato attivamente a spargere veleni contro di me, con la conseguenza volontaria o no – di delegittimare, e quindi bloccare l’inchiesta di Mani Pulite proprio mentre stava raggiungendo il Potere a livelli vertiginosi”.

“Mi riferisco ai retroscena della pubblicazione del famigerato dossier comparso sul Sabato, il settimanale di Comunione e Liberazione, nell’estate del 1993. In quel periodo, ricordo, Primo Greganti era appena uscito dal carcere e il pool di Milano si stava occupando della maxitangente Enimont, di cui un bel pezzo (il famoso miliardo di Gardini) finì a una misteriosa entità di Botteghe Oscure. Proprio allora uscì il dossier (…). Chi abbia materialmente raccolto e incollato insieme quegli elementi non l’ho ancora scoperto. Ma a questo punto ha poca importanza. Quello che finalmente ora so, dalle testimonianze dirette di due protagonisti di primo piano di quella vicenda, è come quel pacchetto già confezionato e infiocchettato arrivò alla redazione del Sabato“.

E chi ne pretese la pubblicazione e perché. Me l’hanno rivelato, proprio in questi ultimi giorni, due personaggi del calibro di don Giacomo Tantardini e Marco Bucarelli, leader incontrastati – allora e oggi – di Comunione e Liberazione a Roma”. 

“Uno scoop che sia Tantardini che Bucarelli escludono sia stato realizzato dalla redazione del settimanale, o comunque con l’intevento del giornale (…). Durante un nuovo incontro, Marchini fa chiaramente intendere a don Giacomo che è D’Alema che pretende la pubblicazione del dossier. D’Alema gli avrebbe dato un imput ben preciso, se non si pubblica il dossier viene meno l’interesse politico all’operazione”. 

“(…) Il racconto di Bucarelli e Tantardini, caro Pier Luigi finisce qui. La morale te la risparmio. Ma mi piacerebbe tanto sapere cosa successe dalle tue parti in quel periodo e soprattuto che fine ha fatto quel miliardo portato da Raoul Gardini a Botteghe Oscure. Come sai, noi magistrati non potemmo più andare avanti a causa della sentenza di prescrizione nel frattempo intervenuta, e perché nessuno a Botteghe Oscure ricorda a quale piano salì e a quale porta bussò, quel giorno Gardini“.

“Con immutato affetto (almeno nei tuoi confronti)

Antonio Di Pietro“.

E’ quantomeno singolare che chi s’atteggia a vessillifero della cosiddetta “questione morale”, è il caso di Donadi e De Magistris, faccia poi alleanze con chi ha percepito tangenti o finanziamenti illeciti (per di più confessandolo); e abbia sostenuto un Premier, Romano Prodi, che nel 1997 si è cucito addosso la prima legge ad personam della Seconda Repubblica.

Non vi pare? 

Penso proprio che De Magistris e Donadi debbano fornire delle spiegazioni. Magari anche in relazione ai tre condoni, di cui uno valevole come amnistia, votati nella precedente legislatura dall’Idv.

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In attesa che Annozero se ne occupi (segue risata)

venerdì, 16 ottobre 2009

Il vero “papello”, quello di cui non si parla sui giornali, nei Tg, o nelle trasmissioni di approfondimento che vanno in onda sulla Rai, è questo:

In provincia di Napoli 83 comuni su 92 sotto inchiesta per camorra. Quasi tutti del Centrosinistra.

Un fatto noto anche Roberto Saviano:

Al di là delle attuali vicende in corso a Napoli e di come andranno a finire, una cosa va detta, che il centrosinistra avesse relazioni con la criminalità organizzata lo si sapeva da 10 anni. Non a caso la Campania e la Calabria, feudi del centrosinistra, hanno il record per crimini di questo tipo”.

Per non parlare, poi, dell’omicidio Tommasino: Camorra e killer del Partito democratico.

Per carità: siam convinti che Santorescu, prima o poi, tratterà anche questi argomenti, ad Annozero. E se non l’ha mai fatto fino ad ora, se non si è mai occupato dell’organica connivenza tra il centrosinistra campano e la Camorra, è solo perché negli ultimi 15 anni ha avuto un sacco di cose da fare, ad esempio scegliersi la tinta per i capelli; e mai un minuto libero da dedicare all‘approfondimento di queste che, indubitabilmente, son solo inezie.

Così come siam certi che, la prossima volta che in quella trasmissione si ciarlerà di politici che non sono finiti al gabbio grazie alla decorrenza dei termini di prescrizione, si farà anche il nome di Massimo D’Alema. E se ciò non è mai avvenuto sino ad oggi, è solo perché Santorescu è stato molto impegnato, negli ultimi tre lustri: scegliere ogni anno una nuova valletta, richiede tempo e totale dedizione.

Eguale certezza, inoltre, riponiamo nel fatto che quando ad Annozero si discetterà nuovamente di “leggi ad personam”, si dirà che il primo ad essersene cucita una addosso, è stato Romano Prodi nel 1997. E se fin qui non se n’è mai fatto cenno, è solo perché Santorescu ha avuto molto da lavorare, nell‘ultimo quindicennio: scegliere l’arredamento di una villa, converrete, richiede cure e attenzioni continue.

In ogni caso, siam certi che queste cose, prima o poi, verranno discusse ad Annozero.

D’altra parte gli asini volano, e Paola Binetti adora i gay.

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Videocracy e la vera censura

martedì, 22 settembre 2009

Tanto rumore per nulla.

Le vera censura riguarda altro:

“(…) Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c’erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell’Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse.

Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell’Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi (…).

il PM Geremia, con l’avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, quale ex Presidente dell’IRI (…)

Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l’appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l’abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam (Ferdinando Imposimato, magistrato ed ex parlamentare del Pci e del Pds)”.

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