Articoli marcati con tag ‘Partito democratico’

Centrodestra al 46%, centrosinistra al 41%

lunedì, 26 luglio 2010

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Continuate a prendere per il culo i vostri elettori, continuate

venerdì, 2 luglio 2010

Dunque, come noto, ieri è scesa in piazza l’allegra combriccola anti-legge bavaglio. Niente di strano. Se non fosse, però, che tra i manifestanti c’erano anche Bersani ed Antonio Di Pietro: due politici, si dà il caso, che nella scorsa legislatura hanno votato il cosiddetto Ddl Mastella; finalizzato ad introdurre misure ancora più restrittive di quelle previste dal Ddl-intercettazioni approvato dal centrodestra al Senato.

Domanda: è serio scendere in piazza per protestare contro un provvedimento – sostanzialmente eguale a quello – a favore del quale si è votato nella scorsa legislatura? Non è un atteggiamento schizofrenico?

Ancora.

Il programma con cui il Pd si è presentato alle Politiche, come abbiamo già ricordato, prevedeva quanto segue in materia d’intercettazioni:

Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.

E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati“.

Ecco, fossimo al posto di Bersani e Di Pietro eviteremmo di continuare a prendere per il culo gli elettori (ché non paga mai), e ci occuperemmo esclusivamente di politica.

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Giù la fiducia in Berlusconi e nel governo (effetto Brancher). E Di Pietro precipita al 5% (causa indagine per truffa)

martedì, 29 giugno 2010

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Stabili Pdl e governo. L’Idv precipita al 5,5%

martedì, 22 giugno 2010

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Compagno lo dici a quel gran cornuto di tuo fratello

domenica, 20 giugno 2010

Nel Pd, come noto, si discute sempre – e solo – di cose molto serie: alta politica; massimi sistemi; riforme strutturali. Mai un attimo, insomma, che venga sprecato per dibattere di questioni che non siano più che rilevanti per il Paese o per l’intero genere umano.

Sicché non stupisce che alcuni giovani del partito abbiano preso carta, calamaio e penna per scrivere quanto segue a Bersani:

Ti scriviamo perché vorremmo renderti cosciente del nostro disagio di fronte a parole e comportamenti che guardano in maniera ingiustificatamente romantica al passato.

Le parole compagni o compagne, la festa dell’Unità, sono parole e concetti che noi rispettiamo per la tradizione che hanno avuto ma che non rientrano nel nostro ‘pensare’ politico e che quindi facciamo fatica ad accettare.

Per noi i compagni sono quelli di scuola e se qualcuno ha da dirci qualcosa preferiamo che ci chiamino col nostro nome, preferiamo che ci chiamino democratici. E’ così che dobbiamo essere chiamati. E’ così che bisogna chiamare il popolo del Pd“.

La politica piccola piccola, invece, quella che si occupa di questioni trascurabili come l’occupazione, il Fisco, lo sviluppo e il Welfare, può attendere.

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Questo è il Pd che serve al Paese

giovedì, 17 giugno 2010

Era da due anni che aspettavamo il Pd desse segni di vita, e dimostrasse di essere una forza politica cui sta a cuore l’interesse della Nazione. Era da due anni che aspettavamo – e con ansia – che al Nazareno partorissero proposte di governo condivisibili, e non la solita – e frusta – richiesta di aumento delle tasse.

Alla fine è successo: ieri Bersani e Franceschini hanno messo a segno un colpo con i controfiocchi, presentando all’universo mondo una nuova “lenzuolata di liberalizzazioni”. C’è da esserne contenti, ed anche molto. Per alcune semplici ragioni.

Innanzitutto, perché nel merito le proposte formulate dai due esponenti sono serie ed utili al Paese: Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di libertà economica, di concorrenza, di riduzione dei prezzi di merci e servizi, e di lotta alle rendite di posizione. Per rilanciare l’economia e l’occupazione; per ridare “potere d’acquisto a costo zero” ai meno abbienti; e per tornare ad essere competitivi sui mercati esteri.

In secondo luogo, perché la “mossa” serve a rendere più “appetibile” il partito agli occhi dell’elettorato moderato: quello che decide l’esito finale delle elezioni, e che, nella precedente legislatura, proprio da lor signori del Pd è stato brutalmente sodomizzato con una collezione estate/primavera/autunno/inverno di nuove tasse.

In terzo luogo, presentare all’opinione pubblica una nuova serie di liberalizzazioni serve ad evidenziare le contraddizioni dell’attuale governo sedicente di centrodestra: esso, infatti, si dice liberale; e tuttavia, fino ad ora, a parte qualche generica asserzione, di liberale – in economia e non solo – ha fatto poco o punto.

Mostrarsi, quindi, “più liberisti” del centrodestra, almeno in tema di deregolamentazioni, può tornare utile in termini elettorali (sia pur solo nei sondaggi), e creare imbarazzi e problemi non secondari alla maggioranza. La quale, se non vuol sfigurare agli occhi dei propri elettori di destra ed apparire ancor più per quello che è, null’altro che un’accozzaglia di catto-social-comunisti in salsa vandeana, deve darsi da fare per attuare qualcosa che possa davvero piacere a chi gli tributa il proprio consenso nelle urne.

In quarto luogo, la presentazione di queste liberalizzazioni – almeno questo sembra – segna un solido punto d’intesa tra le diverse anime del partito. E un’opposizione compatta è un’opposizione forte e costruttiva: un’opposizione che non ha bisogno di berciare o insultare per mostrarsi all’altezza del compito che i cittadini le hanno affidato.

In ultimo, questa uscita dei vertici del Pd potrebbe preludere a qualcosa di buono: ad un cambio di rotta. Magari al largo del Nazareno hanno capito che per fare opposizione a questo governo, che di destra non è, sia preferibile spostarsi al centro, e non a sinistra.

Magari fosse così: il Popolo della Libertà e il governo, dinanzi ad un Pd che facesse “opposizione centrista“, rischierebbero di perdere consensi; e per scongiurare questa eventualità sarebbero obbligati a fare politiche di destra (cioè reaganiane e thatcheriane).

Sai che sforzo.

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La coerenza? Roba da fessi (2)

giovedì, 17 giugno 2010

Venne presentato il 14 settembre 2006, e approvato alla Camera dei Deputati – da maggioranza e opposizione (Italia dei Valori inclusa) – il 17 aprile 2007: parliamo del disegno di legge 1638, recante “Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità degli atti di indagine”.

Per capirne le finalità, è sufficiente esaminarne il primo articolo:

“Art. 1.

(Modifiche all’articolo 114 del codice di procedura penale).

1. All’articolo 114 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare. Qualora venga disposta l’archiviazione del procedimento, è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive»;

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Nel Pd tira aria di scissione

mercoledì, 16 giugno 2010

Quando Bersani dice che veniamo da 150 anni di storia, quando promuove la parola “compagni”, ci fa guardare indietro. Invece il Pd è scommessa nuova” (Pierluigi Castagnetti).

Da settimane i cattolici del Pd sembrano aggrapparsi a qualunque pretesto, anche il più banale, pur di contestare Bersani e la sua linea politica. Sono in fibrillazione.

Lamentano il fatto che il partito vada spostandosi sempre più a sinistra; e temono che questo possa alienargli le simpatie dell’elettorato moderato e centrista.

Da questo punto di vista, essi hanno perfettamente ragione: un Pd che si limitasse ad essere una riedizione dei Ds avrebbe scarsa fortuna e modesto seguito; e non sarebbe affatto in grado di rappresentare – agli occhi degli elettori – una valida e utile alternativa di governo al PdL; che, malgrado le sue molteplici carenze, seguiterebbe a vincere – chissà per quanto – le elezioni politiche senza sforzo alcuno. E a farne le spese, inutile dirlo, alla fine sarebbe solo il cittadino: privato della possibilità di scegliere tra due ipotesi di governo egualmente credibili.

Al Paese, invece, serve altro: serve una competizione tra due partiti parimenti “appetibili”.

Ma perché ciò avvenga, è necessario che il Pd si dia un’identità ben precisa: capace di coniugare mercato e solidarietà, e di fornire risposte laiche, ma senza eccessi anticlericali, alle questioni eticamente sensibili. E qui iniziano i problemi.

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La coerenza? Roba da fessi

sabato, 12 giugno 2010

22 febbraio 2008. Il programma elettorale del Partito democratico (Capitolo Giustizia); il tema è quello delle intercettazioni:

Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.

E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”.

10 giugno 2010. Walter Veltroni (che quel programma aveva elaborato):

Il ddl intercettazioni è una ferita aperta per il Paese, una ferita profonda e mi auguro che alla Camera sia possibile discutere, come è diritto del Parlamento, senza quella brutta parola che è ‘blindatura’. È una giornata brutta per il Paese. Va salvaguardata l’autonomia del lavoro dei magistrati così come la libertà della stampa di raccontare quel che accade nel Paese”.

13 giugno 2007. Romano Prodi:

Pagine intere di giornali e ore di trasmissioni televisive dedicate alla trascrizione e alla diffusione di intercettazioni telefoniche, che nulla mostrano e dimostrano, rischiano di alimentare un clima di scontro e di disagio verso le istituzioni e la politica che è inopportuno e pericoloso”.

11 giugno 2010. Romano Prodi:

Sono preoccupatissimo. La prima pagina vuota di Repubblica di oggi esprime anche lo stato del mio animo. Io sono personalmente molto, molto preoccupato perché è la democrazia che entra in sofferenza, che respira male”.

22 dicembre 2007. Fausto Bertinotti:

Le intercettazioni rese pubbliche sono una violazione dei diritti dei cittadini e delle persone, di chiunque esse siano”.

23 dicembre 2007. Dario Franceschini:

La pubblicazione di intercettazioni è inammissibile

22 maggio 2010. Dario Franceschini:

La battaglia che faremo sulle intercettazioni sarà durissima. Vediamo se c’è davvero in Italia una destra che ritiene che la libertà dei cittadini ad essere informati sia superiore a qualsiasi altro interesse”.

P.S. Questo non vuol dire che il ddl-intercettazioni sia accettabile. Ma lor signori della sinistra, tanto per cambiare, praticano un doppiopesimo raccapricciante.

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Nel Pd più massoni che boy scout

giovedì, 10 giugno 2010

Beppe Fioroni, qualche giorno fa, aveva rivolto un invito ben preciso a Bersani: caccia i massoni dal partito. Per questo motivo esulterà nell’apprendere che:

Un fatto è certo, i massoni del Partito Democratico, che dovranno ora rivelarsi, sono a bizzeffe. Un totale di oltre 4 mila su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50 per cento dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Firenze e Livorno. Di questi almeno 4 mila diessini, molte centinaia ricoprono cariche politiche, amministrative o dirigenziali” (Affaritaliani.it).

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