[H. T.: Libertiamo.it]
Articoli marcati con tag ‘Patrizia D’Addario’
Ma non c’era il Regime e la censura?
lunedì, 12 ottobre 2009La D’Addario mente, spudoratamente
mercoledì, 22 luglio 2009
Se in Italia non avessimo una stampa interamente controllata da gruppi di potere economico-finanziari che fanno il tifo per il centrosinistra – tipo: gli editori-banchieri che hanno partecipato alle primarie del Partito democratico -, ci sarebbe almeno un grande quotidiano, di quelli ad elevata tiratura, che si prenderebbe la briga di smontare pezzo a pezzo i teoremi grondanti menzogne che i giornali di gossip, come la Repubblica, pubblicano come niente fosse in questi giorni. E invece no: il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa e il Sole 24 Ore, organicamente schierati con il centrosinistra, forniscono – come migliaia di volte si è qui detto – un’unica versione, sempre eguale, e sempre avversa a Berlusconi. Accade anche in queste ore.
Poco male. E poco ce ne cale. Anche perché noi abbiamo gli elettori, dalla nostra.
E tuttavia, occorre essere grati al maestro Franco Bechis, perché se non ci fosse lui – e quei pochi come lui – l’informazione corretta, nel nostro paese, non esisterebbe.
Cos’ha fatto, il direttore di Italia Oggi?
Semplice: ha confrontato ciò che la D’Addario ha raccontato a proposito dell’”incontro” con Berlusconi, con ciò che emerge dalle registrazioni illegali – diffuse illecitamente (articolo 684 del C.p.) da la Repubblica e l’Espresso – che a quell’incontro si riferiscono. E ha scoperto che la donna ha mentito.
Partiamo da ciò che ha detto la D’Addario, usando un articolo del quotidiano gossipparo la Repubblica:
“”Non ho mai dormito“, racconta la donna di cui Berlusconi sostiene di non ricordare il volto, “era instancabile, un toro“. Secondo la sua ricostruzione, il premier la condusse in camera da letto quasi alle 4 del mattino, dopo che le altre ragazze se n’erano andate. La D’Addario dice che Berlusconi fece mezza dozzina di docce ghiacciate durante la notte e lei lo raggiunse sotto la doccia a sua richiesta. A un certo punto, secondo quanto la donna ha raccontato in seguito a un amico, “d’improvviso smise di muoversi e pensai fra me e me, grazie a Dio, si è addormentato. Ma non durò molto“”.
Ecco, memorizzate questo dettaglio: Berlusconi, sostiene la D’Addario, fece mezza dozzina di docce ghiacciate. E lei, su suo invito, lo raggiunse.
Vediamo, ora, cosa dicono le registrazioni. E‘ il giorno dopo l‘”incontro“:
“SB: Tutto bene?
PD: Si..tu?
SB: Io si, ho lavorato tanto, questa mattina sono andato a inaugurare questa mostra, ho fatto un bellissimo discorso, con applauso e non sembravo stanco
PD: Eh infatti come me, io non ho sonno non ho dormito, è andata via solo la mia voce
SB: Beh come mai? Non abbiamo gridato
PD: Eh eppure non ho urlato, chissà perché è andata via la voce, sai perché? Perché ho fatto la doccia, 10 volte con l’acqua ghiacciata perché avevo caldo”.
Cosa?????? Ha fatto la doccia 10 volte con l’acqua ghiacciata perché aveva caldo?????
Ma non aveva raccontato che era stato Berlusconi, a chiederle di fare con lui le docce ghiacciate?
No????
Non solo.
Ma se i due hanno fatto sesso tutto la notte e, se come dice la D’Addario “Non ho mai dormito, era instancabile, un toro“, “d’improvviso smise di muoversi e pensai fra me e me, grazie a Dio, si è addormentato. Ma non durò molto”, com’è possibile, allora, che Berlusconi, il giorno dopo l’”incontro”, non sapesse che la donna, la sera prima, si era fatta ben 10 volte la doccia? Forse perché mentre lei andava e veniva dal bagno, in quanto aveva caldo e non riusciva a dormire, lui ronfava come un ghiro, facendo placidamente la nanna? O magari era altrove? Dunque non è vero, come sostiene la D’Addario, che Berlusconi abbia fatto sesso tutta la notte, come un toro?
E se ha mentito su questo, la D’Addario, su quante altre cose lo ha fatto?
Non lo sapremo mai. Da la Repubblica, s‘intende.
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Patrizia D’Addario sostiene di sì
mercoledì, 22 luglio 2009Contrordine, compagni: fare sesso è peccato
martedì, 21 luglio 2009Una volta lor signori progressisti lottavano per la rivoluzione sessuale e l’emancipazione dell’uomo dai dogmi chiesastici: libero sesso in libero stato. Questo, dicevano. Questo propugnavano.
Probabilmente, però, non la pensano più così.
A giudicare, infatti, da certi commenti, da certi editoriali pubblicati da la Repubblica e l’Espresso, pare proprio abbiano cambiato idea, e reputino il sesso un’attività peccaminosa.
Si considerino, ad esempio, le famigerate registrazioni dell’”incontro” tra la D’Addario e Berlusconi, pubblicate oggi – in violazione del segreto istruttorio, il che integra un illecito penale (articolo 684 del C.p.) - dal settimanale dell’Ingegner De Benedetti.
Bene. Da esse risulta una cosa semplice semplice (come ha notato anche Daw): se Berlusconi è andato a letto con la D’Addario, lo ha fatto senza sapere che fosse una prostituta.
Innanzitutto, perché non ha usato il preservativo (chi farebbe sesso con una etera, senza proteggersi con un “guanto“?).
La seconda ragione per cui è certo Berlusconi ignorasse il “mestiere” della D’Addario, la riferisce Tarantini:
“lui non ti prende come escort, capito? lui ti prende come un’amica mia, che ho portato”.
Chiaro?
Appurato questo, dunque, resta da capire: lor signori progressisti reputano accettabile, dal punto di vista morale e politico, intromettersi nella vita sentimental-sessuale del Premier? Considerano significativo sapere s’egli sia sessualmente attivo? Postulano non possa giacere con una donna?
Dov’è la politica, in tutto ciò? Il fine giustifica i mezzi, per cui si può violare il segreto istruttorio, commettere un illecito penale e pubblicare intercettazioni di nessun rilievo, pur di provare a smerdare il Presidente del Consiglio?
Inoltre, se anche fosse un tombeur de femmes, Berlusconi, sarebbe un problema per loro? E perché mai?
Non amavano, forse, il puttaniere John Fitzgerald Kennedy, lor signori?
Che c’è? Il solito doppiopesismo? Agli eguali ciò che è eguale, e ai diseguali ciò che è diseguale?
Che tempi, signora mia, che tempi!
Meglio si viveva quando c’era il Migliore. Lui sì, che era uno con gli attributi: scopava da sera a mane con l’amante (poi premiata con la Presidenza della Camera); non si curava di tradire la moglie; e men che meno si preoccupava della prole, parcheggiata come un’inutile zavorra al Grand Hotel Unione Sovietica.
Adda venì, Baffone!
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