Articoli marcati con tag ‘Popolo della Libertà’

Regionali Campania e Lazio (sondaggio): Caldoro stabilmente avanti e la Polverini ritorna in vantaggio

giovedì, 11 marzo 2010

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“Non ammettere Formigoni e la lista del Pdl nel Lazio è un golpe”

venerdì, 5 marzo 2010

Dunque, siccome m’è capitato di leggere sesquipedali minchiate in giro, forse è opportuno chiarire alcuni concetti che, evidentemente, sfuggono a tanti.

Innanzitutto, non esiste possibilità alcuna di paragonare la “vicenda Polverini” alla “vicenda Formigoni” (almeno dal punto di vista “tecnico“). Proverò a spiegarne il perché.

Allora, nel Lazio il Pdl non ha potuto presentare la lista nella Provincia di Roma, non solo per la nota vicenda del pirlacchione che si sarebbe allontanato per mangiare un panino (o per fare chissà che); ma anche perché ai danni del suddetto pirlacchione, e come documenta in modo sufficientemente chiaro il video riportato all’inizio del post, sono stati commessi – probabilmente – alcuni illeciti; che, non a caso, formano oggetto di denunce all’autorità giudiziaria.

Gli illeciti sono stati due: innanzitutto, i rappresentanti dei Radicali (e di altre formazioni del centrosinistra), presenti nel Tribunale ove andavano depositate le liste, ad un certo punto hanno materialmente impedito al pirlacchione di cui sopra di accedere all’ufficio elettorale. In secondo luogo, sempre ai danni di questo emerito cazzone, il responsabile del succitato ufficio elettorale ha tenuto un comportamento VIETATO DALLA LEGGE che disciplina la materia.

Si legga, a pagina 26, quanto statuiscono le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”:

Il cancelliere non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e il contrassegno o contrassegni di lista neppure se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente“.

E’ necessario aggiungere altro? Penso proprio di no!

Veniamo alla Lombardia.

Qui, la situazione è diversa: sono state riscontrate irregolarità in 514 firme presentate a sostegno del cosiddetto “listino” di Formigoni. A causa di queste irregolarità, il suddetto “listino” – risultando privo del numero di firme necessarie alla sua ammissione – è stato estromesso dalla competizione elettorale; e ciò, a norma di legge, ha provocato la DECADENZA AUTOMATICA di tutte le liste collegate (compresa quella della Lega Nord), e del candidato Roberto Formigoni. Più chiaramente ancora: in questo momento, in Lombardia non esiste un candidato governatore di centrodestra; gli elettori, se le cose non saranno risolte, non avranno la possibilità di votare per la coalizione di Berlusconi, e potranno scegliere di dare la propria preferenza soltanto al centrosinistra o a qualche candidato estraneo alle due coalizioni principali. Punto.

Premesso tutto ciò, veniamo al dunque.

Dal punto di vista meramente formale, non v’è dubbio – almeno nel caso della Lombardia – che non si sia rispettato il “dettato” della legge (ci si riferisce alle 514 firme irregolari); così come non può esserci dubbio sul fatto che il pirlacchione laziale non avrebbe dovuto allontanarsi dalla postazione per fare un déjeuner sur l‘herbe (ammesso questo abbia fatto); così come, allo stesso modo, non può esserci dubbio sul fatto che il cancelliere abbia commesso un abuso nei confronti del pirlacchione, perché a norma di legge non avrebbe dovuto precludergli l’ingresso nell’ufficio, impedendogli così di presentare la lista.

Ciò detto, da questa situazione come se n’esce? Proibendo al centrodestra – e al Popolo della Libertà – di partecipare alle elezioni? Impedendo agli elettori di questa parte politica di trovare sulla scheda i contrassegni che lo rappresentano?

Credo – e spero – di no. Credo – e spero – che le forze politiche tutte, a cominciare da quelle dell’opposizione, si mostrino responsabili e accettino una “soluzione politica”: la riammissione di tutti, e il ripristino di una condizione di “normalità”.

Voglio aggiungere una cosa (che risulterà scontata a chi legge abitualmente questo modesto blog): il sottoscritto – come avrebbero fatto tanti altri che sostengono il centrodestra – se una cosa analoga fosse capitata al Partito democratico, avrebbe chiesto la stessa cosa: una soluzione politica e la riammissione delle liste escluse. E lo avrebbe fatto per ragioni di sportività, correttezza, lealtà e cavalleria: principi irrinunciabili per chiunque sia di destra. E che di tanto in tanto – e la cosa mi fa molto piacere – “contagiano” anche la sinistra. Com’è avvenuto nel caso di Mario Adinolfi, giornalista e membro della Direzione Nazionale del Pd, che sul suo blog ha scritto:

Dite quello che vi pare, ma a me dei giudici che impediscono a Roberto Formigoni di candidarsi in Lombardia e al Pdl di candidarsi a Roma, fanno venire in mente un golpe. Fosse successo ai nostri, staremmo già tutti in piazza. Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura“.

Ma Adinolfi ha detto anche di più.

In un altro post, infatti, ha ricordato alcune cose che meritano attenzione:

Qualcuno mi chiede: “Perché insisti tanto sulla questione delle liste Pdl non ammesse, battendoti in loro difesa? Non ti conviene, ti fai solo nemici”. Vero, il tema non incontra la simpatia né l’attitudine al ragionamento dei militanti di centrosinistra, che ripetono la solita litania: le regole sono state violate, le liste non vanno riammesse. Io però sono testardo e voglio provare a dimostrare che questa vicenda mette in luce il solito vizio, il vizio che rende il centrosinistra perdente, il vizio dei due pesi e delle due misure (..).

Sulla materia del contendere ho una lunga esperienza. Ho presentato le liste di Democrazia Diretta alle amministrative del 2001 e del 2003, raccogliendo le firme una ad una e so quanta fatica ci voglia per fare le cose per bene. In tutti e due i casi, le liste competitrici della nostra furono oltre trenta, alcune accompagnate da firme palesemente false. I magistrati chiusero un occhio e ammisero sempre tutti. L’andazzo cambiò minimamente alle regionali scorse, quelle del 2005, quando Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini presentò sempre a Roma le sue liste, sempre accompagnate da firme palesemente false (i giudici un anno dopo accertarono la presenza di 871 firme false e condannarono per falso ideologico a un anno e sei mesi i responsabili della lista) (…) (molte firme furono garantite alla Mussolini dal centrosinistra, nota di camelot).

Il problema è che le firme false accompagnavano una lista funzionale al centrosinistra, perché la Mussolini aveva litigato ferocemente con Fini e Storace e si era candidata proprio per rubare consensi a quest’ultimo (…) e ricordo bene la campagna di stampa filo-mussoliniana tendente a favorire la riammissione di Alternativa Sociale. La Mussolini venne riammessa, delle firme false nessuno si ricorda più, prese una percentuale decisiva per togliere la regione Lazio a Storace e affidarla nelle mani di Piero Marrazzo, che fece i tristi errori che tutti ormai conosciamo e da essi fu travolto.

Ora il centrosinistra fa il contrario, i giornali di area usano le leve dell’indignazione così come nel 2005 raccontavano invece con toni eroici e simpatizzanti lo sciopero della fame di Alessandra Mussolini in camper davanti al tribunale per far riammettere la sua lista. Il combinato disposto di azione della magistratura e attivazione dei meccanismi informativi, crea l’ondata di opinione pubblica. E le ragioni della politica da questa ondata rischiano di essere sommerse (…).

Fa bene al centrosinistra continuare a usare il doppiopesismo, attendendo la soluzione della propria debolezza politica da fattori esterni? Non sarebbe molto più utile politicamente sottolineare l’evanescenza, la sciatteria, l’incapacità della classe dirigente del centrodestra, che non riesce neanche a presentare correttamente le liste, dicendoci però disponibili a trovare una soluzione politica per il rispetto che dobbiamo ai cittadini di centrodestra che debbono essere liberamente essere messi in condizione di votare partiti e candidati di centrodestra?

Davvero preferiamo questa formula oggettivamente golpista per cui l’esito delle elezioni si decide nelle aule di tribunale? Nel Lazio, lo ripeto, è già successo nel 2005. Quel risultato fu falsato dall’intervento dei giudici e le 871 firme false di Alessandra Mussolini fecero governatore della Regione il prode Marrazzo al posto dell’orrido Storace. Vogliamo usare questo metodo anche alle regionali 2010?

Mi pare un errore di portata colossale, democraticamente assai diseducativo, politicamente pericoloso. Ci si ritorcerà contro. Battiamoci, come vorrebbe Voltaire, per il diritto dei nostri avversari. Dimostriamo di essere adeguati al valore altissimo della parola “democrazia”“.

Grazie, Adinolfi.

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Effetto Bertolaso: giù la fiducia nel governo

martedì, 16 febbraio 2010

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Media sondaggi nazionali: Pdl 38,4%, Pd 28,2%

mercoledì, 10 febbraio 2010

In questo istante, come emerge dall’analisi di Mannheimer, il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra è di circa 14 punti percentuali (in crescita rispetto alle Europee e alle Politiche, quando era rispettivamente di 11 e di 8 punti).



Fiducia in Berlusconi al 61%. Pdl al 38%, Pd al 27,5%

mercoledì, 3 febbraio 2010

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La Bonino va sconfitta con la Politica, non con la Fede

domenica, 24 gennaio 2010

Preambolo.

Partiamo da un dato: checché ne pensino i sostenitori della “Destra Divina”, Langone e Ferrara in primis, la più parte degli elettori del Popolo della Libertà non è costituita da credenti, ma da persone che dichiarano di non avere alcuna fede religiosa; per comodità, chiamiamoli laici. Costoro, nel dettaglio, rappresentano il 58% dei sostenitori del Cav..

Tutto ciò si evince con estrema faciltà dai sondaggi. I quali, o vanno sempre presi in massima considerazione, come quando attribuiscono largo seguito a Silviuccio nostro, e dunque danno un “responso” a noi gradito; oppure li si considera inaffidabili sempre.

Il sottoscritto, essendo alquanto eccentrico – e dunque adorando la coerenza; povero stolto! – li giudica ognora attendibili: “nella buona e nella cattiva sorte”, on peut dire.

Ciò premesso, eccovi la “prova” di quanto su asserito (qui, la tabella ingrandita):

Se è vero che il Pdl è il partito più votato dai cattolici, è altresì vero che essi, sul totale di coloro che lo premiano nelle urne, rappresentano il 42%. Dunque, se la matematica non è un’opinione, la stragrande maggioranza degli elettori del Pdl – il 58%, per l’esattezza – è costituita da laici” (si scriveva qui, il 20 settembre 2009).

Aggiungiamo anche questa breve considerazione di Renato Mannheimer (autore della rilevazione demoscopica in oggetto):

La gran parte dell’elettorato cattolico non sceglie più il partito prevalentemente sulla base della propria esperienza religiosa, ma adotta valutazioni politiche generali”.

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In Campania il Pdl candida Caldoro

sabato, 16 gennaio 2010

Stefano Caldoro foto

Nuovo Psi logo foto“Napoli, 16 gen. (Apcom) – E’ Stefano Caldoro il candidato alla presidenza della Regione Campania del Pdl. Il nome dell’ex ministro sarà ufficialmente proposto all’ufficio di presidenza in programma a Roma il prossimo mercoledì 20. Lunedì 18, intanto, in un incontro con la stampa, ci sarà anche lo stesso Caldoro oltre al coordinatore regionale del partito, Nicola Cosentino, e al suo vice, Mario Landolfi” (Apcom).

Se in Campania il candidato del Pdl dovesse essere davvero Stefano Caldoro, per me sarebbe un problema votarlo: è un uomo di sinistra, un socialista; e la mia preferenza l’ho sempre e solo accordata a persone di centrodestra.

Votare Caldoro, per me, sarebbe come votare Pier Luigi Bersani: un atto contro natura (per l’ex socialista Valium Feltri, invece, sarebbe una cosa più che accettabile).

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Silvio e il Pdl sempre più su (l’Idv in forte calo rispetto alle Europee)

giovedì, 14 gennaio 2010

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Sondaggio riservato

lunedì, 28 dicembre 2009

Di tanto in tanto, quando qui si pubblica un sondaggio elettorale, capita che qualche lettore di sinistra ne contesti il responso (è accaduto anche di recente). Di solito ciò avviene quando la rilevazione demoscopica attribuisce percentuali troppo lusinghiere alle forze politiche di maggioranza.

E allora, siccome siamo ancora in clima natalizio, ed è giusto si sia tutti più buoni, quest’oggi diamo contezza di un sondaggio riservato commissionato dal Pd; il cui contenuto, ne siamo sicuri, farà felici i lettori di sinistra di questo blog, e, per una volta almeno, li indurrà a bandire ogni diffidenza:

(…) Con un Pd che oscilla tra il 29,5 e il 30 (…). Il distacco tra Pd e Pdl rimane sempre molto alto: quasi il 9 per cento, secondo i sondaggi riservati che sono giunti a Largo del Nazareno (…)”.

Peace & Love.

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Pdl e Lega al 50,5%

martedì, 22 dicembre 2009

Il sondaggio è stato realizzato da Digis e pubblicato da Affaritaliani.it.