Articoli marcati con tag ‘Romano Prodi’

La sinistra ostacolò la cattura di Bernardo Provenzano

giovedì, 3 dicembre 2009

Romano Prodi e Giorgio Napolitano foto

Correva l’anno 1998. Al governo c’era il centrosinistra; al Ministero degli Interni, Giorgio Napolitano.

Un reparto speciale della Guardia di Finanza, lo Scico, era sulle tracce di Bernardo Provenzano, il boss dei boss della Mafia. Forse si era prossimi alla sua cattura.

Un bel giorno, però, senza una plausibile ragione, il suddetto corpo d’élite venne sciolto dal titolare degli Interni.

A raccontare l’accaduto è il generale di Corpo d’Armata, Mario Iannelli; all’epoca dei fatti, Capo dello Scico:

Nel 1998 coordinavo un’indagine riservatissima su Bernardo Provenzano, latitante dal 1963 e finimmo smantellati, trasferiti. Una fonte ci aveva avvertiti che il boss soffriva di problemi al sistema urinario, così piazzammo numerose telecamere fuori da cliniche, ambulatori, e case di medici e infermieri nella zona di Bagheria. Quando poi cominciammo a perquisire casolari, covi appena abbandonati, quando iniziammo cioè ad avvicinarci al superlatitante arrivò all’improvviso l’ordine di azzerare lo Scico, la struttura che presiedevo. Fummo trasferiti. L’inchiesta arenata”.

Lo Scico era un gruppo di eccellenza, ammirato in tutta Europa:

I reparti speciali della Gdf vennero istituiti nel 1992 per combattere la mafia dopo la morte di Falcone e Borsellino. Ma solo nel 1994 sono riuscito a definire un’unità investigativa strutturata sulla base di studi compiuti con la Cia e l’Fbi e applicando le loro più innovative tecniche d’indagine”.

Era rivoluzionario il metodo d’inchiesta che univa alla tradizionale attività operativa anche quella di intelligence. Così lo Scico, con l’addestramento specifico dei suoi 700 uomini, era diventata una macchina da guerra. Avevamo una banca dati di voci per individuare tutti i boss. Avevamo una piattaforma informatica che venne anche premiata dall’Ue come la migliore tra le polizia europee”.

Puntavamo alle commistioni tra mafia e imprenditoria, ai soldi cosa nostra. Almeno fino al 1998…”.

Sono le prime settimane del 1998, ci arriva una segnalazione: Provenzano sta male. Ha bisogno di un urologo. Creo una squadra che inizia la caccia al boss. E’ un gruppo selezionatissimo: io, il mio vice, 2 ufficiali e 4 sottoufficiali a Palermo, oltre al procuratore capo Caselli. Avevamo telecamere ovunque. Iniziamo a battere una pista che ci porta dopo quattro mesi a perquisire casolari, un covo abbandonato da poco dal boss. Eravamo sulla pista buona sino all’imprevedibile…”.

Nel maggio del 1998 viene sciolto lo Scico a seguito del decreto dell’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano del governo Prodi. La struttura creata viene azzerata. Con i miei collaboratori siamo così obbligati a chiudere i fascicoli pendenti e consegnare alle articolazioni periferiche le indagini più delicate”.

E l’inchiesta su Provenzano? (chiede il giornalista).

Finisce a Palermo perdendo di qualità e riservatezza visto che viene “spalmata” tra numerose unità investigative. Prima però, proprio il fatto di aver scoperto il covo ancora “caldo” mi aveva spinto a chiedere ai superiori di rinviare il mio trasferimento. Volevo concludere l’indagine visto che eravamo a buon punto. Ma della cattura di Provenzano non fregava niente a nessuno. Anzi, eravamo come colpiti da una maledizione. Io chiesi di poter posticipare la “presa” del mio nuovo incarico a Torino visto che non c’era urgenza: al mio predecessore, il generale Italo Pappa, non era stato ancora affidato alcun incarico. Feci presente che eravamo vicini a Provenzano ma nessuno volle sentire ragione”.

Che fine ha fatto la sua squadra, poterono continuare l’indagine per individuare il boss?

Macché. Il colonnello venne trasferito a Pisa e il capitano dopo un paio di incarichi venne assegnato al reparto tecnico logistico a Palermo. Gli fecero abbandonare ogni indagine e passò, come diciamo noi militari, a “contar coperte”. La squadra fu smembrata”.

Io non sono qui ad accusare ma a raccontare fatti che per dieci anni con sofferenza mi sono tenuto dentro. Però dovevo capirlo prima…”.

Pochi mesi prima ricevetti un richiamo ufficiale dal comandante generale Rolando Mosca Moschini per una mia dichiarazione al tg della Rai”.

Sostenevo che era intollerabile il sospetto di connubio tra mafia e politica in Sicilia per un paese democratico. Il comandante generale mi richiamò e questo influì sulla mia carriera, tanto che per essere promosso a generale di corpo d’Armata ho dovuto presentare numerosi ricorsi. Tutti vinti ovviamente“.

Certamente non mi ha aiutato. Di Provenzano interessava solo allo Scico. Non gliene fregava a nessuno, glielo ripeto. Comunque sono sempre stato un generale scomodo. Arrivai a Torino nel giugno del 1998, dopo qualche tempo chiesi dei fascicoli sull’Olivetti, volevo riaprire un accertamento fiscale su Carlo De Benedetti e dopo due settimane venni trasferito”.

E’ tutto documentato, basta chiedere al comando regionale del Piemonte. Chiesi delle carte delle precedenti verifiche sull’ingegnere e venni spedito a Roma. Sa a far cosa? Nulla. Per due anni. Ogni mattina andavo in ufficio, leggevo i giornali, guardavo la tv a cinque milioni di lire al mese: “a disposizione”. Ovvero nell’ozio assoluto imposto come comando e non certo cercato da me. Lunghissimi mesi nel congelatore”.

Non si è mai visto nella storia della Guardia di Finanza ricevere 12 encomi solenni. Non si è mai visto un investigatore con il mio curriculum rimanere in ufficio senza incarico e senza accuse”.

Ma c’è dell’altro:

Il fatto di aver condotto anche tutte le inchieste su Antonio Di Pietro con la procura di Brescia la considero, questa, una coincidenza. Di certo mi viene in mente il vecchi adagio “chi tocca certi fili”…”.

Certo, dopo aver svolto un servizio meritorio sugli intrecci mafiosi e imprenditoriali, su vari personaggi, sono nati tutti i guai”.

Inquietante.

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Videocracy e la vera censura

martedì, 22 settembre 2009

Tanto rumore per nulla.

Le vera censura riguarda altro:

“(…) Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c’erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell’Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse.

Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell’Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi (…).

il PM Geremia, con l’avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, quale ex Presidente dell’IRI (…)

Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l’appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l’abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam (Ferdinando Imposimato, magistrato ed ex parlamentare del Pci e del Pds)”.

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Su Prodi archiviazione fantasma

sabato, 13 giugno 2009

Panorama

Giacomo Amadori, su Panorama:

“Il giudice per le indagini preliminari Tiziana Macrì è persona notoriamente riservata. Non risultano sue interviste negli archivi: è donna precisa e scrupolosa, che non ama essere tirata per la toga. Il 19 febbraio 2009 l’agenzia Ansa batte la notizia: “La procura generale di Catanzaro ha depositato al gip la richiesta di archiviazione della posizione dell’ex premier Romano Prodi nell’ambito dell’inchiesta Why not”. Insieme con lui escono dal procedimento una decina di personaggi più o meno famosi. Una notizia che in procura non hanno mai smentito e che ha suscitato fastidio nell’ufficio del gip”.

“Da allora Macrì ha iniziato a studiare le carte e, per quanto risulta a Panorama, non ha ancora depositato l’ordinanza di archiviazione. “Sono atti coperti da segreto e di cui vanno informati solo i diretti interessati” taglia corto una funzionaria”.

(continua…)

Felicità  è un bicchiere di vino, con un Prodino, la felicità…

sabato, 14 marzo 2009

Romano Prodi foto

Prodi ha preso la tessera del Pd. Unanime, per una volta, il giudizio dei politici. 

Bersani:

Avere in tasca la stessa tessera di Prodi mi mette di buonumore“.

Dario Franceschini:

Sono felice, felice politicamente e personalmente. E so che qualche milione di elettori, dell’Ulivo prima e del Pd poi, oggi saranno felici come me“.

Berlusconi:

“Sono commosso, davvero commosso: oggi ho avuto la conferma che Dio esiste“.

 

 

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Tutte le balle del Partito democratico e de la Sinistra l’Arcobaleno

giovedì, 10 aprile 2008

Romano Prodi e Walter Veltroni foto

Dunque, ricostruire due anni di menzogne propalate dalla sinistra al governo – e cioè dal Partito democratico e da la Sinistra l´Arcobaleno -, è impresa davvero ardua. 

Nondimeno, si farà  un tentativo in tal senso. Partiamo.

Non faremo più condoni“. Questa, la promessa solenne fatta dal centrosinistra.

Che arrivato al potere, però, ha varato diversi condoni.

Uno, a favore degli imprenditori agricoli che non erano in regola con i versamenti contributivi all´Inps.

Un altro, a favore degli imprenditori che avevano assunto dipendenti al “nero“. Condono, quest´ultimo, valevole anche come amnistia.

Un altro ancora, per i Comuni campani che – alla data del primo gennaio 2008 – non avevano predisposto piani per lo smaltimento dei rifiuti.

Insomma, sul versante condoni, il centrosinistra s´è dato parecchio da fare!

Andiamo avanti.

Altro ambito campale, su cui il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno s´erano impegnati a determinare una “discontinuità ” rispetto al centrodestra, è quello pertinente la “questione Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura”.

Infatti per ossequiare questo impegno, Prodi – che è Presidente del Partito democratico -, ha “piazzato” al Ministero della Giustizia Clemente Mastella.

Il quale, candidamente, dichiarava in quei giorni di aver fatto il testimone di nozze al mafioso Francesco Campanella.

Che è soltanto la persona che ha fornito i documenti falsi a Bernardo Provenzano, per garantirgli una comoda latitanza.

Lo stesso Campanella, va pure aggiunto, che in un´aula di tribunale ha tirato in ballo – per una storia di tangenti -, Mastella, Salvatore Cardinale e Massimo D´Alema (essendo, poi, da quest´ultimi querelato).

Sempre in quest´ambito – quello cioè dell´Ordine, della Legalità  e del rispetto della Magistratura -, si segnala la scelta – operata dai signori del Pd e de la Sinistra l´Arcobaleno -, di premiare diversi personaggi. Dal passato sicuramente encomiabile!

Così va inquadrata la scelta di impiegare al Ministero dell´Interno, l´ex terrorista Roberto Del Bello.

Oppure quella di nominare alla segreteria della Presidenza della Camera, l´ex terrorista Sergio D´Elia.

Ma anche quella di premiare – con un posto di lavoro – l´ex Brigatista rossa, Susanna Ronconi.

Oppure quella di trovare occupazione, all´ex Brigatista rossa Anna Laura Braghetti: condannata a due ergastoli, e che tra le tante cose è stata anche la carceriera di Aldo Moro.

Così come in quest´ottica, va pure inquadrata la scelta di piazzare alla vice presidenza della Commissione Giustizia della Camera, il pluripregiudicato “leonkavallino” Daniele Farina. Che infatti s´è dato subito da fare, per provare a realizzare una legge ad personam, utile a depenalizzare qualche reato per i suoi amici no global e nazicomunisti vari.

Sempre in tema di Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura: non si può che parlare di indulto.

Grazie a cui si sono “graziati” i mafiosi in regime di 416 ter.

Si è graziata l´ex terrorista Susanna Baraldini. Si è fatto uscire dal carcere un mafioso e diversi camorristi.

Indulto che ci è costato 500 milioni di euro. Indulto che mette a rischio nove sentenze su 10.

Indulto che ha determinato un aumento di furti d´auto del 72,92%.

Indulto che in un anno ha fatto raddoppiare le rapine in banca.

Per non parlare, poi, dell´altro indulto che – per fortuna – Anna Finocchiaro (del Partito democratico), non è riuscita a far approvare.

Ancora in tema di Ordine, Legalità  e rispetto della Magistratura, si segnalano alcuni episodi.

L´epurazione del Comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale: “reo” di non aver obbedito a Visco, che voleva fossero rimossi alcuni finanzieri che avevano osato indagare su Unipol.

Si segnala l´epurazione di De Magistris.

Il quale, invece, s´era permesso di indagare su Mastella e su Prodi.

A tal riguardo occorre dire, comunque, che Prodi – indagato da De Magistris per il reato di abuso d´ufficio -, nessun pericolo avrebbe corso: infatti nel 1997 s´è confezionato una piccola legge ad personam, con cui s´è depenalizzato il reato in questione (per cui anche all´epoca dei fatti, risultava indagato per atti compiuti quando era Presidente dell´Iri).

Ancora in tal ambito viene in rilievo l´epurazione di Clementina Forleo. Colpevole, quest´ultima, di voler a tutti i costi tirare in ballo D´Alema, Fassino e Nicola la Torre, nelle torbide vicende Unipol.

Non c´è che dire: hanno rispettato la Legge, l´Ordine e soprattutto la Magistratura.

Ancora in tema di promesse mancate.

Aboliremo i Cpt (i centri di permanenza temporanea che accolgono gli immigrati clandestini)”: e infatti i Cpt sono tutti ancora in vita.

Aboliremo la legge Fini-Bossi“: e infatti la legge Fini-Bossi – con qualche piccola modifica – è ancora lì, perfettamente in vigore.

Supereremo o aboliremo la legge Biagi“: e infatti la legge Biagi – con qualche piccola modifica – è ancora tutta in vigore.

Ancora.

Abbandoneremo tutti i territori dove i nostri militari sono impegnati a fare la guerra, e soprattutto ridurremo le spese militari“.

Infatti i nostri militari sono stati ritirati dall´Iraq, ma per essere impiegati in Libano. Mentre in Afghanistan nulla è cambiato rispetto al periodo in cui governava il centrodestra!

Sulle spese militari, poi, le si è portate alla cifra più alta di tutti i tempi: 12 miliardi di euro.

Promesse mantenute, come no!

Veniamo, poi, alle questioni economiche. Con la prima promessa.

Noi non aumenteremo le tasse. Noi le tasse le diminuiremo e faremo redistribuzione a favore delle fasce meno agiate della popolazione“. Come no!

Infatti il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno hanno introdotto – con il governo Prodi – 67 nuove tasse!

Con la Finanziaria 2007, poi, hanno rapinato tutti.

Al single operaio con 15.000 euro lordi l´anno, hanno regalato 7 euro in più al mese. Peccato, poi, gli abbiano fatto lievitare le addizionali locali, anche del 600%!

D´altra parte lo stesso Marco Rizzo, dichiarava a quei tempi:

Perché alla fine un operaio di Mirafiori con moglie e due figli a carico ci rimette“.

Lo sapevano, e ciò nonostante: hanno vessato gli operai. Alla faccia della redistribuzione!

L´effetto nocivo della Finanziaria 2007 su chi lavora in fabbrica, d´altra parte, è stato rivelato anche da Mario Draghi.

Lo ha riscontrato – e in più di una circostanzaanche la Uilm.

Poi la rapina vera è arrivata con lo sblocco delle addizionali locali: un vero e proprio Tsunami.

Addirittura l´Unità  non ha potuto fare a meno di notare come con Prodi, si siano introdotte troppe tasse nel nostro Paese.

D´altra parte in un anno – rispetto all´estate 2006 -, il numero di coloro che è andato in vacanza, s´è ridotto di tre milioni. Ammazza che effetto redistributivo!

Per non parlare, poi, del fatto che la Finanziaria 2007 abbia fatto macelleria sociale: ad esempio riducendo del 40% le Prefetture. Un modo per garantire i cittadini, come no!

Con la stessa legge di bilancio, poi, si sono tagliati i fondi ai Paesi poveri e per la lotta contro l´Aids. Complimenti!

D´altra parte lo stesso Fassino s´è trovato a pronunciare un mea culpa.

Vogliamo poi parlare della rapina fatta alle tredicesime, anche dei pensionati? Meglio di no, per decenza!

Con la Finanziaria 2008, invece, le cose sono cambiate parecchio. Come no!

Nulla s´è fatto per i poveri!

E invece s´è reintrodotta la tanto vituperata detassazione tremontiana delle plusvalenze. Ammazza, che facce toste!

Il segretario della Uilsindacato socialista – infatti non ha potuto trattenersi dal dire come con la legge di bilancio 2008, si siano affamati pensionati e lavoratori dipendenti!

Sempre in tema, parliamo di pressione fiscale.

Con Berlusconi s´attestava al 40,5%: il livello più basso dal 1991.

Con il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno, la pressione fiscale è arrivata al 43,3%: il livello più alto dal 1997 (quando comunque governava Prodi).

Vogliamo parlare della lotta alla evasione fiscale? Bene!

Qui, per non saper né leggere né scrivere, s´è analizzato come con Tremonti si sia recuperata più evasione fiscale che con Visco (in un anno). Per non sapere né leggere né scrivere.

Allo stesso risultato, però, è arrivato anche il professor Luca Ricolfi. Il “sinistro” Luca Ricolfi (quello che ha detto che il centrosinistra è una coalizione di cazzari).

Secondo il docente universitario – e potete trovare quanto di seguito si riporta, a pagina 57 del suo libro “Ostaggi dello Stato” -, l´effetto-Visco – nel recupero dell´evasione fiscale -, forse è stato addirittura negativo!

Ecco cos´ha detto nel suo libro, Ricolfi:

“Sotto quest´ultima ipotesi, il gettito previsto salirebbe a 728,4, che risulta addirittura maggiore del valore tendenziale (782,2), il che farebbe ricomparire lo spettro di un effetto-Visco negativo (-0,2 miliardi), in sostanza l´assenza di qualche misurabile risultato della lotta all´evasione fiscale“.

“Per adesso, tutto quel che possiamo dire è che la nostra migliore stima per il 2006 fornisce un recupero di 1,8 miliardi e quella per il 2007 di 2,6 miliardi, anche se – per entrambi gli anni – non mancano varianti che suggeriscono un effetto-Visco negativo“.

“Un po´ poco per giustificare i tanti proclami trionfalistici che abbiamo sentito in questo primo scorcio di legislatura. Certamente abbastanza per togliere qualsiasi credito alla stima di 20 miliardi di gettito recuperato che tante volte l´opinione pubblica ha dovuto ascoltare in televisione o leggere sui giornali”.

Chiaro? Andiamo avanti! Con un´altra promessa.

Noi risaneremo i conti pubblici. Perché Berlusconi ha lasciato una situazione di finanza pubblica disastrosa“. Come no!

Infatti il deficit strutturale lasciato da Berlusconial netto di una tantum e del rimborso Iva per le auto° aziendali, di competenza dell´esercizio 2006 -, era pari al 2,4% (nel rapporto deficit/Pil). D´altra parte Padoa Schioppa lo ha ammesso, e ha ringraziato il centrodestra!

Adesso, invece, il Fondo Monetario Internazionale, stima che il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno ci lascino un deficit pari al 2,5% (in rapporto al Pil). Insomma, con loro il deficit è aumentato!

Per non parlare del debito pubblico.

E´ di ieri la notizia che ha ripreso a crescere: passando da 1596 miliardi (di dicembre), a 1621 miliardi di euro (di gennaio). E con l´aggravio di una crescita economica – attesa per il 2008 e per il 2009 – dello 0,3% (e forse di un buco nei conti dello stato, per 7 miliardi di euro).

Questi sono fatti, documentati. Non chiacchiere o propaganda!

Punto.

Update del 12 aprile:

Per la banca d´affari internazionale, Morgan Stanley, il nostro deficit (in rapporto al Pil) arriverà  al 2,7% nel 2008, e al 2,8% nel 2009: “appena qualche decimale sotto il limite del 3% del trattato di Maastricht“. E questo sarebbe il risanamento fatto dai signori del Partito democratico e de la Sinistra l´Arcobaleno?

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