Articoli marcati con tag ‘Silvio Berlusconi’

Il discorso di Berlusconi alla Knesset (video)

giovedì, 4 febbraio 2010


Gli ostacoli alla riduzione delle tasse (1)

martedì, 12 gennaio 2010

Voglio i tuoi soldi I want your money foto

Per introdurre il sistema fiscale a due aliquote caldeggiato da Silviuccio nostro, occorrono dai 22,5 ai 30 miliardi di euro (come abbiamo raccontato ieri). Sono tanti soldi, indubbiamente. Ma si possono mettere assieme, se c’è la volontà politica, con relativa faciltà: è sufficiente individuare i capitoli di spesa (pubblica) su cui far cadere l’accetta.

Ad esempio.

Se si abolissero le Province, le casse dello stato risparmierebbero 10,6 miliardi di euro; vale a dire dal 30 al 50% (circa) dell’importo necessario a finanziare le due aliquote:

Abolire le province comporterebbe per lo Stato un risparmio di 10,6 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes il quale mette in evidenza che nel solo 2006 la spesa complessiva delle Province italiane è stata pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell’ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati secondo la Ragioneria Generale dello Stato), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l’abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2008, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali”.

E’ tutto così semplice? Bastano pochi minuti per racimolare i quattrini che servono ad abbassare le tasse agli italiani?

In teoria, sì; in pratica, purtroppo, no. Esiste pur sempre la fame di poltrone dei politici:

La polemica rilanciata da Libero sull’inutilità delle Province sembra fatta apposta per colpire la Lega, uno dei pochi partiti territoriali (…)”.

Da tempo la Lega Nord ne difende il ruolo e la funzione, come baluardo non solo di identità ma anche come veicolo per offrire risposte in tempi celeri alle esigenze dei cittadini (…)“.

Ripeto – conclude Cesarino Monti – se vogliamo mettere mano per diminuirne i costi sono d’accordo. Ma non si cancellano realtà utili e sentite dalla gente. Mi sembra che tutta questa polemica sia nata solo per colpire i partiti territoriali come la Lega Nord”.

(Continua).

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Le due aliquote di Silvio costano 20-30 miliardi. Spiccioli (il Federalismo fiscale ne costa 100-150)

lunedì, 11 gennaio 2010

Due sole aliquote: una al 23% per tutti i redditi fino a 100.000 euro, e un’altra al 33% per tutti i redditi superiori al medesimo importo. E’ il vecchio cavallo di battaglia di Silviuccio nostro; l’antico sogno che ogni elettore di centrodestra spera si traduca in realtà.

Già. Ma quanto costa il passare dalle parole ai fatti, dai sogni alla realtà?

Ce lo racconta Vincenzo Visco:

Tra un punto e mezzo e due di Pil”. Che, tradotto in soldi, significa: tra i 22,5 e i 30 miliardi di euro (il giornalista di Libero ha sbagliato a fare i calcoli). È un importo sicuramente consistente. E, tuttavia, non va dimenticato che ogni anno spendiamo oltre 800 miliardi di euro per tenere in vita il pachiderma chiamato Stato. Possibile che non si riesca a ridurne i costi per 30 miliardi di euro, onde abbassare le tasse ed introdurre le succitate due aliquote?

Non diciamo cazzate, per favore. E’ possibile: se si vuole, se c’è la “volontà politica”, è più che possibile.

D’altra parte, la messa all’opera del Federalismo fiscale – scritto dal leghista Calderoli sotto dettatura del Partito democratico – costa tra i 100 e i 150 miliardi di euro (naturalmente, in questo caso, si tratterebbe di un esborso “una tantum”). Ora, si trovano 100 miliardi di euro per varare il Federalismo fiscale, la cui utilità è tutta da verificare, e non si riesce a trovarne 30 per falcidiare le tasse?

E’ difficile da credere. Oltretutto, se così fosse, bisognerebbe allora compiere una scelta: o la riduzione delle imposte in tempi relativamente rapidi, o il via libera all’attuazione concreta del Federalismo fiscale.

Se questo si facesse, se si soppesassero le due “opzioni” per selzionarne una soltanto, la preferenza non potrebbe che essere accordata all’abbattimento delle tasse; poiché da quest’ultimo il contribuente ricaverebbe vantaggi economici molto più consistenti. Ed è facile da dimostrare.

Volete sapere quanto ci frutterebbe, in termini di soldini, il Federalismo fiscale? Eccovi accontentati:

Più che di risparmio immediato, da domani si avrà un sistema più competitivo”.

A regime, ovvero nel giro di cinque anni, il risparmio a famiglia si aggirerà attorno ai 500 euro all’anno, sempre se si riuscirà ad aggredire il mostro: ovvero l’evasione fiscale, che è distribuita in maniera molto difforme, e la spesa pubblica improduttiva, anche questa distribuita in modo assolutamente difforme”. A dirlo è il responsabile economico della Lega, Massimo Garavaglia.

Ricapitolando: se si riesce ad aggredire l’evasione fiscale (non ridete) e a ridurre gli sprechi, il Federalismo fiscale farà risparmiare – nel giro di un lustro, e quindi non subito – 500 euro l’anno a famiglia.

Bene. Ora volete sapere quanto si risparmierebbe con le due aliquote di Silviuccio nostro? Anche in questo caso, eccovi accontentati:

Tabella due aliquote di Silvio foto

Ricapitolando (cliccate e vedrete la tabella ingrandita):

Con un reddito lordo annuo di 28.000 euro, le due aliquote consentirebbero di risparmiare 820 euro all’anno (60 al mese). Con un reddito di 55.000 euro, il risparmio annuo sarebbe pari a 7.125 euro (524 al mese). Con un guadagno di 75.000 euro, le due aliquote consentirebbero di economizzare 12.150 euro all’anno (893 al mese). Con 100.000 euro, il risparmio sarebbe di 18.500 euro annui (1.360 al mese). Con 200.000 euro, il portafogli guadagnerebbe 19.250 euro ogni anno (1.415 al mese). Con un reddito di 300.000 euro lordi annui, il risparmio sarebbe pari a 29.950 euro l’anno (2.151 al mese). E con un reddito di 500.000 euro, il risparmio sarebbe di 49.250 euro annui (3.621 al mese).

Cosa preferite: le due aliquote o il Federalismo fiscale?

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La Mafia contro

lunedì, 7 dicembre 2009

Nella vicenda che vede coinvolto, quale sommo accusatore di Berlusconi, il novello pentito Gaspare Spatuzza, c’è un aspetto che più di tutti deve far riflettere: il pluri-omicida e stragista in questione, ha ottenuto la benedizione del proprio Capo-Mafia di riferimento, uno dei due fratelli Graviano (che gli ha espresso il proprio benestare, nel corso di un’udienza processuale).

Giova ricordare che i Graviano, a detta di Spatuzza, sarebbero i mafiosi che hanno brigato con il Cav., e fatto mettere le bombe per soddisfarne le richieste.

Ora, questo dettaglio, la benedizione offerta da un mafioso al “picciotto traditore”, è qualcosa di assolutamente inedito nella storia di Cosa Nostra. La quale, come tutte le società segrete fondate su un “codice d’onore” ed una precisa ritualistica, sanziona puntualmente – con minacce, calunnie ed intimidazioni – il “tradimento” ad opera di un proprio affiliato.

Perché i Graviano, anziché minacciare il “traditore”, gli hanno dato la propria benedizione? Perché lo hanno fatto, visto che lo stesso li ha accusati di ulteriori efferati crimini?

Non ha logica, tutto ciò. Per questo c’è qualcosa che non quadra, in questa storia. Qualcosa che prefigura una precisa strategia volta a destabilizzare il sistema politico nel suo insieme, e non solo Berlusconi, si badi bene.

Offrendo a Spatuzza il proprio benestare, è come se i Graviano avessero voluto inviare un messaggio ai politici: “State attenti. Chi ci colpisce, chi mette in galera i nostri affiliati, chi inasprisce le pene a nostro carico, chi facilita la confisca dei nostri beni, come ha fatto Berlusconi con il suo esecutivo, farà la nostra fine. Verrà gettato nel fango. Muoia Sansone con tutti i filistei!”.

Solo così, si spiega la benedizione “impartita” da un boss-non pentito ad un traditore. E’ come se i Graviano gli avessero detto: “Fa’ pure; siamo con te”.

Questo sospetto, non a caso, ha iniziato ad affacciarsi anche nelle valutazioni di alcuni esponenti del centrosinistra. Ad esempio Luciano Violante, si è chiesto:

Qual è la ragione politica che sta muovendo questi mafiosi?”.

Nel caso del pentito Spatuzza è successo qualcosa che non era mai accaduto”.

Spatuzza parla con la benedizione del suo capo. Che ad oggi non è un pentito. Ma invece di disprezzarlo gli dice: io ti rispetto”.

Non sappiamo se le accuse sono vere o false. Ma dobbiamo comunque chiederci: perché accusano? (…)”.

Secondo Violante, infatti, c’è il rischio:

Che il sistema si autodistrugga. E che il futuro possa dipendere dalla strategia della mafia. Stanno costruendo alleanze? E in quale direzione?”.

Ecco, Violante ha perfettamente centrato la questione: c’è il rischio che il sistema politico nel suo insieme finisca per essere polverizzato dalla Mafia; la quale, utilizzando un esercito di falsi pentiti, può in qualunque momento coinvolgere esponenti politici di ogni schieramento; tenendo, in questo modo, la politica sotto scacco e ricattandola.

Ciò che la plebe fascista ed incolta del No Democracy Day, del No B Day, non capisce, è che in questo momento “schierarsi” con Spatuzza, dando allo stesso credibilità, e per di più in modo pubblico, equivale a lanciare un segnale ambiguo e pericoloso alla Mafia. Un messaggio che finisce per avallarne la strategia.

Che non può che essere una: ricattare il ceto politico, oggi Berlusconi e domani qualcun altro, al fine di vedere revocati i provvedimenti punitivi che lo stato ha adottato contro di essa. Si tratti del 41 bis, o del suo inasprimento; del divieto di patteggiamento in appello per i mafiosi, o delle norme per facilitare la confisca dei loro beni.

E’ una partita a scacchi, tra Mafia e Stato: se si sbaglia mossa, è finita per lo Stato.

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Un funzionario di Polizia avrebbe cercato di convincere un pentito di camorra a fare il nome di Berlusconi

mercoledì, 2 dicembre 2009

La situazione è questa.

Qualche settimana fa, il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, ha divulgato il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche che dovrebbero essere agli atti dell’inchiesta che lo coinvolge, e che riguardano esponenti della camorra.

Da queste conversazioni, che risalgono al 2001, e che sono intercorse tra il boss Carmine Schiavone e tal Giuseppe Pagano, entrambi collaboratori di giustizia -, emerge uno scenario inquietante:

Giuseppe Pagano: “Don Carmine come andiamo?”.

Carmine Schiavone: “Eh, come andiamo, sempre in guerra con queste merde del Servizio Centrale… comunque se mandi a fare in culo il Servizio… quelli non mollano, perché non possono fare i processi senza di noi”.

Pagano: “Ma stai zitto, a me mi fanno avvelenare tutti i giorni”.

Schiavone: “Uh, dovessi vedere, stamattina li ho cacciati fuori”.

Pagano: “Carminuccio, questo non lo devi fare perché te li metti troppo contro!”.

Schiavone: “Ma, contro, io già ci sto da parecchi anni. Da quando stava quel piecoro di Cirillo che andava cercando che io accusassi Berlusconi… Eh, io gli dissi: ma chi cazzo lo conosce!”.

La persona indicata dal pentito dovrebbe essere l’attuale vice capo della Polizia di Stato, Francesco Cirillo. Che, dal 1993 al 1997, è stato alla Dia di Napoli; per poi ricoprire, fino al 2000, l’incarico di capo del Servizio Centrale di Protezione; e che:

Dal 2008 a oggi quale vice capo della polizia ha la delega alla Criminalpol nel cui ambito rientra il servizio protezione pentiti”.

I senatori del Pdl, Gasparri e Compagna, hanno rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, per sapere se il Cirillo di cui si fa menzione nelle suddette intercettazioni sia proprio il vice capo della Polizia; e per conoscere quale tipo di rapporti o contatti, il succitato funzionario abbia avuto:

Con Carmine Schiavone e con Giuseppe Pagano”, e “con quali collaboratori di giustizia il Cirillo abbia dato corso a colloqui investigativi, quali collaboratori di giustizia erano affidati al servizio di protezione nel periodo in cui il dottor Cirillo ne era responsabile, ovvero sono affidati da quando il medesimo dottore ricopre la carica di vice capo della polizia”.

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Il successore di Silvio? Per il 59% degli elettori del Pdl deve essere Fini

domenica, 29 novembre 2009

(continua…)

“Cercasi killer professionista per uccidere Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

lunedì, 19 ottobre 2009

cercasi killer Berlusconi facebook

Un altro gruppo di bontemponi? Un altro gruppo di goliardi?



“Resuscitiamo le Brigate Rosse ed ammazziamo Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

lunedì, 19 ottobre 2009

resuscitiamo le brigate rosse ed ammazziamo Berlusconi facebook

Un altro gruppo di simpatici burloni?

Meno male che è stato chiuso (l’immagine è tratta dalla cache di Google).

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“Uccidiamo a badilate (o con lapidazione) Berlusconi”, gli effetti della campagna d’odio de la Repubblica e di Di Pietro

domenica, 18 ottobre 2009

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

uccidiamo berlusconi facebook

Sono solo chiacchiere da bar? Un gioco innocuo? Un divertissement innocente come tanti altri?

uccidiamo berlusconi facebook

La cosa più sconvolgente, è che queste persone odiano Berlusconi senza averne una giustificazione plausibile, cioè politica. Lo odiano solo perché viene rappresentato loro come incarnazione del Male, e quindi considerano necessario, giusto e doveroso contrastarlo in ogni modo e abbatterlo!

Queste persone, come milioni d’altre, ignorano finanche quali siano i provvedimenti di governo adottati da Berlusconi. Sono certo, ad esempio, nessuno di essi sappia della social-card, e nessuno immagini che essa costituisca, nella storia repubblicana, il primo – ancorché modesto, modestissimo – intervento a favore di chi si trovi in condizione di “povertà assoluta”. Sono all‘oscuro di questo, ne sono certo, così come ignorano la quasi totalità degli interventi adottati dal suo esecutivo.

Questo, è l’effetto più perverso della criminalizzazione continua ai danni di Berlusconi, fatta da la Repubblica e da Di Pietro: è che, ormai, lo si attacca a priori, senza un perché. Lui, come chi lo supporta.

Siamo arrivati al punto che finanche noi blogger di centrodestra, sempre più di frequente, veniamo apostrofati – ed è ciò che fanno Curzio Maltese e Giuseppe D’Avanzo, con i giornalisti di Libero e de Il Giornale -, quali servi, scendiletto prezzolati, cani scodinzolanti. Insomma: si ritiene che chi appoggia Berlusconi, e le sue politiche, non possa farlo se non per convenienza personale.

Capite la gravità di questo assunto, oppure no? Capite che vogliono morti finanche noi, o no?

Questo blog esiste da 4 anni, e in 4 anni nessuno mai s’era permesso di dirmi: “Ma ti pagano, per scrivere certe cose”? E negli ultimi mesi, commenti di questo tenore, sono piovuti qui in quantità industriale! Commenti che offendono chi li lascia; ma più ancora gli elettori moderati e democratici di sinistra! Perché queste valutazioni danno l’idea del nullo tasso di democraticità della più parte degli elettori della gauche italica. Per i quali, questo sembra, non è possibile votare centrodestra. Chi lo fa, necessariamente, deve avere motivazioni inconfessabili. E’ criminalizzazione allo stato puro!

Prendete le distanze da la Repubblica e Di Pietro, e dalla loro campagna d‘odio e di plagio. Mostrateci che un’altra sinistra, democratica e civile, esiste. Noi non la vediamo! C’era sembrato di scorgerla nel progetto originario di Pd tratteggiato da Veltroni. E, infatti, molti di voi l’hanno “killerato“, preferendogli il fascista Di Pietro!

Fermate la campagna d‘odio de la Repubblica e di Di Pietro! Fermatela voi, che votate a sinistra; noi non possiamo fare alcunché. Noi abbiamo i fucili puntati contro. Noi siamo nel mirino di questa gente!

Siete voi, che dovete ribellarvi. Perché questa degenerazione del clima politico rende impossibile innanzitutto alla “sinistra vera” di presentarsi quale alternativa credibile all’attuale maggioranza di governo. Ma chi credete possa votare persone che paragonano Berlusconi ad Hitler, se non dei pazzi? Pensate che persone dotate di raziocinio, cultura, intelligenza media; persone che hanno problemi economici e faticano ad arrivare alla quarta settimana, accettino di “barattare” il voto dato a Berlusconi, con un voto a favore di chi, da oltre un anno e mezzo, non dice una – che sia una! – parola di politica e pensa solo a berciare insulti?

La Repubblica e Di Pietro, cari compagni del Pd, stanno ammazzando voi. Non solo noi!

Ribellatevi, se siete democratici per davvero.

P.S.: ma la Polizia Postale cosa aspetta ad oscurare questo gruppo Facebook? Cosa????

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Minacce di morte a Berlusconi, Fini e Bossi

sabato, 17 ottobre 2009

Al quotidiano Il Riformista è stata recapitata una missiva contenente minacce di morte indirizzate a Berlusconi, Fini e Bossi, firmata dalle “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente”.

Questo, il succo della lettera: “Berlusconi dimettiti e consegnati alla giustizia, altrimenti ti giustizieremo noi”.

Niente di cui preoccuparsi, vero?

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